Immaginate un viaggio che unisca la scoperta del territorio alla spiritualità, in un'ottica di sostenibilità e lentezza. Questo è il cuore dell'esperienza offerta dai percorsi cicloturistici che permettono di esplorare il ricco patrimonio religioso e paesaggistico italiano. Se un redivivo Aleramo dovesse riconquistare il Monferrato definendo il territorio con una cavalcata di tre giorni, oggi utilizzerebbe una bicicletta, l'unico mezzo sostenibile che può sostituire un cavallo, permettendo di gustare meglio un panorama e di fare soste in un microcosmo unico, fatto di paesaggi vitivinicoli in cui uomo e natura hanno da sempre convissuto al meglio.
L'idea di fondo di Bicicletta golosa, una serie di itinerari per il cicloturista, è quella di assaporare al meglio il Monferrato percorrendo, senza fretta, le sue strade, fermandosi per delle soste golose o per comprare le cose buone del territorio. Questi itinerari, elaborati anche in occasione di Golosaria Monferrato, sono guidati dalle guide ilGolosario, ilGolosario Ristoranti e ilGolosario Wine Tour, che per ogni località indicano ristoranti, trattorie, cantine, produttori e botteghe con schede essenziali. Le schede complete per i ristoranti si basano sui giudizi legati ai gusti e alle passioni di Marco Gatti e Paolo Massobrio, mentre le botteghe e i produttori locali sono selezionati per offrire il meglio del territorio, da un salame crudo o cotto a una bottiglia di vino.

Caratteristiche degli Itinerari Cicloturistici
Gli itinerari si sviluppano in modo circolare, sempre su strade secondarie, con partenza e arrivo nella stessa località, caratteristica fondamentale per chi si porta la bici al seguito. La percorrenza massima è di 40/50 chilometri per chi utilizza un'e-bike, permettendo l'effettuazione in una giornata anche a cicloturisti non particolarmente allenati. In una prima parte, l'itinerario provato sul campo viene descritto e "raccontato" con una serie di consigli pratici (deviazioni, difficoltà, punti critici), ma anche indicazioni sul paesaggio e punti di interesse (per esempio monumenti, rete delle panchine giganti, belvedere).
Un itinerario magnifico per raccontare una parte importante del Monferrato tocca anche uno dei centri più interessanti della regione, Altavilla, che può, a ragione, essere definito il paese della grappa.
Vitigni e Sapori del Monferrato
Nel percorso del Monferace, il Grignolino è un vino che non si lascia catalogare facilmente: leggero nel colore ma complesso nei profumi, ribelle nei tannini ma equilibrato nel gusto. Una vera e propria espressione del territorio da cui nasce, capace di sorprendere ad ogni sorso. Il Grignolino, vitigno a bacca nera, si coltiva principalmente nelle province di Alessandria (34 comuni) e Asti (35 comuni), su una superficie coltivata a livello nazionale che ammonta a 915 ettari. Le sue origini risalgono a tempi antichi, e il nome "Grignolino" deriva dal termine dialettale "grignole", che significa "piccoli acini", in riferimento alle piccole dimensioni delle bacche dell'uva. Richiede colline soleggiate per una maturazione uniforme e la sua crescita dipende fortemente dalla presenza di terreni asciutti e sabbiosi. La grande presenza di vinaccioli lo rende un vitigno difficile da vinificare, perché le uve devono essere sottoposte a pressioni molto leggere per evitare sapori astringenti indesiderati. In fase di vinificazione si cerca sempre di mantenere il colore rubino chiaro brillante tipico del Grignolino, noto per la sua acidità e leggerezza, che lo rende un ottimo abbinamento per molti piatti della cucina piemontese, in particolare per la bagna cauda, gli agnolotti con ripieno di carne, il bollito misto e il fritto misto.
