Tra le figure più imponenti della storia della Chiesa, San Tommaso d'Aquino (il Dottore Angelico) spicca non solo come erudito, teologo e filosofo, ma anche come un gigante della santità e della profonda devozione eucaristica. La sua vita fu un inno all'amore per il Santissimo Sacramento, culminato in esperienze mistiche e nella composizione di preghiere e inni che ancora oggi nutrono la fede.

La Profonda Pietà del Dottore Angelico
La sua venerazione per l'Eucaristia non fu solo una questione dottrinale, ma una realtà vissuta quotidianamente e in modo straordinario, segnata da un'intensa unione con Dio.
Un'Infanzia di Fede Profonda
Già dalla tenera età, la sua profonda pietà era evidente. Un giorno, mentre faceva il bagno al bambino, la sua balia notò che nascondeva un foglietto nella mano. I suoi tentativi di toglierglielo furono vani: lo teneva stretto con forza, stringendolo contro il petto, e piangeva ogni volta che qualcuno cercava di aprirgli la manina. Questa tenacia, tuttavia, non si addiceva al suo carattere tenero e tranquillo. Quando sua madre riuscì finalmente a prendere il foglio, vi trovò sopra la semplice scritta: «Ave Maria». Si ipotizza che questa profonda pietà non potesse che avere origine dalla protezione della Santissima Vergine.
La Vita Quotidiana di Adorazione
Essendo già sacerdote domenicano, il suo primo atto della giornata era stare in adorazione davanti al tabernacolo. Dopo il Mattutino, celebrava una Messa e subito dopo assisteva ad altre due, nelle quali serviva quasi sempre come accolito. L’unione con Dio raggiunse un tale apice nella sua anima che egli fu favorito con il dono della contemplazione infusa, così come di quello della levitazione e delle lacrime.
L'Esperienza Mistica e la Conferma Divina
Uno degli episodi più celebri avvenne durante gli ultimi anni di permanenza del Dottore Angelico su questa terra, quando stava terminando di scrivere il Trattato sull’Eucaristia, inserito alla fine del suo capolavoro, la Somma Teologica. Deciso a scoprire il motivo della “fuga” di un frate, lo zelante confratello una volta seguì il “trasgressore”: scesero le scale, attraversarono un corridoio e infine raggiunsero la cappella di San Nicola, dove il monaco entrò. Poiché ci stava mettendo troppo tempo, il frate decise di entrare e lo trovò in preghiera, sospeso in aria! Inoltre, sentì una voce chiarissima provenire dal crocifisso: «Tommaso, hai scritto bene di Me. Quale ricompensa vuoi per il tuo lavoro?». Sì, questo fervente monaco fu uno dei più grandi geni della Storia: San Tommaso d’Aquino, uomo famoso come erudito, teologo e filosofo, ma che molti dimenticano essere stato un grande Santo.
San Tommaso: Teologo e Poeta dell'Eucaristia
La sua grandezza non si limitò alla teologia scolastica; fu anche un sublime poeta della Presenza Reale.
La Fissazione della Dottrina e la Composizione Poetica
Oltre a fissare la dottrina di questo Sacramento, Tommaso è stato il poeta per eccellenza dell’Eucaristia! Nessuno come lui è stato in grado di tradurre la scienza eucaristica in preghiere e inni così belli. Molte sono state le opere dottrinali di questo glorioso Santo. Tuttavia, nessuna di esse può essere paragonata al suo esempio di virtù!

Le Preghiere Eucaristiche di San Tommaso d'Aquino
Le sue composizioni liturgiche e personali riflettono la profondità del suo pensiero e del suo cuore.
Inni e Canti Eucaristici
San Tommaso è l'autore di alcuni tra i più venerati inni eucaristici, che sono parte integrante della liturgia cattolica.
