La Piccola Famiglia della Risurrezione è una comunità monastica diocesana, composta da fratelli e sorelle, che ha preso forma a partire dalla metà degli anni ottanta. Nata per iniziativa di un prete diocesano, don Giorgio Scatto, sotto la guida del Patriarca Marco Cè, la comunità si propone di vivere semplicemente «una vita in comune, da cristiani» (Bonhoeffer).
Pur facendo riferimento alla grande tradizione monastica, sia orientale che occidentale, la sua fonte d'ispirazione principale risiede nei testi biblici che narrano della Chiesa delle origini. Il nome stesso racchiude il suo carisma profondo: "Piccola", richiamando le parole di Gesù nel Vangelo di Luca («Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno» Lc 12,32); "Famiglia", che riflette l'unità dei battezzati come familiari di Dio e concittadini dei santi, come espresso nella prima Preghiera Eucaristica; "della Risurrezione", poiché la Pasqua rappresenta il compimento e la più piena realizzazione del mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio.
Le Presenze della Comunità: Marango e Valleripa-Linaro
La Comunità di Marango (Caorle, Venezia)
La Piccola Famiglia della Risurrezione è conosciuta anche come "Comunità di Marango", dal luogo dove è sorta, nel comune di Caorle, in provincia di Venezia. Questa località si trova nella periferia orientale della diocesi di Venezia, in una terra di bonifica, strappata alla palude da pochi decenni, dove la memoria di un pane guadagnato con duro lavoro è ancora viva. Sebbene possa apparire priva di bellezza per chi la attraversa frettolosamente, rivela ricchezze straordinarie a chi la abita con amore e perseveranza, ed è stata accolta lungo il sentiero dell'obbedienza come la terra delle promesse di Dio.

Il Ministero dell'Accoglienza
La missionarietà della comunità si è arricchita provvidenzialmente attraverso l'accoglienza. Accanto ai fratelli e alle sorelle consacrati, vivono stabilmente altre persone accolte nel corso degli anni a motivo della loro fragilità e piccolezza. Queste persone sono considerate una grande risorsa e un grande dono, in linea con quanto affermato da Papa Francesco sull'«inseparabile vincolo tra la fede e i poveri» (EG 48) e da Thomas Merton sulla «chiave dell’esistenza (...) offerta all’uomo proprio fra le cose senza storia e senza dramma: lavoro, fame, povertà, solitudine, ciò che realmente si chiama “vita comune”».
Il ministero dell’accoglienza è vissuto nella più assoluta gratuità e nell’assenza di giudizio verso tutti coloro che visitano il monastero, diventando annuncio e profezia di un mondo possibile, dove l'altro è un fratello. La comunità pratica largamente questa accoglienza, includendo persone con malattie psichiche, stranieri, pentiti di mafia, ex ergastolani, e persino ladri e prostitute, come testimoniato dalle parole dei monaci: «Se siete persone pie, state lontano da qui, perché questo luogo è poco raccomandabile, non è certo tra i migliori».
Nel 2018, rispondendo alla criticità della situazione degli immigrati in Italia, la comunità di Marango ha accolto due giovani africani musulmani, rendendo così la comunità monastica non solo internazionale ma anche interreligiosa, offrendo occasioni di testimonianza non cercate, ma offerte dalla vita stessa.
"Una Famiglia di Famiglie" e Missione Lontana
Fin dall'inizio, la comunità monastica di Marango ha intessuto un forte legame con le famiglie, soprattutto nella condivisione della Parola e dell'Eucaristia domenicale, definendosi per questo «una famiglia di famiglie». Da questa esperienza è nata la pratica della preghiera settimanale nelle case, dove due o più famiglie si riuniscono in luoghi e paesi diversi, con la partecipazione periodica dei membri del monastero.
Un ulteriore allargamento della prospettiva missionaria si è concretizzato nell’apertura di sentieri di fraternità «in terre lontane e genti straniere alla nostra cultura e mentalità», come recita la Piccola Regola di vita. Attraverso amicizie personali, la comunità ha varcato i confini del continente europeo per stare accanto ai poveri in Africa, Brasile, India e Iraq. L'incontro con una piccola comunità di monaci iracheni, nata negli anni della Guerra del Golfo e ospitata a Marango nell’estate del 2012, ha aperto le vie dell’Oriente. Nella primavera del 2013, alcuni membri della comunità sono partiti come pellegrini di pace in Iraq, rafforzati nella fede e nella speranza dei cristiani di quella terra martoriata.
