La Festa di Maria Santissima della Bruna a Matera: Storia, Fede e Tradizione

La Maria Santissima della Bruna, tra storia e leggenda, è riconosciuta come la vera e unica Regina dei materani, la protettrice della città. Ogni anno, l'attesa per il 2 luglio, giorno della celebrazione della Vergine, fomenta gli animi in un crescendo vorticoso di emozioni. Questa è la giornata più lunga per i materani, un'occasione speciale in cui la città dei Sassi si veste di festa e religiosità, trasformandosi in un tripudio di storia, spirito religioso e tradizione. Luci pagane si uniscono a bagliori sacri, e il senso di devozione che i materani nutrono nel cuore per la loro patrona raggiunge il suo apice.

Foto della città di Matera illuminata durante la festa

Le Origini: Tra Storia e Leggenda

La storia della Festa della Bruna è intrisa di narrazioni affascinanti, che si fondono tra miracolo e leggenda.

Leggende Fondative

Una delle leggende più radicate vuole che l'usanza sia nata direttamente da un miracolo: una ragazza si sarebbe trasformata miracolosamente in una statua della Vergine. Un'altra tradizione narra che il carro trionfale fosse stato distrutto dagli stessi materani per impedirne la caduta in mano ai Saraceni, che avevano assaltato la città di Matera.

La leggenda più dettagliata racconta di una torrida sera di luglio, quando un contadino, rincasando sul suo carretto, fu fermato da una giovane donna che gli chiese un passaggio. L'uomo accettò titubante, ma durante il tragitto un senso di gioia lo pervase. Giunti alle porte della città, vicino alla chiesa di Piccianello, chiese alla donna di scendere, poiché a quell'epoca era impensabile che due sconosciuti di sesso diverso potessero restare soli. La giovane accettò, ma prima di andar via, lo salutò pronunciando queste parole: “Così, su un carro molto ben addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”. Gli lasciò un messaggio con cui invitava il vescovo, il clero e i nobili di Matera a recarsi in quel punto. Quando accorsero, trovarono una statua ad attenderli: era Maria Santissima della Bruna. Il carro del contadino si trasformò improvvisamente in un tripudio di decorazioni e luci al centro del quale trionfava la sacra effigie. Il carro fu trainato fino al centro, davanti alla Cattedrale.

Illustrazione del contadino e della Madonna della Bruna sul carretto

L'Etimologia del Nome "Bruna"

Il significato etimologico del termine “Bruna” fuga qualsiasi dubbio su eventuali riferimenti cromatici della sacra figura e apre lo sguardo, invece, su un duplice significato. Da un lato, l'espressione deriverebbe dal longobardo brùnja, che significa “corazza”, da cui discende il titolo “Madonna della difesa”, sottolineando il suo ruolo di protettrice che esercita sul popolo, difendendolo da ogni forma di male. Dall'altro lato, il termine potrebbe derivare da Hebron, città della Galilea dove Maria si recò per assistere la cugina Elisabetta, incinta del futuro Giovanni Battista.

Il Carro Trionfale e il Rito dello "Strazzo"

La Festa della Madonna della Bruna si tiene il 2 luglio, data che corrisponde alla festa della Visitazione istituita da Papa Urbano VI. Un elemento centrale della celebrazione è il Carro Trionfale, un'opera d'arte unica e irripetibile che viene interamente ricostruita ogni anno in cartapesta. Il cartapestaio viene scelto tramite un concorso indetto dal Comitato della Festa della Bruna, e i lavori iniziano già nel mese di gennaio.

L'apice della festa è rappresentato dal rituale dello “strazzo”, la distruzione del Carro Trionfale. Dopo i solenni festeggiamenti, fiumi di folla attendono trepidanti l'adrenalinico momento della distruzione dell'opera, a cui fa seguito un suggestivo spettacolo pirotecnico. Questo gesto, che per molti potrebbe sembrare barbaro, è in realtà un'espressione profonda di devozione e di un'antica tradizione, simboleggiando la rinascita e l'attesa per il carro dell'anno successivo.

Foto del Carro Trionfale della Madonna della Bruna

La Sacra Effigie

La statua sacra della Madonna della Bruna di Matera, custodita nella prima cappella a sinistra della chiesa di San Francesco d’Assisi, la ritrae candida, con uno sguardo pieno di misericordia e una veste chiara, semplice ed elegante. È una regina che tiene con il braccio sinistro il Bambino Gesù.

Tuttavia, le origini della festa sono richiamate da un'altra opera: un affresco di scuola bizantina risalente alla seconda metà del XIII secolo, custodito nella Cattedrale sull’altare a lei dedicato. Questo dipinto è del tipo “Odigitria” (cioè colei che indica la via), in quanto è raffigurata mentre con la mano destra indica il Bambino Gesù tenuto sul braccio sinistro.

