Il Pellegrinaggio Militare Internazionale a Lourdes
Il Pellegrinaggio Militare Internazionale (PMI) è un evento annuale che vede riunirsi membri delle forze armate da tutto il mondo, con l'obiettivo di promuovere la pace e la fraternità.
Nel 2024, a 65 anni dal primo PMI, il mondo militare si è ritrovato a Lourdes dal 15 al 18 maggio. Provenienti da 40 Paesi, circa 15 mila partecipanti si sono raccolti davanti alla Grotta di Massabielle. Questo raduno è stato descritto come "un atto collettivo di pace", un pellegrinaggio di popoli che, attraverso i propri rappresentanti in uniforme, chiedono con umiltà un mondo riconciliato, specialmente in un tempo di fragilità.
Lo slogan del pellegrinaggio, "Militari pellegrini di speranza", ha richiamato anche l'anno giubilare e l'esortazione di Papa Leone XIV a "diventare seminatori di speranza in ogni ambito della vita, anche nei luoghi segnati dal dolore e dal conflitto". Il PMI si è configurato come una risposta concreta e visibile a questa chiamata universale.
L'Italia ha partecipato con 4 mila militari, inclusi numerosi giovani delle scuole militari, guidati per la prima volta dal nuovo Ordinario Militare, monsignor Gian Franco Saba, e accompagnati da oltre 80 cappellani militari.
Monsignor Saba ha sottolineato: "Con Maria, ci siamo messi in cammino non solo come militari, ma come uomini e donne chiamati a costruire fraternità, portando sulle spalle il peso del mondo ma nel cuore la speranza di un'umanità riconciliata. Il pellegrinaggio è un atto di fede che trasforma il cuore e orienta le nostre scelte verso il bene comune". Ha aggiunto che il pellegrinaggio "non è un semplice spostamento fisico, ma un moto dell'anima".

Eventi e Celebrazioni
Durante il pellegrinaggio, si è svolto il Festival dei Giovani nella chiesa di Santa Bernadette, promosso dalla Comunità Nuovi Orizzonti, con testimonianze e musica. Questa iniziativa si inserisce nel percorso di preparazione al Giubileo dei Giovani, previsto a Roma dal 28 luglio al 3 agosto. La conclusione del PMI è avvenuta con la cerimonia dell'arrivederci, durante la quale ogni delegazione ha rinnovato il proprio impegno a farsi testimone di speranza e costruttore di pace.
Il Messaggio Pontificio al 64° Pellegrinaggio Militare Internazionale
In occasione del 64° Pellegrinaggio Militare Internazionale, svoltosi dal 24 al 26 maggio, Papa Francesco ha inviato un messaggio a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, letto il 24 maggio sera. Il Papa ha espresso la sua comunione spirituale con tutti i partecipanti, ringraziando Dio per questo incontro annuale che permette di tessere legami di amicizia, condividere ricchezze umane e spirituali, e trovare nella preghiera e nello scambio la forza per superare prove e angosce.

Il Pellegrinaggio come Appello alla Fraternità
Il messaggio ha evidenziato come il pellegrinaggio sia la conclusione di un "trittico proposto da santa Bernadette", ricordando la missione affidatale dalla Vergine Maria il 2 marzo 1858: "Vada a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e che vi si costruisca una cappella". Questo è un pressante appello a mettersi in cammino: verso Dio, ma anche verso e con i fratelli per l'edificazione di un mondo più solidale e fraterno.
Il pellegrinaggio è un'occasione per il rinnovamento dell'impegno battesimale e un incontro con il Signore. Questa pausa spirituale a Lourdes permette di ripensare alla vocazione militare nella prospettiva della fede e dell'amore cristiano, anche verso il nemico. È un'esperienza di fede che aiuta a scoprire la bellezza di camminare insieme, sostenersi reciprocamente e andare incontro all'altro, stando accanto ai commilitoni malati e feriti, e portando la Misericordia di Dio nel mondo militare attraverso gesti veri, semplici e pieni di umanità.
Il Papa ha invitato i militari a "alzarsi e a procedere con coraggio e perseveranza", essere "militari in piedi e fieri di rendere onore alla vostra uniforme, al vostro motto e alla vostra patria, ma anche consapevoli di far parte di un'unica famiglia umana". Li ha esortati ad essere "sentinelle della pace", come diceva san Giovanni Paolo II, sottolineando che il mondo ha bisogno di uomini e donne di fede capaci di mettere le armi al servizio della pace e della fratellanza.
