La nascita e l'infanzia nel rione Ponte
Eugenio Pacelli, il futuro Pio XII, nacque a Roma il 2 marzo 1876. La sua venuta al mondo avvenne nell'antico rione Ponte, a pochi metri da Castel Sant’Angelo. La famiglia abitava in affitto al terzo piano di Palazzo Pediconi, situato in via degli Orsini al civico 34, una strada nota in passato come via Monte Giordano. Come ricorda una lapide posta all'interno del portone, fu proprio in quella dimora che il futuro Pontefice vide la luce nella tarda sera del 2 marzo.

La Roma dell'epoca, pochi anni dopo la Breccia di Porta Pia, manteneva ancora un carattere profondamente legato alla tradizione papale, specialmente nei borghi adiacenti a San Pietro dove Pacelli crebbe. La sorella minore, Elisabetta Pacelli, ha descritto in seguito l'ambiente familiare: «Papà era avvocato civilista, ma nel contempo aveva studiato diritto canonico, era abilitato anche presso i Tribunali ecclesiastici. Mamma era addetta alle cure della famiglia e ci era di grande esempio con le sue virtù e la sua religiosità».
Il legame con la Chiesa e la tradizione religiosa
La famiglia Pacelli nutriva un legame profondo con il papato. Il nonno, Marcantonio Pacelli, aveva seguito il beato Pio IX nel suo esilio a Gaeta, vicino Napoli, un atto di fedeltà che valse alla famiglia il conferimento di un titolo nobiliare. A pochi passi dall'abitazione dei Pacelli sorgeva la chiesa di Santa Maria in Vallicella, nota come la Chiesa Nuova di San Filippo Neri.
Il battesimo di Eugenio avvenne il 4 marzo presso la Basilica minore dei Santi Celso e Giuliano, situata in via del Banco di Santo Spirito, a brevissima distanza da Ponte Sant’Angelo.

I primi anni a Roma
La permanenza della famiglia in via Monte Giordano durò fino al 1880, anno in cui i Pacelli si trasferirono in via della Vetrina al civico 19. Tuttavia, il legame con il luogo di nascita rimase impresso nella memoria e nel contesto urbano: proprio di fronte alla casa natale, in via degli Orsini, si trova una splendida e rara edicola mariana. È suggestivo immaginare come quell'immagine sacra possa aver raccolto le prime preghiere del piccolo Eugenio, prima tra le braccia della madre Virginia e successivamente durante i suoi primi passi, tenuto per mano dai genitori.