Il Salento è da sempre una terra di profonda spiritualità e meta di pellegrinaggio. In ogni tempo, un numero imponente di fedeli si è spinto fino all’estremo sud d’Italia, alla volta del Santuario di Santa Maria “de Finibus Terræ”, riconosciuto come uno dei luoghi più importanti della cristianità nel Salento, situato sulla sommità del promontorio di Punta Meliso, nell’estremo lembo del Tacco d’Italia.
La Storia Millenaria del Santuario: Tra Fede e Leggenda
Le origini del Santuario sono molto antiche e spesso avvolte nel mistero, dove leggende e tradizioni si sono intrecciate con le vicende storiche. La sacralità del luogo, estrema punta meridionale d’Italia, è testimoniata dal rinvenimento non solo dal punto di vista cristiano, ma anche pagano. È il caso del santuario pagano messapico-greco-latino della “Grotta Porcinara”, collocato verso Punta Ristola, e del Santuario pagano a Minerva, poi trasformato in luogo cristiano, sul Promontorio di Punta Meliso.
Secondo la tradizione, sul luogo dove oggi sorge la Basilica, vi era un antico tempio dedicato alla dea Minerva. Sebbene gli archeologi non abbiano ancora trovato tracce certe di tale tempio, la tradizione ci consegna il cippo monolitico all’interno della basilica, da sempre considerato ciò che restava di un antico altare pagano (Ara a Minerva).
La storia cristiana narra che San Pietro, in viaggio per Roma, fece tappa a Leuca nel 43 d.C., dove fondò la prima chiesa cristiana dedicata al Salvatore proprio sul luogo del tempio pagano dedicato a Minerva, sostituendo il vecchio tempio con una nuova chiesa. La chiesa divenne uno dei principali centri di pellegrinaggio dell'età antica e medievale. Seguirono gli editti contro i cristiani, e anche Leuca subì le conseguenze subite da tutti i luoghi di culto nello stesso periodo.
La dedica a Santa Maria di Leuca risalirebbe invece al IV secolo, quando la Madonna salvò dei pescatori durante una tempesta. Sarebbe stata ricostruita nel corso del IV secolo e riconsacrata alla Madonna. Tutto questo grazie al passaggio di Papa Giulio I, il quale avrebbe concesso anche l’indulgenza plenaria a chiunque si fosse recato a Leuca. Il luogo diventava così la Porta per il Paradiso. Nello stesso periodo, il 13 aprile del 365, avvenne l’intervento miracoloso della Madonna, invocato da un gruppo di pescatori del posto, i quali riuscirono a salvarsi dalla furia di una tremenda tempesta in mare. Da questo evento nacque il culto della Madonna di Leuca.
Da allora, la storia della basilica è un susseguirsi di scorrerie e distruzioni. Più volte rasa al suolo, verrà sempre e puntualmente ricostruita. Il Santuario che ammiriamo oggi è il frutto dell’ultima ricostruzione avvenuta nel corso del 1700 ad opera del Vescovo Giannelli. Come una fortezza, domina la piazza al centro del colonnato e guarda il mare.

Architettura e Tesori Artistici della Basilica
La Basilica Santuario è normalmente aperta al culto. Oltrepassando i tre attuali portali di accesso, decorati da porte bronzee, opera dello scultore galatinese Armando Marrocco, si può ancora notare il portale rinascimentale di ingresso alla chiesa, risalente al XVI secolo. Le tre porte in bronzo, realizzate nell’anno 2000 in ricordo dell’anno giubilare e fuse nella fonderia Mapelli, accolgono i pellegrini con il loro carico di messaggi e significati:
- La Porta del Cielo al centro, dedicata alla Madonna Ianua Coeli (offerta dalla Baronessa Serafini Sauli in memoria del figlio).
- La Porta dell’Esodo a destra (offerta dalle sorelle Garzola di Alessano).
- La Porta Maria Stella Maris a sinistra, in ricordo del primo miracolo (realizzata con le offerte dei fedeli).
L’interno della Basilica è costituito da un’unica navata con sei altari laterali e due cappelle per ogni lato. Entrando, sul lato destro, troviamo il cippo marmoreo conosciuto come l’ARA A MINERVA che documenterebbe il passaggio dal culto pagano a quello cristiano. L’epigrafe recita: «Ubi olim Minervae sacrificia offerebantur hodie oblationes Deiparae recipiuntur».
Inoltre, si trova anche la targa commemorativa che ricorda la consacrazione della chiesa da parte di Papa Giulio I nel 343, e recita: «Julius hic primus celebrans, emmissa de coelo Indulta accepit. Kalendas, CCCXLIII dum Consecravit hoc templum».