Responsabilità Pastorale
Il 7 febbraio 2017, il vescovo ha affidato ai monaci e alle famiglie della Comunità di Marango la responsabilità pastorale di una faticosa periferia rurale, comprendente le località di Marango, San Gaetano e Ottava Presa. Questa nuova missione mira a custodire la fede e l'amore nel popolo di Dio residente in quel territorio, e ad annunciare la gioia del Vangelo. Come già espresso dal patriarca Scola, non si tratta di abbandonare il carisma monastico, ma di viverlo in modo ancora più determinato e radicale: «Prima “essere monaci” e, poi, “della Diocesi”».
La Comunità di Valleripa-Linaro (Mercato Saraceno, Cesena)
Un'altra significativa presenza della Piccola Famiglia della Risurrezione si trova a Valleripa, nella località di Linaro, nel comune di Mercato Saraceno, provincia di Cesena. Per comprendere il carisma e la vita di questa comunità, è consigliabile raggiungerla a piedi, lasciando l'auto nei pressi di un ristorante all'ingresso di Linaro e inoltrandosi nel bosco. Il percorso, sebbene impegnativo per i veicoli non fuoristrada, invita a contemplare la natura rigogliosa e il silenzio circostante.

L'atmosfera del luogo è austera e la chiesa è aperta all'invito alla preghiera. Qui vivono alcune sorelle che, da decenni, coltivano i campi e pregano, in una comunità religiosa laica. In un caseggiato più moderno, producono anche icone religiose, oltre a prodotti alimentari di pregio per la vendita al dettaglio. La loro giornata è scandita dalla preghiera e dalla lectio divina. La superiora, madre Vera Anastasia Panzavolta, descrive la routine quotidiana: sveglia alle 4:15 in estate (3:15 in inverno) per la preghiera personale, Mattutino alle 5:30. Diverse ore della mattina e del pomeriggio sono dedicate al lavoro, sia materiale che spirituale, come sottolinea padre Giovanni, l'unico sacerdote presente.
A circa mezz'ora di cammino, sempre in salita, si trova la casa dei fratelli, il "Monastero della Pentecoste". Si attraversano uliveti, castagneti, noceti e campi di ciliegi, immersi in una vegetazione lussureggiante. La comunità si impegna nella lettura integrale della Bibbia in due anni e recita l'intero salterio in una sola settimana. La domenica è dedicata a una meditazione personale più prolungata. La cena è verso le 20. La fedeltà al carisma e alla Chiesa, e l'ascolto costante della Parola di Dio, guidano ogni giorno la vita di questi fratelli e sorelle, che hanno imparato molto dalle famiglie dei loro diaconi.
A Valleripa è presente un piccolo cimitero, dove sono sepolti, tra gli altri, il monaco Paolo Censi e Teresa della Resurrezione.
Il Monastero dello Spirito Santo a Cesena
Nell'estate del 2021, il vescovo Douglas Regattieri ha annunciato l'affidamento del Monastero dello Spirito Santo a Cesena, situato in via Celincordia 185, alla Piccola Famiglia della Risurrezione. Questo edificio, progettato dall'architetto Ilario Fioravanti, è stato precedentemente animato da suore benedettine per secoli. L'ingresso della Piccola Famiglia della Risurrezione, guidata da padre Lorenzo Buda e da madre Vera Anastasia Panzavolta (già superiora a Valleripa), è stato preceduto dalla cerimonia di saluto alle suore benedettine uscenti. Un momento storico per il monastero, che nel 1992 aveva visto la solenne dedicazione della sua nuova chiesa da parte del vescovo Lino Garavaglia.
Principi e Fondamenti del Carisma
I fratelli e le sorelle della Piccola Famiglia della Risurrezione non sono insieme per "fare" qualcosa, ma semplicemente per "essere". Questa vita di fraternità cristiana, di semplice accoglienza e di inclusione sociale dei poveri, testimonia e annuncia la novità del Vangelo.
- Primato dell'Evangelo e della Chiesa: La comunità ha riscoperto la Chiesa come "mistero", affermando il primato dell'Evangelo, letto nel grembo fecondo della Chiesa e in compagnia della vita e della testimonianza dei santi e dei martiri.
