Il senso ultimo e profondo dell’Avvento sta proprio qui: Dio ti dà quello che non hai: il coraggio di sognare. Queste parole racchiudono una delle essenze più profonde del messaggio di don Tonino Bello, una figura che ha segnato profondamente il panorama ecclesiale e umano.

La conoscenza diretta di don Tonino è un'esperienza che colpisce fin dal primo impatto. Il 5 Settembre 1992, durante un incontro interregionale di giovani, il suo modo di parlare, la sua energia e la sua inesauribile voglia di stare con la gente hanno esercitato un fascino immediato. Ma l'aspetto più straordinario, che si rivela approfondendo i suoi scritti e i suoi interventi nel tempo, è la profonda coerenza tra il suo dire e il suo fare. Don Tonino è stato un uomo di parola e di azione, un esempio vivente di integrità.
Un Faro per la Chiesa del Grembiule
Oggi la Chiesa riscopre, o forse scopre per la prima volta, quanto quest'uomo, che amava definirsi “prima Uomo e poi Vescovo”, sia stato ed è tuttora un faro luminoso. Il suo esempio ispira particolarmente una Chiesa del grembiule, concetto tanto caro a Papa Francesco, il quale non ha esitato a citarlo in alcune delle sue recenti omelie. Questa visione di una Chiesa operosa, umile e al servizio degli altri, rispecchia pienamente l'eredità spirituale lasciata da don Tonino.

L'Invito alla Ricerca del Divino nella Fragilità
Il messaggio di don Tonino Bello ci invita a un cammino di fede autentico, un percorso che porta fino a Betlemme, seguendo l'esempio dei pastori. L'essenziale è “muoversi”, intraprendere il cammino, perché per Gesù Cristo “vale la pena lasciare tutto”. L'invito è a non temere di incontrare non un Dio glorioso, ma la fragilità di un bambino, circondato dalla povertà.
Da quella notte di Betlemme, le fasce della debolezza e la mangiatoia della povertà sono diventati i nuovi simboli dell'onnipotenza divina. Il volto spaurito degli oppressi, le membra dei sofferenti, la solitudine degli infelici, l'amarezza di tutti gli ultimi della terra: questi sono i luoghi dove Cristo continua a vivere in clandestinità. Il compito che ci attende è quello di cercarlo in questi volti, in queste situazioni, portando il coraggio di sognare un mondo più giusto e fraterno.