Il pellegrinaggio in Terra Santa è un'esperienza di profonda riscoperta della fede, permettendo di visitare i luoghi dove Gesù è nato, vissuto, morto e risorto. Questo viaggio si configura non solo come un percorso geografico, ma come un'immersione nella storia e nella spiritualità che hanno plasmato le tradizioni ebraica e cristiana. In questo contesto, i Gesuiti hanno sviluppato un approccio peculiare e distintivo al pellegrinaggio, che combina la contemplazione spirituale con un contatto profondo e consapevole con la realtà attuale della regione.
Il Valore del Pellegrinaggio nella Tradizione Biblica e Cristiana
Il "peregrinare", come sottolineato dagli studiosi, è tipico della specie umana e qualifica in particolare la religiosità ebraica e cristiana.
Alle radici del pellegrinaggio: Abramo e Mosè
La manifestazione dell’intento salvifico di Dio nei confronti dei suoi figli si ha anzitutto con la vicenda di Abramo. Dio si rivolge a lui inaspettatamente e gli comanda di lasciare la propria terra per raggiungere quella che Dio stesso gli indicherà. Da questo momento in poi Abramo, sua moglie Sara e il suo clan esplorano buona parte della zona che oggi chiamiamo Siria e Palestina. Non manca neppure una puntata in Egitto. Spinto da rinnovate promesse di Dio, il patriarca biblico in certi momenti appare quasi unicamente come una persona che segue la parola dell’Eterno e di tanto in tanto colloca una pietra sulla quale compie un sacrificio, inaugurando in tal modo un piccolo santuario nei luoghi in cui ha incontrato il Signore e stretto alleanza con lui. Un destino particolare e non certo casuale. Si comprende che per ebrei, cristiani e musulmani egli divenga fino a oggi il paradigma del credente.
Un altro riferimento decisivo per l’intera storia della salvezza è l’uscita del popolo dall’Egitto sotto la guida di Mosé. Quello dell’esodo è «un pellegrinaggio di gran lunga più importante degli altri, perché non ha lo scopo di offrire a Dio dei sacrifici, ma quello che Dio diventi il Dio di Israele e che Israele diventi il popolo di Dio» (P. De Benedetti). Questo testo è interessantissimo, perché ci consente il rinvio a un’esegesi rabbinica che mette in bocca a Dio stesso le parole del Salmo 119,19: «Io sono straniero [= pellegrino] sulla terra». C’è dietro l’idea che Dio è alla ricerca dell’uomo: la meta del pellegrinaggio non può essere raggiunta se non vanno insieme l’uomo e Dio. In altre parole, l’uomo cammina verso Dio, ma anche con Dio; perché il pellegrinaggio del Signore consiste nella ricerca che questi fa dell’uomo. «L’uomo è aiutato da Dio, ma l’uomo aiuta Dio», ha affermato lo studioso P. De Benedetti.
Nell’ebraismo successivo il pellegrinaggio è visto, più che come un gesto di devozione, come adempimento di una legge (cf. soprattutto Dt 12,5.21; 16,6; 26,2). A Gerusalemme, la città santa, dove Salomone costruisce il Tempio, si deve andare a piedi; i pellegrini erano ospitati gratuitamente in ostelli, ma regalavano agli albergatori le pelli degli animali immolati al tempio in sacrificio. Nasce di qui una spiritualità: sono famosi i quindici salmi delle ascensioni, legati appunto al pellegrinaggio e alla salita al monte del tempio del Signore (Sal 119-133). Ma alla base di questa legge sta ancora il cammino di quarant’anni nel deserto compiuto dal popolo uscito dall’Egitto. Che resti il riferimento permanente, lo mostra la festa delle capanne. Questa pratica riaggancia il popolo che normalmente vive in città stabili e in case in muratura alle tribù che trascorsero quarant’anni nel deserto, montando ogni sera l’accampamento e ripartendo ogni mattino con le loro poche cose per una tappa successiva. Il popolo ebraico, dunque, come nazione pellegrina, popolo in cammino.
