Introduzione alla Basilica
La Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, nota anche come San Carlo al Corso, è una basilica minore rettoria situata a Roma, in Largo S. Carlo al Corso. Tradizionalmente è considerata la chiesa nazionale dei Lombardi residenti nella capitale.
La sua costruzione iniziò nel 1612, andando a sostituire un antico edificio risalente al X secolo. La fondazione della Confraternita dei Lombardi a Roma, molto numerosi all'epoca, fu approvata da Papa Sisto IV il 29 agosto 1471. Inizialmente, la confraternita ricevette la Chiesa di San Nicola de Toffo. Questa chiesa medievale, menzionata in documenti papali fin dal X secolo, fu in seguito ribattezzata in onore di Sant'Ambrogio, patrono di Milano. Successivamente, il suo nome venne arricchito da quello di San Carlo Borromeo, dopo la canonizzazione del santo avvenuta nel 1610.
La confraternita, divenuta poi Arciconfraternita dei Santi Ambrogio e Carlo della Nazione Lombarda, continuò a utilizzare questa sede fino alla costruzione dell'attuale basilica, eretta sullo stesso sito della precedente, che fu demolita.

La Costruzione e gli Architetti
I lavori per la costruzione di una chiesa più grande iniziarono nel 1612. Il progetto iniziale fu affidato all'architetto Onorio Longhi. A lui subentrarono successivamente suo figlio, Martino Longhi il Giovane, e infine il celebre artista Pietro da Cortona.
La nuova chiesa fu dedicata non solo a Sant'Ambrogio ma anche a San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, in seguito alla sua canonizzazione nel 1610. La costruzione procedette a rilento a causa di difficoltà economiche. Dopo un breve coinvolgimento di Francesco Borromini, il cantiere riprese nel 1657 sotto la direzione di Martino Longhi il Giovane. Quest'ultimo concepì un progetto, poi non realizzato, per una facciata concava fiancheggiata da due campanili cilindrici.
La singolare facciata, realizzata tra il 1682 e il 1684 da Gian Battista Menicucci e Mario da Canepina, si presenta a un solo ordine, tripartito da semicolonne e lesene corinzie.
La Cupola e l'Abside: Capolavori di Pietro da Cortona
Un'opera magnifica che caratterizza il paesaggio romano è senza dubbio la cupola, magnificamente costruita dall'architetto Pietro da Cortona nel 1678. La cupola della basilica è la terza più grande di Roma, dopo quelle della Basilica di San Pietro e di Sant'Andrea della Valle.
Per ammirare appieno l'eleganza e la bellezza della cupola, è consigliabile recarsi nella retrostante Piazza Augusto Imperatore. Da qui, si osserva la tribuna semicilindrica da cui si eleva il tiburio, caratterizzato dalle sue volute laterali che si raccordano alla struttura sottostante. Dal retro, spicca l'alto tamburo su cui poggia la cupola. Otto pilastri scandiscono il tamburo, delimitando sezioni uguali, su ognuna delle quali si apre una finestra rettangolare affiancata da due colonne. Ulteriori otto finestrelle ovali si trovano nella fascia intermedia, al di sopra della quale si innalza la calotta, rivestita di piombo e divisa in spicchi da costoloni. La lanterna di coronamento, con le sue eleganti e piccole volute che separano le otto finestre ad arco, completa l'imponente struttura.