- Primato del Lavoro: Nella Regola è scritto che «il lavoro è obbedienza, prolungamento dell’Eucaristia e della Liturgia delle Ore, oggetto normale della nostra offerta». Il lavoro è inteso come strumento di mortificazione, amore per le anime e annuncio abituale. La comunità ha scelto di lavorare per vivere autonomamente, condividendo radicalmente beni e risorse, seguendo l'ideale della massima semplicità.
- Primato della Preghiera: Accanto al lavoro, la preghiera ha un primato effettivo. Come recita il Salmo 22, «Dio abita la lode di Israele». San Benedetto insegna che «non si deve anteporre nulla alla preghiera», e la Liturgia delle Ore, vissuta come preparazione o prolungamento dell'Eucaristia, è una concreta realizzazione dell'invito a pregare incessantemente.
- Servizio e Profezia: La comunità vive in mezzo agli uomini ed è a loro servizio, impegnata nell'edificazione della Chiesa e nell'annuncio del Regno. Attraverso il suo stile di vita e una presenza vigile nel territorio, diventa voce di chi non ha voce, offrendo alle istituzioni parole e indicazioni per porsi con maggior decisione a fianco dei deboli e degli umiliati. Mantiene tuttavia una dimensione di "forestiera", estranea e sradicata dalle logiche mondane.
- Verginità e Bellezza: La chiamata alla verginità, stimolando energie d'amore insospettate, è vissuta come deprivazione e povertà dell'essere, una ferita guarita solo da una presenza "altra", e come profezia in un mondo schiacciato sul presente. La comunità si ispira anche al primato della bellezza, credendo che solo la bellezza possa ingentilire l'animo, e si impegna a ricostruire non solo edifici, ma anche amicizia, fiducia, collaborazione, gioia e bellezza dove trova abbandono.

Attività e Servizi
La comunità offre diversi servizi e attività per laici e fedeli:
- Sono disponibili per colloqui, confessioni e l'accompagnamento dei giovani in discernimento vocazionale.
- Organizzano Corsi annuali per lo studio dell'Ebraico e del Greco biblici, con l'obiettivo di avvicinare le persone alla lettura della Bibbia nelle sue lingue originali. Questi corsi, proposti dalla comunità di Valleripa-Linaro per la loro specifica cura verso la Sacra Scrittura, si svolgono presso il Seminario Vescovile di Cesena e sono strutturati su due livelli (principiante e avanzato), accessibili a tutti.
- Garantiscono la celebrazione della Santa Messa nei giorni feriali (dal lunedì al sabato alle ore 7:00, eccetto il martedì) e nei giorni festivi (Messe alle 8:00 e 11:00 con la S. Messa conventuale).
- Offrono esperienze di spiritualità, fraternità, volontariato, escursionismo e villeggiatura presso il Villaggio San Francesco (Cancellino).
- Gestiscono il Soggiorno Cardinal J. (ulteriori dettagli non specificati nel testo).
La vita all'interno dei monasteri dell'Alto Medioevo PARTE 1
Il Cammino di San Vicinio
Il Monastero della Madonna della Resurrezione, situato in località Valleripa-Linaro, è un punto di sosta estremamente interessante lungo il Cammino di San Vicinio. Questo percorso, lungo quasi 320 km e suddiviso in 14 tappe, con deviazioni e collegamenti, parte da Sarsina e segue antichi sistemi stradali che collegavano il nord Europa con Roma e la Terra Santa. Il monastero, con la sua chiesetta e le belle porte di legno intagliate, offre un'oasi di natura e storia in posizione dominante sulla vallata del Borello.
Notizie Recenti e Sfide
Nel giugno 2019, la comunità di Valleripa, sede a Linaro di Mercato Saraceno, è stata oggetto di attenzione mediatica a causa di un commissariamento da parte del vescovo Douglas Regattieri. Le motivazioni addotte riguardavano questioni finanziarie e aspetti legati alla vita religiosa del monastero e di don Orfeo Suzzi, uno dei fondatori della comunità quarant'anni prima, che avrebbe aperto tre società finanziarie a suo nome a Londra. La notizia ha suscitato stupore tra la gente del posto, che ha espresso dispiacere per la situazione, pur riconoscendo la riservatezza costante dei monaci. Una sorella del monastero ha commentato: «Non ho intenzione di dire niente (...). Alla fine la verità verrà fuori. Non si può ingannare il Signore, lui sa le cose come stanno e giudicherà».
Già cinque anni prima, il monastero era stato sotto i riflettori per la morte improvvisa del religioso Giovanni Censi, all'età di 34 anni, a causa di una febbre dalle cause sconosciute.
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