- Pange Lingua Gloriosi Corporis Mysterium
«Canta, o lingua il mistero del Corpo glorioso, e del prezioso Sangue che quale prezzo del mondo, frutto di un nobile grembo, il Re delle genti effuse. Nato per noi, dato a noi da una vergine intatta, dopo essere vissuto nel mondo, sparso il seme della parola, pose fine alla sua dimora in modo mirabile. Nella notte dell’ultima cena, sedendo a mensa con i fratelli, dopo aver fedelmente osservata la legge nei cibi prescritti, come cibo al gruppo dei dodici dà se stesso con le sue mani. La Parola fatta carne con una parola cambia il pane in carne, e il vino diventa il Sangue di Cristo, e se il senso viene meno, per confermare un cuore sincero basta la sola fede. Un così grande sacramento dunque veneriamo prostrati: e l’antica prescrizione faccia posto al nuovo rito: supplisca la fede alla deficienza dei sensi. Al Padre e al Figlio lode e giubilo, salute, onore, virtù e benedizione: e a Colui che da entrambi procede sia la medesima lode.»
- Verbum Supernum Prodiens
«Il Verbo che viene dall’alto, senza lasciare la destra del Padre, nel compiere la sua missione giunse al termine della sua vita. Sul punto di essere consegnato dal traditore ai complici per essere ucciso, donò dapprima se stesso come cibo di vita ai discepoli. Ad essi diede sotto una duplice specie la Carne e il Sangue; così che con la duplice sostanza cibasse l’uomo tutto intero. Nascendo diede se stesso come compagno, sedendo a mensa insieme come cibo, morendo come prezzo, regnando come premio. Vittima di salvezza che apri le porte del cielo! Ostili guerre premono, donaci forza e aiuto. Al Dio Uno e Trino sia sempiterna gloria; e vita senza termine doni a noi nella Patria.»
Preghiere Prima della Comunione
Queste preghiere esprimono un profondo senso di umiltà, desiderio e consapevolezza della grandezza del Sacramento.
- Preghiera di preparazione
«Dio onnipotente ed eterno, mi accosto al Sacramento del tuo Unigenito Figlio il Signore nostro Gesù Cristo. Mi accosto come infermo al medico della vita; come immondo alla fonte della misericordia; come cieco alla luce dell’eterna chiarezza; come povero e miserabile al Signore del cielo e della terra. Imploro pertanto l’abbondanza della tua immensa larghezza perché tu voglia guarire la mia infermità, lavare le mie sozzure, illuminare la mia cecità, arricchire la mia povertà, coprire la mia nudità, per cui riceva il Pane degli Angeli, il Re dei re, il Signore dei signori, con tale riverenza e umiltà, con tale purezza e fede quale si richiede per la salvezza della mia anima. Concedimi, ti prego, di ricevere non solo il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, ma anche la realtà e la virtù di questo Sacramento. Dolcissimo Dio, fa’ che io riceva il Corpo del tuo Unigenito Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo che egli prese nel seno della Vergine Maria, in modo da essere unito al suo corpo mistico e annoverato fra i suoi membri. Concedimi, Padre amorosissimo, di contemplare infine apertamente e per sempre il Figlio tuo diletto, che ora mi propongo di ricevere adombrato sotto i veli eucaristici. Tu che vivi e regni, o Dio, insieme con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.»
- Preghiera sull'efficacia del Sacramento
«Da mihi, quaeso, Dominici Corporis et Sanguinis non solum suscipere sacramentum, sed etiam rem et virtutem sacramenti.» (Concedimi, Ti prego, di ricevere non solo il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, ma anche la realtà e la virtù di questo Sacramento.)
- Preghiera al Signore Gesù Cristo
«PREGHIAMO Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Passione, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.»
La Preghiera al Viatico Finale
Il momento della sua morte fu un'ulteriore testimonianza della sua fede eucaristica. All’età di quarantanove anni si ammalò gravemente durante un viaggio. I suoi biografi raccontano che i monaci cistercensi di Fossanova che lo accolsero facevano a gara tra loro per portare un po’ di legna per il camino che lo riscaldava, pur di avere l’opportunità di stare con questo maestro che ammiravano tanto. Essendo in punto di morte, chiese il Santo Viatico. Vedendo Gesù nel Santissimo Sacramento entrare nella sua stanza, esclamò con grande emozione: «Signore… sei venuto a farmi visita?». Nonostante l’estrema debolezza, si alzò con fatica dal letto e si prostrò a lungo davanti al Santissimo Sacramento, pregando il Confiteor. Poi si mise in ginocchio e recitò questa commovente preghiera:
«Io ti ricevo prezzo della redenzione della mia anima, io ti ricevo viatico del mio pellegrinaggio. Per tuo amore ho studiato, vegliato, ho sofferto. Tu sei stato l’oggetto della mia predicazione, del mio insegnamento. Nulla mai ho detto contro di te.»
