La Galleria Nazionale dell’Umbria, prestigiosa istituzione museale con sede nel Palazzo dei Priori a Perugia, conserva una straordinaria raccolta di opere che testimoniano l'evoluzione dell'arte italiana dal XIII al XIX secolo. Tra i capolavori che definiscono l'identità artistica del museo, occupano un posto di rilievo le rappresentazioni del Crocifisso, espressione sia della pittura monumentale del Duecento che della scultura lignea di gusto mitteleuropeo.

La Croce monumentale del Maestro di San Francesco
L'opera più rappresentativa della pittura del XIII secolo presente in museo è senza dubbio la Croce dipinta del Maestro di San Francesco, datata 1272. Originariamente proveniente dalla chiesa di San Francesco al Prato a Perugia, il manufatto - eseguito a tempera su tavola - raggiunge dimensioni monumentali (355 cm di altezza per 488,5 cm di larghezza).
Caratteristiche iconografiche
La croce segue il modello del Christus patiens, presentando un corpo inarcato, il torace rilassato e il volto livido ed emaciato, dettagli che restituiscono con forza la sofferenza di Gesù. L'opera si distingue per alcuni elementi di grande innovazione:
- Presenza documentale: Reca la data (1272) e l'indicazione del pontificato di Gregorio X, informazioni estremamente inconsuete per l'epoca.
- Iconografia francescana: Nel suppedaneo compare per la prima volta la figura di san Francesco d'Assisi, inginocchiato in adorazione delle stimmate. Si ipotizza che sia la croce più antica a ritrarre il santo come alter Christus, segnando la vittoria teologica dell'Ordine Francescano.
- Composizione cromatica: La policromia è impreziosita da tocchi d'oro che definiscono geometrie minuziose, esaltando la solennità della scena.

Il Crocifisso del Polittico di Monteripido
Al centro della sala dedicata al Perugino (Pietro Vannucci) si trova una peculiare opera: il Polittico di Monteripido, un capolavoro opisthograph, ovvero dipinto su entrambi i lati. Per permettere al pubblico di ammirarne la complessità, l'altare è posizionato al centro della sala.
Sulla parte pittorica è stato aggiunto un drammatico Crocifisso ligneo. Sebbene in passato fosse stato erroneamente attribuito ad Eusebio di Gianbattista Bastone (attivo nel XVI secolo), studi di Margrit Lisner e Thoby hanno ricondotto l'opera a maestranze di gusto tedesco o austriaco, attive in Italia nel XV secolo. La scultura si inserisce in un gruppo omogeneo di opere, come il Cristo dell'abbazia di San Pietro a Perugia, caratterizzate da un forte espressionismo e un realismo anatomico accentuato.
Altre testimonianze del periodo
Le prime sale della Galleria Nazionale dell'Umbria documentano ampiamente la produzione artistica del Duecento e Trecento. Tra le opere di rilievo si segnalano:
| Opera | Contesto |
|---|---|
| Crocifisso ligneo (prima metà del 1200) | Proveniente dalla chiesa di Santa Maria di Roncione, unico superstite di un gruppo scultoreo. |
| Vetrata con Crocifissione | Realizzata da Giovanni di Bonino, artista attivo anche nel Duomo di Orvieto. |
Il percorso museale prosegue poi verso le sezioni del Quattrocento, dove il linguaggio rinascimentale si intreccia con il cosiddetto "rinascimento eccentrico" della zona appenninica, offrendo al visitatore una panoramica esaustiva dell'evoluzione stilistica umbra.
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