Sull’altare maggiore è collocato il dipinto della Madonna con il Bambino di Jacopo Palma il Giovane, parte di un dipinto di più grandi dimensioni, in parte distrutto da un incendio nella prima metà del XVII secolo, in occasione di uno dei tanti attacchi subiti dal santuario. Ai lati del presbiterio si trovano due opere del Letizia raffiguranti l’Annunciazione e la Circoncisione di Gesù. Al centro, un rosone con vetri policromi rappresenta l’incoronazione di Maria.
Sul lato sinistro della navata si trovano le tele di San Francesco di Paola di F. Saverio Mercaldi e quella di San Giuseppe Benedetto Lebre, opera di Pietro De Simone. Altre due tele attribuite a quest’ultimo artista si trovano sul lato destro, raffiguranti San Giovanni Nepomuceno e San Pietro. Nella cantoria della Basilica si trova l’organo del 1885, mentre nei pressi del portale di accesso alla Sacrestia si notano due tele opera del pittore Letizia, raffiguranti il Martirio di San Giovanni Battista e S. Antonio da Padova, e una raffigurazione in cartapesta dell’Annunciazione datata 1892.
Un’altra tela, opera del De Simone, raffigura la Sacra Famiglia e si trova nella parte opposta, accanto a un altro quadro, sempre con lo stesso soggetto e risalente al XVIII secolo, dono della baronessa Serafini-Sauli. All’interno della Basilica sono custodite anche le spoglie e la tomba con il busto in marmo del Vescovo Ruotolo.
Nel corso degli anni ’90, la Cappella del Santissimo Sacramento ha preso il posto della vecchia Sacrestia. Qui si trova il dipinto della Madonna con il bambino realizzato nel 1625 dal Cunavi, che sarebbe la copia di quello andato distrutto nell’incendio. La statua della Madonna di Leuca con il Bambino, un’opera in cartapesta risalente al 1897, a partire dagli anni ’90 è posizionata all’interno della cappella adiacente al Santuario, quella che porta all’area dei confessionali. Vi si accede dall’ingresso della Basilica ed è uno dei luoghi più visitati di Leuca, intriso di spiritualità e fede, che regala pace e speranza a migliaia di pellegrini.
Il complesso ospita anche le "Figlie di Santa Maria di Leuca" e il Museo della Basilica.
Il Quadro della Madonna di Leuca: La Leggenda dei Dipinti Perduti
Sulla sommità dell’altare maggiore della Basilica si trova il famoso quadro della Madonna con il Bambino che, secondo la tradizione, è il terzo in ordine di tempo. Infatti, sarebbero esistiti, nel corso della sua storia, tre tele raffiguranti lo stesso soggetto e praticamente simili:
- Il primo dipinto, realizzato, secondo la tradizione, direttamente da San Luca mentre l’Evangelista si trovava a Malta. Alcuni pescatori leucani approdati sull’isola avrebbero commissionato il dipinto in onore della Madonna di Leuca da loro venerata. La preziosa tela, portata a Leuca, però non se ne trovò più traccia. Il popolo conservò nel tempo l’immagine della Madonna con il bambino.
- Il pittore Giacomo Palma Senior realizzò il secondo dipinto nel quale cercò di interpretare su tela l’immagine di quello di San Luca, il più fedele possibile in base alle descrizioni sopravvissute nei secoli (1507).
- Con il terzo dipinto, ripreso dal nipote Giacomo Palma Junior, l’autore cercò di riprodurre il soggetto dell’opera del suo predecessore, ormai andato distrutto (1537).
Durante l’ennesima incursione, nel corso del 1624, un terribile incendio danneggiò l’intera chiesa di Leuca. La leggenda narra del salvataggio miracoloso di una sola parte della tela. Il particolare che oggi ammiriamo sull’altare Maggiore del Santuario è proprio la parte risparmiata dall’incendio. Nel novembre del 1722, la parte della tela sopravvissuta ricevette l’incoronazione dal Capitolo Vaticano. Nella Cappella del SS. Sacramento possiamo ammirare un altro dipinto realizzato nel 1625 dal pittore mesagnese Andrea Cunavi.

