La storia di Ciprian: il bambino che Madre Teresa salvò dall’abbandono

La vita di Madre Teresa di Calcutta è stata segnata da innumerevoli incontri con gli ultimi, ma la vicenda di Ciprian rappresenta una delle testimonianze più commoventi di come la dedizione di una santa abbia saputo trasformare un destino segnato dalla sofferenza in una vita piena di dignità e amore.

Foto d'archivio che ritrae Madre Teresa con bambini bisognosi in un contesto di assistenza umanitaria.

L’incontro in Romania: la salvezza di un bambino dimenticato

La storia di Ciprian inizia in un triste giorno di gennaio, a Tirgoviste, in Romania, durante il regime di Ceausescu. Nato con una malformazione cranica che impediva alle ossa di saldarsi correttamente, il piccolo subì gravi conseguenze, tra cui una disabilità intellettiva e una cecità parziale che minacciava di peggiorare irrimediabilmente senza cure immediate. Abbandonato in un orfanotrofio dove le condizioni igieniche e il supporto medico erano pressoché inesistenti, Ciprian sembrava destinato a una fine prematura.

Tutto cambiò quando Madre Teresa, varcando la soglia di quell’istituto, notò il bambino adagiato sul pavimento in un angolo. Colpita dalla sua condizione di abbandono, chiese con fermezza perché fosse lasciato solo. Nonostante lo scetticismo di chi la accompagnava, convinto che il piccolo avesse ormai poche speranze di vita, la Santa lo prese in braccio, dichiarando ad alta voce: «L’ospedale del Papa lo curerà, ti curerà, bambino mio!».

Schema che illustra il percorso di cura di Ciprian: dall'orfanotrofio in Romania al trasferimento a Roma presso il Policlinico Gemelli e l'Ospedale Bambino Gesù.

Un nuovo inizio: la cura e il legame materno

Madre Teresa portò Ciprian a Roma, dove il bambino fu sottoposto a ben nove delicatissimi interventi presso l'ospedale Bambino Gesù. Grazie a queste operazioni, il pericolo di morte fu scongiurato e la sua salute fu stabilizzata. Da quel momento, Madre Teresa divenne per lui una vera madre: lo seguì in ogni fase difficile, celebrando le sue vittorie e sostenendolo nei momenti di dolore, fino a fargli da madrina nel giorno del suo Battesimo.

Tuttavia, la disabilità di Ciprian divenne un ostacolo imprevisto per il suo inserimento familiare. Il Tribunale dei Minori di Roma dichiarò lo stato di adottabilità nel 1995, ma molte famiglie, spaventate dalle esigenze particolari del bambino e dalla sua scarsa vista, rinunciarono a prenderlo in affido. Ciprian, protetto dall’amore di Madre Teresa e delle sue consorelle, crebbe riparato dal peso di questi rifiuti.

L'eccellenza del Serafico di Assisi

All'età di 18 anni, il cammino di Ciprian si incrociò con l'Istituto Serafico di Assisi, un modello di eccellenza internazionale nella riabilitazione e nella cura di ragazzi con disabilità plurime. La presidente dell'istituto, Francesca Di Maolo, ha sottolineato come la struttura sia diventata la sua vera famiglia: «Nell’impossibilità di trovare una mamma e un papà, le Suore della Carità bussarono alla porta del Serafico. Da allora siamo noi la sua famiglia».

Oggi Ciprian è un uomo adulto che ha vinto la sfida contro la malattia. Nonostante le difficoltà cognitive e visive, ha saputo costruire una vita serena, colma di passioni - come la fotografia e il gioco delle bocce - e circondata dall'affetto di persone che hanno scelto di accoglierlo. La sua storia rimane un monito contro la cultura dello scarto e una prova concreta della dedizione di Madre Teresa verso i più fragili.

Nella vita c'è la vita, lo spot dell'Istituto Serafico di Assisi

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