La Concattedrale di Troia: Storia, Architettura e Simbolismo

Il Duomo di Troia, ufficialmente Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, rappresenta il principale luogo di culto cattolico della città di Troia, in provincia di Foggia. Attualmente concattedrale della diocesi di Lucera-Troia, questo imponente edificio religioso vanta una ricca storia e un notevole interesse architettonico, essendo costruito secondo lo stile romanico pugliese tra il 1093 e il 1125.

vista esterna della concattedrale di Troia

Le Origini e l'Importanza Storica

All'epoca della sua costruzione, Troia era il centro di una vasta diocesi, alla quale faceva capo anche la città di Foggia. La chiesa è dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo e la sua storia è indissolubilmente legata all'importanza, non solo spirituale ma anche temporale, che il vescovado deteneva all'interno della città. Nei periodi di gravi conflitti politici, la cattedrale divenne il simbolo del potere del vescovo, unico rappresentante del potere temporale.

Una caratteristica distintiva del vescovo locale era la sua diretta dipendenza dalla Santa Sede. I lavori di costruzione della cattedrale furono promossi e finanziati dal vescovo Guglielmo II a partire dal 1106. Nel 1119, fu posta la porta di bronzo, opera di Oderisio da Benevento, che non solo completava stilisticamente la facciata, ma celebrava anche le glorie del vescovo e la sua abilità diplomatica nei rapporti tra la Santa Sede e i baroni normanni.

Al vescovo Gualtiero di Pagliara (1189-1201) si deve l'erezione del braccio sinistro del transetto, parte di un più ampio piano progettuale che prevedeva la realizzazione dell'intero transetto, mai però portato a termine. Il braccio destro fu infatti costruito solo nel XVIII secolo.

Architettura e Peculiarità Stilistiche

La facciata della concattedrale, larga 19 metri e alta 28,5 metri alla cuspide, è un esempio di armonia tra parti architettoniche e scultoree. Essa è divisa da un cornicione che separa la parte superiore, più leggera e dai tratti lievi, dalla parte inferiore, compatta e ravvivata da archi ciechi e semicolonne. La parte superiore, che riprende la zona interna della navata centrale, è caratterizzata da un tetto a doppio spiovente sostenuto da due ampi contrafforti.

La concattedrale, dalla soglia all'abside, misura 54 metri di lunghezza. All'interno, l'edificio è composto da tre navate, separate da tredici colonne marmoree. La presenza di un numero dispari di colonne è una peculiarità: la prima colonna sulla destra, entrando dal portone centrale, è doppia, conferendo un'asimmetria che, secondo alcune interpretazioni, simboleggia Cristo come pietra angolare della Chiesa.

dettaglio del rosone della concattedrale di Troia

Il Rosone: Un Capolavoro di Simbolismo e Tecnica

Il rosone della facciata è un esempio eccelso di tecnica scultorea a traforo. È composto da undici colonne, simili all'ordine corinzio, che si irradiano dal centro secondo angoli uguali (32,72º) e sono connesse da un gioco di archi che creano una cornice. Il rosone è suddiviso in undici "spicchi". Al centro, le colonnine poggiano su un cerchio di pietra lavorata a squame, che ricorda una corda che si chiude o un serpente che si morde la coda, simbolo dell'eternità, della morte e resurrezione, nonché della perfezione per la sua forma circolare.

L'asimmetria del rosone, dovuta al numero dispari di colonnine (11), non è casuale. Il numero 11 ha un forte significato simbolico. Anche gli archi che sormontano le colonne sono undici. Il percorso per tornare al punto di partenza seguendo l'andamento degli archi richiede due giri del rosone, composto da una serie di 6 + 5 archi che si rincorrono, rappresentando rispettivamente il macrocosmo (Cielo) e il microcosmo (Terra).

Sopra ogni colonna e come cornice di ogni arco è presente una forma composta da tre lobi. Il rosone è considerato una sintesi unica e originale di diversi influssi stilistici, un prodotto di raffinata maestria artistica.