Simboli e Monumenti del Piazzale e Dintorni
Sul piazzale antistante la basilica è inoltre possibile ammirare la Croce Pietrina, collocata a ricordo della predicazione di San Pietro; si tratta di una colonna in carparo sormontata da una croce di forma ottagonale, voluta da un barone della vicina Giuliano in ricordo della precedente andata perduta. La Croce Giubilare, eretta in occasione di un grandioso pellegrinaggio nel 1901 e promossa dal Mons. Pugliese, sormonta la sommità del promontorio antistante la Basilica e vicina all’imbocco della Scalinata Monumentale. Sulle facciate presenta quattro iscrizioni dedicate a Cristo Redentore. La Colonna Mariana, fatta erigere dal Duca di Alessano, D. Filiberto Ayerbo d’Aragona nel 1694, si erge al centro della grande piazza antistante la basilica, delimitata da un grande colonnato che la separa anche dalla zona del Faro.
Dal piazzale è possibile scorgere il bianco Faro di Santa Maria di Leuca, alto 102 m s.l.m. Due rampe di scale, ognuna di 300 gradini, collegano il Santuario con il porto vecchio e quindi con la parte a valle della città di Leuca, il lungomare e le ville. Questa scalinata monumentale segna anche la parte terminale del più grande acquedotto europeo, l’Acquedotto Pugliese, iniziato nel 1906 e terminato solo dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1939. Anche la scalinata di Leuca è avvolta dalla sua leggenda: contare le scale in salita e in discesa non darebbe mai lo stesso numero.
La Via Crucis Monumentale di Santa Maria di Leuca è un percorso di fede che si inoltra all’interno della pineta antistante la Basilica. L’intero paesaggio, circondato dal verde della macchia mediterranea e l’azzurro del cielo, è un invito alla contemplazione e alla preghiera, ammirando la bellezza e il significato delle opere d’arte che scandiscono le varie stazioni della via Crucis di Gesù.

Il Culto della Madonna di Leuca: Origini e Miracoli
Secondo la tradizione, il culto per la Madonna di Leuca ebbe origine in seguito al salvataggio miracoloso di alcuni pescatori leucani, avvenuto un giorno di aprile dell’anno 365. I pescatori, sorpresi da una burrasca e da un violento maremoto, chiesero disperati aiuto alla Madonna, rivolgendosi al Santuario che nel 343 Papa Giulio I aveva consacrato alla Vergine. Grazie all’intervento divino della Madonna, i pescatori riuscirono a salvarsi, ma non dimenticarono mai il miracolo ottenuto. Quindi, dal lontano IV secolo d.C., di generazione in generazione, il 13 aprile di ogni anno si ricorda l’evento con pellegrinaggi e festeggiamenti. Nasceva la Via Leucadense, il percorso mariano sulla via del perdono.
I Cammini di Leuca: La Via Leucadense e la Via Francigena del Sud
Il Santuario di Leuca, uno dei luoghi più antichi della cristianità in occidente dedicati alla Madonna, è una meta importante per il turismo religioso e dei pellegrinaggi. La tradizione ci consegna Papa Giulio I il quale, durante la sua tappa a Leuca, ricostruì la chiesa (343 d.C.) e concesse l’indulgenza plenaria a chi fosse arrivato a Leuca in pellegrinaggio. Si racconta che da allora il Santuario è stato visitato da migliaia e migliaia di pellegrini nella speranza di conquistare la Porta del Paradiso, tra cui sovrani, feudatari, crociati, semplici pellegrini e anche Papi. Un labirinto di percorsi attraversava in lungo e in largo l’intero Salento, e tutti conducevano a Santa Maria di Leuca. Lungo i cammini, il pellegrino approfittava delle soste previste presso monasteri, chiese e ospizi. I più poveri si offrivano di svolgere qualche mansione in cambio di un pasto caldo e un giaciglio. Nel Salento, la funzione dell’accoglienza fu svolta principalmente dai monaci italo-greci.
Oggi, la consapevolezza dell’immenso patrimonio culturale che gli antichi cammini rappresentano ha portato al riconoscimento ufficiale del Cammino Leucadense. L’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene ha riconosciuto l’itinerario da Roma all’estremità della Puglia verso Gerusalemme, un unico filo che unisce l’Europa da Nord a Sud, da Canterbury a Santa Maria di Leuca. Con l’istituzione della Via Francigena del Sud e la certificazione di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, l’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene ha riconosciuto l’itinerario da Roma all’estremità della Puglia verso Gerusalemme, un unico filo che unisce l’Europa da Nord a Sud, da Canterbury a Santa Maria di Leuca.