Preghiere Dopo la Comunione
Dopo aver ricevuto il Santissimo Sacramento, San Tommaso elevava a Dio inni di ringraziamento e suppliche per i frutti spirituali.
- I - Preghiera di Ringraziamento
«Ti ringrazio, Signore, Padre onnipotente, eterno Dio, che non per mio merito, ma per sola degnazione della tua misericordia, ti sei degnato di saziare col prezioso Corpo e Sangue del tuo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, me peccatore e servo indegno. Ti supplico perché questa Comunione non sia per me motivo di castigo, ma piuttosto pegno salutare di perdono; mi sia armatura di fede e scudo di buona volontà; liberazione dai miei vizi, distruzione della concupiscenza e dissolutezza, aumento di carità e di pazienza, di umiltà, di obbedienza e di tutte le virtù. Sia mia salda difesa contro le insidie di tutti i nemici sia visibili sia invisibili, quiete perfetta delle passioni carnali e spirituali; con te, unico e vero Dio, stabile unione e possesso beato del mio fine. Degnati, ti prego, di ammettere me peccatore a quell’ineffabile convito, dove tu col tuo Figlio e con lo Spirito Santo sei luce vera, sazietà piena, gaudio sempiterno, giocondità completa e felicità perfetta. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore.»
- II - Supplica per i Doni Spirituali
«Il tuo sacratissimo Corpo e Sangue, dolcissimo Gesù, sia per l’anima mia dolcezza e soavità, salvezza e forza in ogni tentazione, gioia e pace in ogni tribolazione, luce e protezione finale al momento della morte. A te, Dio, fonte di misericordia, mi accosto io peccatore. Degnati dunque di lavare me immondo. Sole di giustizia, illumina chi è cieco; eterno medico, guarisci chi è ferito; Re dei re, rivesti chi è nudo. Mediatore fra Dio e gli uomini, riconcilia chi è colpevole; buon pastore, riconduci chi è errante. Concedi, o Dio, misericordia al misero, perdono al reo, vita a chi è morto, giustificazione all’empio, e di riconoscere te mio Signore e di ringraziarti sempre di tutti i benefici elargitimi da te, e di fare questo con somma gratitudine di cuore. Accordami anche di benedirti sempre, di lodarti e di magnificarti in ogni cosa, e di fare questo con sommo giubilo e tripudio del cuore. E obbedendo a te in tutto ed essendoti sottomesso, sia sempre ricreato dalla tua dolcissima e ineffabile soavità, stando alla tua mensa con i tuoi santi angeli e gli apostoli, sebbene del tutto indegno e ingrato. Tu che con il Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, benedetto nei secoli.»
Preziose lezioni di vita, di San Tommaso d'Aquino || le sue citazioni più sagge e profonde
Altre Preghiere Significative
La spiritualità di San Tommaso d'Aquino si estendeva a ogni aspetto della sua vita, come dimostrano queste altre sue celebri orazioni.
Preghiera per la Sapienza e lo Studio (ante studium)
Questa preghiera, recitata prima dello studio, è una testimonianza della sua umiltà intellettuale e del suo riconoscimento di Dio come fonte di ogni conoscenza.
«Creatore ineffabile, che dai tesori della tua sapienza hai scelto le tre gerarchie degli Angeli e le hai collocate con ordine mirabile sopra il cielo empireo e disposto le parti dell’universo con somma arte: tu, dico, che sei chiamato vera fonte della luce e della sapienza e principio supremo, degnati di far penetrare nelle tenebre del mio intelletto un raggio della tua luce, allontanando da me le doppie tenebre in mezzo alle quali sono nato, quelle del peccato e quelle dell’ignoranza. Tu che rendi eloquenti le lingue dei bambini, istruisci la mia lingua e versa sulle mie labbra la grazia della tua benedizione. Dammi acutezza nel comprendere, capacità di ritenere, metodo e facilità nell’imparare, sottigliezza nell’interpretare, grazia copiosa nel parlare. Inspira l’inizio, guida il progresso, corona la fine: tu che sei vero Dio e vero uomo e vivi e regni nei secoli dei secoli.»
