L'Arte di Luca Giordano: Un Capolavoro sulla Natività
Il tema della Natività di Gesù è affrontato da Luca Giordano in quest'opera con sentita tenerezza. In primissimo piano la Vergine che porge il seno ad un Bambino sgambettante, disteso sopra della umile paglia, mentre li osserva, leggermente in ombra, San Giuseppe.

Opera autografa del grande pittore napoletano seicentesco, è riferibile al periodo trascorso in Spagna presso la corte reale (1692 - 1703) e, più precisamente, agli anni 1696 - 1698. Proveniente dalla collezione Pérez Asencio di Madrid, il quadro si segnala per essere, grazie all'eccezionale stato di conservazione che ne permette una lettura cromatica completa, uno dei più alti esempi del colore e dell'arte di Luca Giordano nel suo momento culminante.
Il Periodo Spagnolo di Luca Giordano
Il Maestro, chiamato nel 1692 dal re Carlo II, rimase in Spagna fino alla morte del sovrano, avvenuta nel 1702. Nei dieci anni trascorsi in terra spagnola, ovunque accolto in maniera trionfale e con grandi onori, realizzò grandiose decorazioni all'Escorial, al Cason del Buon Retiro a Madrid, nella sagrestia della cattedrale di Toledo e dipinse decine di tele per la Corte, per privati e per chiese.

Altre Opere di Luca Giordano e attribuzioni
Nella Sacra Famiglia confortata dagli angeli, nota anche con il titolo Il sogno di San Giuseppe, è raffigurato il momento in cui, in una sosta dalla fuga in Egitto, San Giuseppe addormentato riceve in sogno l’angelo che lo esorta a recarsi nel paese d’Israele.
Al centro della composizione è collocata Maria intenta a leggere un libro di preghiere con il Bambino Gesù addormentato sulle gambe. A destra troviamo tre putti: due portano dei cesti con le rose e il terzo invita al silenzio, portandosi il dito alle labbra e indicando con l’altra mano la Vergine.
La composizione è inserita in un paesaggio con sullo sfondo un’altura sormontata da un’antica costruzione alle cui pendici si individuano ruderi e rovine.

L’opera figura nell’elenco dei dipinti lasciati nel 1835 alla Biblioteca di Macerata dal padre Tommaso Maria Borgetti con l’indicazione di Fuga in Egitto “di scuola bolognese”. Dopo una prima attribuzione a Gian Andrea Lazzarini (Zampetti, 1991) e un riferimento a Sebastiano Conca, l’opera è assegnata a Luca Giordano (Napoli, 1634-1705) da Riccardo Lattuada (2004), il quale ha riconosciuto nel dipinto una variante, di piccolo formato, di due tele con analogo soggetto realizzate da Giordano, denominate ‘Madonna del silenzio’, conservate nel Museo diocesano di Gaeta e in una collezione privata a Lecce.
Nel dipinto l’artista coniuga l’iconografia del Sogno di San Giuseppe con la raffigurazione della Vergine mentre legge, riferibile alla tipologia della ‘Madonna del silenzio’.
La Casa di Santa Rita da Cascia
La casa di Santa Rita a Cascia è un luogo di grande importanza storica e spirituale. Questa casa, dove Santa Rita visse dal suo matrimonio fino al giorno della sua ammissione all’Ordine di Sant’Agostino, rimase intatta dopo il devastante terremoto del 1599 che distrusse gran parte di Roccaporena.

Finanziata dal cardinale Fausto Poli, la casa fu trasformata in una cappella aperta al pubblico nel 1629. La casa, costituita da un’unica stanza costruita con muri di pietra irregolari, è una testimonianza tangibile della vita di Santa Rita prima del suo ingresso in monastero.