La Ricostruzione dei Cammini
L’associazione escursionistico-culturale no-profit di Lecce SpeleoTrekkingSalento, da un’idea del suo presidente Riccardo Rella e con la collaborazione della prof. Rita De Matteis, ha voluto, per prima, ricostruire il Cammino per Leuca, denominato anche "IL CAMMINO PER LEUCA o Leucadense", una convergenza storico, geografico e spirituale delle Vie Francigene nel sud e d'Europa. Dopo la pionieristica esperienza del 1997 da Gallipoli a Leuca, ininterrottamente dal 2004 a tutt'oggi, si è riattivato un pellegrinaggio Mariano lungo la traiettoria mediana salentina con movimento lento, da Brindisi, per Lecce fino a Santa Maria di Leuca, su antiche stradine costellate dalla presenza di numerose cripte, cappelle e chiese, quasi sempre affrescate ed intitolate alla Vergine Maria.
L’inserimento nel Master Plan nazionale della Via Francigena nel Sud sino a Leuca contribuirà alla salvaguardia delle testimonianze messapico-romane, come Valesium di Torchiarolo e le Stanzie a Casal Sombrino di Supersano, e delle innumerevoli espressioni artistiche, medioevali, rinascimentali e barocche, legate tutte, indissolubilmente, al Santuario di Leuca. Ciò divulgherà nel mondo un “Iter fidei” più di ogni altro vicino alla sensibilità dei popoli del Mediterraneo, in quanto permeato di spiritualità bizantina; al contempo si permetterà il recupero della funzione storica degli antichi e recenti luoghi salentini del pellegrinaggio.
Tappe e Luoghi Significativi lungo i Cammini di Leuca
Nell’ultimo lembo di terra pugliese affacciato sul Mediterraneo convergono gli itinerari dei Cammini di Leuca. A pochi passi da Leuca, sulla via Leucadense, ci si poteva fermare presso il complesso di San Francesco da Paola a Gagliano del Capo. A circa 1 Km da Leuca, nei pressi dell’odierna Masseria Coppola, sulla SS 275, l’ultima sosta era rappresentata dall’antica Cappella dei Lazzari, ove venivano curate malattie, quali lo scorbuto, il tifo, la podagra e la sifilide. Costruita nel XIV secolo, l'ERMA (un cippo o statua) della Cappella dei Lazzari, ridotta in pezzi in seguito a un incidente, è stata cercata e recuperata dal presidente Riccardo Rella e dalla prof. Rita De Matteis di SpeleoTrekkingSalento, ritrovando i frammenti sotto il Santuario. Con la lodevole e gratuita collaborazione del restauratore Gianluca Lecci di Corsano e col nulla osta dell’Amministrazione di Castrignano del Capo, l'ERMA è tornata, nel 2008, nel suo posto originario.
Le tre vie dei Cammini di Leuca, a circa 10 chilometri dalla meta, convergono a Leuca Piccola (a Barbarano del Capo), la penultima tappa prima di arrivare a Leuca. Si tratta di un complesso monumentale che mantiene il suo grande fascino grazie alle strutture ben conservate. Incantevole la piccola chiesa dedicata a Santa Maria di Leuca del Belvedere - impreziosita dagli affreschi raffiguranti i santi della tradizione greca e latina - con un ambiente, al primo piano, appositamente pensato come rifugio in caso di incursioni turche. Non da meno i sotterranei, ai quali si accede dalla corte esterna, scavati a mano dall’uomo. Qui trovarono da sempre accoglienza i pellegrini in transito: due pozzi per dissetare le bocche arse, un po’ di ristoro e riposo prima di ripartire per l’ultimo tratto di strada.
Dalla pietra miliare del cammino in poi, posta subito dopo le antiche rimesse, il percorso è immerso nella natura silenziosa, tra tratturi, piccole strade asfaltate, con ulivi secolari, ricca vegetazione spontanea, muretti a secco, alberi di fico e piante di fichi d’India. Lungo il percorso, tappa “obbligata” è la chiesa di San Pietro (a Giuliano di Lecce), di antichissima costruzione, con l’annesso pozzo dove, si dice, l’apostolo si dissetò durante il cammino verso Roma.
Giungendo a Santa Maria di Leuca, ci si trova immediatamente affacciati sul Mar Mediterraneo, da sempre luogo di incontro tra popoli, esperienze, ideali e testimone di una possibile «convivialità delle differenze», tanto cara a don Tonino Bello, profeta di queste terre. Ad accogliere il viandante ecco il porto di Leuca e, dopo la salita dell’immensa Scalinata Monumentale della Cascata, la gioia dell’arrivo sul piazzale della basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, chiamata anche Santa Maria dei Confini.

