Nella Basilica Vaticana, durante la solenne celebrazione della Passione del Signore presieduta da Papa Francesco, il cardinale Raniero Cantalamessa ha tenuto l’omelia del Venerdì Santo. La sua riflessione si è articolata attorno alla centralità della Croce, proponendo una lettura profonda dell'attuale crisi culturale dell'Occidente e offrendo una speranza concreta per i credenti.

La "morte di Dio" e la deriva nichilista
Il cardinale Cantalamessa ha esordito ricordando come la Chiesa annunci da duemila anni la morte del Figlio di Dio sulla Croce. Tuttavia, ha sottolineato l'urgenza di confrontarsi con un'altra "morte di Dio", proclamata da un secolo e mezzo nel mondo occidentale secolarizzato.
Citando il filosofo Friedrich Nietzsche, il predicatore della Casa Pontificia ha analizzato le conseguenze di questa negazione:
- Sostituzione: Al posto di Dio, l'uomo - o meglio il "super-uomo" - cerca di assumere il compito divino.
- Nichilismo: La perdita di un centro solido ha condotto l'Occidente a vagare in un "infinito nulla".
- Relativismo totale: Nulla è più solido, tutto diventa "liquido" o "vaporoso" in ambito etico, linguistico e artistico.
Per il cardinale, questo nichilismo rappresenta un "buco nero" dell'universo spirituale. La risposta cristiana non è la disperazione, poiché la Risurrezione assicura che la storia non procede verso la disfatta, ma verso un compimento in Dio.

La Croce come "No" definitivo alla violenza
Un tema centrale della riflessione è stato il superamento della violenza. Cantalamessa ha ribadito che la Croce è il "No" irreversibile di Dio a ogni forma di odio, ingiustizia e menzogna. Egli ha evidenziato come Gesù abbia vinto la violenza non opponendone una superiore, ma subendola e spogliandola della sua autorità.
| Concetto | Descrizione |
|---|---|
| La vittima | Il Cristo in croce che subisce l'ingiustizia. |
| Il vincitore | Cristo che, attraverso il perdono, trionfa sul male. |
| L'esempio | I martiri che muoiono con le "mani giunte" anziché i pugni chiusi. |
Messaggio ai giovani: il coraggio di andare controcorrente
Rivolgendosi ai giovani, il porporato ha citato l'esempio del discepolo che Gesù amava, Giovanni, il quale aderì al Maestro in età giovanile. L'invito è a non conformarsi allo "spirito del tempo", spesso diffuso attraverso la tecnica e l'opinione pubblica, che tende a emarginare chi sceglie una direzione opposta.
"Abbiate il coraggio di andare controcorrente!", ha esortato Cantalamessa, incoraggiando i giovani a salvare l'amore umano dalla deriva del possesso, trasformandolo nuovamente in dono di sé, secondo l'esempio dell'agape divina rivelata sulla Croce.
Dialogo interreligioso come base per un mondo di pace
Il Cuore di Cristo: una sorgente per l'umanità
L'omelia si è conclusa con una visione profetica sul fianco trafitto di Cristo, da cui scaturiscono sangue e acqua. Il cardinale ha spiegato che il "cuore di tenebra", simbolo della malvagità umana, è stato vinto da un "cuore di luce". La preghiera finale è rivolta affinché questo Cuore di Cristo, che veneriamo come Sacro Cuore, possa battere dentro ogni credente, trasformando il "cuore di pietra" in un cuore di carne, capace di compassione e perdono.