Assunzione della Beata Vergine Maria: Storia, Dogma e Devozione

Il 15 agosto, la Chiesa celebra l’Assunzione della Vergine Maria, un mistero che contempla il momento in cui Maria è stata accolta in cielo, anima e corpo, da Dio. Questa festività rinnova la certezza che il destino ultimo dell’umanità è il cielo, dove aspira a partecipare alla vita trinitaria, accanto a Gesù, sull'esempio di Maria.

È importante distinguere l'Assunzione dall'Ascensione. L’Assunzione riguarda la salita al cielo di Maria, mentre l’Ascensione indica l’elevazione di Gesù al cielo, avvenuta 40 giorni dopo la sua risurrezione. I cristiani d’Oriente, invece, preferiscono parlare di Dormizione anziché di Assunzione, intendendo che Maria si è "addormentata" nella morte, vivendo il trapasso come tutti gli esseri umani, ma con un passaggio a Dio pieno di pace e grazia, come un "dolce addormentarsi" prima di entrare nella vita eterna. Le Chiese protestanti, invece, non credono nell'Assunzione di Maria, poiché non è esplicitamente menzionata nel Nuovo Testamento.

Origini Storiche e la Connessione con il Ferragosto

La data del 15 agosto, oltre ad essere la festa dell'Assunta, è anche quella del Ferragosto. Anticamente, durante il mese di agosto, si celebravano le *Feriae Augusti*, letteralmente "il riposo di Augusto", un periodo di sosta e ricreazione dopo il duro lavoro nei campi. Ufficialmente istituite da Augusto nel 18 a.C., le *feste Consualia*, dedicate a Conso, dio del grano e degli immagazzinamenti, prevedevano rituali religiosi, giochi tra uomini e cavalli, e corse dei cavalli stessi. Il cavallo, animale fondamentale per il lavoro nei campi, riaffiorerà curiosamente nelle celebrazioni popolari dell’Assunta.

rappresentazione delle antiche Feriae Augusti con corse di cavalli

Le prime testimonianze relative alla celebrazione dell’Assunzione risalgono al IV secolo d.C., mentre a Roma la festa vera e propria fu introdotta da papa Sergio I nel VII secolo. Il culto dell’Assunzione ha trovato riscontro e devozione già a partire dall’età tardo-antica, mantenendosi vivo nei secoli. Il dibattito teologico intorno alla questione fondamentale della corporeità dell’ascesa, ovvero se la Vergine fosse assunta in cielo in anima e corpo o meno, ha rinvigorito il culto. Mentre la speculazione teologica dei Padri della Chiesa affrontava il tema, la devozione popolare non ha mai dubitato della concretezza dell’evento. Questa fede si è mantenuta intatta, secolo dopo secolo, fino all'età contemporanea, con la certezza che il corpo di Maria è presente, e la Vergine giunge davanti al Padre e al Figlio in tutta la sua integrità.

Il Dogma dell'Assunzione: Proclamazione e Significato Teologico

La solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, in corpo e anima, è il segno eloquente di quanto non solo “l’anima” ma anche la “corporeità” sia confermata come una “cosa molto bella” (Gn 1,31), tanto che, come nella Vergine Maria, la “nostra carne” sarà assunta in cielo. Questo evento fu solennemente proclamato come dogma di fede il 1° novembre del 1950, Anno Santo, da Papa Pio XII, con la Costituzione apostolica *Munificentissimus Deus*.

Nel documento pontificio, si legge: «Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica».

Ritratto di Papa Pio XII

Il dogma dell’Assunta va a integrare l’altro caposaldo della teologia mariana moderna, cioè l’Immacolata Concezione di Maria (la Vergine è concepita priva del peccato originale), promulgato nel 1854 da Pio IX Mastai Ferretti e che si festeggia l'8 dicembre. Due altri dogmi ereditati dall’antichità sono quello di Maria Madre di Dio (V sec. d.C.) e quello della sua perpetua verginità (VI sec. d.C.).

