Halloween e la Chiesa Cattolica: Un Dibattito Aperto

La festa di Halloween, originariamente una celebrazione popolare pre-cristiana e tipica degli Stati Uniti e del Canada, sta diventando sempre più comune anche in Europa, in particolare in Italia. Il suo diffondersi è legato non solo alla globalizzazione, ma anche all'introduzione dell'insegnamento della lingua inglese nella scuola pubblica italiana. I docenti specialisti di inglese, da sempre, fanno di questa data un momento di festa per tutti gli alunni. Tuttavia, la sua crescente popolarità ha suscitato un ampio dibattito all'interno della Chiesa Cattolica in Italia.

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Le Origini di Halloween: Tra Tradizione Celtica e Cristianizzazione

Etimologia e Radici Pre-Cristiane

Il nome Halloween deriva da All Hallows' Eve, che significa "Vigilia di Tutti i Santi", ovvero "Vigilia della festa di Tutti i Santi". Nonostante il nome di origine cristiana, le radici della festa affondano nel remoto passato delle tradizioni europee, risalendo a quando le popolazioni tribali dividevano l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Il periodo tra ottobre e novembre, in preparazione all'inverno, richiedeva il ricovero del bestiame, ed è proprio in questo periodo che si colloca Halloween.

In Europa, la ricorrenza si diffuse con i Celti, i quali festeggiavano la fine dell'estate con Samhain, il loro Capodanno (in irlandese antico "Samain" significa "fine dell'estate"). Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale, non appartenendo né all'anno vecchio né al nuovo. In quel momento, il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava e i vivi potevano accedervi. I Celti non temevano i propri morti e lasciavano del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Non credevano nei demoni, bensì nelle fate e negli elfi, creature considerate però pericolose.

A queste credenze si ricollega la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando: "Dolcetto o scherzetto?". Con il dominio romano, Samhain fu assimilata all'equivalente celebrazione di Pomona, una festa del raccolto.

L'Integrazione e la Sostituzione Cristiana

Il Cristianesimo, nel corso della sua storia, ha spesso integrato o demonizzato le antiche festività pagane. Papa Bonifacio IV istituì il 13 maggio 610 la festa di Tutti i Santi, celebrata ogni anno in quello stesso giorno per onorare i martiri. Successivamente, le due feste vennero fatte coincidere nella stessa data. Sembra che ciò sia stato opera di papa Gregorio III (731-741). Secondo altre fonti, invece, fu Sant'Odilone di Cluny che, nel 1048, decise di spostare la celebrazione cattolica di maggio all'inizio di novembre, al fine di spodestare il culto di Samhain, ancora molto popolare.

La Diffusione di Halloween negli Stati Uniti e in Italia

L'Evoluzione della Festa Americana

Negli Stati Uniti, le diverse tradizioni legate alla festa di Tutti i Santi confluirono nelle usanze odierne. Inizialmente, Halloween era una festa regionale, con caratteristiche legate alla cultura degli immigrati. Nell'Epoca Vittoriana, gli strati più elevati della società si impadronirono della festa, organizzando feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Già nel 1910, le fabbriche statunitensi producevano una serie di prodotti correlati. La festa prese la connotazione di "notte degli scherzi" o "notte del diavolo", con atti di vandalismo che portarono a considerare l'annullamento della festività.

Terminato il conflitto mondiale, furono i bambini a impossessarsi della festa, anche grazie alle aziende che dedicarono a loro costumi, dolci e oggettini, trasformandola in un affare commerciale. Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi; i vivi si muniscono quindi di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti.

Halloween in Italia: Tra Globalizzazione e Radici Locali

In Italia, il diffondersi di Halloween è legato non solo alla globalizzazione, ma anche all'introduzione dell'insegnamento della lingua inglese nella scuola pubblica. È interessante notare come anche in varie località della Sardegna, la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgano riti che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d'oltreoceano. Ad esempio, nel paese di Pattada si intagliano le zucche, e in altre località si svolge il rito de "Is Animeddas" ("Le Streghe"), de Su bene 'e is animas, o de su mortu mortu, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni.

La Posizione della Chiesa Cattolica: Critiche e Riflessioni Alternative

Le Preoccupazioni della Chiesa: Tra Paganesimo e Commercializzazione

Nella Chiesa Cattolica, una parte consistente della gerarchia e dei fedeli esprime da decenni una ferma opposizione alla festa di Halloween. Questa campagna viene regolarmente lanciata in questo periodo dell'anno. Molti ritengono che la crescente diffusione di Halloween sia una "sopraffazione" che mira a soppiantare la festa di Tutti i Santi e quella consecutiva dei defunti, percependola come "paganesimo consumistico".

Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, sostiene che "la società pullula di religioni fai da te. È un fenomeno molto complesso che ha anche motivi economici e che investe giovani e giovanissimi: le grandi discoteche sono i primi luoghi di reclutamento e iniziazione".

