Le Apparizioni di Međugorje e il significato delle Sette Preghiere

Le "apparizioni di Međugorje" si riferiscono ad alcune presunte visioni della Vergine Maria, iniziate nel giugno 1981, presso sei veggenti a Međugorje, una località del comune di Čitluk in Bosnia-Erzegovina.

Mappa della Bosnia-Erzegovina con evidenziata la località di Međugorje

L'Inizio delle Apparizioni

I Primi Giorni e i Veggenti

Nel pomeriggio del 24 giugno 1981, Ivanka Ivanković, allora quindicenne, e Mirjana Dragičević, sedicenne, stavano passeggiando ai piedi della collina del Podbrdo quando, intorno alle quattro del pomeriggio, avrebbero intravisto una figura femminile su una piccola nube. Spaventate, le due ragazze fuggirono e ritornarono in paese. Poco dopo, verso le 18:30, decisero di tornare sulla collina accompagnate da Vicka Ivanković, cugina di Ivanka. Vicka inizialmente si impaurì e scappò, ma poco dopo incontrò Ivan Ivanković (ventunenne) e Ivan Dragičević (sedicenne). Con loro, tornò sui propri passi e all'improvviso tutti e tre ebbero quella straordinaria visione.

Il giorno seguente, 25 giugno, le ragazze salirono nuovamente sulla collina accompagnate da Marija Pavlović, cugina di Mirjana, e da Jakov Čolo di 10 anni, i quali si aggiunsero al gruppo dei veggenti. La Madonna sarebbe apparsa di nuovo all'intero gruppo e avrebbe avuto un breve dialogo con Ivanka in merito alla madre, scomparsa pochi mesi prima. Verso le 18 si incamminarono, passando prima per casa di Milka, che però era andata a fare una commissione. Pochi minuti dopo, lungo la strada sterrata, le tre ragazze rividero la scena del giorno precedente.

Il 26 giugno, quello che verrà soprannominato il "collegio dei sei veggenti" - composto da Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan, Marija e Jakov - si ritrovò alla base del Podbrdo. Mirjana vide per prima i tre lampi di luce che divennero il consueto annuncio che la Madonna stava per arrivare. I ragazzi scattarono verso la sommità della collina. Vicka asperse vigorosamente la "bella fanciulla", dicendole: «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen. Se sei la Gospa, resta con noi; se non lo sei, vattene!». Ne ricevette in cambio un sorriso e a quel punto i veggenti cominciarono a recitare la tradizionale preghiera dei sette Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre. Alla domanda: «Perché sei venuta qui?», l'Apparsa rispose: «Sono venuta poiché ci sono molti devoti credenti qui.»

Disegno rappresentante la prima apparizione della Madonna ai veggenti di Međugorje

La Diffusione e le Reazioni Iniziali

La notizia delle apparizioni iniziò a diffondersi tra gli abitanti del luogo, suscitando l'irritazione della polizia jugoslava. Il 27 giugno, ai ragazzi venne proposto di sottoporsi a un esame psichiatrico, ma si rifiutarono. Al tramonto avrebbero avuto un nuovo dialogo con la Madonna. Il 28 giugno si contarono almeno diecimila persone che assistevano all'apparizione serale della Vergine.

Il 29 giugno, i veggenti furono nuovamente prelevati dalla polizia jugoslava e condotti per esami all'ospedale psichiatrico di Mostar. Il 30 giugno, due collaboratrici dei servizi segreti convinsero i ragazzi ad allontanarsi da Međugorje, mentre la collina venne chiusa dalla polizia. In serata, all'ora dell'apparizione, i veggenti si trovavano su un'automobile fra Ljubuški e Čitluk e videro la Vergine venire loro incontro sulla strada. In questa circostanza la Madonna avrebbe detto che sarebbe apparsa per soli altri tre giorni. Il 1º luglio, i veggenti furono nuovamente portati via dalla polizia, e l'apparizione avvenne sul furgone della polizia dove erano tenuti prigionieri. Il 2 luglio, per sfuggire alla polizia, i ragazzi si nascosero nella canonica dei francescani e qui videro una nuova apparizione della Madonna.

A metà luglio, la notizia delle presunte apparizioni apparve su un giornale cattolico di Zagabria, dando così rilevanza internazionale ai fatti. Le autorità jugoslave ordinarono nuovamente la chiusura del Podbrdo, mentre il 12 agosto venne arrestato padre Jozo Zovko, capo della comunità francescana di Međugorje, ritenuto dalla polizia il reale mandante delle apparizioni. Intanto, Međugorje venne visitata da un numero sempre crescente di visitatori, curiosi e pellegrini che affermavano di vedere segni e figure luminose nel cielo.

