Il significato biblico dell'infanzia e il ruolo dei bambini

La figura del bambino e il concetto di infanzia rivestono un'importanza centrale nel messaggio biblico, in particolare negli insegnamenti di Gesù. Non solo i bambini sono visti come un dono prezioso di Dio, ma la loro purezza, umiltà e fiducia diventano modelli di comportamento per coloro che aspirano a entrare nel Regno dei Cieli.

Gesù che accoglie e benedice i bambini

L'insegnamento di Gesù sui bambini: umiltà e accoglienza

In diverse occasioni, Gesù ha posto i bambini al centro del suo insegnamento, spesso in contrasto con le concezioni adulte di grandezza e potere.

Diventare come bambini per il Regno dei Cieli

In un momento cruciale, quando i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?», Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.» (Matteo 18,1-4, C.E.I.). Questo passo è ripreso in diverse traduzioni, tutte con lo stesso messaggio fondamentale:

  • Nuova Riveduta: «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli.» (Matteo 18,3-4).
  • Nuova Diodati: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come piccoli fanciulli, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli. Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli.» (Matteo 18,3-4).
  • Riveduta 2020: «In verità io vi dico: Se non cambiate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete affatto nel regno dei cieli. Chi pertanto si abbasserà come questo piccolo fanciullo, è lui il maggiore nel regno dei cieli.» (Matteo 18,3-4).

Questi versetti sottolineano la necessità di un cambiamento radicale, una "conversione" che porta all'umiltà e alla semplicità tipiche dell'infanzia. Diventare "piccoli" non significa regredire, ma abbracciare una fiducia incondizionata, una mancanza di pretese e una dipendenza da Dio, caratteristiche che Gesù identifica come essenziali per il Regno.

L'accoglienza dei piccoli come accoglienza di Cristo

L'importanza dei bambini è ulteriormente evidenziata dall'affermazione di Gesù: «E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me» (Matteo 18,5, C.E.I.). Questo concetto si ripete nelle altre versioni bibliche:

  • Nuova Riveduta: «E chiunque riceve un bambino come questo nel nome mio, riceve me.» (Matteo 18,5).
  • Nuova Diodati: «E chiunque riceve un piccolo fanciullo come questo in nome mio, riceve me.» (Matteo 18,5).
  • Riveduta 2020: «E chiunque accoglie un bambino come questo nel nome mio, riceve me.» (Matteo 18,5).

Accogliere un bambino, quindi, non è solo un atto di carità, ma un atto di accoglienza verso Gesù stesso, dimostrando l'alto valore spirituale attribuito ai più piccoli.

La protezione dei "piccoli" e il monito contro lo scandalo

Gesù esprime anche una forte condanna per coloro che ostacolano la fede dei "piccoli": «Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! La tentazione di sbagliare è inevitabile, ma guai allʼuomo che provoca la tentazione!» (Matteo 18,6-7). Questo sottolinea la gravità del causare la perdita di fede o il peccato in chi è puro e vulnerabile.

Inoltre, Gesù ammonisce: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Matteo 18,10, C.E.I.). Questa affermazione rafforza l'idea che i bambini godono di una speciale protezione divina.

IN VERITA' VI DICO - Quando Gesù Rivela la Verità Assoluta

Il cuore di Dio batte per i bambini

Roberto Seregni, nel suo libro «A MANI VUOTE - L’alfabeto della preghiera» (Àncora, 2012), evidenzia come il Salmo 131 esprima «l’atteggiamento fondamentale con il quale il credente si dispone alla preghiera», descrivendolo come un «colloquio tra il credente e Dio, un incontro cuore a cuore in cui l’uomo non chiede nulla ma si apre alla gratitudine e alla confidenza», un atteggiamento che richiama la semplicità e la fiducia infantile. Come seguaci di Gesù, sappiamo di servire un Dio il cui cuore batte per i bambini. Infatti, Gesù ha parlato ampiamente dell’importanza di proteggere, accogliere e amare i bambini. Questo è il motivo per cui organizzazioni come Compassion operano a favore dei bambini nel nome di Gesù, offrendo un modo pratico per aiutare i bisognosi.

La concezione biblica della nascita e del valore della vita

La nascita di un bambino è un vero miracolo che ci ricorda quanto grande e immenso sia l'amore di Dio. La Bibbia è piena di versi che celebrano l'arrivo di una nuova vita, sottolineando quanto sia preziosa fin dal suo concepimento.