Cosa si festeggia in questa solennità?

L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta, cioè accolta, alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte (Conc. Vat. II, Lumen gentium, 59). La Vergine Assunta, recita il Messale romano, è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. Questo perché l'Assunzione di Maria è un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.

Il privilegio di Maria è strettamente legato al fatto di essere Madre di Gesù: dato che la morte e la corruzione del corpo umano sono conseguenza del peccato, non era opportuno che la Vergine Maria - esente dal peccato - fosse intaccata da questa legge umana. Il fatto che Maria sia già assunta in cielo è per noi motivo di letizia, di gioia e di speranza: "Già e non ancora". Una creatura di Dio - Maria - è già in cielo: con e come lei, anche noi, creature di Dio, un giorno lo saremo. Il destino di Maria, unita al corpo trasfigurato e glorioso di Gesù, sarà dunque il destino di tutti coloro che sono uniti al Signore Gesù nella fede e nell’amore. La differenza principale tra Dormizione e Assunzione è che la seconda non implica necessariamente la morte, ma neppure la esclude.

Il Percorso di Maria verso la Gloria Celeste: Fonti e Tradizioni

Le fonti, dalle canoniche alle apocrife, ci offrono importanti informazioni sul percorso terreno e celeste di Maria. Il Vangelo di Giovanni ci dice che Gesù, agonizzante sulla croce, «vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse […] al discepolo: “Ecco tua madre!” E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé» (Gv 19, 26-27). Maria dunque, dopo la morte del Figlio, avrebbe vissuto i suoi ultimi anni presso la casa di Giovanni. Stando alle fonti, possiamo ragionevolmente ipotizzare che la vita terrena di Maria si sia conclusa all’età di almeno 50 anni.

La Dormizione e l'Accoglienza dell'Animula

Il testo del *Transitus Sanctae Mariae* (IV-V sec. d.C.) racconta che la Vergine chiese di poter ricevere l'annuncio della propria morte tre giorni prima del verificarsi dell'evento. Così fu, e l'arcangelo Gabriele, che tempo prima le aveva annunciato la gravidanza, quella volta le apparve per darle la notizia dell’imminente suo trapasso. Poi Maria "muore" - le virgolette sono d'obbligo, data la natura assolutamente unica della sua condizione di creatura non più viva ma neanche biologicamente morta - mentre Gesù ne accoglie l'animula, cioè l'anima, quella piccola figura femminile che spesso vediamo fra le braccia protettive del Figlio. Poco dopo, Satana induce malignamente gli abitanti di Gerusalemme a impadronirsi del corpo della Madre per bruciarlo, ma ecco intervenire gli Apostoli che recuperano le spoglie della donna e le portano presso la valle di Giosafat (nei pressi di Gerusalemme Est), dove le seppelliscono. Tre giorni dopo la sepoltura, uno degli apostoli, generalmente identificato con san Tommaso, il quale non era presente nel momento del decesso di Maria, chiese che fosse riaperta la tomba. Si scoprì che la tomba era vuota, e dentro fu rinvenuto solo il sudario da lei usato e percepito un intenso profumo di fiori.

Il primo scritto attendibile che narra dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo, come la tradizione fino ad allora aveva tramandato oralmente, reca la firma del Vescovo San Gregorio di Tours (ca. 538-594), storico e agiografo gallo-romano: «Infine, quando la beata Vergine, avendo completato il corso della sua esistenza terrena, stava per essere chiamata da questo mondo, tutti gli apostoli, provenienti dalle loro differenti regioni, si riunirono nella sua casa. Quando sentirono che essa stava per lasciare il mondo, vegliarono insieme con lei. Ma ecco che il Signore Gesù venne con i suoi angeli e, presa la sua anima, la consegnò all’arcangelo Michele e si allontanò. All’alba gli apostoli sollevarono il suo corpo su un giaciglio, lo deposero su un sepolcro e lo custodirono, in attesa della venuta del Signore.»