Immagine dell'affresco bizantino della Madonna della Bruna nella Cattedrale di Matera

La Preghiera Laica della Bruna

Nel giorno più lungo per i materani, è consuetudine formulare una preghiera laica con l’auspicio che l'antica profezia “A moggh, a moggh, all’onn c’ ven” (che significa "l’anno prossimo sarà migliore") si auto adempia. L'orazione contemporanea recita così:

“Cara Madonna della Bruna, proteggici dagli individualisti scappati di casa che vogliono presiedere gli scranni più alti delle pubbliche virtù e alimenta la loro autoconsapevolezza. Vergine Gloriosa, aiutaci a mantenere in equilibrio le infrastrutture su cui si è lavorato prima e durante l’anno da Capitale, cioè le persone coinvolte in progetti di comunità. Per evitare pericoli, angustie e incertezze, consolida i risultati ottenuti scegliendo decisori capaci di comprendere processi complessi, per migliorarli, e costruire percorsi di crescita condivisa coinvolgendo la cittadinanza attiva che sa co-progettare e co-creare. Arricchisci l’esperienza in città con la presenza di uomini e donne esemplari, leader capaci di ispirare fiducia e dotati di intelligenza emotiva. La crescita e il benessere personale dovrebbero essere le priorità di ogni essere umano, dunque aiuta le persone a volersi più bene e, se proprio stanno male, mandale da uno bravo, così eviteranno di fare danni in giro. Cara Madonnina, grazie per quello che potrai fare. Intanto, come da tradizione materana, ripetiamo insieme “a moggh, a moggh, all’onn c’ ven”, con l’auspicio di una buona rinascita a tutti.”

Programma dei Festeggiamenti

I festeggiamenti per la Madonna della Bruna sono scanditi da un ricco cartellone di eventi e rituali che anticipano e caratterizzano la giornata del 2 luglio. Di seguito una sintesi delle celebrazioni più significative:

Eventi Preliminari alla Festa

  • Celebrazioni Eucaristiche e Peregrinazioni: Numerose Sante Messe vengono celebrate da S.E. Rev. Mons. in diverse parrocchie, culminando con la peregrinatio della Sacra immagine di Maria SS. e processioni a piedi.
  • Incontri e Affidamenti:
    • Brevi processioni e rientri della Sacra Immagine in diverse chiese.
    • Raduni e sfilate dei Cavalieri di Maria SS. della Bruna.
    • Incontri del Comitato Esecutivo dell’Associazione Maria SS. della Bruna e onore ai Caduti con deposizione della Corona di alloro.
    • Atto di Affidamento alla Madonna della Bruna da parte dell’Associazione Maria SS. della Bruna, della Confraternita I Pastori della Bruna e dell’Associazione Cavalieri di Maria SS. della Bruna.
    • Traslazione dell’effigie di Maria SS. in diverse sedi.
  • Eventi Culturali:
    • “Storia di donne”: una serie di incontri (spesso della durata di sette giorni) dedicati all’ascolto di storie, al dialogo aperto con ospiti illustri e al confronto sui temi dell’uguaglianza e della parità di genere, promossi dall'Associazione Maria SS. della Bruna.
    • Concerti musicali organizzati da istituti comprensivi.
    • Servizi d'orchestra e concerti bandistici che girano per le vie cittadine.

La Giornata del 2 Luglio: Il Giorno della Bruna

Il 2 luglio è il culmine di mesi di preparazione e attesa, un giorno frenetico e profondamente sentito:

  1. Ore 04:30: Celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Rev. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, con Diana e lancio di bombe che annunciano la continuazione della Processione dei Pastori, accompagnata dalla bassa musica.
  2. Dalle Ore 08:00 alle 09:15: Raduno dei drappelli dei Cavalieri, che partono per accogliere il Trombettiere, il porta Vessillo e il Vice Generale, preparando la Cavalcata.
  3. Ore 09:00: Vestizione del Generale dei Cavalieri di Maria SS. della Bruna.
  4. Ore 09:30: Incontro del Generale dei Cavalieri con il Comitato Esecutivo dell'Associazione Maria SS. della Bruna e il Presidente dr. Bruno Caiella presso Palazzo Lanfranchi o la Cattedrale.
  5. Ore 10:00: Il Generale assume il comando dell’intera Cavalcata di Maria SS. della Bruna.
  6. Ore 10:30: Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Rev. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo.
  7. Ore 12:00: Trasferimento della Sacra Immagine di Maria SS. della Bruna dalla Basilica Cattedrale alla Chiesa di Maria SS. Annunziata di Piccianello.
  8. Ore 18:30: S.E. Rev. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo è accompagnato dal Comitato Esecutivo dell'Associazione e dai Cavalieri presso la Chiesa di Maria SS. Annunziata di Piccianello.
  9. Ore 19:00: Celebrazione Santa Messa seguita dalla traslazione dell'effigie di Maria SS.
  10. Ore 19:30: Processione dalla Piazza San Francesco d’Assisi in Basilica Cattedrale con la Sacra Immagine di Maria SS. della Bruna e l'intronizzazione della sacra immagine. A seguire, momento musicale dedicato alla Vergine Maria, dal titolo “Maria InCanto”.
  11. Ore 20:00: Inizia la Solenne Processione di Maria SS. della Bruna sul Carro Trionfale, presieduta da S.E. Rev. Mons. All'arrivo in Piazza Vittorio Veneto, segue l'Atto di affidamento dell'Arcidiocesi a Maria SS. della Bruna.
  12. Ore 22:00: Rituale dei “Tre Giri” del Carro Trionfale nel piazzale del Duomo, per simboleggiare l'unione tra la città di Matera e la Madonna della Bruna, e reposizione della Sacra Immagine di Maria SS. della Bruna in Cattedrale.
  13. Ore 22:00 e oltre: Mentre la statua viene ricondotta in Cattedrale, il carro prosegue il suo percorso verso Piazza Vittorio Veneto. Qui viene letteralmente preso d'assalto dai materani, con i cavalieri che provano a respingere i primi assalti, ma alla fine il carro è consegnato all'orda festante ed urlante che riesce a farlo a pezzi nel rituale dello "strazzo".
  14. Dopo la mezzanotte: L'attesa cresce per l'impressionante spettacolo dei fuochi d'artificio che accendono i Sassi di Matera e illuminano di colori la spettacolare gravina, ponendo fine a un'intensa, faticosa ma entusiasmante giornata di folklore tradizionale. Spettacoli pirotecnici a cura di ditte specializzate.