Gesù di Nazareth: il Pellegrino per eccellenza
In questo contesto culturale e spirituale non stupisce che Gesù appaia spesso come pellegrino. Anzi, tecnicamente, la sua prima manifestazione a Gerusalemme ricordata dai vangeli è proprio in occasione di un pellegrinaggio annuale nella città santa (cf Lc 2,41-50). È interessante questo legame tra ricerca spirituale (le domande di Gesù ai maestri), il tempio e il pellegrinaggio. Ma è soprattutto durante il suo ministero pubblico che il Maestro si mostra come un personaggio in continuo cammino. Passa per le colline e sulle strade della Galilea, entra nei villaggi, si ferma in qualcuno di essi anche per la notte, riprende la strada, fa incontri con le persone, si accompagna ai discepoli e di fronte a loro compie prodigi, ricerca momenti di solitudine e di preghiera.
Poiché appunto il Redentore, Gesù Cristo, si spostava a piedi, la fatica del pellegrinaggio si esprime concretamente nel camminare: in questo modo non si è spettatori di quanto avviene all’esterno, ma ci si immerge nell’ambiente e si verifica se stessi sul sentiero. Come afferma la Scrittura: “Beato chi trova in te la sua forza - e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Sal 84). Significativo è poi il cammino che conduce Gesù a Gerusalemme, quando il Maestro “indurì la sua faccia” (cf. Lc 19,28) disponendosi ad affrontare il pericolo incombente e a donare la vita. Una sorta di specialissimo viaggio o pellegrinaggio, limitato nello spazio ma dilatato nella devozione dei secoli successivi, è la via crucis, che a Gerusalemme è ricordata dalle strade che formano la cosiddetta Via dolorosa dall’angolo della Fortezza Antonia al Santo Sepolcro. È evidente l’intento esemplare del cammino di Gesù, affinché i discepoli imparino ad affrontare le avversità, per amore del Vangelo, senza lasciarsi frenare dall’odio, l’incomprensione, la solitudine, l’offesa, il disprezzo, la sofferenza fisica e psichica.
Il cammino di fede del cristiano
Alla luce della Pasqua, è possibile recuperare tutto il percorso spirituale compiuto da Gesù. Gesù Risorge e - per bocca dell’angelo - dà appuntamento ai suoi in Galilea, da dove tutto era cominciato (cf. Mt 28,6-7). Si tratta inoltre della “Galilea delle genti”, proiettata tra i territori pagani, dove l’annuncio del Regno deve giungere e dove il Risorto spinge i suoi, promettendo loro l’assistenza del suo santo Spirito. Nel suo insieme, poi, la vita dei cristiani si qualifica come un cammino, come “la via” che i credenti sono chiamati a percorrere da Gesù.

Il Modello di Pellegrinaggio dei Gesuiti in Terra Santa
La questione su "Come ricominciare i pellegrinaggi in Terra Santa?" ha attraversato il quinto congresso dei commissari di Terra Santa, dal titolo “Ambasciatori di Pace: ascoltare, sostenere, annunciare la Terra Santa”. Per sviluppare questo tema è stato invitato a portare la sua testimonianza p. Francesco Cavallini sj.
Un approccio ignaziano alla Terra Santa
Padre Cavallini ha raccontato la storia e lo stile dei gesuiti di vivere i pellegrinaggi in Terra Santa a partire dall’esperienza di P. Francesco Rossi De Gasperis sj, che strutturò pellegrinaggi non solo per “santuari” ma a partire dalla Terra, dalla geografia come luogo di rivelazione di Dio e comprensione della Bibbia. Il filo conduttore di questo approccio è rappresentato dalle quattro settimane del mese ignaziano. Questa esperienza, nel tempo, è stata custodita, tramandata ed attualizzata prima dai gesuiti Cesare Geroldi e Paolo Bizzetti e da ormai vari anni da Francesco Cavallini e Iuri Sandrin insieme a tanti confratelli come Matteo Suffritti, Giacomo Andreetta, Federico Parise, con un taglio più giovanile. Questo approccio valorizza ulteriormente il contatto con la Terra, la natura e l’esperienza fisico-sensoriale del pellegrinaggio, promuovendo un'immersione completa nel contesto.
"Artigiani di Pace": l'incontro con la realtà attuale
Un secondo binario della testimonianza di p. Cavallini ha riguardato l’esperienza delle ultime due estati, in cui con la proposta “Artigiani di Pace” si è scelto di vivere un tempo prolungato di volontariato e servizio nei Territori Occupati, come Nablus, Jenin, Betlemme, Taybe, Zababde. Durante queste esperienze, i pellegrini condividono la vita quotidiana delle persone del posto e incontrano testimoni sia delle sofferenze e fatiche dovute all’occupazione, sia della resilienza proattiva, generosa e non violenta.
