Il Real Educandato di San Marcellino e le Suore Francescane Elisabettine Bigie

Le Origini: Margherita Salatino e l'Educandato di San Marcellino

Margherita Salatino nacque a Napoli, nel quartiere San Ferdinando, il 26 settembre 1819. I suoi genitori erano Marianna Crisafulli e Giuseppe Salatino, un alto graduato del Regno borbonico. Dotata di un'indole semplice e forte, Margherita studiò presso il Reale Educandato femminile di San Marcellino e successivamente divenne maestra, dedicando la sua vita all'insegnamento all'interno della stessa istituzione a Napoli.

Ritratto di Margherita Salatino in giovane età

Fu proprio in questo contesto che Margherita Salatino conobbe San Ludovico da Casoria. L'incontro fu favorito dal maestro di musica sacra, Filippo Parisi, che era un grande amico e figlio spirituale di padre Ludovico e anch'egli insegnava nell'Educandato. Nel 1855, Parisi propose a padre Ludovico di visitare l'istituto, avendo già parlato di lui alle insegnanti e alle alunne. Questo portò all'inizio di un rapporto filiale e di un accompagnamento spirituale, in particolare con Margherita Salatino, Concetta Durelli e Atalia Baer.

La Nascita della Congregazione delle Francescane Elisabettine Bigie

Gli eventi storici del 1860, con la caduta dei Borbone, ebbero un impatto significativo sulla vita di Margherita Salatino e delle sue colleghe. Margherita, Maria Concetta Durelli e Atalia Baer, insieme ad altre insegnanti, si rifiutarono di firmare la formula di adesione ai nuovi governanti e furono per questo motivo licenziate in tronco. Nel 1862, a seguito di cambiamenti nell’ordinamento scolastico, le maestre uscirono definitivamente dall'educandato, ritrovandosi senza lavoro e senza casa.

In questo momento difficile, Santa Caterina Volpicelli, che era stata una devota allieva di Margherita, accorse in suo aiuto offrendo ospitalità nella propria abitazione. Margherita accettò commossa, ma le maestre furono in seguito ospitate prima dalla famiglia Durelli e poi accolte in un alloggio nel palazzo Pisani a Capodimonte, messo a disposizione da San Ludovico. Fu qui che padre Ludovico pose le basi per la prima cellula della Congregazione: cinque maestre, ormai divenute Terziarie francescane, iniziarono a vivere in comune, dedicandosi ad opere di carità. San Ludovico affidò loro le prime orfanelle, segnando l'inizio della loro vita comunitaria.

Immagine di San Ludovico da Casoria con le prime Suore Elisabettine

Nel 1865, durante il suo secondo viaggio in Africa, San Ludovico visitò Colonia in Germania. Qui incontrò le suore chiamate "Bigie" (dal colore del loro abito) di Sant'Elisabetta d'Ungheria, regina e Terziaria francescana che si consacrò al servizio dei malati e dei poveri. Ispirato da questa esperienza, San Ludovico decise di dare alla Salatino, alla Durelli e alle loro seguaci il nome di Elisabettine Bigie. Egli desiderava che le sue suore vivessero la carità di Sant’Elisabetta d’Ungheria e la povertà di San Francesco d’Assisi, adottando l'abito Bigio, grigio come il colore della cenere dei penitenti.

La vestizione delle prime sei suore avvenne al ritorno del frate dall'Africa, nella notte di Natale del 1866, presso la Grotta di Betlemme al Tondo di Capodimonte. Questa era una riproduzione esatta della grotta di Betlemme, fatta realizzare da padre Ludovico dopo il suo ritorno dalla Terra Santa. Come racconta il Cardinale Alfonso Capecelatro, biografo e amico di padre Ludovico, “Da quel dì le Elisabettine crebbero, si perfezionarono, raccolsero orfane, aprirono altre case, educarono fanciulle povere e ricche”.

L'Opera e l'Eredità di Madre Margherita Salatino

Da quel momento, le Elisabettine ampliarono le loro opere di carità sotto la guida spirituale del loro fondatore. Inizialmente, alle Suore Elisabettine Bigie furono affidate la cura delle orfanelle napoletane e delle "morette" (bambine africane riscattate dalla schiavitù), oltre all'Opera degli Agonizzanti e alla Pia Opera di preghiere e suffragio per le anime del Purgatorio. Le Suore Bigie si occuparono anche delle bambine cieche e sordomute.

Mappa delle opere di carità delle Suore Elisabettine a Napoli e sulla costiera sorrentina

Madre Margherita Salatino divenne la prima Madre Generale della Congregazione. La sua figura fu descritta come “madre di tutte le opere di padre Ludovico”, sia “con il senno, o con la mano, o con il cuore”, come attestato da fra Bonaventura de’ Frati Bigi. Fu una maestra eccellente e competente, energica, instancabile, operosa, intraprendente e mite, divenendo il braccio destro di padre Ludovico.

Margherita Salatino fu un'insigne testimone della carità del Cuore di Cristo. Ogni sabato, indipendentemente dalla stagione o dalle intemperie, si recava a visitare la Vergine di Sanseverino, dove trascorreva lunghe ore in preghiera. Quando le chiesero il motivo di tale devozione assidua, rispose: "Eh! Non sapete, non sapete. Io nel giorno del sabato vado a fabbricarmi la casa per l’eternità."

Illustrazione di Margherita Salatino in preghiera

Fu proprio di sabato che Margherita Salatino concluse la sua esistenza terrena, il 5 febbraio 1876, per "abitare la casa dell’eternità", quella casa che aveva edificato con fede ai piedi della Vergine di Sanseverino. Fu assistita nell'agonia da San Ludovico, che, alla sua morte, disse piangendo: "Ho perduto il mio braccio destro". Accanto a lui, Caterina Volpicelli, già sua allieva, le chiuse gli occhi e preparò la salma per la sepoltura.

Il necrologio pubblicato dal P. Bonaventura Maresca le dedicò le seguenti parole: “A Margherita Salatino, Istitutrice delle suore Elisabettine, Madre dei Frati Bigi e di tutte le opere del P. Ludovico da Casoria… Madre di ogni classe di persone, suore e frati, orfanelle e bambine nobili, uomini e donne, sacerdoti e laici, ricchi e miserabili". Le spoglie di Margherita Salatino riposano nella chiesa dell’Ospizio Marino, a Posillipo, Napoli.

Le Suore Francescane Elisabettine Bigie continuano oggi a seguire il cammino tracciato da San Ludovico da Casoria. Al carisma originario dell’educazione della gioventù, dal 1985, si è aggiunto l’apostolato parrocchiale sotto la direzione dell’Autorità Ecclesiastica e le missioni di apostolato cristiano.

Il Ruolo di Santa Caterina Volpicelli

Santa Caterina Volpicelli, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore, ebbe un legame profondo con il Reale Educandato di San Marcellino e con Margherita Salatino, di cui fu allieva. Nata a Napoli il 21 gennaio 1839, Caterina ricevette nella sua famiglia una solida formazione umana e religiosa. L'incontro con il Beato Ludovico da Casoria, avvenuto il 19 settembre 1854 a «La Palma» in Napoli, fu un momento decisivo per la sua vocazione.

Come ex alunna dell’Istituto, Caterina Volpicelli dimostrò la sua devozione e carità offrendo ospitalità alla sua ex maestra Margherita Salatino e alle sue compagne quando si trovarono senza lavoro e senza casa, giocando un ruolo cruciale nei primi passi della nascente Congregazione.

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