Preghiera per le Virtù
Una preghiera ampia e profonda che riassume il suo desiderio di una vita virtuosa, pienamente orientata a Dio.
«Lodo, glorifico, benedico te, Dio mio, per gli immensi benefici elargiti a me, indegno. Lodo la tua clemenza che mi aspetta a lungo, la tua dolcezza che finge soltanto di castigare, la tua pietà che chiama, la benignità che accoglie, la misericordia che rimette i peccati, la bontà che ricompensa al di là dei meriti, la pazienza che non ricorda l’offesa, la condiscendenza che consola, la longanimità che protegge, l’eternità che conserva, la verità che rimunera. Che dire, Dio mio, della tua ineffabile generosità? Tu infatti mi chiami quando fuggo, mi accogli al ritorno, mi aiuti nel dubbio, mi allevi nella disperazione, mi stimoli quando sono negligente, mi armi quando combatto, mi coroni quando trionfo. Non mi disprezzi, peccatore qual sono, dopo la penitenza e non ricordi l’offesa. Liberi da molti pericoli, addolcisci il cuore e lo volgi alla penitenza. Atterrisci con i supplizi, attiri con le promesse, castighi con i flagelli. Custodisci con il ministero degli angeli, procuri i beni temporali, riservi per noi i beni eterni. Esorti con la bellezza della creazione, inviti con la clemenza della redenzione, prometti i premi della ricompensa celeste. Per tutti questi beni non sono capace di lodarti degnamente. Rendo grazie alla tua maestà per la sovrabbondanza della tua immensa bontà, affinché tu moltiplichi sempre in me la grazia e, moltiplicatala, la conservi, e, conservatala, la ricompensi. Dio onnipotente, che sai tutto, che non hai principio né fine, che doni e conservi le virtù, degnati di stabilirmi sul solido fondamento della fede, di difendermi con lo scudo inespugnabile della speranza e di ornarmi con la veste nuziale della carità. Concedimi di esserti sottomesso con la giustizia, di guardarmi dalle insidie del diavolo con la prudenza, di tenere il giusto mezzo con la temperanza, di sopportare pazientemente le avversità con la fortezza. Accordami di chiedere con umiltà il bene che non ho a chi lo ha, di accusare con verità il male delle colpe che ho commesso, di sostenere con equanimità il male della pena che sopporto, di non invidiare il bene del prossimo, di ringraziarti sempre dei tuoi benefici. Fa’ che sia sempre composto nel vestire, nel camminare e nel mio agire. Aiutami a evitare discorsi vani, a trattenere i miei piedi, a raccogliere lo sguardo incapace di contenersi, a chiudere gli orecchi ai vani rumori, a inclinare umilmente il volto, a elevare l’intelletto alla considerazione delle cose celesti, a disprezzare i beni transitori e a desiderare soltanto te, a dominare la carne e a purificare la coscienza, a onorare i santi e a lodare te degnamente, a progredire nel bene e a terminare gli atti buoni, con un fine santo. Signore, pianta in me le virtù, perché io mi senta attratto per le cose divine; sia provvido circa i doveri umani, e non di peso a nessuno circa l’uso del mio corpo. Signore, dammi una contrizione fervente, una confessione pura, una soddisfazione perfetta. Degnati di ordinare le mie intime inclinazioni, per mezzo di una buona vita, perché faccia quello che è decoroso, quello che serve di merito a me e di esempio al prossimo. Concedimi di non vagheggiare mai di compiere azioni senza saggezza, e di provare riluttanza per tutto quello che si fa per pigrizia. Non sorga in me il desiderio d’incominciare qualche opera anzitempo; né, una volta intrapresa, io l’abbandoni prima di averla condotta a termine. Accordami, Signore mio Dio, di non venire meno nelle prosperità e nelle avversità, perché in quelle non mi esalti e in queste non mi abbatta. Di nessuna cosa io mi rallegri o mi dolga se non di ciò che conduce a te o lontano da te. A nessuno desideri piacere o tema di dispiacere se non a te. Perda valore per me, Signore, tutto ciò che è effimero e mi sia caro tutto ciò che è tuo. Mi rincresca la gioia senza dite, né desideri altro fuori di te. Rendimi, Signore mio Dio, obbediente senza contraddizione, povero senza avvilimento, casto senza corruzione, paziente senza mormorazione, umile senza finzione, lieto senza dissipazione, triste senza abbattimento, maturo senza pesantezza, pronto senza leggerezza, timorato senza disperazione, veritiero senza doppiezza, operatore di bene senza presunzione; concedimi di correggere il prossimo senza orgoglio e di edificarlo, con la parola e con l’esempio, senza simulazione. Dammi, Signore Dio mio, un cuore sempre vigile, che nessun pensiero vano porti lontano da te, dammi un cuore nobile, che nessun indegno affetto trascini in basso, dammi un cuore retto, che nessuna cattiva intenzione faccia deviare, un cuore saldo, che nessuna tribolazione spezzi, un cuore libero, che nessuna passione violenta soggioghi. Donami, Signore Dio mio, un intelletto che ti conosca, una diligenza che ti cerchi, una sapienza che ti trovi, uno stile di vita che ti piaccia, una perseveranza che ti attenda con fiducia e una fiducia che ti abbracci alla fine. Concedimi di essere afflitto in questo mondo dalle tue pene per la penitenza, di godere, durante il cammino, dei tuoi benefici per la grazia, di esultare nella patria celeste delle tue gioie per la gloria. Tu che vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli.»
