La visita in Italia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la prima dall'inizio dell'invasione russa, ha ricevuto ampia copertura mediatica, in particolare dalla televisione, con un notevole dispiegamento di forze da parte della Rai.
La visita lampo nella capitale
Zelensky è stato protagonista di una visita lampo a Roma per una serie di importanti incontri istituzionali. La giornata di sabato 13 maggio lo ha visto impegnato in diverse tappe significative nella capitale.

Arrivo e misure di sicurezza
Il presidente Zelensky è arrivato allo scalo romano a bordo di un aereo con la scritta "Repubblica italiana". Ad attenderlo, a pochi metri dal luogo di stazionamento dell'aereo, un lungo corteo di auto blindate e un imponente apparato di forze di sicurezza, con il coordinamento dei servizi di intelligence italiani, per garantire la sua protezione durante gli spostamenti nella capitale.
Gli incontri istituzionali
Nel corso della giornata, il leader ucraino ha avuto un'agenda fitta di impegni:
- Un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.
- Un faccia a faccia con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.
- Un onorevole incontro con Sua Santità Papa Francesco in Vaticano.
A Palazzo Chigi, il presidente ucraino ha voluto ringraziare l'Italia perché "senza i sistemi di difesa antiaerei forniti da Italia e Francia, come i Samp-T, ci sarebbero state molte più vittime".
L'intervista speciale a Porta a Porta
Nel tardo pomeriggio di sabato 13 maggio, in diretta dalla terrazza del Vittoriano di Roma, il presidente Zelensky è stato ospite di Bruno Vespa per uno speciale di "Porta a Porta", realizzato in collaborazione con il Tg1.
Un evento a "reti unificate"
Per questa occasione rara, Bruno Vespa ha messo a punto un evento a "reti unificate", ospitando i direttori di alcuni dei principali Tg nazionali. Non è stata trasmessa la prevista puntata de L'Eredità con Flavio Insinna.
Gli ospiti e i partecipanti
Nel salotto di Porta a Porta, oltre a Bruno Vespa, hanno interloquito con Zelensky:
- Monica Maggioni, direttrice del Tg1.
- Enrico Mentana, direttore del Tg di La7.
- Giuseppe De Bellis, direttore di Sky Tg 24.
- Nicola Porro, giornalista e conduttore Mediaset.
- Ferruccio De Bortoli, editorialista del Corriere della Sera.
- Maurizio Molinari, direttore di Repubblica.
- Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore.
Questo incontro con la stampa ha permesso di approfondire diversi aspetti interessanti sull'attuale situazione del conflitto tra Russia e Ucraina.
Punti chiave emersi dall'intervista
Durante l'intervista, Zelensky ha espresso ottimismo per i prossimi mesi e ha ribadito l'importanza del sostegno da parte dei paesi membri della NATO, Italia compresa. Ha inoltre affrontato questioni cruciali riguardo al conflitto.
Sostegno internazionale e rischio disinteresse
Rispondendo alla possibilità che l'opinione pubblica possa abbassare il livello di attenzione sul conflitto e al rischio di attacco ai paesi Baltici da parte della Russia, Zelensky ha affermato: "Non si tratta solo di difesa, ma anche di responsabilità e se non vogliamo parlare di pace e di emozioni sono pronto a discutere anche in questa chiave, la vostra società deve capire che è meglio aiutare l'Ucraina che mandare in guerra i propri figli".
Smentita sull'incontro con Salvini
Tra i dettagli discussi, c'è stata anche la smentita sulle voci di un suo rifiuto ad incontrare il leader della Lega Matteo Salvini: "Non è vero che ho chiesto esplicitamente di non incontrarlo, lo vedrei con piacere e su questo c'è stata disinformazione". Ha ribadito: "Non è vero che non ho voluto incontrare Matteo Salvini, lo incontrerei con piacere".
La pace e la controffensiva
Zelensky ha ribadito di non voler parlare con Putin, sostenendo che "la soluzione è la nostra controffensiva, perché quando saremo al confine con la Crimea il sostegno alla Russia diminuirà. Manca poco". Ha chiarito di volere la pace, ma che sia "una pace ucraina".
Relazione con Papa Francesco e il Vaticano
A Papa Francesco ha spiegato che Kiev non ha bisogno di mediatori: "Per me è stato un onore incontrare Sua Santità, però lui conosce la mia posizione: la guerra è in Ucraina e il piano deve essere dell'Ucraina. Siamo molto interessati a coinvolgere il Vaticano e l'Italia nella nostra formula di pace", ha spiegato Zelensky da Vespa pochi minuti dopo aver incontrato Papa Francesco in Vaticano.
Il no al referendum in Crimea
Sulla questione della Crimea, ha dichiarato: "Non temo un referendum in Crimea, ma sarebbe contro la Costituzione perché la Crimea fa parte dell'Ucraina".
La posizione sulla Russia e Putin
Zelensky ha ribadito di non intendere incontrare il presidente russo Putin, definendolo "un piccolo leader che uccide la sua gente". Secondo il presidente ucraino, Putin "ormai è isolato dal mondo civile, la sua gente non è più motivata e noi siamo più vicini alla pace perché ogni giorno respingiamo dal nostro territorio. Il presidente di Mosca è lontano da quella Russia che aveva i contatti con il mondo civile. È isolata e isola la propria gente, ha cancellato tutto quello che aveva accumulato nei secoli".
In questo quadro, per la soluzione del conflitto, l'unica arma "è la controffensiva: quando saremo al confine con la Crimea - sostiene Zelensky - il sostegno a Putin all'interno della Russia diminuirà e lui dovrà trovare una via d'uscita."
Relazioni con la Cina
Parlando di armi, Zelensky ha fatto sapere: "Ho parlato con il leader cinese, abbiamo discusso questioni importanti, ho detto che contiamo che Pechino non fornisca armi a Mosca."
Prossimi impegni internazionali
Il viaggio europeo di Zelensky proseguirà in Germania, dove è atteso a Berlino dal cancelliere Olaf Scholz e dal Presidente della Repubblica Steinmer. Successivamente, Zelensky andrà ad Aquisgrana per ricevere il premio Carlo Magno.