La Giornata della Vita Consacrata, celebrata il 2 febbraio in concomitanza con la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, rappresenta un momento significativo per riflettere sul dono della vocazione e sulla testimonianza dei consacrati nella Chiesa e nel mondo. Questa celebrazione, nota in Oriente come «Ipapante» o «Incontro», si è estesa in Occidente con sviluppi originali, assumendo a Roma un carattere più penitenziale e in Gallia la solenne benedizione e processione delle candele, popolarmente nota come la «candelora».
La Presentazione di Gesù al Tempio funge da eloquente icona della totale donazione della propria vita per coloro che sono chiamati a riprodurre, mediante i consigli evangelici, i “tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente” (Esort. ap. Vita consecrata, n. 1). Guardare con occhi di fede la realtà ci permette di scorgere, in questa situazione, possibilità altre volte inesplorate.

Sussidi e Veglie di Preghiera
In preparazione e per la celebrazione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata, sono stati elaborati numerosi sussidi e schemi di preghiera, molti dei quali curati da Suor M. Questi materiali offrono spunti e testi per diverse forme di preghiera comunitaria e personale.
Veglie e Adorazioni
- Un sussidio di preghiera è stato preparato in occasione della 19a Giornata della Vita Consacrata (2 febbraio 2015), includendo i Vespri della IV Domenica del Tempo Ordinario, un lucernario e un formulario di intenzioni di preghiera da usare nella Santa Messa.
- Per la Giornata Mondiale della Vita Consacrata (2 febbraio 2017), è stata proposta una veglia di preghiera da realizzare in parrocchia, insieme a preghiere dei fedeli. Similmente, sono stati offerti suggerimenti per la celebrazione della 21a Giornata mondiale della vita consacrata (2 febbraio 2017).
- Un Rosario eucaristico, incentrato sul tema della consacrazione nella Chiesa, integra testi biblici e riflessioni di papa Francesco, ed è stato inserito il 2 febbraio 2015.
- Un altro schema di veglia per ringraziare il Signore per il dono della consacrazione, adattabile al 2 febbraio, include testi di San Paolo, di Papa Francesco e del cardinale Joao Braz de Aviz, ed è stato inserito il 13 febbraio 2020.
- È disponibile un'Adorazione Eucaristica in ringraziamento per il dono della vocazione alla vita consacrata, in occasione della festa annuale. Questo include una rielaborazione della preghiera di ringraziamento utilizzata durante il Giubileo della vita consacrata (a.d. 2012), ed è stata inserita il 4 febbraio 2012.
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO PER LA SERA
Preghiere del Santo Rosario
La recita del Santo Rosario è una pratica devozionale centrale in queste celebrazioni:
- Una preghiera del Santo Rosario è stata specificamente pensata per la XXVI Giornata Mondiale della vita consacrata, con la meditazione della lettera del Cardinale, ed è stata inserita il 1° febbraio 2022.
- Una traccia per la preghiera comunitaria del Santo Rosario, con i misteri gloriosi, è stata preparata durante la novena della santa di Lisieux, dedicata alla famiglia e alla vita consacrata. Contiene anche le litanie e brani di santa Teresa riportati secondo l'edizione italiana del 1997, ed è stata inserita il 25 settembre 2014.
- Un sussidio di preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa per il mese di maggio 2020, preparato dall’Ufficio di pastorale per le vocazioni della diocesi di Fidenza, propone per ogni giorno un'intenzione da premettere alla recita dei misteri del Rosario.
- Anche per il 2 febbraio 2021, è stato trasmesso uno schema di Rosario Meditato, che prima della Santa Messa, può essere pregato insieme.
Altre Forme di Preghiera e Celebrazioni
- Una breve formula per la rinnovazione devozionale dei voti religiosi durante la Messa, facilmente adattabile per essere utilizzata nel corso della liturgia delle ore, è stata inserita il 1° febbraio 2011.