Il Significato Teologico secondo i Padri della Chiesa

Il Dottore della Chiesa San Giovanni Damasceno (ca. 676-749) scriverà: «Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte. Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre e schiava di Dio».

Anche San Germano di Costantinopoli (ca. 635-733), considerato il vertice della mariologia patristica, fu in favore dell’Assunzione per tre principali ragioni, tra cui la totale purezza e integrità di Maria. In una sua omelia sulla Dormizione, egli attinge da San Giovanni Arcivescovo di Tessalonica, descrivendo dettagliatamente le origini della festa dell’Assunzione: «Essendo umano (il tuo corpo) si è trasformato per adattarsi alla suprema vita dell’immortalità; tuttavia è rimasto integro e gloriosissimo, dotato di perfetta vitalità e non soggetto al sonno (della morte), proprio perché non era possibile che fosse posseduto da un sepolcro, compagno della morte, quel vaso che conteneva Dio e quel tempio vivente della divinità santissima dell’Unigenito».

L'Assunzione nell'Arte: Iconografia e Capolavori

La raffigurazione dell'Assunzione e della Dormizione di Maria ha generato un'ampia produzione artistica, ricca di simbolismi e profondità teologica. L'iconografia dell'animula, per esempio, che rappresenta l'anima di Maria come una piccola figura femminile tra le braccia di Gesù, trovò diffusione già a partire dai secoli VIII-IX in ambito bizantino, e si mantenne nei secoli successivi anche in ambito europeo. Accanto all'aspetto teologico, l'immagine assume una connotazione quasi affettiva in quello che sembra un gesto di grande tenerezza da parte di un figlio verso la propria madre.

Dormizione della Vergine

Un esempio celebre è il mosaico di Pietro Cavallini, *Dormizione della Vergine*, nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma (1291). Questa rappresentazione essenziale e delicata mostra la Madonna adagiata su un catafalco ligneo finemente ornato, circondata dagli Apostoli e altri devoti. Le rocce della valle di Giosafat sono invece presenti, quasi quinte teatrali, nella *Dormitio* di Jacopo Torriti in Santa Maria Maggiore (1296), un'altra splendida raffigurazione musiva che precede l'Assunzione. L'impostazione iconografica è simile, con un affollato compianto e Cristo che, all’interno di una mandorla, sostiene l’animula della Madre.

Mosaico della Dormizione della Vergine di Pietro Cavallini

La Tomba Vuota e la Madonna della Cintola

La salita al cielo e la glorificazione, cioè l’Assunzione vera e propria, si fanno tangibili in quadri realizzati tra il ‘500 e il ‘600. Ne è esempio l'Incoronazione della Vergine (detta *Madonna di Monteluce*) di Giulio Romano e Giovan Francesco Penni (1505-1525), conservata presso la Pinacoteca Vaticana, dove gli Apostoli non fanno più da corona attorno al corpo della Vergine, bensì ne circondano la tomba vuota, piena di fiori, in prevalenza rose (il fiore mariano per antonomasia) e gigli.

Un elemento iconografico ricorrente è legato alla figura di San Tommaso, il "solito diffidente". Per convincerlo della corporeità del transito di Maria, la Vergine gli porge un capo della propria cintura (simbolo di verginità e purezza), affinché egli possa toccare con mano la vera natura di questo passaggio. È questo il tema iconografico della Madonna della Cintola, la cui immagine riempie numerose pale d’altare e quadri dell’arte italiana tra ‘400 e ‘500, in particolare in ambito toscano. Il Sacro Cingolo, reliquia preziosissima, è custodito presso il Duomo di Prato. Un esempio è la *Madonna della Cintola* di Benozzo Gozzoli (1450-1452) alla Pinacoteca Vaticana.

