Le ragioni dell’esclusione del cardinale Becciu dal Conclave

Con il passo indietro compiuto dal controverso cardinale Giovanni Angelo Becciu, la Chiesa potrà affrontare il Conclave, a partire dal 7 maggio, senza potenziali minacce di illegittimità e di sospetti. Il cardinale ha ufficialmente annunciato di non partecipare al Conclave in seguito alla sua condanna in primo grado, spiegando che la sua decisione è motivata dal desiderio di «contribuire alla comunione e alla serenità del Conclave» e di obbedire alla volontà di Papa Francesco.

Infografica che mostra il numero dei cardinali elettori e l'iter procedurale delle Congregazioni generali pre-Conclave.

Il percorso giudiziario e lo scandalo londinese

Il nome di Becciu è legato a uno dei casi più controversi della Santa Sede degli ultimi decenni: lo scandalo dell’immobile di Londra. Nel 2014, il cardinale ha gestito l’acquisto dell’immobile londinese di Sloane Avenue con fondi della Segreteria di Stato Vaticana, un’operazione extra-bilancio dal valore effettivo di 350 milioni di euro.

A seguito della vicenda, il cardinale è stato condannato in primo grado dal Tribunale vaticano a una pena detentiva di 5 anni e 6 mesi per peculato, truffa aggravata e abuso d’ufficio, con interdizione perpetua dai pubblici uffici. È corretto precisare che, secondo lo stesso tribunale, i reati in questione sarebbero stati commessi «senza scopo di arricchimento personale».

La posizione di Papa Francesco e la decisione ufficiale

Il ritiro definitivo di Becciu è stato segnato da due lettere papali, una del 2023 e l'altra di marzo 2025, in cui Papa Francesco, con la firma "F", stabiliva che il cardinale non dovesse partecipare al Conclave. Tali documenti sono stati mostrati a Becciu dal cardinale Pietro Parolin, confermando l'indicazione del Pontefice.

Nonostante avesse inizialmente sostenuto di avere diritto a partecipare - citando una presunta assenza di esplicita volontà di estromissione - Becciu ha infine ceduto alle sollecitazioni. Il dibattito era nato anche da un provvedimento del 2020, quando Papa Francesco aveva accettato la rinuncia del prelato ai «diritti connessi al cardinalato». Sebbene Becciu avesse conservato il titolo di cardinale, tale formula faceva intuire la perdita dei privilegi legati alla partecipazione all'elezione del successore.

Conclave, le uscite dei cardinali dalla Congregazione in Vaticano

Impatti sulla composizione del Collegio Cardinalizio

Con la rinuncia di Becciu, si modifica il numero dei cardinali elettori. Attualmente, i porporati che entreranno nella Cappella Sistina sono 133, rispetto ai 135 inizialmente previsti. La Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis stabilisce che il numero dei cardinali elettori non dovrebbe superare i 120, ma Papa Francesco ha creato durante il suo Pontificato un numero maggiore di cardinali; per la Congregazione, i porporati eccedenti conservano comunque il diritto di voto.

Stato Numero cardinali
Elettori previsti inizialmente 135
Elettori effettivi (al 7 maggio) 133

Il contesto delle riforme finanziarie

Secondo gli osservatori, il caso Becciu si inserisce in un passaggio epocale per la Santa Sede. «Senza l'interventismo di Papa Francesco molto probabilmente non ci sarebbe mai stata questa vicenda», sottolineano gli esperti, evidenziando come le riforme abbiano introdotto un livello di trasparenza inedito rispetto ai decenni passati. In merito allo scandalo finanziario, emerge lo spaccato di una gestione rispetto alla quale il Papa era non solo non informato, ma, secondo alcuni, disinformato.

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