STRAZZO 2023 Festa della Bruna by Geo CORETTI

Significato Culturale e Tradizioni Popolari

La festa della Bruna non è solo un evento religioso, ma un profondo momento di espressione culturale e sociale per Matera, città sito Unesco dal 1993 e Capitale Europea della Cultura per il 2019. Ha avviato un percorso di valorizzazione delle proprie radici di antico popolo di contadini e pastori.

Il Dialetto Materano e le Antiche Usanze

Un recente evento in Cattedrale, tenutosi il 19 giugno 2024, ha scaldato l'anima antica della città dei Sassi, incentrandosi sul tema “U’ quorr d’ la Bbrin” (il carro della Bruna) e sull'importanza del dialetto, sempre meno parlato tra i giovani. Cultori come Angelo Sarra rappresentano un esempio appassionato di attaccamento alle radici, descrivendo le scene raffigurate sul carro trionfale di cartapesta, realizzato dall’artista Francesca Cascione. Angelo Sarra ha anche recitato in dialetto un passo del Vangelo di Luca, da cui è tratto il tema del carro: “Allo spezzare il pane, i discepoli di Emmaus Lo riconobbero e dissero: ‘Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?’ ”. L'Arcivescovo Mons. Giuseppe Antonio Caiazzo, pur comprendendo il dialetto, ha espresso rammarico per il suo declino tra i giovani, spesso sostituito da un italiano approssimativo o dal linguaggio dei social.

La Madonna di Matera è "Civitas Mariae" dal 27 novembre 1954. Quest'anno ricorre un anniversario importante: i 70 anni di questo titolo e i 100 anni delle campane della Cattedrale, fuse tra il 26 e il 27 giugno e suonate a distesa il 29 giugno per i Santi Pietro e Paolo. Le campane in passato suonavano senza posa per un alto prelato defunto (sette rintocchi per un uomo, cinque per una donna, a testimonianza di epoche con diverse pari opportunità), e i rintocchi argentini della “Squilluzza” annunciavano il ritorno di un giovane laureato in diritto canonico. Questa sequenza di note per gli anziani si lega alla preghiera della Madonna della Bruna, la “Madenna d’ la Bbrin, bell com la lin…bella come la luna” e altri detti arcinoti sul 2 luglio, come “Sime rimese com’ o die d ligghhje” e “a mmogghjie a mmogghhje aquonn ce vene”. Non manca neppure l'antico saluto latino “Dauròzz” (Deo gratias).

Tradizioni Gastronomiche e Sociali

Negli anni Cinquanta, Angelo Sarra ha ricordato come fosse consuetudine per il presidente del comitato festeggiamenti consegnare all'artista che aveva ultimato il carro trionfale un barattolo di grasso, per ungere l'asse del manufatto di cartapesta. Era il segno che tutto era pronto e che il popolo poteva ammirare il carro: “Ungi l’asse! Ingj l’oss!”. E così la festa partiva. Era anche l’occasione per le ragazze di mettersi in mostra e, chissà, con la benedizione della Madonna, di trovare marito. Questo si legava al detto “la rrebba spannit iè mezza v’nnit”, ovvero “la roba stesa, esposta, è per metà venduta”. Il 2 luglio era anche l'occasione per trovarsi a tavola con la “sogna ‘mbuttit”, la lasagna imbottita, o la pasta al forno, cotta a “fuch d’ campogn” (con il fuoco di campagna), con la brace posta sia sotto al tegame che sopra al coperchio, per far sì che restasse croccante anche il giorno dopo.

Foto di piatti tradizionali materani

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