La Pentecoste e la Validità della Messa Prefestiva del Sabato

La Pentecoste è una delle feste cristiane più significative, che celebra l'effusione dello Spirito Santo, dono di Gesù, e segna la nascita della Chiesa. Questa ricorrenza cade nel cinquantesimo giorno a partire dal giorno di Pasqua compreso, sempre di domenica, alla fine della settima settimana dopo quella pasquale, rendendola una festa mobile la cui data dipende da quella della Pasqua.

Le Origini e il Significato della Pentecoste

Dalle Radici Ebraiche alla Rivelazione Cristiana

La Pentecoste affonda le sue radici nell'ebraismo, originariamente come festa legata alle primizie del raccolto. Veniva celebrata sette settimane dopo la Pasqua ebraica, a partire dal secondo giorno di Pasqua, il 16 di Nisan. Successivamente, la festa ha acquisito un secondo significato, celebrando la rivelazione di Dio sul Monte Sinai, dove Egli ha donato al popolo ebraico la Tōrāh. Come l'offerta di un covone d'orzo segnava l'inizio della stagione del raccolto, così l'offerta di un pane prodotto con il grano nuovo ne segnava il termine, spesso accompagnata dalla lettura della Legge o altre Scritture appropriate.

L'offerta sacrificale consisteva in due forme di pane lievitato fatto con due decimi di efa, o farina prodotta con il grano nuovo (Lv 23,17; Es 24,22). Venivano offerti anche due agnelli dell'anno, come sacrificio di pace, e un capro per l'espiazione dei peccati, insieme con l'olocausto di sette agnelli senza difetto, un vitello e due arieti (Lv 23,18-19).

illustrazione della rivelazione di Dio sul Monte Sinai con Mosè

Nell'ottica cristiana, la legge mosaica viene interpretata come il dono della Sapienza divina, che è lo Spirito Santo. Nonostante ebrei e cristiani considerino sacri gli stessi libri (rispettivamente Tanakh e l'Antico Testamento), nel corso della storia si sono allontanati reciprocamente nella loro lettura.

L'Effusione dello Spirito Santo e la Nascita della Chiesa

La Pentecoste cristiana celebra l'effusione dello Spirito Santo sugli apostoli, un evento che segna la nascita della Chiesa. Non ci sono prove certe della storicità esatta dell'evento, ma diversi studiosi ritengono che alla base ci possa essere un fatto reale, come un'estasi mistica collettiva verificatasi tra i discepoli di Gesù riuniti a Gerusalemme per la festa ebraica. La predicazione degli apostoli in altre lingue è un elemento nuovo e significa che il messaggio di Gesù non è destinato solo agli ebrei ma è universale, rompendo le barriere linguistiche che avevano confuso i popoli, come narrato nell'episodio della Torre di Babele (cfr Gn 11,9).

La Bibbia - lo Spirito Santo scende dal cielo ( Atti 2:1-47 )

Le Diverse Narrazioni: Pentecoste Lucana e Giovannea

Esistono due narrazioni principali dell'effusione dello Spirito Santo. Nel Vangelo di Giovanni (Gv 20,19-23), è lo stesso Gesù risorto che trasmette lo Spirito Santo agli apostoli, alitando su di loro durante la sua apparizione nel cenacolo la sera di Pasqua. Questo episodio viene chiamato Pentecoste giovannea. La narrazione degli Atti degli Apostoli (At 2,1-4), nota come Pentecoste lucana, descrive un evento più pubblico e fragoroso, con un rombo dal cielo e lingue di fuoco che si posano sugli apostoli, i quali iniziano a parlare in altre lingue. Secondo alcuni studiosi, si tratta dello stesso evento, ambientato dai due evangelisti in momenti diversi per sottolineare aspetti teologici distinti.

La Figura di Maria nella Pentecoste

L'immagine più familiare della Pentecoste è quella degli undici Apostoli con Maria, Madre di Gesù, nel Cenacolo. La sola menzione di Maria nel Libro degli Atti (At 1:12-14) riguarda la "concorde" preghiera apostolica con le altre donne, quindi la sua presenza nel giorno di Pentecoste non è esplicitamente confermata né esclusa. Tuttavia, la teologia cattolica afferma che la venerazione della Vergine Maria, Immacolata Madre di Dio, precede quella degli Apostoli e degli altri Santi. Secondo la narrazione biblica, Maria non ricevette lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste come gli apostoli, essendo già ricolmata della sua divina presenza e dei Suoi doni fin dal tempo dell'Annunciazione (Luca 1:34: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo").