Obiettivi e benefici del pellegrinaggio ignaziano
P. Francesco ha aiutato a riflettere su come, a prescindere dai campi di servizio, la ripresa dei pellegrinaggi sia importante sia per la vita spirituale dei pellegrini sia per sostenere l’economia locale dei palestinesi e dei cristiani in particolare. È possibile accompagnare i pellegrini a prendere contatto con queste situazioni faticose e incontrare testimonianze di resistenza non violenta e di generosità di tante persone che mostrano un Vangelo vivente. Inoltre, sono stati forniti elementi per curare vari aspetti dei pellegrinaggi per renderli più profondi, spirituali e fecondi.
Le Tappe Significative di un Pellegrinaggio in Terra Santa
Un pellegrinaggio in Terra Santa è un viaggio per un’esperienza indimenticabile, per conoscere i luoghi dove la storia della salvezza si è manifestata. Gli itinerari proposti non solo ripercorrono i luoghi che tracciano la memoria della presenza di Gesù, ma forniscono anche la possibilità di conoscere i frammenti della lunga storia di questo paese e di scoprire i suoi mille volti.
Betlemme e la Culla della Cristianità
- Basilica della Natività: Luogo della nascita di Gesù, fatta costruire da Costantino nel IV secolo. Qui si visita la grotta in cui, secondo la tradizione, nacque il Bambin Gesù.
- Grotta del Latte: A circa 500 metri dalla Basilica, dove, secondo la leggenda, Maria allattando il bambino avrebbe fatto cadere alcune gocce di latte, rendendo bianca l'intera grotta.
- Campo dei Pastori: Nell’attuale villaggio arabo di Beit Sahur, è il luogo in cui un angelo annunciò ai pastori la nascita di Gesù.
- Erodion: A circa 10 km da Betlemme, una dimora-fortezza di Erode il Grande, con una splendida vista e suggestivi resti archeologici.
- Qumran e Mar Morto: Il sito archeologico di Qumran, a circa 2 km dalla sponda nord-occidentale del Mar Morto, è noto per il ritrovamento di antichi manoscritti (i Rotoli del Mar Morto). Da qui è possibile immergersi nelle salate acque del Mar Morto.
- Monastero di S. Giorgio: Un punto di riferimento nel deserto, dove è possibile celebrare l'Eucaristia.

La Galilea: sulle orme del ministero di Gesù
- Nazareth: Capoluogo della Galilea, luogo in cui si ritirarono Giuseppe, Maria e Gesù al ritorno dall’Egitto.
- Basilica dell’Annunciazione: Realizzata negli anni ’60, contiene la Grotta dell’Annunciazione, dove l’angelo apparve a Maria.
- Chiesa di S. Giuseppe: Identificata dalla tradizione come la casa della sacra famiglia.
- Fontana della Vergine: Fonte da cui le donne del villaggio attingevano acqua e dove Maria ebbe la prima apparizione dell’angelo secondo il Protoevangelo di Giacomo.
- Monte Tabor: Il “monte della Luce”, luogo della Trasfigurazione di Gesù.
- Lago di Tiberiade (Mare di Galilea): Fascinante lago dove Gesù iniziò il suo ministero pubblico e compì molti miracoli.
- Magdala: Sito archeologico, luogo natio di Maria Maddalena.
- Tabgha: Ricorda la moltiplicazione dei pani e dei pesci, e il Primato di Pietro.
- Cafarnao: Scavi del villaggio dove Gesù visse e predicò, con i resti della casa di S. Pietro e l’antica sinagoga.
- Monte delle Beatitudini: Luogo del discorso delle beatitudini evangeliche.
- Cana di Galilea: Luogo del primo miracolo di Gesù, dove è possibile rinnovare le promesse matrimoniali.
- Banias (Cesarea di Filippo): Alle sorgenti del Giordano, luogo per il rinnovo delle promesse battesimali.
Gerusalemme: il cuore della Redenzione
- Monte degli Ulivi: Luogo di numerosi avvenimenti evangelici.
- Edicola dell’Ascensione: Ricorda l’Ascensione di Gesù.
- Pater Noster: Grotta dove Gesù insegnò la preghiera agli Apostoli.
- Dominus Flevit: Luogo dove si ricorda il lamento di Gesù sulla città, con un eccezionale punto panoramico.