Papa Francesco accanto ai familiari dei militari caduti nelle missioni di pace
Preghiera per la Pace e Benedizione Apostolica
Il Santo Padre Francesco ha affidato alla misericordia di Dio tutti i militari deceduti nel servizio alla patria o nelle operazioni internazionali per la difesa della pace. Ha invocato una speciale abbondanza di grazie su tutti i presenti a Lourdes e sulle loro famiglie, sui soldati impegnati in missione per preservare la pace e su quanti sono feriti e sofferenti, impartendo a tutti una paterna Benedizione Apostolica.
Il Ruolo dei Pontefici nella Promozione della Pace tra i Militari
I Pontefici, fin dalle prime fasi del loro ministero, hanno riconosciuto nei "costruttori di pace" - inclusi gli uomini e le donne delle forze armate che operano al fianco di popolazioni vulnerabili in regioni segnate da conflitti - preziosi alleati per salvaguardare e promuovere la fratellanza. Hanno sempre guardato al mondo militare, nella sua dimensione più profonda e autentica, come a un insieme di uomini e donne assetati di Dio e di pace.
Discorsi Pontifici e Giubilei
Durante gli anni giubilari, migliaia di rappresentanti delle forze armate partecipano a celebrazioni e pellegrinaggi, come il Giubileo delle forze armate, di polizia e di sicurezza. In queste occasioni, le riflessioni dei Pontefici sono sempre scandite da una parola chiave: pace.
Papa Pio XII e il Giubileo del 1950
L'Anno Santo del 1950, il primo Giubileo dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, fu un momento cruciale. Nel radiomessaggio di Natale del 23 dicembre 1949, Papa Pio XII auspicò che quel giubileo fosse "l'anno del gran ritorno, l'anno del gran perdono". Egli espresse la speranza che la società internazionale tornasse ai disegni di Dio, affinché tutti i popoli vivessero in pace e collaborazione, nella giustizia e non nell'egoismo nazionale, formando una grande famiglia umana.
Pio XII esortò i reggitori di popoli a pensieri di pace, considerandola "un potente richiamo e insieme un contributo alla fraternità delle genti".
Papa Giovanni XXIII e l'Enciclica "Pacem in Terris"
Papa Giovanni XXIII, nell'enciclica "Pacem in Terris", affermò che "la pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio" e che "la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia". Gli operatori di pace sono i paladini di questa fiducia, capaci di far crescere la famiglia umana nella fratellanza.
Papa Paolo VI e il Giubileo del 1975
Nell'Anno Santo del 1975, Papa Paolo VI presiedette una solenne concelebrazione in Piazza San Pietro, alla quale parteciparono oltre 16 mila soldati provenienti da venti Paesi. Egli sottolineò che, nonostante la fortezza e la disciplina che li caratterizzano, i soldati sono uomini che hanno bisogno di Dio, di Cristo e di salvezza. "Voi siete venuti perché, più di tutti, voi avete bisogno di pace; e per la pace volete e dovete impegnarvi", affermò il Pontefice, ricordando i dolorosi conflitti mondiali. Esortò i militari a considerare le armi non per l'offesa, ma per la difesa, una difesa che non abbia bisogno dell'uso delle armi, ma tenda a dare forza alla giustizia e alla pace, attraverso la prevenzione, l'accordo leale, la composizione magnanima e il perdono generoso. Le armi dei militari, in questa luce, dovrebbero essere simbolo e difesa della giustizia, di cui la pace è il frutto.

Papa Giovanni Paolo II e il Grande Giubileo del 2000
Nel 2000, migliaia di militari celebrarono il Grande Giubileo con Papa Giovanni Paolo II, che indicò nella pace "un fondamentale diritto di ogni uomo". Papa Wojtyla, figlio di un militare, ricordò l'opera di pacificazione in Paesi devastati da guerre e il soccorso prestato a popolazioni colpite da calamità naturali. Nell'omelia del 19 novembre, si soffermò sull'impegno quotidiano per la pace: "Chi meglio di voi... può rendere testimonianza circa la violenza e le forze disgregatrici del male presenti nel mondo? Voi lottate ogni giorno contro di esse: siete infatti chiamati a difendere i deboli, a tutelare gli onesti, a favorire la pacifica convivenza dei popoli. A ciascuno di voi si addice il ruolo di sentinella, che guarda lontano per scongiurare il pericolo e promuovere dappertutto la giustizia e la pace".
Il Papa salutò i militari come rappresentanti di eserciti che si erano fronteggiati nella storia, ma che ora si incontravano per celebrare Cristo "nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia".