Il Ruolo della Preghiera a Međugorje

Le Sette Preghiere: Origine e Significato

Il motivo per cui a Međugorje si recitano sette Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre affonda le sue radici nei primi giorni delle apparizioni. Dopo un episodio che li rassicurò, i veggenti cominciarono a recitare questa sequenza di preghiere per sette volte di seguito. Questa è una preghiera tradizionale per il popolo croato, recitata in particolare all'inizio e al termine della giornata, come affermato da Vicka: «Questa è una nostra antica preghiera; anche nella mia famiglia si pregava così».

Successivamente, nei messaggi della Madonna, questa pratica di preghiera è stata specificata e rafforzata. Ad esempio, in un messaggio del 27 gennaio 1984 (al Gruppo di preghiera), la Madonna invitò ad approfondire la vita di preghiera: «Ogni mattina in famiglia rinnovate le preghiere di consacrazione ai sacri Cuori di Gesù e di Maria. Pregate ogni giorno l’Angelus, il Credo, cinque Pater, Ave e Gloria in onore della passione di Gesù, un sesto per il nostro Santo Padre, il Papa, e un settimo per l’effusione dello Spirito Santo su di voi. Poi la preghiera di invocazione dello Spirito Santo. Se vi è possibile, pregate anche il Rosario».

Un altro messaggio straordinario, datato 20 luglio 1982, sottolineò l'importanza di questa preghiera anche per le anime del Purgatorio: «In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro».

Quindi, la recita delle sette preghiere del Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre a Međugorje è una pratica sia radicata nella tradizione popolare croata, sia esplicitamente richiesta e spiegata dalla Gospa stessa attraverso i suoi messaggi ai veggenti, con intenzioni specifiche legate alla Passione di Gesù, al Papa e alle anime del Purgatorio.

Messaggi sulla Preghiera e il Digiuno

A partire dal 1º marzo 1984, i veggenti hanno iniziato a diffondere messaggi per l'umanità da parte della Vergine Maria, a cui talvolta si riferiscono usando la parola del serbo-croato gospa ("signora"). Infatti, in quella data la Madonna apparve alla veggente Marija affidando a lei e alla parrocchia di Međugorje questo compito. Molti di questi messaggi contengono un costante invito alla preghiera in diverse forme e al digiuno, visto come via di conversione e avvicinamento a Dio.

  • Messaggio del 27 gennaio 1984 (al Gruppo di preghiera): «Pregate e digiunate. Desidero che approfondiate continuamente la vostra vita di preghiera.»
  • Messaggio del 2 giugno 1984 (Messaggio straordinario): «Figli cari! Dovreste rinnovare le vostre preghiere allo Spirito Santo. Partecipate alla messa!»
  • Invito costante alla conversione: «Cari figli! Oggi vi invito alla conversione.» e «La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione. Fatelo sapere a tutti i miei figli.»
  • L'importanza dell'amore fraterno: «Amatevi gli uni gli altri. Siate fratelli tra di voi ed evitate ogni litigio» (25.12.1981).
  • L'universale maternità di Maria: «Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei.»

Questi messaggi sottolineano come la preghiera, il digiuno e la conversione siano elementi centrali della spiritualità di Međugorje, considerati fondamentali per accogliere la grazia divina e per la pace nel mondo.

Medjugorje: Che la preghiera e il digiuno aprano i vostri cuori

I Veggenti di Međugorje

I sei veggenti principali delle apparizioni di Međugorje sono stati Ivanka Ivanković, Mirjana Dragičević, Vicka Ivanković, Marija Pavlović, Jakov Čolo e Ivan Dragičević. Alcuni di loro affermano di avere ancora apparizioni, mentre altri le hanno avute per un periodo limitato, ricevendo tutti i "dieci segreti".