Nel documento della Conferenza episcopale regionale dell’Emilia-Romagna, si parla di «devianze religiose» e di «derive spiritualistiche», criticando la new age che riduce l’incontro con Dio «a una specie di viaggio dentro il proprio io» e non contempla «la concezione di peccato né il bisogno di redenzione». Anche il salutismo viene menzionato, poiché «finisce per dissolvere Cristo nell’animismo pagano».

La scomunica e la rabbia nei confronti della crescente diffusione di Halloween sono spesso esemplari: viene definita «una festa importante per i satanisti» e «contraria all’autentica vocazione cristiana». Il teologo don Lorenzo Lasagni ha affermato che Halloween è addirittura «l’anticamera verso percorsi esoterici, fino ad arrivare al satanismo».

Don Alessandro Di Medio, parroco a San Francesco Saverio alla Garbatella, in un editoriale pubblicato dal Sir (l'agenzia dei vescovi italiani), definisce Halloween una “macabra e consumistica celebrazione della morte” che “non appartiene ai cristiani”. Di Medio denuncia lo “spostamento dell’attenzione” dal senso cristiano della commemorazione dei defunti al “momento carnevalesco e tenebroso” del 31 ottobre, considerandolo "un insulto a una concezione autenticamente cristiana della morte e dell’aldilà", che può favorire "un avvicinamento a pratiche occulte e al mondo del satanismo".

Anche il Gris (Gruppo di Ricerca Socio-Religiosa), che fa riferimento alla diocesi di Roma, ha invitato il Comune di Roma a "vigilare sulla concessione di contributi economici o di spazi pubblici a iniziative e a spettacoli che hanno a che fare con il folklore o con la cultura commerciale statunitense tipica di questo evento", paventando il rischio che dietro il divertimento possano celarsi associazioni che promuovono pratiche legate all'occulto o attività di proselitismo non dichiarato.

I pericoli di Halloween Cristianesimo contemporaneo ed esoterismo a confronto p Francesco Bamonte

Episodi di Contrasto: Il Castello di Rossena

Un esempio concreto di questo contrasto si è verificato con la festa di Halloween organizzata dal Centro Turistico Giovanile (Ctg) nel castello di Rossena, di proprietà della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. Nonostante la Ctg sia nata "in seno alla gioventù italiana di Azione Cattolica" e organizzi iniziative ispirate a "valori cristiani", l'evento, indirizzato alle famiglie e ai più piccoli con giochi e spettacoli di magia, è stato messo a rischio dalla "scomunica" a distanza del vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca.

Il vescovo ha ricordato ai fedeli come "la Festa dei Santi è una festa di gioia e di luce. Quella dei morti è una giornata di mestizia serena, consapevole che non tutto finisce, ma che c’è una vita oltre la vita. Le nostre comunità sono chiamate a celebrare questi giorni con particolare attenzione e profondità, in modo speciale la Festa dei Santi non può essere in nessun modo sostituita da Halloween", celebrazione pagana in cui si festeggiano "una zucca vuota illuminata al suo interno, fantasiosi fantasmi e folletti, immaginari mostri, streghe e vampiri". Ha aggiunto che "il diffondersi di Halloween mostra che le nostre comunità hanno spesso perduto il senso della festa e anche l’occasione di far festa intorno agli eventi della vita di Gesù e dei santi".

Voci Discordanti e Riflessioni Alternative

Non tutta la Chiesa Cattolica, tuttavia, nutre particolari difficoltà nei confronti della festa di Halloween. Vi è chi ritiene che il cristianesimo abbia fatto proprie molte feste pagane, trasformandole dall'interno. Alcune riflessioni cattoliche mirano a smorzare la dura opposizione, come quelle di don Mauro Leonardi e di p. Alberto Maggi.

IlSussidiario, ad esempio, pubblica foto di bambini mascherati e invita a "lasciare divertire i bambini". Si suggerisce di andare alle radici di questa festa per conoscerla meglio e sottolineare la sua natura di vigilia di Ogni Santi (All Hallows' Eve).

Don Bosco, pur indicando Dio come fonte di gioia vera, ha sempre intercettato il desiderio di felicità dei giovani, declinando la loro gioia di vivere nei linguaggi dell'allegria, del cortile e della festa.

Il nome Halloween, come già detto, è indiscutibilmente di origine cristiana, derivando da All Hallow’s Eve, che significa ‘Sera della festa dei Santi’. Non c’è dunque nessun bisogno di inventare il neologismo Holyween, perché Halloween significa esattamente la stessa cosa. Halloween è la festa cristiana della vigilia dei Santi, cioè l’inizio della festa dei Santi, poiché le grandi feste (vedi Natale e Pasqua) iniziano nella notte.