Preghiera alla Beatissima Vergine Maria
La sua devozione mariana, come dimostrato fin dall'infanzia, si espresse anche in questa commovente preghiera.
«Beatissima e dolcissima Vergine Maria, madre di Dio, tutta piena di bontà, figlia del Re dei cieli, signora degli Angeli e madre dei credenti: oggi e per tutti i giorni della mia vita ripongo nelle tue mani pietose il mio corpo e la mia anima, e tutti i miei atti: pensieri, volontà, desideri, parole e opere, tutta la mia vita e la mia morte, affinché, per tua intercessione, siano ordinati al bene, conforme alla volontà del tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo; e tu, Signora mia santissima, sii per me aiuto e conforto contro le insidie e le astuzie dell’antico avversario e di tutti i nemici della mia anima. Dal tuo diletto Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, degnati di ottenermi la grazia con cui possa resistere alle tentazioni del mondo, della carne e del demonio, e mantenere sempre fermo il proposito di non più peccare, e di perseverare invece nel servizio tuo e del tuo diletto Figlio. Ti supplico pure, Signora mia santissima, di impetrarmi una vera obbedienza e una vera umiltà di cuore, perché mi riconosco misero e fragile peccatore, incapace non solo di compiere qualsiasi opera buona, ma anche di resistere alle ricorrenti tentazioni, senza la grazia e l’aiuto del mio Creatore e le tue sante preghiere. Ottienimi, Signora mia dolcissima, una costante castità di mente e di cuore, perché possa con cuore puro e corpo casto servire al tuo Figlio e a te, nel tuo diletto Ordine. Ottienimi da Lui una volontaria povertà con pazienza e tranquillità di spirito perché possa sostenere gli impegni del mio stato, e lavorare per la salvezza mia e del mio prossimo. Ottienimi ancora, Signora dolcissima, una verace carità, perché ami con tutto il cuore il tuo sacratissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo; e te, dopo di Lui, sopra ogni altra creatura; e il prossimo in Dio e per Dio, sì da godere del suo bene, soffrire del suo male, non disprezzare né giudicare temerariamente alcuno, né preferirmi ad alcuno nel segreto del mio cuore. Fa’ ancora, Regina del cielo, che custodisca sempre nel mio cuore l’amore e il timore del tuo dolcissimo Figlio; che di continuo renda grazie per i tanti benefici concessimi non per mio merito, ma per sua bontà; che faccia una confessione pura e sincera e una vera penitenza dei miei peccati, per meritare la sua misericordia e la sua grazia. Infine, ti prego perché al termine della mia vita, tu che sei madre impareggiabile, porta del cielo e avvocata dei peccatori, non permetta che io, indegno tuo servo, possa deviare dalla fede cattolica; ma soccorrimi con la tua grande bontà e misericordia, difendimi dagli spiriti del male e infondimi speranza nella gloriosa Passione del tuo Figlio benedetto; ottienimi anche con la tua intercessione il perdono dei miei peccati e, concedendomi di spirare nel tuo e nel suo amore, dirigimi sulla via della salvezza e della gloria eterna.»
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