Avellino, capoluogo dell'omonima provincia in Campania, è una città di 53.640 abitanti situata a 348 metri sul livello del mare. Il suo territorio si estende per 30,55 km² e confina con i comuni di Aiello del Sabato, Atripalda, Capriglia Irpina, Contrada, Grottolella, Manocalzati, Mercogliano, Monteforte Irpino, Montefredane, Ospedaletto d'Alpinolo e Summonte.
La città si trova nella parte pianeggiante della conca avellinese, una vasta valle di origine vulcanica dell'Appennino campano. È circondata a est dal Monte Tuoro, a sud-est dalla catena montuosa dei Picentini e a nord-ovest dal massiccio del Montevergine. Il territorio comunale fa parte del distretto sismico dell'Irpinia.
Il Clima di Avellino
Il clima di Avellino è temperato, con influenze del Mar Tirreno ma con caratteristiche più continentali rispetto alla costa campana. La conca avellinese è esposta sia alle correnti meridionali caldo-umide che a quelle settentrionali fredde e secche. La catena montuosa del Partenio blocca l'aria tirrenica dal golfo di Napoli e causa un effetto stau con venti occidentali, rendendo la zona particolarmente piovosa, con medie annue che possono raggiungere i 1600 mm presso il santuario di Montevergine.
La conformazione morfologica del territorio genera differenze di temperatura e piovosità anche su brevi distanze. Nelle zone occidentali, più vicine al Partenio, la piovosità è maggiore e le nevicate più abbondanti, ma l'escursione termica è inferiore. Le zone sud-orientali, situate in fondovalle, presentano escursioni termiche più marcate, con inversioni termiche che causano temperature minime più basse, nebbie e gelate durante le ore più fredde.
L'inverno avellinese è fresco, con medie che a gennaio variano tra i 3°C (minime) e i 10°C (massime). Le giornate miti e piovose, associate a venti da ovest o sud-ovest, si alternano a giornate rigide ma asciutte, dominate da correnti di nord-est. Le nevicate sono annuali, ma con accumuli generalmente modesti in centro città e più significativi nelle zone collinari.
Le stagioni intermedie sono brevi e variabili. La piovosità è più accentuata in autunno che in primavera. L'estate, da giugno a settembre, è calda e soleggiata, con temperature medie a luglio e agosto intorno ai 23°C nelle zone pianeggianti. È un'estate mediterranea, con alte temperature e scarse piogge, ma senza la siccità che colpisce altre aree del Mezzogiorno.

Storia Antica di Avellino
Avellino affonda le sue radici nella tribù sannitica degli Irpini. L'antica città di Abellinum nacque sulla collina della Civita, nell'odierna Atripalda, circa 4 km dal centro di Avellino. Reperti archeologici attestano la presenza di un importante centro pre-romano, presumibilmente di origine etrusco-campana e di lingua osca, risalente almeno al IV secolo a.C.
Secondo alcune ricerche, l'antica città era al centro del territorio dei Sabatini. Non si esclude che il suo nome fosse Velecha, come attestato da monete dell'area campana. Abellinum fu conquistata dai Romani nel 293 a.C. durante le Guerre sannitiche.
Sotto il dominio romano, la città cambiò più volte denominazione: Veneria, Livia, Augusta, Alexandriana e Abellinatium. Nell'89 a.C., fu grazie alle truppe di Silla che iniziò l'edificazione di una vera città. Abellinum assunse particolare importanza in età cristiana, con la figura del vescovo Sabino, vissuto tra il V e il VI secolo.
L'antico centro sulla Civita cessò probabilmente di esistere a seguito delle guerre gotiche e dell'occupazione bizantina. Dopo l'arrivo dei Longobardi, parte degli abitanti di Abellinum si dispersero nel territorio circostante. Alcuni si aggregarono sulla collina Selleczanum, nota come Terra, dando origine alla nuova città di Avellino su uno sperone di tufo.

Il Medioevo e il Periodo Feudale
L'arrivo dei Normanni segnò un periodo di importanti avvenimenti per Avellino. Nel 1130, nel Duomo di Avellino, l'antipapa Anacleto II consegnò una bolla a Ruggero II d'Altavilla, che anticipò la sua nomina a Re di Sicilia, Calabria e Puglia, dando origine al Regno di Sicilia.
Nel 1137, Innocenzo II e Lotario III nominarono Duca di Puglia Rainulfo di Alife, conte di Avellino, per il suo contributo nel fermare i tentativi di conquista di Ruggero II. Tuttavia, due anni dopo, alla morte di Rainulfo, Ruggero II riunificò il Regno di Sicilia.
Il feudo di Avellino fu acquistato nel 1581 da Marino Caracciolo, II duca di Atripalda. La città rimase feudo dei Caracciolo dal 1581 al 1806. Durante questo periodo, Avellino conobbe una crescita demografica, espansione urbanistica e progresso economico. Tra il 1581 e il 1591, Marino Caracciolo introdusse la fabbricazione dei tessuti di lana, un'attività che si estese anche alle aree limitrofe e rimase centrale nell'economia del feudo fino alla fine del XVIII secolo.
Il commercio trovò sede nella Dogana dei grani. Nonostante ciò, nel 1622 Avellino era ancora un centro di modeste dimensioni, con 516 fuochi, superato da altri borghi della provincia. La peste del 1656 rappresentò una battuta d'arresto temporanea allo sviluppo cittadino.

Dall'Unità d'Italia ai Giorni Nostri
Con l'abolizione del feudalesimo nel 1806, il capoluogo di provincia del Principato fu trasferito da Montefusco ad Avellino.
La città fu teatro dei moti del 1820-1821. La diffusione in Italia della conquista del regime costituzionale in Spagna nel marzo 1820 esaltò gli ambienti carbonari e massonici. Ad Avellino, la cospirazione, che non mirava a rovesciare il re ma a chiedere la costituzione, prese vigore.
La notte tra il 1° e il 2 luglio 1820, Morelli e Silvati diedero il via alla cospirazione disertando con circa 130 uomini e 20 ufficiali. Il 2 luglio furono accolti a Monteforte e il giorno seguente fecero il loro ingresso ad Avellino, dove proclamarono la costituzione sul modello spagnolo. Dopo pochi mesi, le potenze della Santa Alleanza intervennero militarmente, e il 7 marzo 1821 i costituzionalisti di Napoli furono sconfitti dalle truppe austriache a Rieti.
Dopo l'unità d'Italia, Avellino si trovò tagliata fuori dalle principali vie di comunicazione, ostacolandone lo sviluppo. Nonostante ciò, le prime giunte post-unitarie si impegnarono nel miglioramento della viabilità, dell'igiene e dell'illuminazione.
Il 14 settembre 1943, la città fu pesantemente bombardata dagli Alleati nel tentativo di bloccare la ritirata delle truppe naziste nei pressi del ponte della Ferriera. Il 23 novembre 1980, un devastante terremoto di magnitudo 6,9 colpì la Campania centrale e la Basilicata.

Santa Rita da Cascia e la Devozione ad Avellino
Santa Rita da Cascia, nata nel 1381 a Roccaporena (PG), è venerata come la santa delle "cause impossibili" e gode di grande devozione ad Avellino. Nonostante il desiderio di consacrarsi a Dio, fu spinta dai genitori al matrimonio con Fernando, un uomo violento.
Dopo la morte del marito, ucciso brutalmente, e la perdita dei figli, Rita riuscì a farsi ammettere dalle monache agostiniane. La sua vita monastica fu caratterizzata da una fervente preghiera. Chiese a Dio di partecipare ai suoi dolori e, intorno al 1432, mentre contemplava il Crocifisso, sentì una spina conficcarsi nella fronte, procurandole una profonda piaga.
Negli ultimi quindici anni della sua vita, segnati da sofferenze varie, si verificò un altro prodigio: allettata, chiese a una parente una rosa dall'orto di Roccaporena, cosa apparentemente impossibile in inverno. Questo evento le valse anche il titolo di santa della "rosa".
Santa Rita fu beatificata nel 1628 da Urbano VIII e canonizzata nel 1900 da Leone XIII.
La Devotionale a Santa Rita ad Avellino
Ad Avellino, la devozione a Santa Rita è particolarmente sentita presso il santuario della chiesa di San Francesco Saverio. Durante la novena, che inizia il 13 maggio, avviene la consacrazione dei bambini alla santa. Alla vigilia della festa, dopo l'omaggio floreale dei battenti di San Pellegrino Martire, vengono benedette le rose da distribuire ai fedeli.
Il giorno della memoria di Santa Rita è scandito da numerose celebrazioni eucaristiche. A partire dalle 6:00 del mattino e a mezzogiorno, dopo il pontificale tenuto dal vescovo della città, si recita la supplica alla santa. Dal 21 maggio (ore 14:00) al 22 maggio (ore 24:00), vengono attuate restrizioni alla circolazione in alcune vie del centro per permettere lo svolgimento delle celebrazioni in onore della santa.
La Storia e la Vita di Santa Rita da Cascia - 22 Maggio 2023
Architetture Religiose e Patrimonio Edilizio
Le architetture religiose di Avellino hanno subito distruzioni e modifiche a causa dei numerosi terremoti che hanno interessato il territorio nel corso dei secoli. I rifacimenti delle strutture non sempre hanno rispettato le condizioni originali.
Fino alla fine degli anni trenta, nel Largo dei Tribunali (oggi Piazza della Libertà), sorgevano la chiesa di San Francesco d'Assisi e il convento dei frati minori conventuali, fondato dallo stesso santo, oltre alla chiesa dell'Annunziata con il convento dei padri Domenicani, ora sede della prefettura.
Il Duomo di Avellino, dedicato alla Vergine Assunta, si trova approssimativamente dove sorgeva l'antica chiesa di Santa Maria sul Colle della Terra. I blocchi in pietra alla base del campanile sono ciò che resta dell'originaria costruzione di epoca longobarda/normanna. La facciata è ottocentesca, mentre l'interno a tre navate conserva opere d'arte, tra cui affreschi, dipinti e arredi sacri. Di particolare rilievo è l'antica cripta che ospita le sepolture di alcuni vescovi di Avellino.
All'interno della Cattedrale, meritano una menzione speciale la cappella del Santissimo Crocifisso, che custodisce la Sacra Spina di Gesù, e la cappella di San Modestino, patrono di Avellino, contenente diversi reliquiari dei Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano.
Altre chiese presenti ad Avellino includono la Chiesa di S. Biagio, la Chiesa di S. Maria del rifugio (o di S. Anna), la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, la Chiesa di S. Francesco (in Borgo Ferrovia), la Chiesa e conservatorio delle Oblate, la Chiesa di S. Generoso, la Chiesa della SS. Trinità dei Poveri, la Chiesa e Collegio dei Redentoristi, il Complesso di S. Giovanni Battista, la Chiesa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria e la Chiesa di S. Il.

Il 5 febbraio 1888, l'impianto di illuminazione pubblica entrò in funzione per la prima volta, segnando un importante progresso per la città.