Un altro vitigno degno di essere bevuto è la Malvasia di Casorzo. Come le altre Malvasie a bacca nera, quella di Casorzo appartiene alla famiglia il cui nome deriva da una variazione contratta di Monembasia, roccaforte bizantina dove si producevano vini dolci esportati poi in tutta Europa dai Veneziani. I vigneti della Malvasia di Casorzo sono tutti localizzati nella parte medio-alta delle colline attorno al paese, per una migliore esposizione ai raggi solari e una migliore difesa dalle brinate primaverili. Il vitigno offre produzioni abbondanti e costanti, e le sue uve concorrono per il 90% alla composizione di un vino rosso dolce e aromatico che ha conquistato anche la Doc.

Itinerario "Bicicletta Golosa" nel Monferrato: Dettagli e Consigli
Il percorso elaborato in occasione di Golosaria Monferrato si snoda tra le province di Alessandria e Asti per circa 47 chilometri, con una durata stimata di 3 ore e 45 minuti senza pause e deviazioni. La base di partenza e arrivo è Fubine, con un'ascesa totale di 710 metri e un'altezza massima raggiunta di 300 metri lungo la strada che porta Vignale. In un solo punto, prima di Rosignano, la pendenza in salita arriva al 15%. Il fondo stradale è sempre asfaltato ed evita strade ad alta percorrenza, privilegiando, quando possibile, le provinciali.
Consigli Pratici per l'Escursione in Bici
- Evitate di pedalare di sera e di notte; il ciclista goloso si alza presto per pedalare al mattino, quando le ore contano il doppio.
- Controllate la bicicletta, compresa la pressione delle gomme, e allacciate stretto il casco.
- Accendete le luci di posizione e fate rifornimento di acqua e integratori.
- Sistemate cellulare, macchina fotografica e telecamera.
- Ricordatevi di portare uno zainetto o una borsa da agganciare alla bici: si parte alla caccia di tesori gastronomici!
Tappe e Punti di Interesse
Fubine: Partenza e Ricchezza Storica
Si parte dalla parte bassa di Fubine, un piccolo centro del Basso Monferrato con mille volti. Ci sono due possibilità: scegliere la centrale piazza Robotti, dove c'è anche un distributore dell'acqua, o il piccolo parcheggio realizzato per la Panchina gigante 133, la "Meraviglia", che si trova a 1,7 km su una stradella laterale con pietrisco nella prima parte. È una delle panchine più amate del Monferrato per la sua splendida vista sulle colline e sulla corona delle Alpi. Nello stesso parcheggio si trova una colonnina per la ricarica delle e-bike, un'altra è davanti all'ufficio Informazioni turistiche accanto al Municipio.
Il simbolo del paese è la Chiesa di Santa Maria Assunta, che vanta un campanile in stile neogotico, alto ben 56 metri. Meritano una visita anche le altre tre chiese storiche del paese edificate in tempo di peste: quella di Sant'Ignazio, quella della Trinità e quella dell'Immacolata (attualmente sconsacrata e conosciuta col nome di Chiesa dei Batù). Fubine ha conservato un rapporto stretto con la nobile famiglia Bricherasio, il cui esponente più importante fu il Conte Emanuele, co-fondatore della Fiat e dell'Aci. Il padre del Conte commissionò la costruzione di una celebre Cappella in zona Cappuccini, dove si può ammirare il monumento funerario di Emanuele Cacherano di Bricherasio, realizzato da Leonardo Bistolfi, che raffigura il conte nella quiete della morte vegliato da un angelo velato.
Fubine è celebre anche per i suoi infernot, sparsi in tutto il territorio, che offrono un valido motivo per fermarsi o visitare una cantina. L'infernot è una sorta di appendice alla cantina, destinata a conservare il vino grazie a temperatura e umidità costanti, ma non solo. Ricavati nel tufo, gli infernot si presentano in due tipologie: quelli scavati a mano dai contadini tra l'800 e il 900, che si configurano come corridoi che sfociano in una stanza deposito, e quelli più antichi che, nel centro storico, servivano da via di fuga e sono costituiti da larghi corridoi comunicanti, solo a volte chiusi da una porta.
Dal centro di Fubine è possibile prendere il sentiero 860 "Le vecchie fonti", adatto anche alle mtb. Dotato della segnaletica Cai 860, l'itinerario è lungo 13,88 km ed è un percorso ad anello che si snoda tra le colline e le valli attorno al paese.