Quadro della Madonna della Cintola che mostra San Tommaso

Altre Rappresentazioni e L'Incoronazione

In Santa Maria del Popolo a Roma, nella Cappella Basso della Rovere, Pinturicchio offre una bellissima *Assunzione* (1484-1492) in cui la gloria della Vergine occupa la parte alta dell’affresco, mentre nella parte bassa un elegantissimo sarcofago vuoto è circondato dagli apostoli, tra i quali si scorge l'incredulo Tommaso. Poco più in là, nella Cappella Cerasi, troviamo l’*Assunta* di Annibale Carracci (1600-1601), che sebbene meno nota delle opere caravaggesche circostanti, è un importante esempio barocco.

Un’altra *Assunta*, quella dipinta da Pietro Perugino nel 1480 circa sulla parete d’altare della Cappella Sistina, su commissione di Sisto IV della Rovere, è andata perduta. A partire dal 1536, l’opera del Perugino fu sostituita dal *Giudizio Universale* di Michelangelo, su incarico di papa Clemente VII Medici.

Dopo l’Assunzione è il momento dell’Incoronazione, quando, al culmine dell’ascesa mariana, durante una solenne cerimonia celeste officiata dal Padre e dal Figlio, la Vergine riceve una corona. Un celebre esempio è la *Pala Oddi* di Raffaello (1502-1503), ora alla Pinacoteca Vaticana.

Le Apparizioni Mariane e la Devozione Popolare

Correlato strettamente al tema della assunzione corporea è la questione delle apparizioni mariane. Da Guadalupe (Messico, 1531) a La Salette (Francia, 1846), da Lourdes (Francia, 1858) a Fatima (Portogallo, 1917), solo per citare le più celebri, la Vergine si concretizza davanti allo sguardo dei fedeli, apparendo loro "in carne, ossa e voce". Interessante notare che, stando alle testimonianze dei veggenti, la Madonna avrebbe ogni volta fattezze diverse, una fisionomia diversa per ogni apparizione, spesso assomigliante a quella delle etnie locali, pur essendo sempre una donna bellissima.

Mappa delle principali apparizioni mariane riconosciute

Feste e Processioni in Onore dell'Assunta

La religiosità popolare manifesta la propria fervente devozione nei confronti della Vergine Assunta con spettacolari feste di piazza e di paese:

  • La Varia di Palmi (Reggio Calabria): si svolge ogni anno a fine agosto. Su un enorme carro ligneo, tirato e mosso a spalla da decine di portatori, è montata una struttura in acciaio alta 16 metri, rivestita di cartapesta per simulare la nube sulla quale la Vergine ascende al cielo. A rappresentare Maria, in cima alla torre, siede l'Animella, una bambina di circa dieci anni, saldamente imbracata e sorretta da una figura maschile che simboleggia il Padre Eterno.
  • I Palii dell'Assunta (come quello di Fermo e di Siena): rievocano la componente "equina" delle antiche *Feriae Augusti*, confermando il ruolo fondamentale del cavallo nelle feste popolari religiose sin dal basso Medioevo, influenzato dalle corse dei cavalli berberi introdotte dagli Arabi nell'Europa meridionale.
  • Il Mistero di Elche (Spagna): una sacra rappresentazione in due atti, accompagnata da musiche medievali, che mette in scena la dormitio e poi l'Assunzione e Incoronazione della Madonna. È l'unica opera al mondo che, per concessione di papa Urbano VIII, può essere rappresentata in una chiesa, ed è stata dichiarata dall'UNESCO Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.
  • In Italia, si celebrano anche le processioni con gli enormi candelieri in legno a Sassari, simbolo della luce divina, e la tradizionale processione di Messina, in Sicilia, con una grande struttura piramidale che comprende la tomba della Madonna, angeli, il sole, la luna, un globo stellato e, in cima, la figura di Gesù Cristo. Anticamente, tutti i personaggi erano viventi.