Papa Francesco e il Giubileo della Misericordia del 2016
Nel 2016, Papa Francesco rivolse il suo saluto ai rappresentanti delle forze armate e delle polizie in pellegrinaggio a Roma per il Giubileo straordinario della Misericordia. Il Pontefice sottolineò il ruolo fondamentale dei militari nel garantire la sicurezza dei popoli e delle istituzioni, esortandoli a essere "strumenti di riconciliazione, costruttori di ponti e seminatori di pace" nelle loro famiglie e nei vari ambiti in cui operano. Li invitò a contribuire alla costruzione di un ordine fondato sulla verità, la giustizia, l'amore e la libertà, secondo la definizione di pace di San Giovanni XXIII.
Di fronte alle sfide, Papa Francesco li esortò a "non scoraggiarsi" e a "proseguire il vostro cammino di fede e aprite i vostri cuori a Dio Padre misericordioso", facendo risplendere la speranza cristiana, che è "certezza della vittoria dell'amore sull'odio e della pace sulla guerra".
La Cura Spirituale dei Militari: Evoluzione e Normative
La Chiesa ha sempre mostrato sollecitudine per la cura spirituale dei militari, riconoscendo le loro peculiarità. Nel corso dei tempi, la gerarchia sacra e i Romani Pontefici hanno provveduto a questa esigenza con forme specifiche di assistenza pastorale, istituendo strutture ecclesiastiche nelle singole Nazioni con un prelato munito delle necessarie facoltà.
Revisione delle Norme e il Concilio Vaticano II
La Congregazione Concistoriale emanò sagge norme con l'Istruzione "Solemne semper" del 23 aprile 1951. Tuttavia, si è ritenuto opportuno rivedere tali norme per conferire loro maggiore forza ed efficacia. Il Concilio Vaticano II ha aperto la strada a iniziative pastorali peculiari e ha preso in considerazione l'intervento della Chiesa nella promozione della pace. Coloro che prestano servizio militare devono essere considerati "ministri della sicurezza e della libertà dei popoli", concorrendo alla stabilità della pace se adempiono il loro dovere rettamente. Questi cambiamenti sono stati motivati anche dalle trasformazioni nella professione militare e dal significato attribuito dalla società ai compiti delle forze armate.
Il Nuovo Codice di Diritto Canonico e gli Ordinariati Militari
La promulgazione del nuovo Codice di Diritto Canonico ha lasciato immutate le norme relative alla cura pastorale dei militari. Le normative non possono essere identiche per tutti i Paesi, data la diversità nel numero di cattolici impegnati nel servizio militare e nelle circostanze locali. La Costituzione Apostolica "Spirituali Militum Curae" di Papa Giovanni Paolo II, pubblicata nell'aprile 1986, ha fornito un quadro giuridico aggiornato per la pastorale militare.
Struttura e Funzionamento degli Ordinariati Militari
Gli Ordinariati militari, assimilati giuridicamente alle diocesi, sono circoscrizioni ecclesiastiche rette da propri statuti emanati dalla Sede Apostolica. Il Sommo Pontefice nomina liberamente l'Ordinario militare o conferma il candidato legittimamente designato. L'Ordinario ha l'obbligo di presentare una relazione quinquennale alla Sede Apostolica sulla situazione dell'Ordinariato e di adempiere agli obblighi della "visita ad limina".
I sacerdoti nominati cappellani nell'Ordinariato godono dei diritti e sono tenuti a osservare i doveri dei parroci, cumulativamente con il parroco del luogo. Il tribunale competente in prima istanza per le cause giudiziali dei fedeli dell'Ordinariato è quello della diocesi in cui ha sede la curia dell'Ordinariato, con la designazione di un tribunale di appello. Se l'Ordinariato ha un proprio tribunale, gli appelli sono indirizzati al tribunale designato stabilmente con l'approvazione della Sede Apostolica.
Le disposizioni di questa Costituzione Apostolica, entrate in vigore il 21 luglio 1986, stabiliscono che le norme di diritto particolare rimangano in vigore nella misura in cui concordano con essa, e che gli statuti di ciascun Ordinariato castrense siano redatti di conseguenza.

L'Impegno delle Nazioni Unite per la Pace
Tra i costruttori di pace, oltre 76 mila uomini e donne delle Nazioni Unite, provenienti da più di 120 Paesi, sono impegnati in operazioni di peacekeeping in zone colpite da conflitti in Africa, Asia, Europa e Medio Oriente. Proteggono i civili, difendono i diritti umani e rafforzano le istituzioni in alcuni dei luoghi più pericolosi e instabili del mondo. Dalla prima operazione nel 1948 ad oggi, più di 4300 di questi operatori di pace sono morti nell'ambito di missioni condotte in teatri internazionali complessi, a testimonianza del loro sacrificio per la pace in nazioni lacerate da conflitti che ancora oggi insanguinano il mondo.
Papa Francesco accanto ai familiari dei militari caduti nelle missioni di pace
tags: #pellegrinaggio #esercito #vaticano