- È stata proposta una celebrazione comunitaria nella vigilia di Tutti i Santi, accogliendo l'iniziativa di Holyween, per ricordare la chiamata alla santità e la bellezza di essere santi. Questa celebrazione, preparata per una numerosa comunità religiosa femminile internazionale, è facilmente adattabile, ed è stata inserita il 30 ottobre 2014.
- Una veglia missionaria delle religiose, dal titolo “I poveri li avete sempre con voi …” (Mt 26,11), è stata pensata per celebrare l’inizio del mese missionario che si apre il 1° ottobre con la festa di Santa Teresa di Lisieux, Patrona delle missioni.
La Giornata della Vita Consacrata 2021: Una Nuova Chiamata dello Spirito Santo
Nel 2021, la celebrazione della Giornata della Vita Consacrata, pur limitata dalla pandemia, ha rappresentato una nuova chiamata dello Spirito Santo. Come san Giovanni Paolo II aveva esortato le persone consacrate a essere «davvero esperte di comunione e di praticarne la spiritualità» (Vita consecrata, n. 46), Papa Francesco, ispirandosi a san Francesco, invita a essere artefici di fraternità universale, custodi della casa comune: della terra e di ogni creatura (cfr. Laudato si’).
Il Vescovo Ausiliare S. E. Mons. Cesare Di Pietro ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Cattedrale di Messina, martedì 2 febbraio 2021, alle ore 18.00. Anche nella Diocesi di Tivoli e di Palestrina, la Santa Messa della Presentazione al Tempio è stata celebrata nella Cattedrale di Tivoli alle ore 17,30, con un invito particolare alle religiose e ai religiosi della Città, e trasmessa sul portale www.diocesitivoliepalestrina.it.
Per quella giornata, tutte le comunità cristiane sono state invitate a pregare per i consacrati e le consacrate, e in particolare a invitare alla Santa Messa coloro che abitano e operano nel loro territorio. A tal proposito, sono stati trasmessi uno schema di Rosario Meditato e uno schema di preghiera dei fedeli per la celebrazione eucaristica, preparati dal Vicario Episcopale per la Vita Consacrata, Padre Carlo Rossi, OMV, e dai responsabili dell’USMI e della CISM diocesani. Essi hanno anche fornito un video con una relazione della Prof.ssa Rosalba Manes sul tema: “Vita consacrata-profezia evangelica”.

Riflessioni Patristiche sulla Presentazione al Tempio
Omelia di San Bernardo di Chiaravalle
San Bernardo di Chiaravalle, nei suoi Sermones I, 1-4; III, 2-3 in Purificatione B. Mariæ, riflette sul significato della Presentazione di Gesù al Tempio. In questo giorno, la Vergine Madre introduce il Signore del tempio nel tempio del Signore. Anche Giuseppe presenta al Signore non il proprio figlio, ma il Figlio diletto del Padre, nel quale ha riposto le sue compiacenze. Queste sono le prime quattro persone ad aver celebrato l'odierna processione, che, più tardi, con il gaudio di tutta la terra, si sarebbe svolta in ogni luogo e presso tutti i popoli. In quella processione non vi fu posto per nessun peccatore: erano tutti giusti, tutti santi, tutti perfetti.
San Bernardo si chiede: "Ma allora, Signore, forse che salverai soltanto quelli? Cresca il tuo corpo, Signore, cresca la tua compassione." Egli nota come in un'altra processione già folle lo precedono e folle lo seguono, e non è la Vergine che lo porta, ma un asinello. Cristo non ripudia nessuno, nemmeno coloro che sono imputriditi nel peccato come animali nel loro sterco, purché non manchino delle vesti degli apostoli, cioè la loro dottrina, la santità dei costumi, l'obbedienza e la carità che coprano la moltitudine dei peccati. Allora non li riterrà indegni della gloria della sua processione. Proprio quella gloria che pare riservata a così pochi, egli l'ha destinata anche a noi.
