Giusy Versace, ex atleta paralimpica, conduttrice televisiva e senatrice della Repubblica, è una figura di ispirazione e resilienza. La sua storia di vita è profondamente intrecciata con l'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), di cui è volontaria e testimonial, trovando in essa una "seconda famiglia".
L'Incontro con Papa Francesco e il Ruolo di Volontaria UNITALSI
In occasione dei festeggiamenti per i 120 anni della fondazione dell'UNITALSI, Giusy Versace era presente all'udienza con Papa Francesco in Vaticano. Nonostante avesse saltato il pellegrinaggio di settembre a Lourdes a causa di un intervento alla gamba, ha voluto fortemente partecipare a questo importante appuntamento, seppur con le stampelle.
«È stato un incontro magico, un’emozione fortissima», ha dichiarato la Versace. «Non è la prima volta che incontro Papa Francesco, ma ogni volta è sempre un’emozione nuova perché quest’uomo ha un carisma naturale. Anche se è apparso sofferente, mi ha colpita la generosità con cui si è offerto a tutti noi, facendo persino il giro in sedia a rotelle per salutare tutte le persone presenti in carrozzina». La volontaria ha espresso gratitudine per quest'opportunità all'UNITALSI, un'associazione con la quale è entrata in contatto per la prima volta nel 2006, l'anno dopo l'incidente.
Il Pontefice ha rivolto agli unitalsiani un discorso in cui ha tracciato le linee guida dell’operato dell’Associazione, delineando lo stile del servizio e definendo, partendo dal pellegrinaggio e dai simboli del pellegrino raffigurati nel logo del 120°, la dimensione di quella "relazione di aiuto" che è alla base del carisma dell'UNITALSI. Al termine dell’incontro, il presidente nazionale, Rocco Palese, ha ringraziato il Pontefice per il costante sostegno e l'ispirazione che l'Associazione trae dalle sue parole.
Il Presidente ha rivolto un saluto affettuoso anche a Giusy Versace, Carlotta Mantovan e Annalisa Minetti, amiche e testimonial che non hanno voluto mancare a questo importante anniversario.

La Storia Personale: Incidente, Rinascita e Fede
La vita di Giusy Versace ha subito una svolta drammatica il 22 agosto 2005, quando, sotto un violento acquazzone, un incidente automobilistico sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria le ha tranciato di netto entrambe le gambe all'età di 28 anni. «La paura di morire in quel momento mi ha fatto capire veramente l’amore per la vita, la volontà di restare aggrappata alla vita con le unghie e con i denti», ha raccontato Giusy, condividendo la sua storia agli studenti del Liceo statale “T. Campanella”.
Dopo un iniziale dolore lancinante, paura e rabbia, ha intrapreso un lungo e tenace percorso di rinascita. Il suo primo viaggio a Lourdes, nel 2006, un anno dopo l'incidente, è stato un momento cruciale. Non andò come volontaria, ma come pellegrina. «Non volevo un miracolo, ma solo dire grazie: ero ancora viva», ha affermato. Fu lì, davanti alla Grotta, che il suo interrogativo «Perché proprio a me?» si trasformò in un illuminante «Perché non a me?». A Lourdes, ha compreso che «davanti a Dio, siamo tutti piccoli e uguali, la differenza la fai tu con il tuo cuore e il tuo spirito».
Giusy ha trovato la fede un pilastro fondamentale nel dare un senso a quanto accaduto, attingendo grande forza anche dalla famiglia e dagli affetti, che sono stati le sue "stampelle". La sua promessa, fatta alla zia volontaria UNITALSI, di tornare a Lourdes per ringraziare la Madonna se avesse ricominciato a camminare, fu mantenuta, rafforzando ulteriormente il suo legame con il santuario e l'associazione. «Ho compreso che aiutare gli altri aiuta principalmente noi stessi, e sono davvero felice quando riesco ad unirmi ai volontari», ha aggiunto.