Gli Infernot di Fubine
Altavilla: Il Paese della Grappa
Per Altavilla si percorre la provinciale 50 in direzione nord, lasciando sulla sinistra il Fubine sport Village. Dopo 4,5 km si arriva ad una rotonda alla base di Vignale e si imbocca la provinciale 52 e dopo circa 300 metri la 51 che porta al centro storico e al Municipio, fissato come traguardo di tappa. La strada è un po' in salita, ma piacevole. Prestate attenzione a lasciarvi sulla destra l'ex trattoria del Tramway e sulla sinistra le Distillerie Filippo Mazzetti, che ospitano anche un museo della grappa (possibile sosta). La famiglia Mazzetti, oggi alla settima generazione, ha il merito di aver tenuto salde le radici nella tradizione pur sapendosi innovare, anche attraverso la creazione di prodotti pensati per la mixology. Già il nome è la migliore descrizione del paese: Altavilla, ovvero città alta. Il centro abitato si sviluppa dalla cima della collina, dove un tempo si trovava il castello, e si espande lungo i crinali che scendono giù a valle. Tra le curiosità di Altavilla il monumento ai Caduti della prima guerra mondiale. All'ombra dell'antico castello, si nota una statua di bronzo chiamata "Libertà in Monferrato", opera di Paul Maximilien Landowski, l'autore del Cristo Redentore che veglia su Rio de Janeiro. La statua, in origine, decorava il salone del transatlantico francese Normandie, e alla demolizione della nave, il proprietario del castello di Altavilla, appassionato d'arte, la fece propria, per poi donarla al Comune. Interessante la chiesa parrocchiale, intitolata a San Giulio d'Orta, patrono locale. Alla base del paese, in località Cittadella, c'è il Museo dei Tramways, in prossimità del deposito dei bus e della distilleria Mazzetti.
Casorzo: Il Bialbero e la Malvasia
Scaldati i muscoli, si parte dal centro di Altavilla per raggiungere Casorzo. La strada è abbastanza semplice: dopo 200 metri in direzione nord si prosegue lungo la provinciale 51 lasciandosi sulla sinistra la casetta dell'acqua e a destra la cappella di San Grato. Dopo circa 3,2 km ci si immette nella provinciale 30. Proprio a questo bivio sulla sinistra è visibile nella Vigna Colma dei Poderi Bricco Mondalino la scultura Lo squalo Terremerse, il fossile #5 del progetto di arte contemporanea terremersemonferrato.it e la Big bench 107 che ricade però nel comune di Vignale. Imboccata la provinciale 30 si arriva direttamente al centro di Casorzo, riconoscibile per la cupola rotonda della Chiesa della Madonna delle Grazie. In questo tratto, seguendo le indicazioni di Komoot, vengono segnalati alcuni punti panoramici spettacolari, compresa la deviazione per il sentiero della Malvasia. Casorzo, meno di 500 abitanti, ha origini di epoca celtica, anche se vede una maggiore espansione nel medioevo. Situato in una zona particolarmente fertile, Casorzo è conosciuta per la sua produzione vitivinicola, soprattutto per la Malvasia. Due gli edifici religiosi da vedere se si vuole fare una pausa più lunga: la Chiesa di San Vincenzo Martire, imponente costruzione settecentesca, e il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, posto nel verde di un'altura all'estremità orientale del paese.
Pochi chilometri fuori da Casorzo, sulla cresta di una collina circondata dai vigneti, è cresciuta una pianta quasi unica e celebre in tutto il Monferrato: un bialbero. Il doppio albero è formato da un ciliegio cresciuto sopra un gelso, caso molto raro, soprattutto perché tutte e due le piante hanno dimensioni normali e godono di ottima salute. Le due piante vivono da anni una pacifica coesistenza, un fenomeno che stupisce turisti e botanici. In primavera, quando le foglie dei due alberi sono di colori diversi, lo spettacolo è davvero imperdibile!