  • Marija Pavlović Lunetti: Nata il 1º aprile 1965 a Bijakovići, frazione di Čitluk. Dal 1993 vive a Monza con i suoi quattro figli maschi. Afferma di avere apparizioni quotidiane e di aver ricevuto nove dei dieci segreti dalla Madonna. Dal 1º marzo 1984 all'8 gennaio 1987, riceveva il messaggio della Madonna ogni giovedì, un compito poi esteso alla parrocchia. Svolge un'intensa attività di testimonianza in tutto il mondo.
  • Mirjana Dragičević: Nata a Sarajevo il 18 marzo 1965. Avrebbe avuto apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 al 25 dicembre 1982, data in cui avrebbe ricevuto l'ultima apparizione quotidiana e il decimo segreto. Mirjana si è sposata con Marko Soldo il 16 settembre 1989. Nel 2020 sono terminate le apparizioni mensili. Il 25 giugno 1985 ha affermato di aver ricevuto dalla Madonna una pergamena contenente i dieci segreti, che saranno resi noti al mondo intero, tre giorni prima che accadano, dal francescano padre Petar Ljubičić, informato dieci giorni prima dalla stessa Mirjana.
  • Vicka Ivanković: Nata a Bijakovići il 3 settembre 1964. È sposata con Mario Mijatović dal 26 gennaio 2002. Afferma di ricevere apparizioni quotidiane fin dal 24 giugno 1981 e di conoscere solo nove dei «dieci segreti».
  • Ivan Dragičević: Nato il 25 maggio 1965 a Bijakovići. È sposato con Laureen Murphy dal 23 ottobre 1994, ha quattro figli e vive tra Međugorje e Peabody (in Massachusetts). Afferma di ricevere apparizioni quotidiane.
  • Jakov Čolo: Nato il 6 marzo 1971 a Sarajevo, è il più giovane tra i veggenti. È sposato dal 1993 con Annalisa Barozzi, dalla quale ha avuto tre figli e vive con la sua famiglia a Međugorje. Afferma di aver ricevuto l'ultima apparizione quotidiana il 12 settembre 1998 in Florida e di avere appreso in tale data l'ultimo dei dieci segreti.
  • Ivanka Ivanković: Nata a Bijakovići il 21 giugno 1966. Abitava a Mostar fino ad aprile 1981, ma è arrivata a Međugorje con il fratello Mario e la sorella più piccola dalla nonna nel 1981 durante le vacanze estive. È sposata dal 18 dicembre 1986 con Raiko Elez, ha tre figli e vive con la famiglia a Međugorje. Sostiene di aver avuto apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 (è stata la prima a vedere la Madonna) fino al 7 maggio 1985, giorno in cui la Madonna le avrebbe rivelato l'ultimo dei dieci segreti.

Le Indagini Medico-Scientifiche

Fin dagli inizi degli eventi, nel 1981, le autorità civili e sanitarie comuniste della ex-Jugoslavia disposero i primi approfondimenti medico-scientifici sulla natura dei fenomeni. In seguito, diverse commissioni hanno sottoposto i veggenti a indagini multidisciplinari.

  • Nel 1984, un team di cinque medici, diretto dall'oncologo professor Henri Joyeux dell'Università di Montpellier, pubblicò i risultati dei suoi studi negli Études médicales et scientifiques sur les apparitions de Međugorje (1985).
  • Nel settembre 1985, una commissione medico-scientifica ("Associazione Regina della Pace"), coordinata da studiosi italiani come il ginecologo dottor Luigi Frigerio, il gastroenterologo Giacomo Mattalia e il neurofisiologo dottor Marco Margnelli del CNR, condusse ulteriori studi direttamente sui veggenti.
  • Gli esami medici più recenti furono eseguiti nel giugno 2005 dal dottor Phillipe Loron, neurologo presso la clinica Salpêtrière di Parigi.

Pur procedendo con approcci e sfumature differenti, questi studi concordano nel ritenere i diversi veggenti, nelle varie età e condizioni in cui sono stati esaminati, sani ed equilibrati nella mente e nel corpo. Le ipotesi di forme isteriche, patologiche, stati di epilessia, allucinazioni o catalessia sono state escluse scientificamente.

Tuttavia, sono state sollevate critiche dettagliate su questi test, presentate in opere come La verità su Medjugorje. Il grande inganno (Lindau, 2018) di Marco Corvaglia e Medjugorje. La frode e l'estasi (Laiko.it, 2017) del neurofisiopatologo Francesco D'Alpa.

La Posizione della Chiesa Cattolica

La Commissione Ruini e le Sue Conclusioni

La posizione della Chiesa Cattolica riguardo alle apparizioni di Međugorje è stata oggetto di un lungo e complesso processo di indagine. Il vescovo di Mostar, Pavao Žanić, nella cui giurisdizione rientra la località delle apparizioni, sin da subito si mostrò scettico sul fenomeno. Nel 1991, i vescovi della Jugoslavia, allora ancora una nazione unita, approvarono la cosiddetta "dichiarazione di Zara", affermando che «sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali».