Creati con uno scopo divino

Il Salmo 139,13-14 afferma: «Tu hai formato i miei reni, mi hai tessuto nel seno di mia madre. Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo. Meravigliose sono le tue opere, e l'anima mia lo sa benissimo!». Questo versetto rivela che ogni essere umano è creato con un proposito divino, opera delle mani di Dio. Similmente, Geremia 1,5 dichiara: «Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo seno, io ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle nazioni». Dio ha un piano per ciascuno di noi, ancor prima che nasciamo, e ogni bambino è una benedizione e una promessa di speranza per il futuro.

  • Salmi 127,3: «Ecco, i figli sono un dono che viene dal Signore; il frutto del grembo materno è un premio.»
  • Salmi 22,10: «A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre.»
  • Salmi 139,16: «I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora.»
  • Isaia 44,24: «Cosí parla il Signore, il tuo redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: «Io sono il Signore, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho disteso la terra, senza che vi fosse nessuno con me;»
  • Genesi 1,28: «Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra».»

La cura e l'amore di Dio per i suoi figli

Dio stesso si paragona a una madre che non dimentica il suo bambino: «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me» (Isaia 49,15-16). Questo passaggio esprime la profondità dell'amore e della cura di Dio per i suoi figli.

  • Isaia 46,3-4: «Ascoltatemi, o casa di Giacobbe, voi tutti, residuo della casa d'Israele, voi di cui mi sono caricato dal giorno che nasceste, che siete stati portati fin dal seno materno! Fino alla vostra vecchiaia io sono, fino alla vostra canizie io vi porterò; sí, vi porterò e vi salverò.»
  • Romani 8,16: «Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.»
  • 1 Giovanni 3,1: «Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.»
Mani di genitori che accudiscono un neonato

La responsabilità dei genitori e della comunità

La nascita di un bambino ci fa anche pensare alla nostra responsabilità, come genitori e come comunità cristiana. Proverbi 22,6 ci ricorda: «Inizia il fanciullo per la via ch'egli deve seguire, ed anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà». Educare e guidare spiritualmente i bambini è fondamentale perché crescano nella fede e nell'amore di Dio.

  • Proverbi 1,8: «Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre e non rifiutare l'insegnamento di tua madre.»
  • Proverbi 29,17: «Correggi tuo figlio; egli ti darà conforto, e procurerà gioia al tuo cuore.»
  • Ebrei 12,11: «Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.»
  • Efesini 6,4: «E voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore.»
  • 3 Giovanni 1,4: «Non ho gioia più grande di questa, sapere che i miei figli camminano nella verità.»
  • Romani 8,14: «Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.»
  • Deuteronomio 6,7: «Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.»

Il perdono e l'amore nella comunità cristiana

Il discorso di Gesù sui bambini nel Vangelo di Matteo si estende anche al tema del perdono e della riconciliazione all'interno della comunità cristiana, che deve riflettere lo stesso amore incondizionato di Dio. La comunità cristiana deve prendere le distanze dal peccato, perché questo la ferisce profondamente, ma non abbandona il peccatore. Quando Pietro chiede a Gesù: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». Gesù risponde: «Non solo fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette!» (Matteo 18,21-22).

Questa parabola del servo spietato (Matteo 18,23-35) illustra l'importanza del perdono, che deve rispecchiare la misericordia ricevuta da Dio. Un re condona un debito immenso a un suo servo, ma quest'ultimo si rifiuta di perdonare un debito infinitamente minore a un suo compagno. Il messaggio è chiaro: la compassione e il perdono sono pilastri della vita cristiana.

IN VERITA' VI DICO - Quando Gesù Rivela la Verità Assoluta

I bambini come via d'accesso al Regno di Dio

In sintesi, Gesù ci insegna a dare valore ai bambini, a proteggerli, riconoscendo la loro purezza e la loro importanza nel regno di Dio. Le sue parole sono un richiamo costante all'umiltà, alla fiducia e all'accoglienza, valori incarnati dai più piccoli e fondamentali per chiunque voglia entrare nel Regno dei Cieli.

  • Marco 10,14: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a quelli che sono come loro appartiene il regno di Dio.»
  • Luca 18,16: «Allora Gesú li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, e non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro.»
  • Matteo 19,14: «Ma Gesú disse: «Lasciate i bambini, non impedite che vengano da me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro.»

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