L'Impegno Pubblico: Dallo Sport al Teatro, dalla Televisione alla Politica
Giusy Versace ha dimostrato una determinazione incredibile in ogni aspetto della sua vita. Nonostante le protesi alle gambe, ha continuato a sfidare i propri limiti, praticando sci nautico, andando in scooter e addirittura lanciandosi dal Campanile di San Marco. La sua carriera paralimpica l'ha portata a conquistare 11 titoli italiani e un record europeo sui 100 metri, partecipando a Olimpiadi, Europei e Mondiali. «A volte dimentico di avere due gambe artificiali e cerco sempre di superare i miei limiti», ha dichiarato, esprimendo il suo spirito indomito.
La sua partecipazione e vittoria a "Ballando con le Stelle" nel 2014, con il ballerino Raimondo Todaro, è stata una delle sfide più grandi. Milly Carlucci, la conduttrice, ebbe il coraggio di chiamarla, e Giusy accettò con entusiasmo, dimostrando che anche una donna con gambe di carbonio può essere glamour e ballare con eleganza, persino con i tacchi. L'esperienza televisiva le ha offerto una grande piattaforma per comunicare e ispirare, anche quando ha sdrammatizzato la perdita di una protesi in diretta: «Come in tutte le competizioni ci sono ballerine che perdono extension io ho perso una gamba. Ora però recuperiamola, dove è andata a finire?».
Il suo messaggio di speranza è stato anche veicolato attraverso lo spettacolo teatrale "Con la testa e con il cuore si va ovunque", ispirato al suo libro autobiografico. Lo show, diretto da Edoardo Sylos Labini, ha coinvolto la "grande famiglia dell'UNITALSI" e ha toccato diverse città, portando in scena la sua storia attraverso danza, musica e immagini.
Oltre ai successi sportivi e mediatici, Giusy Versace è anche parlamentare, prima deputata e ora senatrice della Repubblica, continuando il suo impegno per la società.
"Con la testa e con il cuore si va ovunque", Giusy Versace racconta la sua nuova vita
La Filosofia di Vita: Resilienza e Ispirazione
La filosofia di Giusy Versace può essere riassunta nelle sue parole: «La vita è troppo preziosa per tirare il freno a mano». Nonostante le sfide quotidiane, come le ferite e il dolore causati dalle protesi, il suo spirito resta saldo. «Devo imparare ad ascoltare di più il mio corpo. Però il freno a mano non posso promettere di tirarlo», ha detto recentemente, dopo un nuovo intervento alla gamba che l'ha costretta a rallentare.
Giusy promuove attivamente lo sport come strumento di coesione e aggregazione sociale, organizzando manifestazioni come la "Scarpadoro Ability" che coinvolge ragazzi e persone disabili. «Il nostro impegno sarà quello di coinvolgere il maggior numero di ragazzi, spingerli ad uscire di casa e coinvolgerli nelle attività all’aria aperta, per dimostrare che lo sport è una terapia efficace anche per abbattere barriere mentali e ritrovare il sorriso e l’allegria», ha commentato. Lo sport paralimpico le ha offerto la possibilità di confrontarsi con altre storie, facendole capire che "alla fine non mi è andata poi così male".
A Lamezia Terme, in un incontro con gli studenti, ha ribadito: «La vita è un regalo ogni giorno. Nulla va dato per scontato. Dobbiamo dare un senso alla nostra vita. Non esiste una vita perfetta, senza problemi. La differenza sta in come noi decidiamo di affrontare le sfide di ogni giorno e nel senso che scegliamo di dare alla nostra vita».
Giusy Versace, con la sua schiettezza, ironia e sorriso contagioso, è un esempio vivente di come la disabilità possa diventare un'occasione, trasformando il dolore in una forza motrice per ispirare e guidare gli altri attraverso la sua resilienza e passione per la vita. La sua storia, in particolare il suo legame profondo con l'UNITALSI, testimonia l'importanza della fede, del sostegno comunitario e della forza interiore per superare le avversità e dare un significato più profondo all'esistenza.