Il 17 marzo 2010, la Santa Sede istituì presso la Congregazione per la Dottrina della Fede una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio, presieduta dal cardinale Camillo Ruini. Questa commissione lavorò in maniera riservata e sottomise le sue conclusioni alla Congregazione nel febbraio 2014. I punti essenziali di questa relazione, secretata per anni, furono resi noti il 15 maggio 2017 da Papa Francesco.

In estrema sintesi, la Commissione Ruini ha giudicato le prime sette apparizioni, avvenute fra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, probabilmente autentiche, rilevando che i ragazzi, psichicamente sani, non furono influenzati da nessuno e attestarono concordemente di vedere la Madonna che affidava loro messaggi di conversione e penitenza. Invece, sugli sviluppi successivi del fenomeno, la Commissione si è espressa in maniera fortemente critica, esprimendo dubbi sulla reale origine sovrannaturale delle apparizioni dopo il 3 luglio 1981, sui messaggi della Vergine rilasciati dopo quella data e sui segreti. La relazione Ruini, tuttavia, non costituisce il giudizio definitivo della Chiesa sul fenomeno, che resta competenza esclusiva del Pontefice.

Documento della Commissione Ruini con un focus sul logo o sigillo vaticano

Le Dichiarazioni Pontificie e l'Autorizzazione del Culto

Papa Francesco ha più volte espresso giudizi critici su Međugorje, seppur in maniera implicita. Ha manifestato una preferenza per «la Madonna madre, nostra madre, e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora… questa non è la mamma di Gesù. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore.»

Nonostante le riserve, a maggio 2019, Papa Francesco ha deciso di autorizzare i pellegrinaggi ufficialmente organizzati da diocesi e parrocchie. Questa autorizzazione, però, non deve essere interpretata come un'autenticazione degli avvenimenti di Međugorje, che necessitano di ulteriore esame da parte della Chiesa.

Il 18 settembre 2024, il Vaticano ha approvato ufficialmente il culto pubblico della Madonna di Medjugorje, pur evitando di pronunciarsi sulla presunta soprannaturalità degli eventi. Nel comunicato viene detto che i fedeli «possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale e autorizza il culto pubblico», ma al tempo stesso questo non implica la certificazione del «carattere soprannaturale del fenomeno». La nota Regina della pace del Dicastero per la Dottrina della Fede, approvata dal Papa il 28 agosto, rileva anche i frutti spirituali prodotti a Medjugorje, in particolare il numero di conversioni, ed esprime un giudizio complessivamente positivo sul fenomeno cui i fedeli non sono obbligati a credere.

È importante notare che nel 2009, padre Tomislav Vlašić, ex parroco di Međugorje e per molti anni guida spirituale dei veggenti, è stato ridotto allo stato laicale su richiesta di Papa Benedetto XVI, essendo sotto inchiesta del Vaticano per aver diffuso "eresie", per "manipolazione delle coscienze" e per aver avuto rapporti sessuali con una suora.

Medjugorje: Che la preghiera e il digiuno aprano i vostri cuori

La Natura dei Messaggi e la Loro Interpretazione

Il Dicastero per la Dottrina della Fede, nella sua nota, ha sottolineato che, al di là dell'origine soprannaturale o meno delle apparizioni, a Međugorje si osserva una vitalità spirituale, fede, conversione e frutti positivi. Questa prospettiva si concentra su ciò che accade spiritualmente nel cuore delle persone, piuttosto che su una conclusione definitiva sull'origine soprannaturale del fenomeno.

La maggior parte dei messaggi ha un contenuto edificante che può stimolare i fedeli alla conversione, a crescere nell'incontro con Cristo e a essere costruttori di pace. Tuttavia, la Nota riconosce che alcuni messaggi possono contenere «frasi non precise da un punto di vista accademico», utilizzando un linguaggio popolare, poetico ed esistenziale, non prettamente teologico. Ciò significa che questi presunti messaggi non vanno letti come un testo magisteriale o di teologia accademica.

Un principio decisivo richiamato è che il riconoscimento dell’azione dello Spirito Santo in un'esperienza spirituale non implica che ogni aspetto di tale esperienza sia esente da imprecisioni o imperfezioni. I fenomeni «a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» e non si esclude la possibilità di «qualche errore d’ordine naturale non dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno».

I messaggi, nel loro insieme, sono visti come un invito prezioso che ha il "profumo del Vangelo", mescolato talvolta con i comprensibili desideri dei presunti veggenti. Ciò che conta, in definitiva, sono le grandi esortazioni insistenti nell’insieme dei messaggi, che promuovono la conversione, l'amore fraterno e la pace, stimolando molti alla maturazione spirituale.

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