L'Interno della Basilica: Arte e Devozione
L'interno della basilica è estremamente luminoso e riccamente decorato, rappresentando uno degli esempi più significativi dello sfarzo teatrale del tardo barocco romano. Il vasto spazio è suddiviso in tre navate, coperte da una volta a botte, e presenta tre cappelle per lato.
La decorazione interna fu realizzata a partire dal 1675 da Giacinto Brandi, che raffigurò la Gloria di Dio Padre nel cupolino e i profeti Daniele, Osea, Geremia e Giona nei quattro pennacchi.
La volta della navata centrale, il catino dell'abside e i pennacchi della cupola sono affrescati da Giacinto Brandi (inclusa la Caduta degli angeli ribelli sulla navata, 1679) e da Giovanni Battista Beinaschi.
Opere d'Arte Significative
- La pala d'altare di Carlo Maratta, che rappresenta la "Gloria dei Santi Ambrogio e Carlo" (1690), è uno dei suoi capolavori.
- L'affresco della volta intitolato "Caduta degli angeli ribelli" di Giacinto Brandi (1679).
- La decorazione a stucco della navata centrale e del transetto (1669), realizzata da Cosimo Fancelli sotto la direzione di Pietro da Cortona in collaborazione con il fratello Iacopo Antonio.
- La Cappella "Sant'Olaf di Norvegia", con un olio su tela di Pius Welonski, dedicata al re martire.
- L'Altare dell'Immacolata Concezione (1769), probabilmente opera di Paolo Posi, che custodisce una copia a mosaico dell'Immacolata Concezione di Carlo Maratta.
- L'"Altare del Santissimo Sacramento" (1929), realizzato da Cesare Bazzani in memoria del giubileo di Pio XI.
- Il dipinto "L'Eterno e gli Angeli in Preghiera" di Tommaso Luini (detto il Caravaggino).
- Due sculture dell'artista contemporaneo Fernando Mario Paonessa: la Via Crucis (16 formelle in bronzo) e il "Consummatum Est" (bronzo, alto 250 cm), che raffigura Cristo sull'albero della vita.

La Reliquia del Cuore di San Carlo
Un elemento di particolare devozione all'interno della basilica è la preziosa reliquia del cuore di San Carlo Borromeo. Questa si trova in una nicchia dietro l'altare maggiore, in un sacello appositamente dedicato. La reliquia fu concessa alla chiesa nel 1614 dal cugino del santo, Federico Borromeo.
Nel 2011, in occasione del quarto centenario della canonizzazione di San Carlo Borromeo, la reliquia fu esposta alla venerazione del popolo in Acquarica del Capo (LE).
Il Deambulatorio e l'Organo
La chiesa comprende un ampio deambulatorio dietro l'altare, considerato l'unico a Roma in questo particolare stile, ispirato al Duomo di Milano. Questo elemento architettonico contribuisce all'originalità della basilica.
Sulle due cantorie ai lati del presbiterio si trova l'organo a canne della ditta Tamburini, opus 119, costruito nel 1928 per volere di Papa Pio XI. Lo strumento è stato oggetto di diversi restauri nel corso degli anni.
L'Arciconfraternita e la sua Sede
L'edificio adiacente alla basilica, sulla sinistra, è tuttora sede dell'Arciconfraternita dei Santi Ambrogio e Carlo. La sua origine risale al 1450, come ricorda una targa in marmo posta alla destra del portale.
Il palazzo, che conserva le dimensioni indicate dalla targa ("AREA DELLA PIAZZA AVANTI ALLA CHIESA E FABBRICATI LATERALI DI PROPRIETÀ DELLA VENERABILE ARCICONFRATERNITA DE’ SS.AMBROGIO E CARLO DE’ LOMBARDI LUNGA METRI 77.00 LARGA METRI 11.00 = Q.M. 847.00"), si sviluppa su quattro piani. Presenta finestre con cornici semplici, quadrate nei primi due piani (con alcune eccezioni rettangolari protette da ringhiere) e rettangolari nei piani superiori, coronato da un imponente cornicione.

Via del Corso: Contesto Storico e Urbanistico
La Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso si inserisce nel contesto di Via del Corso, una delle strade storiche più importanti di Roma. Originariamente tratto urbano dell'antica Via Flaminia, costruita nel 220 a.C., era conosciuta nell'antichità e fino al Rinascimento come Via Lata. Il nome "Corso" deriva dalle corse dei cavalli che vi si tenevano durante il Carnevale fino al 1883.
Via del Corso è parte integrante del "Tridente" rinascimentale, insieme a Via del Babuino e Via di Ripetta, che ridisegnò profondamente il tessuto urbano di Roma. Lungo questa via, che collega Piazza del Popolo a Piazza Venezia, si trovano numerose altre chiese storiche.