Rosignano: Fine Tappa e Vista Panoramica
Rifocillati, si inforca la bicicletta con traguardo Rosignano. Si ripercorre per circa 1 km un tratto della sp30 che, dopo una svolta a sinistra, diventa 30c. Si procede verso nord in direzione regione Molino lungo la sp 49. Dopo uno stretto tornante si lascia sulla destra il borgo di Olivola. Sempre sulla sp 42 si arriva ai piedi del paese di Rosignano. L'ingresso a Rosignano passa attraverso via Noceto e poi via San Sebastiano. La nostra tappa finisce in piazza Sant'Antonio sotto la Torre civica, dove c'è anche una rastrelliera per le bici e una colonnina per la ricarica delle e-bike. Ricaricate, se necessario, le batterie elettriche e quelle mentali. Nel primo tratto si riprende la via San Sebastiano ma non si svolta verso via Noceto e si prosegue dritto. Poco dopo si nota sulla sinistra, imboccando la sp 42, il castello di Uviglie. Sempre sulla 42 c'è la parrocchiale di San Martino.
I Cammini Religiosi in Bici in Italia
In Italia esistono oltre 100 cammini religiosi, una cifra che supera di poco le 101 unità, con una media di uno per provincia. Questi itinerari, spesso caratterizzati dalla credenziale, una sorta di "passaporto" da far timbrare nelle varie tappe, e dal "testimonium", un documento che certifica il completamento del pellegrinaggio, possono essere percorsi anche in bicicletta, quantomeno in mountain bike. È sempre consigliabile, per fugare ogni dubbio, contattare l'ente che gestisce il cammino e verificare la possibilità di bypassare i tratti più impervi dedicati ai soli pellegrini a piedi.
Cammini nel Nord Italia
- Via Francigena: Un cammino storico che non ha bisogno di presentazioni.
- Cammino di Hasekura e Ciclovie di Oropa: Altri due cammini di cui si è già parlato.
- Cammino di San Vili: 100 chilometri (due tappe) che collegano Madonna di Campiglio con Trento.
- Cammino di Sant'Agostino: 620 chilometri tra Monza e Pavia, collegando una cinquantina di santuari mariani della Lombardia.
- Cammino della Vita: Nel Trevigiano, appena 35 km dai Santuari Antoniani di Camposampiero fino a Treviso.
- Via degli Abati: Tra Pavia e Pontremoli (Lucca), già utilizzata nel VII secolo per valicare l'Appennino e ora percorribile anche in mtb.
- Romea Strata: Un super-cammino che attraversa più stati, dal Mar Baltico verso Roma, passando per Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Austria fino a valicare le Alpi nel Nord Est d'Italia tramite il Tarvisio.
Punti di Interesse della Via Romea Strata nel Nord Est
- Monte Lussari: All'estremo nord-est d'Italia, tra le vette più orientali delle Alpi Giulie, sorge questo luogo simbolico dove si incontrano da secoli tre mondi: latino, germanico e slavo. Il suo santuario, noto come chiesa dei tre popoli, è da sempre meta di pellegrinaggio per fedeli di lingua italiana, friulana, slovena e tedesca.
- Cercivento: Nel cuore delle montagne friulane, si trasforma in un sorprendente Museo a Cielo Aperto: mosaici, murales e affreschi ispirati alla Sacra Scrittura decorano le case e gli edifici del borgo. Le parole della Bibbia, tradotte in italiano e friulano, guidano i visitatori in un percorso unico di arte, fede e riflessione.
- Duomo di Sant'Andrea Apostolo a Venzone: Nel cuore della cittadella medievale di Venzone, rappresenta un simbolo di fede e rinascita. Edificato a partire dal 1251, è stato completamente devastato dal terremoto del 1976 e ricostruito fedelmente attraverso un'imponente operazione di anastilosi.
- Basilica di Aquileia: Nel cuore dell'antica città romana, è uno dei luoghi più emblematici della cristianità in Italia settentrionale. L'interno della basilica è celebre per i suoi straordinari mosaici pavimentali del IV secolo, tra i più estesi del mondo cristiano antico.