Il Ruolo del Parco Culturale Ecclesiale e della Cooperativa Terrae
La riscoperta di questi antichi cammini è merito del Parco Culturale Ecclesiale De Finibus Terrae, messo in piedi dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca per creare una rete tra 18 Comuni e 53 parrocchie che intendono valorizzare il loro patrimonio architettonico e di fede e farlo conoscere a pellegrini e turisti, con un occhio di riguardo anche allo sviluppo della piccola imprenditoria turistica locale. «Esiste qui una tradizione millenaria e i cammini si disegnano perché le comunità sono in cammino», spiega Federico Massimo Ceschin, direttore del Parco culturale ecclesiale, «basti pensare che, nella notte del 14 agosto di ogni anno, vi sono centinaia di pellegrini che si mettono in cammino a piedi dalle diverse comunità per giungere fino a Leuca». I Cammini di Leuca sono 700 chilometri mappati, con un grande lavoro corale ancora da completare, per giungere nel tempo ai necessari collegamenti con la via Francigena.
«La comunità cristiana della nostra terra si è messa in gioco mettendo a disposizione i beni del proprio patrimonio offrendo così un servizio a tutta la comunità e al territorio lungo i percorsi dei cammini», spiega don Stefano Ancora, presidente della Fondazione De Finibus Terrae. Per una visita guidata è consigliabile rivolgersi alla Cooperativa a prevalente vocazione sociale Terrae, emanazione del Parco culturale ecclesiale di Leuca con sede ad Alessano, che si occupa di accompagnare i pellegrini e offre servizi per il turismo di comunità.
Dal 2016, i giovani del Mediterraneo partecipanti al laboratorio interculturale ed interreligioso Carta di Leuca firmano ogni estate il loro appello ai governi per un impegno concreto verso la pace.
Informazioni Pratiche per i Pellegrini
Per affrontare i Cammini di Leuca in tutta sicurezza e comodità, si raccomanda di prestare attenzione all'abbigliamento e all'attrezzatura:
- È obbligatorio calzare scarpe da trekking o scarponi.
- Si consiglia un abbigliamento comodo e a strati di diversa pesantezza, adeguato alle condizioni stagionali e meteorologiche.
- Si consiglia di portare sempre con sé una giacca impermeabile e proteggere gli indumenti nello zaino dentro sacchetti di plastica ben chiusi.
Tutte le informazioni sui tracciati, sui luoghi da visitare lungo i Cammini di Leuca e su come ottenere il testimonium e la credenziale si trovano sul sito www.camminidileuca.it.
La basilica-santuario Santa Maria de Finibus Terrae si trova in piazza Giovanni XXIII a Santa Maria di Leuca. La chiesa è aperta dalle 7 alle 19. Per informazioni, è possibile contattare il numero 0833-758636.
Eventi e Ricorrenze Annuali al Santuario
Il Santuario di Santa Maria di Leuca è un centro vivo di fede e celebrazioni. Le principali ricorrenze sono:
- 25 marzo: Festa dell’Annunciazione della Madonna.
- 13 aprile di ogni anno: Leuca ricorda il miracolo dei pescatori salvati con festeggiamenti religiosi ed un suggestivo pellegrinaggio molto sentito dalla gente del posto.
- 1 agosto: Giorno di festa in ricordo della consacrazione del Santuario fatta da S. Giulio I il Primo Agosto del 343.
- 14 agosto: L’INTORCIATA, Processione con le fiaccole con la Statua della Madonna lungo tutto il piazzale antistante la Basilica. Il corteo incontra il pellegrinaggio penitenziale partito dalla parrocchia Cristo Re della Marina di Leuca. A conclusione della fiaccolata viene celebrata la S. Messa sul piazzale del Santuario.
- 15 agosto: Festa dell’Assunta è la regina degli eventi e delle feste di Leuca, quando la religiosità si unisce al folclore, la fede si confonde con la religione in uno spettacolo unico ed imperdibile. Si tiene una processione in mare con la statua della Madonna e la partecipazione del Vescovo con le autorità civili locali. A mezzanotte lo spettacolo dei fuochi pirotecnici sul mare.
Un itinerario religioso che comprende anche il percorso della Via Crucis Monumentale, un cammino lungo il verde della pineta intervallato da gruppi scultorei che ricordano le scene della vita e della Passione di Cristo.
Paganico celebra la Madonna dell'Assunta
Orari delle Sante Messe
La Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e il Parco Culturale Ecclesiale “Terre del Capo di Leuca - De Finibus Terrae” comunicano i seguenti orari per le messe della Parrocchia “Annunciazione B.V.M.” (BASILICA-SANTUARIO):
- Orario Sante Messe Feriale: dal lunedì al sabato ore 8:00 - ore 19:00.
- Giovedì: Adorazione Eucaristica dopo la S. Messa.
- Domenica e Festivi: ore 8:00 - ore 10:00 - ore 11:30 - ore 19:00.
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