A Cesena, da anni, un caso complesso che coinvolge la Diocesi e la Piccola Famiglia della Resurrezione, con la figura carismatica di Don Orfeo Suzzi, continua a far scalpore ogni volta che emergono nuovi sviluppi. La vicenda, definita una "telenovela andata avanti negli anni", ha messo nel mirino la gestione della piccola comunità da parte di Don Orfeo, auto-assegnatosi il soprannome di "Abbà Povero".
Le Origini del Conflitto con la Diocesi di Cesena-Sarsina
Don Orfeo Suzzi, riconoscibile per la sua barba lunga e bianca, può contare su un discreto seguito tra fedeli e religiosi, includendo monache e monaci, sia in Romagna che nel resto del Paese. Tuttavia, negli ultimi 15 anni, i rapporti con la Diocesi di Cesena e Sarsina, guidata dal vescovo Douglas Regattieri, sono stati a dir poco conflittuali.
I primi contrasti emersero il 2 luglio 2020, quando il vescovo Regattieri notificò a Suzzi, con un decreto ufficiale, la decisione di procedere alla sospensione dall’esercizio del ministero sacerdotale. Ciò implicava che Don Orfeo non poteva più celebrare l'Eucarestia né amministrare i sacramenti. La Diocesi aveva preso di mira il monaco per aver intrapreso varie iniziative senza comunicarle al Vescovo, una norma che tutti i religiosi sono tenuti a rispettare. Già nel 2019 era emerso che il monaco aveva intrapreso attività non specificate.
Il Commissariamento e il Processo Penale
Nel 2020, la Piccola Famiglia della Resurrezione fu commissariata: il missionario Giorgio Biguzzi, vescovo emerito in Sierra Leone, ne divenne la nuova guida. La diocesi non si fidava dell’operato di Don Suzzi. Pochi mesi dopo arrivò la sospensione ab divinis, un provvedimento che, se formalizzato a Città del Vaticano, avrebbe ridotto il monaco sacerdote allo stato laicale. Tuttavia, tale formalizzazione non avvenne.
Di fronte a questa situazione, la Diocesi di Cesena e Sarsina optò per un processo penale amministrativo extragiudiziale, un procedimento previsto dal Diritto canonico per evitare il ricorso ai tribunali ecclesiastici. Questo processo culminò nella censura. Il vescovo ha ripercorso la vicenda dichiarando: "In questi anni ho dovuto celebrare un processo penale extragiudiziale nei confronti di don Orfeo che si è dimostrato disobbediente rispetto alle mie richieste." Ha aggiunto: "Ho dovuto commissariare la piccola famiglia per mantenerla nella diocesi di Cesena Sarsina perché ritenevo importante il carisma di questa comunità."
Il vescovo ha imposto a Don Orfeo la pena di non celebrare in pubblico, di non confessare e di non predicare per tre anni. "Al termine di questi tre anni è venuto da me per chiedermi la remissione della pena, cioè mi ha chiesto che gli cancellassi la pena." ha rivelato il vescovo. Don Orfeo, nel frattempo, è "fuggito", come specificato dal vescovo, che ha sempre seguito le indicazioni della Santa Sede.

La Piccola Famiglia della Resurrezione Oggi: Composizione e Progetti
Dopo le recenti vicende, la Piccola Famiglia della Resurrezione è oggi composta da 27 membri. È formata da fratelli e sorelle vergini e da coppie di sposi con i voti, oltre a diverse famiglie aderenti senza voti. Padre Lorenzo, che attualmente vive in India, è il nuovo superiore della comunità, mentre Madre Anastasia è la superiora per le sorelle. La coppia responsabile per le famiglie è quella di Giovanna e Giorgio Siroli. Graziella Batani è la nuova presidente dell'associazione di diritto civile della Piccola Famiglia della Resurrezione.
Il diacono Pierangelo Buda sottolinea l'importanza della sinodalità nella comunità: "Cerchiamo di vivere moltissimo la sinodalità." La comunità è impegnata in diversi lavori nelle case a Valleripa e sta predisponendo piani per il prossimo futuro, inclusa la sistemazione della canonica con l'intenzione di portare l'acqua pubblica e interventi urgenti. Segno di un cambiamento radicale è la cessione della casa a Gerusalemme e l'intenzione di lasciare il Mozambico. La comunità ha ricevuto due lasciti che consentono di svolgere alcuni interventi, dimostrando che "La Provvidenza non ci abbandona."