I cristiani - "grandi maestri della gioia e del festeggiare" - inventarono la festa dei santi (e la commemorazione dei morti) per celebrare il fatto che la morte era vinta e che il male era ormai sconfitto. Di questo si dovrebbe parlare ai bambini, spiegando il nome Halloween. I Celti cattolici (gli antichi irlandesi) iniziarono a celebrare l’illuminazione della notte, le zucche che mettevano in fuga il male, il cielo che visitava la terra, i dolcetti che i morti portavano ai loro discendenti come segno del loro amore sempre presente e della loro intercessione per i loro cari presso Dio, la sconfitta del male.

Questa tradizione non è solo nord-europea, ma anche mediterranea (e sempre cattolica), tanto è vero che in tanti paesi della Sicilia e della Sardegna ci sono i “dolci dei morti”. Se fosse vero che i celti/irlandesi cattolici cristianizzarono una precedente festa celtica/irlandese - e su questo ci sarebbe da discutere, infatti la tesi che Halloween sia una derivazione dalla festa celtica di Samhain è tutt’altro che certa, essendo una teoria dell’antropologo James Fratzer, sostenuta negli ultimi anni da frange di protestanti che considerano la festa dei Santi “papista” e quindi “troppo cattolica” - si può spiegare ai bambini che questo è il genio del cristianesimo: mentre i pagani, che erano pur sempre credenti, pensavano che i morti potessero venire a visitarli solo un giorno all’anno nella festa di Samhain, i cristiani annunciarono loro che essi ci visitavano tutti i giorni grazie alla comunione che esiste in Gesù tra i vivi ed i morti.

Solo 30 anni fa, in un periodo molto recente, gli ambienti irrazionalisti che credono nella magia, il mondo capitalistico e, in qualche rarissimo caso, anche gli ambienti satanisti si impadronirono di questo rito "meraviglioso" - che permette di celebrare la comunione fra il cielo e la terra. Dobbiamo parlare del fatto che Halloween ci ricorda che la vita eterna esiste, che i morti (compresi nonni e bisnonni defunti) e, soprattutto, i santi ci accompagnano con la loro dolcezza. Dobbiamo parlare pure del fatto che la morte e il diavolo esistono, ma che Cristo li ha sconfitti.

Proposte per una Celebrazione Cristiana Alternativa

Di fronte alla diffusione di Halloween, la Chiesa Cattolica propone un'alternativa cristiana già presente nella vita liturgica, ma che può e deve suscitare sempre più momenti di condivisione per attrarre i giovani, favorendo l’opportunità di stare insieme divertendosi senza il bisogno di esaltare l’horror e sfregiare la vita.

  • Holyween / HolyWings: Alcuni hanno iniziato a celebrare il 31 ottobre "HolyWeen" o "HolyWings" come festa alternativa. Sebbene non sia di per sé sbagliato, si potrebbe cercare un modo alternativo per vivere la stessa festa di Halloween, reinterpretandone il significato.
  • Valorizzare Ognissanti e i Defunti: È fondamentale recuperare e promuovere una cultura della vita che, con la sua bellezza, offra esempi e modelli di speranza autentica. Celebrare i santi e la memoria dei nostri cari scomparsi risponde all’esigenza spirituale di testimoniare devozione e ricordo per persone realmente esistite, e ciò nulla ha in comune con l’evocazione di zombie o figure mostruose di fantasia.
  • Iniziativa "Santi alle Finestre": Un progetto chiede alle parrocchie e a tutti i cattolici di affiggere sulle finestre, sui balconi o sulle porte delle immagini di Santi, tappezzando le città di volti di bellezza, a fronte di un mondo abitato da mostri e di una notte dove tanti giovani flirtano con l'horror.
  • Incontri di Preghiera e Riflessione: Invece di boicottare la festa, si potrebbe proporre ai ragazzi, ad esempio, tre ore di adorazione seguite da una messa notturna, affrontando il tema della morte e della vita con un'ambientazione "mostruosa" che non deve mancare, ma che deve servire a scopi educativi e spirituali.

I santi, secondo la definizione di Leone XIV, sono «segni luminosi di speranza» in grado di «rinnovare il fervore dei credenti, portare frutti di riconciliazione, sostenerci nelle prove». La superstizione, al contrario delle tenebrose simbologie che favoriscono l’interesse per l’occulto, non può mai essere un modo per esorcizzare la paura della morte. Solo la santità è capace, come insegna papa Leone, di «trasformare una vita normale in una lampada che ogni giorno illumina tutti con una luce nuova», indicando «obiettivi concreti e non effimeri, indegni e degradanti».

Già Papa Francesco insegnava che parlare con i santi e con i nostri cari che non ci sono più non è una superstizione né una cosa magica. La devozione ai santi è semplicemente rivolgersi interiormente a un fratello o una sorella che ha percorso una via giusta e ora è davanti a Dio: «Abbiamo degli amici in cielo, c’è un legame esistenziale che non si rompe».

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