- Getsemani (Orto degli Ulivi): Luogo della preghiera di Gesù prima della Passione, della Grotta dell’Arresto e della Basilica dell’Agonia.
- Tomba di Maria: Luogo della sepoltura di Maria.
- Via Dolorosa e Santo Sepolcro: Il percorso della Via Crucis, con le sue 15 stazioni, che culmina nel Santo Sepolcro (Basilica della Resurrezione), il luogo più sacro della cristianità, che racchiude il Calvario, la Pietra dell’Unzione e la Tomba vuota.
- Muro Occidentale (Kotel): Tratto originale del muro di contenimento del 2° Tempio, luogo di preghiera per gli ebrei.
- Spianata delle Moschee (Al-Haram al-Sharif): Area sacra per le tre religioni monoteistiche, con la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa.
- Monte Sion:
- Cenacolo: Luogo dell’ultima cena di Gesù con gli Apostoli.
- Basilica della Dormizione di Maria: Commemora il "sonno" di Maria.
- Chiesa di S. Pietro in Gallicantu: Ricorda il luogo in cui Pietro rinnegò Gesù.
- Tomba di Davide: Vicino al Cenacolo.
- Chiesa di S. Anna e Piscina Probatica: Nelle vicinanze della Porta dei Leoni, la piscina è ricordata nel Vangelo secondo Giovanni come luogo di un miracolo di Gesù.
Siti storici e memoriali
- Hebron: Una delle città più antiche della Terra Santa, sacra per Ebrei, Cristiani e Musulmani perché ospita le Tombe dei Patriarchi.
- Jenin: Località dove, secondo alcune tradizioni, si trova la tomba di Giovanni Battista.
- Sito archeologico di Serbaste: Antica Samaria.
- Gerico: La città più antica che si conosca e la più bassa sotto il livello del mare. Qui Gesù incontra Zaccheo (Lc 19, 1-10). È possibile vedere il sicomoro e il Tel es-Sultan (Gerico antica).
- Sito battesimale di Gesù sul Giordano (Qasr al Yahud): Luogo che ricorda il Battesimo di Gesù, dove è possibile rinnovare le promesse battesimali.
- Betania: La casa degli amici di Gesù: Marta, Maria e Lazzaro, dove Gesù resuscitò Lazzaro.
- Ain Karem: Luogo dove, secondo la tradizione cristiana, vivevano Elisabetta e suo marito Zaccaria e dove nacque Giovanni Battista. Qui si trovano la chiesa della Visitazione e la Chiesa di San Giovanni Battista.
- Yad Vashem: Museo dedicato alla Shoah, ubicato sulla Collina del Ricordo, è una tappa toccante che lascia un segno indelebile.
- Emmaus el-Qubeibeh: A ovest di Gerusalemme, il luogo in cui Gesù si manifestò dopo la risurrezione ai discepoli Cleofa e Simeone.
- Cesarea Marittima: Uno dei siti archeologici più importanti d’Israele, costruita da Erode il Grande. In epoca romana fu un’importante città di scambi e sede di eventi religiosi, qui Pietro battezzò Cornelio.
Organizzazione e Ripresa dei Pellegrinaggi
Ricominciare i pellegrinaggi in Terra Santa è una questione di grande importanza, soprattutto alla luce della drammatica realtà dell'invasione e distruzione di Gaza e della pervasiva e violenta occupazione dei territori palestinesi della Cisgiordania. In questo contesto, l'approccio dei Gesuiti e dei loro confratelli, come p. Cavallini, mira a rendere il pellegrinaggio non solo un'esperienza spirituale personale, ma anche un momento di consapevolezza e sostegno.
Il ruolo della Custodia di Terra Santa e i Commissariati
La Custodia di Terra Santa, attraverso i frati Francescani che da oltre otto secoli sono custodi dei Luoghi Santi, si occupa della diffusione dei pellegrinaggi. I Commissari di Terra Santa, al servizio della Custodia, promuovono viaggi con approfondimento spirituale. I pellegrini che scelgono un pellegrinaggio promosso dai Commissari possono essere ospitati presso le Casae Novae, strutture di accoglienza francescane situate nei pressi dei principali Santuari. Partire per un pellegrinaggio in Terra Santa, attraverso i Commissariati della Custodia, significa anche contribuire alla missione francescana presso i Luoghi Santi, supportando la presenza cristiana in Terra Santa e il mantenimento dei Luoghi Santi.

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