Il vescovo Giorgio Biguzzi, commissario nominato nel giugno 2019 dal vescovo Douglas al posto del fondatore Don Orfeo Suzzi e rimasto in carica un anno, è considerato "come un padre" dalla comunità, un membro della stessa famiglia. Il diacono Pierangelo Buda conclude: "Abbiamo incontrato in questo periodo tante persone di grande generosità, che amano la nostra comunità monastica. Tanti che si erano allontanati che si sono riavvicinati con entusiasmo rinnovato."
La Vita Spirituale a Valleripa
Per comprendere il carisma e la vita della Piccola Famiglia della Resurrezione, è essenziale visitare la loro sede a Valleripa (Mercato Saraceno). Il percorso per arrivarci è suggestivo, con l'auto lasciata nei pressi del ristorante all'ingresso di Linaro e un cammino nel bosco. Il luogo è austero e immerso nel silenzio, caratterizzato da una rigogliosa vegetazione. Padre Giovanni, uno spagnolo con un italiano fluente e unico sacerdote presente, precisa che diverse ore del mattino e del pomeriggio sono dedicate al lavoro, non solo materiale.
La superiora Anastasia, al secolo Vera Panzavolta, descrive la giornata dei membri della Piccola Famiglia: "Qui ci alziamo in estate alle 4,15 (in inverno alle 3,15) e iniziamo con la preghiera personale. Alle 5,30 recitiamo il Mattutino." I ritmi sono scanditi dalla preghiera e dalla lectio divina. "In due anni leggiamo tutta la Bibbia - aggiunge Anastasia - e recitiamo tutto il salterio in una sola settimana. La domenica dedichiamo ancora più tempo alla meditazione personale. La sera la cena è verso le 20."
La comunità sottolinea l'importanza delle famiglie e della fedeltà: "Abbiamo imparato tanto dalle nostre famiglie... Le famiglie dei nostri diaconi sono state una salvezza per la nostra comunità. Per noi è davvero una Grazia. Ci facciamo guidare ogni giorno dalla preghiera e dalla fedeltà. Fedeltà al carisma e alla Chiesa, come ci è stato insegnato. E poi siamo in ascolto della Parola di Dio, sempre." La visita al piccolo cimitero, dove sono sepolti, tra gli altri, il monaco Paolo Censi e Teresa della Resurrezione, conclude l'intensa mattinata.
La Presenza Missionaria in Mozambico e il Suo Termine
Un pezzo importante della presenza missionaria della Diocesi di Cesena-Sarsina in Mozambico, uno dei paesi più poveri al mondo, si conclude con la donazione e/o la vendita delle missioni dopo il commissariamento della Piccola Famiglia della Risurrezione e la chiusura del 2019/2020. Tra i sacerdoti cesenati attenti a questo territorio si ricorda don Tarcisio De Giovanni (1931 - 2021), che dal 1973 rimase in Mozambico fino al 1997, colpito dalle sofferenze dei giovani.
Fu don Tarcisio a chiamare con insistenza Padre Orfeo Suzzi, responsabile della Piccola Famiglia della Resurrezione di Valleripa, che aveva conosciuto a Carpineta. Padre Orfeo, dopo aver fondato la Piccola Famiglia della Resurrezione, aveva stabilito altri monasteri e missioni in giro per il mondo. Insieme a don Tarcisio, Padre Orfeo trovò un luogo adatto sul monte Rurupi, dove fondò un monastero, un villaggio, una chiesa, un dispensario e costruì un ponte.
