Monete di Pio XII: il valore dell'emissione del 1951

Le emissioni numismatiche del periodo di Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) rappresentano un capitolo di grande interesse per i collezionisti. Tra queste, la serie del 1951, coniata dalla Zecca di Roma, occupa un posto di rilievo, in particolare per la presenza della moneta da 100 lire in oro.

Foto ravvicinata della moneta da 100 lire in oro di Pio XII del 1951, evidenziando il profilo del Pontefice e l'allegoria della fecondità.

Descrizione della moneta da 100 lire in oro

La moneta da 100 lire emessa nel 1951 presenta caratteristiche iconografiche ben definite:

  • Diritto (D/): Raffigura il busto del Pontefice rivolto a destra, accompagnato dalla legenda PIVS • XII • P • M • AN • XIII.
  • Rovescio (R/): Mostra l'immagine allegorica della fecondità, rappresentata come una figura in piedi con un bambino in braccio e un secondo bambino protetto dal suo mantello. A sinistra è impresso il millesimo (1951), mentre a destra si trova l'indicazione del valore nominale (L•100).

Fattori determinanti per la valutazione numismatica

Il valore di mercato di una moneta non dipende esclusivamente dalla sua data di emissione, ma è influenzato da diversi parametri tecnici e storici.

Stato di conservazione

La conservazione è il fattore principale nel definire il valore commerciale:

  • BB - Bellissimo: La moneta ha circolato presentando evidenti tracce d’usura che hanno intaccato il bordo, il rilievo e il disegno.
  • SPL - Splendido: La moneta ha circolato pochissimo e presenta solo lievi tracce di circolazione.
  • FDC - Fior di Conio: Rappresenta il massimo grado di conservazione. Non presenta segni di circolazione e conserva la brillantezza originale, pur potendo presentare minimi segni di contatto derivanti dalle fasi di produzione.
Tabella comparativa che illustra graficamente i gradi di conservazione da BB a FDC.

Rarità e prestigio

Oltre alla conservazione, la rarità gioca un ruolo cruciale. Alcuni esemplari sono estremamente difficili da reperire sul mercato. La domanda dei collezionisti, spesso spinta da ragioni storiche o simboliche, può incrementare significativamente il valore di un pezzo. Il grado di rarità viene solitamente classificato su una scala che varia dalle monete comuni (C) fino a quelle rarissime (RRRRR).

Un ulteriore elemento che incide sulla valutazione è il pedigree della moneta. Un esemplare che vanta una storia certificata, avendo partecipato ad aste numismatiche prestigiose (come Santamaria, Leu o Frank Sternberg) o appartenuto a collezioni di fama internazionale (ad esempio le collezioni A. Moretti o A. Magnaguti), assume un valore aggiunto notevole rispetto a pezzi privi di una documentata provenienza.

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