- Chiesa di Santo Stefano a Concordia Sagittaria: Costruita su uno dei siti cristiani più significativi della regione, conserva uno dei battisteri più antichi del territorio. L'area archeologica adiacente offre una straordinaria immersione nella storia.
- Basilica di San Marco a Venezia: Uno dei luoghi più emblematici della cristianità europea, con le sue cupole dorate e i mosaici bizantini che raccontano le vicende del Vangelo. Venezia è anche testimonianza della pluralità religiosa, con il vicino Ghetto Ebraico, tra i primi d'Europa.
- Chiesa di Santa Maria dei Servi a Padova: Si distingue per la sua posizione insolita e per un crocifisso ligneo attribuito a Donatello, che nel febbraio del 1512, secondo le fonti, sudò sangue dal volto e dal petto per quindici giorni.
- Santuario delle Sette Chiese di Monselice: Nel cuore dei Colli Euganei, è un percorso devozionale composto da sette cappelle, ciascuna dedicata a uno dei grandi luoghi giubilari di Roma, e culmina nella chiesa di San Giorgio, che custodisce le reliquie dei martiri.
- Campana dei Caduti "Maria Dolens" a Rovereto: Sulla collina di Miravalle, si erge un simbolo potente di memoria e speranza, fusa con il bronzo dei cannoni offerti dalle nazioni partecipanti alla Prima Guerra Mondiale.
- Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza: Da secoli luogo di profonda devozione mariana e meta di pellegrinaggio, la sua origine risale al XV secolo, quando la Vergine apparve due volte a Vincenza Pasini.
- Chiesa di San Fermo Maggiore a Verona: Un capolavoro architettonico che unisce armoniosamente romanico e gotico, con una chiesa inferiore del X-XI secolo e una superiore gotica del XIV secolo, celebre per il suo soffitto ligneo a carena di nave.
- Duomo di Santa Maria Assunta a Montagnana: Uno dei simboli spirituali e artistici più importanti del territorio padovano, situato all'interno di uno dei centri storici fortificati meglio conservati d'Europa.
- Chiesa di San Giovanni Battista a Badia Polesine: Un elegante esempio di architettura barocca e un punto di riferimento spirituale per la comunità locale, legato alla profonda venerazione per San Teobaldo.
Cammini nel Centro Italia
- Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna: Circa 120 chilometri in tre tappe.
- Via di Francesco: Con le sue varianti, consente di raggiungere Assisi da La Verna (via del Nord) o da Roma (via del Sud).
- Cammino Di qui passò Francesco: Congiunge La Verna, Assisi e Poggio Bustone, nel Lazio.
- Cammino dei Cappuccini: Nelle Marche, unisce il Santuario del Beato Benedetto nonché convento dei Cappuccini di Fossombrone (PU), con il Santuario di San Serafino da Montegranaro ad Ascoli Piceno in 400 chilometri pedalabili.
- Via Romea Strata in Italia Centrale (Macereto, Serrapetrona, Pievebovigliana, Caldarola, Belforte del Chienti, Visso):
- Muccia: La strada, che tagliava l'abitato, oggi via Varano e via Roma, passava fuori, oltre la chiesa di Santa Maria da Varano, avanzava verso la Maddalena, fino a Pontelatrave.
- Visso: Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini; il centro storico conserva la sua origine medievale. Sulla piazza dei Martiri Vissani si affacciano la Collegiata e la chiesa di Sant'Agostino, oggi Museo-pinacoteca, il Museo dei Manoscritti leopardiani. Non lontana è la chiesa di San Francesco. Dal borgo è possibile raggiungere la via Postale, passando per Pieve Torina, oppure per Macereto, dove si venera la Madonna di Macereto.
- Serrapetrona: Tradizione vuole debba il nome al ricco e valoroso Petronio. Il nucleo storico si è sviluppato dal XIII secolo intorno alla chiesa di San Clemente ed al palazzo civile. Tra le memorie lauretane, si segnala una statuetta policroma in legno della Madonna di Loreto, del XVII secolo, venerata nella chiesa di San Lorenzo in località Castel San Venanzo.