Nel 1997, la vita comunitaria iniziò stabilmente in accordo con i vescovi locali, con due Monasteri: uno maschile al Rurupi e uno femminile nella zona delle Palme a Quelimane. Molti giovani e volontari europei, come l'associazione “i Gabbiani di Bergamo” o la ditta Trevi, offrirono il loro contributo. Recentemente, il Vescovo mozambicano Ignacio Lucas Mwita è giunto a Cesena anche per ringraziare i nuovi responsabili laici della Piccola Famiglia della Resurrezione e la Diocesi. La presidente Graziella Batani e l’economo Pierangelo Buda, a nome della comunità e in accordo con il vescovo Douglas Regattieri, hanno donato alla Diocesi mozambicana di Guruè il Monastero fondato da padre Orfeo Suzzi al monte Rurupi e chiuso dal 2020. Al momento, la situazione riguardante il Monastero femminile di Quelimane, sempre in Mozambico e fondato dalla Piccola Famiglia della Resurrezione e da Padre Orfeo, non sarebbe ancora del tutto chiara, con alcune supposizioni sulla sua vendita.

Un Nuovo Capitolo a Cesena: Il Monastero dello Spirito Santo
Un significativo sviluppo per la Piccola Famiglia della Resurrezione a Cesena è l'affidamento del Monastero dello Spirito Santo. Lo ha annunciato il vescovo Douglas Regattieri in occasione della celebrazione di saluto alla comunità di suore benedettine (quattro monache) che hanno lasciato la città di Cesena. L’edificio in via Celincordia 185, progettato a Cesena dall’architetto Ilario Fioravanti e situato a poca distanza dal monastero di Santa Maria del Monte, verrà presto abitato dai monaci e dalle monache della Piccola Famiglia della Resurrezione, guidati da padre Lorenzo Buda e da madre Vera Anastasia Panzavolta.
Storia e Trasferimento delle Monache Benedettine
Don Marco Muratori ha ripercorso la cronaca e la storia durante la Messa di saluto alle suore benedettine. Il vecchio monastero ha visto le monache affrontare il difficile compito di traslocare "secoli di storia accumulate". Dopo il canto, le monache hanno abbandonato il monastero per recarsi alla basilica del Monte. Per alcune, il ricordo degli anni di gioia e dolore vissuti lì ha reso difficile trattenere le lacrime.
Terminata la funzione, è iniziata la cerimonia di ingresso nel nuovo monastero. La processione era aperta dal seminarista Muratori, seguito da una monaca che riceveva un Crocifisso. Ai lati, due monache portavano reliquiari contenenti reliquie di san Benedetto e della monaca madre Scolastica. Don Muratori ha notato dalle foto che le monache che reggevano il crocifisso e le reliquie erano suor Paola, suor Rosaria e suor Angelica, presenti all'evento recente. All'arrivo, le monache furono accolte dal suono festante delle campane e, entrando nel coro, compirono l'atto di baciare il Crocifisso. Seguirono le Litanie dei santi per invocare l'aiuto divino per la nuova vita che iniziava in quel monastero.
Un'altra data importante per questo monastero è stata il 21 novembre 1992, giornata Pro Orantibus, quando il vescovo Lino Garavaglia si recò presso il monastero dello Spirito Santo delle monache benedettine di Cesena per la solenne dedicazione della nuova chiesa in onore allo Spirito Santo. La storia di questo monastero è stata definita "una stupenda storia di amore, di preghiera e di sacrificio di tante monache che hanno contemplato e contemplano tuttora nel silenzio del loro cuore il loro Sposo."

Attività Pastorali e Orari della Comunità
La comunità si dedica a diverse attività pastorali e offre servizi ai fedeli:
- Sono disponibili per colloqui, confessioni e l’accompagnamento dei giovani in discernimento vocazionale.
Orari principali:
S. Messa giorni feriali: dal lunedì al sabato ore 7:00 (tranne il martedì)
Giorni feriali:
- Lodi: 6:00
Giorni festivi:
- Messe: 8:00, 11:00 (S. Messa conventuale)
- Confessioni (eccetto durante la S. Messa)
A chi desidera partecipare alle attività, si suggerisce di contattare in anticipo le sorelle al numero del convento. Il referente dei progetti pensati per i giovani è suor Alessandra.
La comunità gestisce anche il Soggiorno Cardinal J., e offre un'esperienza di spiritualità, fraternità, volontariato, escursionismo e villeggiatura al Villaggio San Francesco (Cancellino).
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