La Chiesa Arcipretale di San Giacomo Apostolo vanta una storia ricca e complessa, con origini che risalgono a un'antica cappella dedicata all'Apostolo S. Giacomo, situata ai margini della città sulla strada che conduceva verso l'Istria.
La Nascita della Parrocchia e la Costruzione della Chiesa
All'inizio del XIX secolo, la zona denominata Rena Nuova divenne sempre più popolosa a causa della costruzione di numerosi quartieri residenziali. Questa crescita demografica rese necessaria la costituzione di un nuovo territorio parrocchiale. La cappella preesistente fu quindi abbattuta e, per volere del Comune di Trieste, nel 1850 iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo edificio sacro.
Il progetto della chiesa fu affidato all'architetto, ma i dettagli sulla sua identità non sono specificati nel testo fornito. Il 27 luglio 1851, una pietra memoriale fu benedetta e interrata nel luogo destinato all'altare maggiore, segnando un momento importante nella costruzione.
L'edificio sacro, dedicato all'Apostolo S. Giacomo, fu infine completato, consacrato e aperto al culto il 25 luglio 1854 dal vescovo Bartolomeo Legat. La parrocchia stessa fu eretta formalmente il 25 luglio 1855.

Opere d'Arte e Restauri
La chiesa custodisce al suo interno pregevoli opere d'arte che arricchiscono il patrimonio culturale e religioso del luogo. Per celebrare il centenario della chiesa, nel 1955 furono eseguiti importanti lavori di restauro. Successivamente, in occasione dei suoi centocinquant'anni, la chiesa è stata nuovamente oggetto di un restauro nel periodo 2004-2005.
Caratteristiche Architettoniche e Campanile
L'abside e il presbiterio della chiesa furono realizzati in un secondo momento, dopo che nel 1823 era stata edificata la sagrestia. La costruzione dell'abside e del presbiterio iniziò il 6 marzo 1825, seguendo il progetto di Luigi De Boni, che fu poi sostituito dall'ingegner Barrera. I lavori furono ultimati nel 1827.
Nello stesso anno, la chiesa parrocchiale fu elevata al rango di arcipretale con un decreto del vescovo Modesto Farina. La consacrazione definitiva avvenne il 26 agosto 1832.
A pochi metri di distanza dalla chiesa sorge un imponente campanile a base quadrata, alto circa 73 metri. La sua costruzione, avvenuta tra il 1876 e il 1890, fu progettata da Abramo Chioccarello. La cella campanaria ospita cinque poderose campane in Lab2 (Lab2, Sib2, Do3, Reb3, Mib3), elettrificate alla veronese. I ceppi in ghisa sono del modello Colbachini di Bassano del Grappa, con quello della campana maggiore sostituito in anni più recenti dalla ditta Morellato. Le campane stesse furono realizzate dalla fonderia bassanese nel 1890.

Informazioni Iscrizione e Uffici
L'ente ecclesiastico è iscritto al n. 69 del Registro delle Persone Giuridiche, a pag. 72. L'ufficio parrocchiale si trova in Campo S., mentre la chiesa parrocchiale è dedicata a S. Giacomo Apostolo, anch'essa situata in Campo S. Le opere parrocchiali includono il Centro Giovanile-Oratorio "S.". Il direttore della parrocchia è il sac. [Nome del direttore non specificato nel testo].
Origini Antiche e il Convento Francescano
Un altro importante sito di interesse legato a San Giacomo è l'ex convento francescano, menzionato per la prima volta nel 1262. Questo convento è considerato il più antico dell'intera Diocesi di Concordia e tra i primi della Regione.
L'attuale Chiesa arcipretale di San Giacomo fu edificata dai frati minori conventuali prima del 1262. Documenti antichi attestano donazioni per la riparazione della chiesa e del convento già nel 1295. Si ritiene che la chiesa sia stata costruita in epoca antecedente, possibilmente durante la vita di San Francesco d'Assisi (fino al 1226).

Restauri, Ampliamenti e l'Organo Pescetti
Nel 1600, la chiesa fu fatta restaurare e ampliare dai conti di Polcenigo, con probabile consulenza di Lucchesi, zio del Piranesi. Un elemento di grande fascino è l'organo posto in controfacciata su una cantoria. Questo organo meccanico, di scuola veneta, fu costruito da Giacinto Pescetti (1668-1756) tra il 1732 e il 1733 per la chiesa dei SS. [Nomi delle chiese non specificati].
A seguito della soppressione del convento veneziano nel 1810, la Parrocchia di Polcenigo acquistò l'organo all'incanto, sostituendo quello di Callido che i frati avevano portato via nel 1769. L'organo ha conservato le sue caratteristiche originali e, dopo un restauro filologico nel 1977, è tuttora utilizzato per il servizio liturgico, concerti e registrazioni di musica organistica antica.
La Sacrestia e la Sala Capitolare
La sacrestia, adiacente alla chiesa, presenta un soffitto ligneo a cassettoni, mobili in noce intarsiati e preziosi paramenti liturgici risalenti ai secoli XVII e XVIII. La sala capitolare, oggi utilizzata come cappella, è decorata con venticinque metope lignee dipinte e ben conservate. Le pareti affrescate con motivi geometrici nel refettorio sono di particolare interesse.
Archivio Parrocchiale e Raccolta Libraria
L'archivio parrocchiale conserva un'importante documentazione sulla vita religiosa e civile del passato. La Parrocchia di S. Giacomo possiede inoltre una significativa raccolta di libri antichi. Tra questi spicca la cinquecentina "Sancti Gregorii Magni operum", un'opera in quattro volumi che raccoglie gli scritti di papa Gregorio Magno. Di particolare pregio sono anche due libri corali settecenteschi, il Graduale Romanum e il Psalterium, recentemente restaurati. La collezione include inoltre numerose opere stampate nel XIX secolo.
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