Si ritiene che Maria, con le sue efficacissime preghiere, abbia impetrato che lo Spirito del divin Redentore, già elargito sulla Croce, venisse infuso nel giorno di Pentecoste con doni prodigiosi alla Chiesa, da poco nata. La Vergine Maria fu quindi causa dispositiva della discesa dello Spirito Santo sui Dodici, rendendo possibile e facilitando l'effetto della scelta di Dio Padre e di Dio Figlio di donare lo Spirito Santo agli apostoli. Ciò non significa un minore grado di grazia divina in Maria, che fu chiamata dall'angelo dell'Annunciazione come "colmata di grazia", ma sottolinea la prerogativa apostolica di conferire lo Spirito Santo attraverso l'imposizione delle mani.

Riflessioni Teologiche sullo Spirito Santo

Parlare dello Spirito Santo non è semplice, poiché i suoi doni, come "Spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore" (Is 11,1ss), sono inafferrabili senza collegarli ai suoi frutti: "amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22-23). Questi frutti rendono visibile l'azione dello Spirito, e l'amore reciproco è il segno di riconoscimento dei cristiani: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti". L'amore a Dio non isola, ma aiuta a immergersi nella comunità e a superare diffidenze e paure, trasformando la persona in una scelta e decisione.

Il Paràclito, termine presente nel Vangelo di Giovanni, significa "colui che assiste, colui che soccorre", un avvocato difensore contro l'accusatore. Lo Spirito Santo "vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto", guidando i credenti alla pienezza della verità. I tre doni concreti indicati da Gesù sono l'amore a Lui, l'ascolto della sua Parola e l'osservanza dei comandamenti, che si illuminano e si svelano a vicenda nella vita del fedele.

La Pentecoste come Compimento del Mistero Pasquale

Il tempo pasquale non si conclude con la solennità dell’Ascensione, ma si corona con la domenica di Pentecoste, che celebra l’effusione dello Spirito Santo e la nascita della Chiesa. Come afferma il Prefazio della Messa di Pentecoste, "Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede". Il titolo del prefazio stesso, "La Pentecoste Epifania della Chiesa", sottolinea che questo evento non è solo un ricordo, ma una realtà attuale che accompagna la vita e la missione della Chiesa.

La costituzione della Chiesa è stata attuata durante la vita di Gesù, nell’annuncio del Vangelo e nella missione dei dodici, ma la Pentecoste ne segna la manifestazione a tutto il mondo e ne indica le modalità (con la presenza efficace dello Spirito) e i confini (fino agli estremi confini della terra).

Il Movimento Pentecostale

Il Pentecostalismo è un movimento religioso cristiano, il cui nucleo centrale è la convinzione che la pienezza della santificazione e della vita cristiana sia rappresentata dal "battesimo dello Spirito", promesso da Gesù ai credenti. L’origine del movimento si fa risalire al 1906 a Los Angeles, con episodi simili verificatisi in vari contesti geografici. Configurato fin dalle origini come religione dei poveri, ha conosciuto una rapida espansione nel XX secolo, soprattutto in America Meridionale, Africa ed Estremo Oriente, diventando il secondo gruppo cristiano dopo i cattolici e il gruppo cristiano in più rapida crescita. Nel 1955 è nato il neopentecostalismo, frutto di un dialogo tra le Chiese madri protestanti e i Pentecostali.

La Celebrazione Liturgica della Pentecoste

La ricorrenza della Pentecoste è un appuntamento fisso del calendario liturgico, detta anche Festa dello Spirito Santo, che conclude le festività del Tempo pasquale. La sua storia liturgica autonoma ha avuto inizio nel IV secolo, con una prospettiva battesimale. È festeggiata con particolare rilevanza nell'Europa occidentale (Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo), dove in alcune regioni il "Lunedì di Pentecoste" è giorno festivo. Ancora nel XIX secolo in Italia era usanza far piovere petali di rose rosse sui fedeli durante la messa, per evocare la discesa dello Spirito Santo.

La Veglia di Pentecoste

Le comunità possono radunarsi nella vigilia per celebrare una veglia di preparazione e di solenne invocazione del dono dello Spirito. Questa veglia, unita o meno alla celebrazione eucaristica, riveste un carattere di intensa preghiera, sull’esempio degli apostoli e dei discepoli che perseveravano unanimi in preghiera con Maria, madre di Gesù, nell’attesa dello Spirito Santo. Il Messale Romano offre lo schema della veglia e le orazioni da dirsi dopo le singole letture. La solennità nel Messale attuale inizia con la Messa vespertina della vigilia, priva di aspetti penitenziali e già celebrazione dell'evento.

rappresentazione della veglia di Pentecoste con Maria e gli apostoli

La Messa del Giorno di Pentecoste

La celebrazione del giorno di Pentecoste è curata con la massima solennità, sottolineando il legame con la Pasqua del Signore. Durante la liturgia della Parola, si dà giusto valore alla sequenza Veni, Sancte Spiritus, un'accorata invocazione allo Spirito Santo riconosciuto come consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolce sollievo e luce beatissima.

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni; datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò ch'è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.

Anche oggi il rito dell’aspersione richiama il Battesimo nello Spirito, e nella preghiera eucaristica si fa menzione della solennità, ricorrendo alla formula solenne della benedizione. Le orazioni colletta proposte richiamano il significato teologico della Pentecoste, alimentando la spiritualità della Comunità cristiana.

La Messa Prefestiva del Sabato: Informazioni e Validità

La Liturgia cristiana, nei suoi aspetti fondamentali e rituali, è sempre stata un tema delicato, talvolta di disputa. Ancora oggi, i fedeli si rivolgono ai sacerdoti per chiedere spiegazioni su aspetti legati alla Liturgia, tra cui la validità dell’Eucarestia vespertina del sabato, comunemente chiamata "Messa prefestiva".

Contesto e Discussioni sulla Partecipazione

Oggi si constata con sgomento il disamore che si è creato fra i battezzati riguardo la partecipazione all’Eucarestia domenicale. Ciò fa soffrire i sacerdoti, e i motivi sono molteplici. Nonostante la generale prassi, esistono eccezioni o abusi, come le Comunità Neocatecumenali che celebrano l’Eucarestia quasi esclusivamente il sabato sera, spesso separatamente dalla comunità parrocchiale. A tal proposito, la Nota pastorale della C.E.I. "Il giorno del Signore" del 15 Luglio 1984 ricorda che il dies dominicus è anche il dies ecclesiae, il giorno della Chiesa, e che un gruppo o movimento è parte dell'assemblea domenicale e della Chiesa. Il criterio pastorale fondamentale è assicurare una celebrazione comunitaria che manifesti l'unità del Corpo mistico della Chiesa.

Esistono anche voci, tra i cosiddetti conservatori, che esprimono disaccordo riguardo alla celebrazione eucaristica anticipata al giorno precedente la domenica, una festa o solennità.

Fondamento Storico e Pastorale della Messa Prefestiva

La possibilità di celebrare la messa il sabato sera è frutto benefico della Costituzione apostolica Christus Dominus del 6 gennaio 1953, che ha aperto a una più ampia possibilità per i fedeli di nutrirsi del Pane della vita. La ragione di questa concessione è di natura squisitamente pastorale: il Sommo Pontefice volle venire incontro a coloro che per ragioni determinanti non potevano partecipare alla celebrazione domenicale del mattino.

Questa pratica riprende l’uso ebraico di iniziare il giorno dal tramonto della sera precedente, come evidenziato in Genesi 1,5b: "E fu sera e fu mattina, primo giorno". La comunità cristiana dei primi secoli ha celebrato i giorni delle solennità e delle domeniche a partire dalla sera precedente, con i "primi vespri", cioè con la preghiera liturgica collegata al tramonto del giorno precedente. In tal modo, il giorno liturgico della domenica inizia con i primi vespri celebrati il sabato sera.

Validità e Diritto dei Fedeli

Sulla validità della Messa celebrata nel vespro del sabato o di una solennità, non vi è nulla da eccepire. La Chiesa, attraverso una riflessione accurata, stabilisce che "soddisfa il precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga celebrata nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente".

La possibilità di adempiere al precetto festivo a partire dal vespro del giorno precedente non è più legata a una facoltà concessa dalla Santa Sede al vescovo e da questi ai parroci per determinate messe ("messe prefestive"), ma è un diritto riconosciuto ad ogni fedele e si estende a qualsiasi Messa celebrata nel vespro del sabato o vigilia di festa. La Nota pastorale "Il giorno del Signore" del 1984, rivolta ai fedeli italiani, specifica: "Liturgicamente il dies festus comincia con i primi vespri del giorno precedente la festa; così il sabato sera, dal punto di vista liturgico, è già domenica".

foto di fedeli che partecipano alla messa in una chiesa moderna

È evidente che la domenica è il giorno per antonomasia per il cristiano, giorno che ricorda la Risurrezione di Cristo e di per sé insostituibile. La partecipazione alla celebrazione vespertina del sabato potrebbe far perdere alcune delle caratteristiche proprie della domenica cristiana, ma tale concessione trova la sua giustificazione in un'antica prassi liturgica e nella premura pastorale, che desidera permettere a tutti i battezzati di adempiere al precetto della partecipazione alla Santa Messa e accostarsi alla mensa del Signore.

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