La misericordia di Dio è dentro il tuo tempio, non in un angolo o in un luogo appartato, perché in Dio non v’è parzialità per nessuno. La misericordia di Dio è proposta, è offerta a tutti. Ne è privo solo chi la rifiuta. Abbiamo ricevuto la tua misericordia, o Dio, dentro il tuo tempio. Eravamo anche noi per natura meritevoli d'ira, ma abbiamo ottenuto misericordia. Abbracciamo la misericordia che abbiamo ricevuto dentro il tempio e, insieme con la beata Anna, non allontaneniamocene, perché santo è il tempio di Dio, che siamo noi, dice l'Apostolo.

Omelia di Sant'Ambrogio
Sant'Ambrogio, nel suo Comm. in Lc., hom. 1, invita a cercare un motivo degno del dono di Dio concesso a Simeone. Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, aspettava il conforto d'Israele, e lo Spirito Santo che era su di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Quale vantaggio era per lui vedere Cristo? La promessa consisteva solo nel vederlo, senza trarne altra utilità? Oppure essa nascondeva qualche dono di Dio, che il beato Simeone meritò di ricevere?
Ambrogio ricorda che una donna toccò solo il lembo del mantello di Gesù e ne fu guarita. Se quella ottenne un beneficio così grande solo per aver sfiorato la frangia della veste, che cosa pensare di Simeone che ricevé nelle braccia il Bambino? Era felice di tenerlo in braccio, colmo di gioia perché portava il neonato venuto a liberare i prigionieri e a sciogliere lui stesso dai legami del corpo.
Simeone dice al Signore: "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace". Dobbiamo intendere queste parole come se fossero, non soltanto di Simeone, ma di tutto il genere umano. Simeone aveva ricevuto la rivelazione dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo Signore.
Anche noi, se vogliamo tenere Gesù, stringerlo fra le braccia e meritare di uscire dal carcere, dobbiamo cercare con ogni sforzo di lasciarci condurre dallo Spirito per giungere al tempio di Dio. Se verremo al tempio mossi dallo Spirito, troveremo il Bambino Gesù, lo solleveremo tra le braccia e gli diremo: "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace". Alla liberazione e al congedo si unisca anche la pace. Chi può morire in pace se non colui che ha la pace di Dio, pace che supera ogni comprensione e custodisce il cuore di chi la possiede? Chi è che se ne va in pace da questo mondo, se non colui che comprende che era Dio a riconciliare a sé il mondo in Cristo?
Preghiamo Dio onnipotente e lo stesso Bambino Gesù, affinché noi pure, qui presenti nel tempio, tenendo in braccio il Figlio di Dio e stringendolo tra le nostre mani, siamo degni di essere liberati e di partire verso una migliore vita.

Celebrazione e Liturgia
Durante la celebrazione del 2 febbraio, si pongerà il cero pasquale accanto all'ambone. Il sacerdote che presiede può indossare la stola e il piviale bianco sopra il camice. Il diacono indossa la dalmatica. I canti proposti sono tratti dal Repertorio Nazionale dei Canti per la Liturgia CEI (RN) e dai canoni di Taizé.
In un momento della liturgia, un ministrante reca al sacerdote un bacile con l’acqua. Il sacerdote asperge se stesso e tutta l’assemblea, attraversando l’aula liturgica, ricordando che ogni vocazione nasce e fiorisce dalla fede sancita dal lavacro battesimale.
PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO PER LA SERA
Vangelo della Presentazione al Tempio (Lc 2, 22-38)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparato dinanzi a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Venuta in quel medesimo istante, si mise a lodare Dio e parlava del bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Liturgia della Luce
Dopo la lettura del Vangelo, alcuni religiosi o religiose attingono la luce dal cero pasquale e la distribuiscono ai presenti, mentre l'assemblea acclama: R. I nostri occhi hanno visto la salvezza del Signore.
Il canto dell'Antifona "Lumen ad revelatiónem géntium, et glóriam plebis tuae Israel" (Luce per la rivelazione alle genti e gloria del tuo popolo, Israele) accompagna la processione e la benedizione delle candele. Questo momento culmina con il "Nunc dimíttis" di Simeone: "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparato dinanzi a tutti i popoli. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen."