L'indagine su un "piatto da parata in rame raffigurante la Vergine Maria" rivela un panorama artistico e storico variegato, che tocca diverse tipologie di manufatti cerimoniali e la ricca tradizione iconografica mariana. Sebbene un oggetto specifico che combini esattamente queste caratteristiche non sia univocamente descritto, è possibile analizzare l'uso del rame e delle sue leghe in contesti cerimoniali, parallelamente alle numerose rappresentazioni della Vergine Maria in diverse forme d'arte.
L'Origine e il Significato degli Elemosinieri in Bronzo
Un punto di partenza per comprendere la tradizione dei piatti cerimoniali e l'uso di leghe cupriche si trova nell'origine iconografica di alcuni piatti storici. Ad esempio, l’iconografia di certi piatti, come quelli legati alla preparazione delle "frito'e", deriva, spesso in modo pedissequo, da quella in uso sugli "elemosinieri" di lamina di bronzo. Il bronzo, essendo una lega di rame e stagno, era ampiamente utilizzato per questi manufatti.
Questi
elemosinieri erano oggetti di provenienza mitteleuropea (Dinant, Belgio - Nuremberg, Germania) e furono diffusi in Europa dalla metà del XIV secolo a tutto il XVI, con una persistenza stilistica e tecnologica fino a tutto il XVIII secolo. La loro funzione, sebbene legata alla questua, spesso implicava anche una valenza espositiva e cerimoniale, rendendoli paragonabili, per alcuni aspetti, a piatti da parata.

Il Rame nell'Arte Sacra: Dalle Matrici alle Placche
Il rame ha trovato impiego nell'arte sacra non solo come lega ma anche nella sua forma più pura, specialmente per tecniche incisorie o per elementi decorativi. Un esempio significativo è la matrice calcografica di rame incisa all’acquaforte che fu realizzata da S. Ciaccio nel 1794, raffigurante l'Addolorata. Questa matrice, proveniente dalla chiesa della SS. a Monreale, dimostra l'uso diretto del rame per creare immagini sacre, comprese quelle mariane, sebbene non come un piatto da esposizione ma come strumento per la riproduzione artistica.

Un altro manufatto che evidenzia l'uso del rame in contesti cerimoniali è la placca da gonfalone in rame argentato sbalzato e cesellato, risalente agli inizi del XIX secolo, proveniente dalla chiesa del SS. Crocifisso a Monreale. Sebbene non sia un piatto e non raffiguri esplicitamente la Vergine Maria, questa placca era un elemento di un gonfalone, quindi un oggetto di parata e di ostensione durante processioni o eventi solenni, dimostrando l'impiego del rame per manufatti cerimoniali decorati.
L'Iconografia della Vergine Maria nelle Collezioni Artistiche Siciliane
Le rappresentazioni della Vergine Maria sono onnipresenti nell'arte sacra, e le collezioni siciliane, in particolare quelle di Monreale e Palermo, sono ricche di tali opere, realizzate in una vasta gamma di materiali e tecniche. Sebbene non si tratti specificamente di piatti da parata in rame, queste opere offrono un contesto dettagliato sull'iconografia mariana.
- Un dipinto fiammingo-novellesco della Madonna col Bambino con le Sante Vergini Cecilia, Agnese e Caterina d’Alessandria, realizzato a olio su tela a metà del XVII secolo, si trovava nella chiesa di Santa Maria dell’Orto a Monreale.
- Un Maestro dell’Italia settentrionale, con influenze dell’Europa del nord, realizzò una Pietà con San Giovanni e la Maddalena in legno e pastiglia policroma e dorata nel XVI secolo, conservata nella chiesa di Maria SS. a Villaciambra-Monreale.
- All'Ambito gaginiano appartiene una Madonna col Bambino in marmo, della prima metà del XVI secolo, presente nella Cattedrale di Monreale.
- Un Pittore siciliano realizzò una Madonna col Bambino a olio su tavola nel XVI secolo, parte della collezione Renda Pitti a Palermo.
- Un altro Pittore siciliano raffigurò la Madonna della Misericordia, olio su tela, nel XVIII secolo, anch'essa nella collezione Renda Pitti a Palermo.
- La bottega del Pittore palermitano Vito D’Anna produsse due opere intitolate Immacolata, olio su tela, nella seconda metà del XVIII secolo, entrambe facenti parte della collezione Renda Pitti a Palermo.
- Un Pittore dell’Italia meridionale dipinse la Natività della Vergine, olio su tela, nella seconda metà del XVIII secolo, custodita nella collezione Renda Pitti a Palermo.
- Una Fibula con scena della Natività della Vergine, in argento dorato e datata a metà del XVIII secolo, è opera di un argentiere palermitano e si trova nella Cattedrale di Monreale.
- L'Addolorata di S. Ciaccio, un'acquaforte del 1794, proviene dalla chiesa della SS. a Monreale.
- Le Maestranze siciliane crearono un Reliquiario con custodia del fazzoletto con le lacrime dell’icona dell’Addolorata del Collegio di Maria, utilizzando argento, argento dorato, miniature su carta, perline e cuoio impresso e dorato per la custodia, agli inizi del XIX secolo, conservato nella chiesa della SS. a Monreale.
- Un Pittore siciliano dipinse un Uomo in estasi davanti alla Madonna, tempera su carta, nel XIX secolo, presente nella collezione di Palermo.
- Una Serie di ex voto-Cuore fiammato con monogramma mariano, realizzata da un argentiere palermitano in argento e argento dorato sbalzato, cesellato e inciso, tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, proviene dalla Cattedrale di Monreale e dal Santuario Maria SS. del Rosario a Tagliavia.
- Un Pittore siciliano realizzò un'Addolorata a olio su tela nella seconda metà del XVIII secolo, custodita nella chiesa SS. a Monreale.
- Pietro Antonio Novelli dipinse la Madonna delle Grazie, olio su ardesia, agli inizi del XVII secolo, appartenente alla collezione Renda Pitti a Palermo.
- Manifattura siciliana produsse Fiocchi di cingoli con monogramma mariano in taffetas ricamato nella seconda metà del XIX secolo, provenienti dal Santuario Maria SS. del Rosario a Tagliavia.
- Milleri è l'autore di Santa Maria libera inferni, un'acquaforte del 1754, conservata nella collezione Renda Pitti a Palermo.
- Vito D’Anna dipinse un'Addolorata a olio su tela a metà del XVIII secolo, conservata nella chiesa Maria SS. a Monreale.