- Pievebovigliana: Abitata fin dalla preistoria, fu statio romana. Nel medioevo passò ai monaci Benedettini. Nella parte alta del paese sta la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Pontelatrave fu per secoli importante stazione di posta. Numerose sono le testimonianze di culto e pellegrinaggio lauretano, tra cui San Giusto in San Maroto che conserva un affresco della Madonna di Loreto del '300.
- Caldarola: Tradizione vuole che ebbe origine da una comunità di Cristiani sfuggiti nel IV secolo alle persecuzioni. Nel '500 il Comune conobbe la sua massima fioritura grazie ai conti Pallotta che trasformarono il castello di famiglia.
- Belforte del Chienti: Il nome deriva probabilmente dalla felice posizione. L'antico borgo, costituito da strette e ripide viuzze, domina la sponda nord del fiume Chienti. Il convento di San Francesco di Pontelatrave, per la tradizione, fu fondata dal Poverello di Assisi. Il castello di "Bel Forte" domina la valle del Chienti. Il santuario della Madonna del Sasso di Valcimarra è incastonato in un antro naturale.
- Abbazia di Nonantola: Fondata nel VIII secolo, è uno dei centri spirituali e culturali più antichi dell'Italia settentrionale, luogo di sepoltura di Papa Silvestro I.
- Convento delle Clarisse a Fanano: Nel cuore dell'Appennino modenese, un luogo nascosto e sacro, dove la vita monastica si svolge nel segno della preghiera, del silenzio e della semplicità.
- Cattedrale di San Zeno a Pistoia: Uno dei luoghi di culto più significativi della Toscana, con il Pergamo di San Jacopo, un altare in argento dorato del XIII secolo.
- Fucecchio: Da secoli un crocevia naturale di cammini e vie di comunicazione, punto di riferimento per viaggiatori, mercanti e pellegrini.
- Monte Amiata: Montagna sacra fin dall'epoca etrusca, costellata da luoghi di culto e culminante con la Croce Monumentale. Alla sua base sorge l'Abbazia del Santissimo Salvatore, fondata nel 743 d.C.
- Bolsena: Nel XIII secolo si verificò uno degli eventi più significativi della spiritualità cattolica: il Miracolo dell'Eucaristia.
- Monastero benedettino silvestrino a Bassano Romano: Un luogo di raccoglimento e spiritualità, parte della Congregazione fondata da San Silvestro Abate nel 1248. Tra i tesori custoditi spicca la statua del Cristo Portacroce, attribuita a Michelangelo.

Cammini nel Sud Italia e Isole
- Cammino di San Filippo Neri: Da Cassino a Gaeta, circa 120 chilometri modulabili da 2 a 4 tappe.
- Con le ali ai piedi: Da Poggio Bustone a Monte Sant'Angelo, in Puglia, altro cammino francescano.
- Cammino Madonna Nera: In Basilicata, da Satriano Lucania a Viggiano (50 chilometri con possibilità di noleggio bici).
- Cammino di San Giacomo in Sicilia: Si snoda lungo i luoghi incontaminati dell'entroterra che da Caltagirone attraversando la provincia di Enna conducono a Capizzi in provincia di Messina.
- Via dei Frati: In Sicilia, propone ai cicloturisti cinque tappe da Caltanissetta a Cefalù.
"I Santuari dell'Appennino Bolognese": Un Progetto Ciclistico
A Bologna, un progetto invita a raggiungere in bicicletta nove Santuari mariani sparsi per la provincia, dal 30 maggio al 30 ottobre. Il funzionamento è semplice: al raggiungimento di ogni meta, anche ripetuto e senza percorso predefinito, si consegue un punteggio che, per i ciclisti registrati nella App Strava Gps e iscritti gratuitamente al gruppo Club dei Santuari dell'Appennino Bolognese, verrà automaticamente memorizzato. Al termine saranno stilate diverse classifiche: individuali, di squadra e la speciale classifica "lui" e "lei", con diversi premi, tra i quali un viaggio messo appositamente in palio da "Petroniana Viaggi e turismo".