I danni subiti a causa dei terremoti del 1731 e del 2002 hanno seriamente compromesso la statica del rosone, causandone deformazioni fuori dal piano.

Il Portale e le Porte di Bronzo

Alla base dell'architrave del portale centrale, ornato da motivi orientaleggianti, si legge un'iscrizione latina: "Istius aecc(les)iae p(er) portam materialis introitus nobis tribuatur spiritualis", che si traduce letteralmente come "L'ingresso attraverso la porta di questa chiesa materiale ci procuri quella spirituale".

Il capitello sinistro raffigura il tema dell'iniziazione, con le figure di un caprone (la durezza), una capra (il neofita con dubbi) e un cane (il cristiano che ritorna ai peccati dopo la confessione). Il portale bronzeo, diviso in 28 sezioni, rappresenta diverse situazioni e personaggi, tra cui Oderisio da Benevento e il vescovo Guglielmo. Nella quarta fila centrale, sono raffigurati due draghi con un anello tra le fauci.

Cathedral of San Ciriaco, Ancona, Marche, Italy

Fasi Costruttive e Interventi Successivi

La cattedrale, fondata dal vescovo Girardo (1093-1097), ha attraversato complesse fasi costruttive che si sono protratte fino all'epoca pienamente duecentesca. L'edificio a pianta longitudinale è diviso in tre navate da due filari di sei colonne di granito e pietra lucidata, tutte di reimpiego e arricchite da capitelli medievali finemente decorati.

All'incrocio dei bracci del transetto si erge una struttura sorretta da pilastri polistili. Alcune incongruenze costruttive hanno portato parte della critica a ipotizzare la presenza di murature preesistenti, forse risalenti alla prima cattedrale attestata nel 1030.

Il presbiterio, decorato da pitture di Giuseppe La Rosa nella seconda metà del XVII secolo, è concluso da un'unica abside. L'attuale transetto è il risultato di interventi settecenteschi. Dopo il terremoto del 1731, crollarono la Cappella di Santa Lucia e il braccio sinistro del transetto (esistente fin dal Medioevo). Vennero quindi erette la Cappella dei Santi Patroni (1732-1738) e il braccio destro nel 1774, con la Cappella della Vergine.

Sulla parete di fondo del presbiterio, a sinistra dell'abside, è affrescata una monumentale Dormitio Virginis, databile al XV secolo.

Confronto con la Cattedrale di Foggia

Sebbene il testo contenga informazioni sulla Cattedrale di Foggia, è importante notare che questa è un'entità distinta dalla Concattedrale di Troia. La Cattedrale di Foggia, dedicata a Santa Maria Iconavetere, è stata costruita nel 1170 in stile romanico pugliese, con influenze pisane. È stata danneggiata e restaurata in stile barocco dopo il terremoto del 1731.

La Cattedrale di Foggia è legata al ritrovamento dell'Iconavetere. La sua struttura interna, originariamente a tre navate, è stata modificata in epoca barocca. L'edificio conserva elementi romanici, come il registro inferiore con il cornicione marcapiano e il secondo registro della facciata, sebbene manomesso. Le parti medievali includono anche il fianco destro, con decorazioni a losanghe e formelle.

Il portale di facciata e quello del fianco destro della Cattedrale di Foggia sono impreziositi da due porte bronzee realizzate da Oderisio da Benevento nel 1119 e 1127, su impulso del vescovo Guglielmo II. Il loro complesso programma iconografico celebra la storia di Troia e dei suoi santi patroni, un aspetto che le lega anche alla storia di Troia.

Nell'interno della Cattedrale di Foggia, spiccano l'altare maggiore settecentesco, due grandi angeli marmorei scolpiti da Giuseppe Sanmartino, e opere di Francesco De Mura e altri artisti napoletani. Il campanile barocco, alto 50 metri, completa l'insieme.

La cripta della Cattedrale di Foggia presenta capitelli opera di Bartolomeo da Foggia e affreschi. Originariamente a croce greca, conserva tre navate sull'asse degli ingressi e cinque sull'asse che dalle absidi va al nuovo Succorpo.

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