Significato Spirituale per i Cristiani

Le parole dell’Apocalisse (12,1): «UN SEGNO GRANDIOSO apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle» sono riferite dalla tradizione alla Madonna e aprono la liturgia di questo giorno. Tutti noi cristiani ci rallegriamo, con la Chiesa, per questa festa nella quale celebriamo Dio che ha elevato alla gloria del cielo, in corpo e anima, la Madre di suo Figlio.

Il Cielo come Nostro Destino

L’Assunzione di Maria eleva il nostro sguardo verso il cielo, vero destino del nostro cammino terreno. Tutti gli avvenimenti della nostra vita acquistano un’altra dimensione quando li contempliamo sotto questa prospettiva di eternità. Come per Maria, il cielo è il nostro destino. Con il passare degli anni, possiamo renderci conto che ciò a cui un tempo davamo tanta importanza non è in realtà così fondamentale come pensavamo. La festa di oggi ci ricorda che in fin dei conti è veramente decisivo sapere che siamo in cammino verso il cielo, ed è decisivo arrivarci. Tutto il resto sarà più o meno importante in funzione di quanto ci possa aiutare a raggiungere questa meta.

Secondo San Josemaría: «Gesù vuole avere sua Madre, corpo e anima, nella Gloria. - E la Corte celeste spiega tutto il suo splendore per rendere omaggio alla Madonna. (...) La Santissima Trinità riceve e colma di onori Colei che è Figlia, Madre e Sposa di Dio… - Ed è così grande la maestà della Madonna, che gli Angeli si domandano: Chi è costei?».

Egli esorta: «Entra in colloquio con la Madonna e confidale: oh, Signora!, per vivere l’ideale che Dio ha messo nel mio cuore, ho bisogno di volare… molto, molto in alto! (...) Hai bisogno di volare, senza appoggiarti a niente di quaggiù, attento alla voce e al soffio dello Spirito. - Però, mi dici, le mie ali sono incrostate!: il fango di anni, sudicio, appiccicoso… E io ho insistito: ricorri alla Vergine. Madre mia - ripetiglielo -: riesco appena a spiccare il volo!, la terra mi attira come una calamita maledetta! - Madre mia, Tu puoi far sì che la mia anima si lanci nel volo definitivo e glorioso, che ha termine nel Cuore di Dio. - Abbi fiducia, perché Lei ti ascolta.»

Il Cammino Percorso da Maria: Servizio e Lode

NON C’È NESSUNA TESTIMONIANZA biblica esplicita dell’Assunzione. Per questo, il vangelo che si proclama nella Messa di oggi non fa riferimento a questo mistero, ma raccoglie il racconto della visita di Maria a santa Elisabetta (cfr Lc 1, 39-56). Questo passo, oltre a manifestare il desiderio di servire di Maria, ne mostra un altro atteggiamento che l’ha condotta in cielo: la lode. Quando giunge alla casa di Elisabetta, intona un canto di ringraziamento per tutto quello che Dio ha fatto nella sua vita: il Magnificat. Papa Francesco ricorda che «È l’amore che eleva la vita. Andiamo a servire i fratelli e con questo servizio andiamo “in alto”. (...) È faticoso, ma è salire verso l’alto, è guadagnare il Cielo!» (Angelus, 15-VIII-2023).

Nel Magnificat troviamo un ritratto del cuore di Maria, che ci fa scoprire un altro tratto del cammino che Ella ha percorso verso il cielo. «La lode è come una scala: porta in alto i cuori. La lode eleva gli animi e vince la tentazione di abbattersi. (...) Quanto fa bene lodare ogni giorno Dio, e anche gli altri! Quanto fa bene vivere di gratitudine e di benedizione anziché di rimpianti e lamentele, alzare lo sguardo verso l’alto invece che tenere il muso lungo!» (Papa Francesco, Angelus, 15-VIII-2023). Maria desidera solo magnificare Dio. Ci mostra così che il Signore non è un concorrente nella nostra vita che magari «possa toglierci qualcosa della nostra libertà, del nostro spazio vitale. Ella sa che, se Dio è grande, anche noi siamo grandi. La nostra vita non viene oppressa, ma viene elevata e allargata: proprio allora diventa grande nello splendore di Dio» (Benedetto XVI, Omelia, 15-VIII-2005).

