La Chiesa contemporanea si trova di fronte a sfide profonde che impongono una riflessione e una riorganizzazione delle proprie strutture pastorali. In questo contesto, il ruolo del parroco e l'istituzione delle foranie e delle comunità pastorali assumono un significato cruciale, rispondendo alla necessità di adattare l'annuncio del Vangelo ai mutamenti sociali e culturali.
Le Sfide Contemporanee della Chiesa e la Necessità di Nuove Strutture
L'epoca attuale è caratterizzata da rapidi cambiamenti culturali, sociali e religiosi, che rendono la fede non più un dato acquisito. Le famiglie si allineano rapidamente alla crisi propria delle società secolarizzate. Spesso, i fanciulli che frequentano le parrocchie per il catechismo sono "digiuni" circa la vita cristiana e non conoscono neppure i rudimenti che fino a pochi anni fa venivano insegnati in famiglia. Quella che continuiamo a chiamare "iniziazione cristiana", di fatto è, nella stragrande maggioranza dei casi, l'accompagnamento all'abbandono della Chiesa.
Questa situazione genera una società scristianizzata, da rievangelizzare con una Nuova Evangelizzazione. Dopo secoli in cui la fede si generava in modo quasi automatico, oggi le nostre comunità si trovano per la prima volta a dover inventare l'annuncio e a dover generare la fede. Un'altra sfida significativa è la diminuzione del numero dei sacerdoti. Si osserva che alcuni Seminari chiudono e, in quelli rimasti aperti, il numero dei seminaristi si è visibilmente ridotto. Questa realtà ci porta a constatare che non ci sono pochi preti, ma, in proporzione, troppe chiese. La diminuzione dei sacerdoti ci richiama a un avvicinamento delle nostre chiese, cioè delle nostre parrocchie, e quindi a un allargamento dei nostri confini.

La Riorganizzazione Diocesana: Foranie e Comunità Pastorali
Di fronte a queste sfide, la Chiesa diocesana intraprende un cammino di rinnovamento strutturale. La riflessione sulla "Geografia della Diocesi" porta alla preparazione, presentazione e studio dell'Instrumentum Laboris (IL) nelle parrocchie e nelle foranie della Diocesi. Su tali riflessioni, il vescovo, coadiuvato dal Collegio dei Consultori, definisce la mappa delle prime Comunità Pastorali.
L'istituzione di Comunità Pastorali o l'organizzazione in foranie risponde alla necessità di individuare ambiti che possano favorire un autentico spirito di corresponsabilità e di esercitarsi a vivere uno spirito di comunione tra i componenti e le diverse realtà delle parrocchie. Pensare le Unità pastorali in termini puramente organizzativi è riduttivo; esse devono avere come obiettivo la generazione della fede attraverso la costruzione di comunità che abbiano il tratto della fraternità. Questa fraternità non si qualifica semplicemente in termini di "volersi bene", ma è la vita stessa di Dio, manifestata in Gesù Cristo, una fraternità che ci viene regalata da Dio.
Indubbiamente, è un cammino non facile, che richiede di cambiare mentalità su molte cose, ma, lasciandoci condurre dallo Spirito, si può lavorare per il bene delle parrocchie.
Il Ruolo del Parroco in un Contesto Multi-Parrocchiale
Tradizionalmente, per ogni parrocchia vi dovrebbe essere un solo parroco, nominato a tempo indeterminato per assicurare stabilità. Tuttavia, a causa della scarsità di sacerdoti o per altri motivi (pastorali o economici), un parroco può essere nominato per più parrocchie, oppure una parrocchia può essere affidata a più sacerdoti in solido. Questo è il contesto in cui un parroco si trova a operare all'interno di una forania o di una Comunità Pastorale, estendendo la sua responsabilità pastorale su più unità territoriali.
All'interno di una Comunità Pastorale, un parroco viene designato dal vescovo quale coordinatore pastorale. Questo ruolo implica una maggiore responsabilità nella gestione e nell'animazione pastorale di un gruppo di parrocchie, agendo come punto di riferimento e guida per l'intera unità. Il parroco esercita le sue funzioni dal momento della presa di possesso della parrocchia e risiede nella casa parrocchiale, a meno che il vescovo non abbia permesso diversamente per giustificate ragioni. Egli ha il diritto di certificare la celebrazione del matrimonio canonico ai fini della trascrizione e del riconoscimento degli effetti civili, e in passato aveva anche il potere di certificazione per atti di nascita, matrimonio e morte anteriori all'istituzione dei registri di stato civile.
Un altro obiettivo delle Comunità Pastorali è ripensare lo stile di vita dei preti, promuovendo uno stile di comunione arricchito da incontri frequenti, nutrito da momenti di preghiera comune, dalla lectio divina e, se possibile, da pasti e abitazioni comuni. I preti devono essere disponibili a educare alla fede attraverso l'annuncio qualificato della Parola e la celebrazione dei sacramenti.
Comunità pastorali della Diocesi della Spezia 26-08-2024
Un Cammino Verso una Nuova Evangelizzazione
Il percorso di riorganizzazione e rinnovamento pastorale non è imposto dall'alto, ma le singole Comunità Pastorali sono chiamate a "inventare" il proprio percorso, in un costante confronto e comunione con il vescovo. Si avvia così un "cantiere di lavoro" che sarà lungo e mai chiuso. Questo approccio richiede un grande coraggio di responsabilità e la capacità di compiere scelte nuove. È fondamentale accogliere e abitare il nostro tempo senza pregiudizi e senza rimpianti per il passato, cogliendo dalle tradizioni della Chiesa e dal discernimento dei segni dei tempi modalità, tempi e percorsi per annunciare il Vangelo e far rinascere alla fede.
La sfida è far incontrare Gesù, accompagnando uomini, donne, fanciulli, ragazzi e giovani verso di Lui, affinché possano essere battezzati in Spirito Santo e fuoco. Questo significa rinnovare l'impostazione della catechesi e degli orientamenti per l'annuncio, attualizzandoli e confrontandoli con i cambiamenti culturali e sociali accaduti.
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