Vicinanza nella Normalità

CHIAMIAMO Maria regina del cielo; nello stesso tempo lei è anche regina della terra. Il fatto che sia in cielo, in corpo ed anima, non significa che sia lontana da noi. Proprio per il fatto che vive con Dio, è più vicina a noi di quello che possiamo pensare. Lei ascolta sempre le nostre preghiere, come una madre buona ascolta ciascuno dei suoi figli e desidera più di tutti che la raggiungiamo in cielo. San Josemaría afferma: «La festa dell’Assunzione della Madonna ci porta a considerare la realtà di questa speranza gioiosa. Siamo ancora pellegrini, ma Lei, nostra Madre, ci ha preceduti e ci indica già il termine del cammino: ci ripete che è possibile arrivare e che, se saremo fedeli, arriveremo. Perché la Santissima Vergine non solo è nostro esempio: è auxilium christianorum, aiuto dei cristiani. E dinanzi alla nostra supplica - monstra te esse Matrem (inno Ave maris stella) - non può né vuole rifiutare ai suoi figli le sue cure sollecite e materne» (*È Gesù che passa*, n. 177).

Maria ci fa sentire la sua vicinanza nella normalità della vita quotidiana. Lei ci aiuta «a levare sempre lo sguardo del cuore a Dio attraverso ciò che abbiamo tra le mani». Eccettuate alcune situazioni particolari, la maggior parte dei giorni della vita di Maria furono semplici come quelli di qualsiasi donna del suo tempo: momenti di lavoro, di famiglia, di preghiera nella sinagoga, le feste con i suoi compaesani… La Madonna salì al cielo a poco a poco, perché fu capace di vedere il Signore nelle realtà di ogni giorno. «È un grande messaggio di speranza per ognuno noi; per te, che vivi giornate uguali, faticose e spesso difficili. Maria ti ricorda oggi che Dio chiama anche te a questo destino di gloria. Non sono belle parole, è la verità. Non è un lieto fine creato ad arte, una pia illusione o una falsa consolazione. No, è la pura realtà, viva e vera come la Madonna assunta in Cielo. Festeggiamola oggi con amore di figli, festeggiamola gioiosi ma umili, animati dalla speranza di essere un giorno con lei, in Cielo!»

O Maria Immacolata Assunta in cielo, tu che vivi beatissima nella visione di Dio: di Dio Padre che fece di te alta creatura, di Dio Figlio che volle da te essere generato uomo e averti sua madre, di Dio Spirito Santo che in te compì la concezione umana del Salvatore. O Maria purissima o Maria dolcissima e bellissima o Maria donna forte e pensosa o Maria povera e dolorosa o Maria vergine e madre donna umanissima come Eva più di Eva. Vicina a Dio nella tua grazia nei tuoi privilegi nei tuoi misteri nella tua missione nella tua gloria. O Maria assunta nella gloria di Cristo nella perfezione completa e trasfigurata della nostra natura umana. O Maria porta del cielo specchio della luce divina santuario dell’Alleanza tra Dio e gli uomini, lascia che le nostre anime volino dietro a te lascia che salgano dietro il tuo radioso cammino trasportate da una speranza che il mondo non ha quella della beatitudine eterna. Confortaci dal cielo o Madre pietosa e per le tue vie della purezza e della speranza guidaci un giorno all’incontro beato con te e con il tuo divin Figlio il nostro Salvatore Gesù. Amen!

tags: #15 #agosto #assunzione #santa #maria #vergine