Il pellegrinaggio ad Assisi, meta di fede e spiritualità, ha continuato ad attrarre fedeli anche in tempi di pandemia, seppur con un'attenzione crescente alle misure sanitarie. Tuttavia, come emerso in diversi episodi, anche queste esperienze possono talvolta trasformarsi in contesti di potenziale diffusione virale, richiedendo un'accurata analisi e risposta da parte delle autorità sanitarie.
Focolaio COVID-19 Legato a un Pellegrinaggio da Pieve di Soligo
Un pellegrinaggio ad Assisi si è trasformato in un focolaio Covid che, al momento dell'individuazione da parte del Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 2, contava 92 persone contagiate. Di queste, 24 risultavano positive, 3 casi erano sospetti e 65 erano contatti stretti, tutti residenti a Pieve di Soligo (Treviso).

Il contagio si sarebbe verificato nel corso di un viaggio in Umbria la scorsa settimana. Buona parte delle persone ha viaggiato a bordo di due pullman, mentre sedici hanno raggiunto la destinazione con auto propria.
Il Caso Indice e le Precisazioni sulla Vaccinazione
Il caso indice, da cui avrebbe avuto origine il cluster, è stato un uomo ricoverato in terapia intensiva. Contrariamente a quanto inizialmente comunicato dall'Ulss 2 di Treviso, l'uomo, un 78enne, aveva ricevuto due dosi di vaccino ma non aveva ancora ricevuto la terza dose.
Il direttore Francesco Benazzi ha spiegato: “Nella congestione dei primi momenti mi era stata descritta come persona non vaccinata, in realtà i sanitari si riferivano alla terza dose, non ancora fatta. Un nostro errore di cui ci scusiamo”. Sebbene necessitasse della terapia intensiva per le funzioni vitali, l'uomo non sarebbe stato in condizioni critiche.
Dettagli del Pellegrinaggio di Pieve di Soligo
Sono stati 105 i partecipanti al pellegrinaggio ad Assisi, organizzato dalla comunità di Santa Maria Maddalena e guidato da don Pietro Parisi. La proposta di un viaggio nella città di San Francesco, in occasione dell’ostensione del corpo del santo, aveva fatto il “tutto esaurito”.
ASSISI la città dei Santi Francesco e Chiara #ProntiPartenzaVia #discovery
Don Pietro ha raccontato la composizione del gruppo: «C’erano vari gruppi della città, in tanti dal centro storico, un altro da Cervia, uno da Ponte Nuovo, i giovani di Azione Cattolica». Dopo la Messa del mattino a Santa Maria degli Angeli e il pranzo comunitario, nel pomeriggio il gruppo ha fatto tappa nella basilica di San Francesco per la venerazione delle spoglie del santo. Prima di entrare in basilica, i pellegrini sono passati anche dalla chiesa della Spoliazione per fare un omaggio a San Carlo Acutis.
I partecipanti hanno condiviso intense esperienze spirituali. Roberto e Adele hanno descritto il viaggio come «molto emozionante e profondo», colpiti dall’eccezionalità dell’evento e dalla vicinanza alle spoglie di un santo tanto amato. Un altro partecipante ha evidenziato l'intensità del silenzio assoluto nella fila davanti ai resti di Francesco, un silenzio che «ha fatto parlare Francesco e la potenza del suo messaggio di amore, povertà, coerenza, fratellanza, con il creato e con tutto il mondo». Un'altra parrocchiana ha percepito «la grazia di Dio, che vuole trasformare le nostre vite sanandoci col suo amore, infinitamente grande», vedendo nella teca con le ossa di San Francesco un simbolo di come «nella nostra umiltà Dio possa rivelare la sua grandezza».
La Posizione della Sindaca di Assisi sul Contagio
Sulla vicenda si è espressa la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, la quale ha precisato: “Di sicuro i pellegrini non possono aver preso il virus ad Assisi perché non risulta alcuna rilevazione o tracciamento da parte del Dipartimento di prevenzione dell'Asl 1 dell’Umbria con cui siamo costantemente in contatto”.

La sindaca ha continuato: “È molto più probabile che il virus sia stato contratto durante il viaggio o in altri luoghi. Pur partecipando alla preoccupazione di tutte le persone che si trovano in questi giorni a combattere contro il Covid, pare scorretto e strumentale tirare in ballo il nome di Assisi come se fosse un posto insidioso e pericoloso per il contagio della pandemia”.
Altri Casi di Contagio e Informazioni Generali sui Pellegrinaggi in Periodo COVID-19
Contagi da Religioso già Positivo tra Pellegrini Trentini
La Direzione regionale sanità dell'Umbria, con riferimento a quattro casi di contagio da coronavirus accertati in Trentino su persone che hanno partecipato a un pellegrinaggio ad Assisi, ha precisato che il "paziente zero" era un religioso che si sarebbe contagiato in precedenza, in occasione di viaggi nelle regioni del nord Italia.
Statistiche sui Pellegrini ad Assisi nel 2021 nonostantre le Restrizioni
Malgrado le restrizioni dovute al Covid, nel 2021 ben 3.333 camminatori, provenienti da 54 nazioni, hanno raggiunto la Basilica di San Francesco ad Assisi. I dati rilevati dalla Statio Peregrinorum mostrano una prevalenza di pellegrini italiani, pari al 78,55% (un calo rispetto all'85% del 2020), seguiti dai tedeschi (7,52%) e dai francesi (3,26%). Tra gli amanti del "turismo lento" figurano anche statunitensi, cinesi, russi e cubani.

Un "trend in continua crescita che mostra come sia forte l'attenzione nei confronti della natura che ci circonda" è stato sottolineato durante la presentazione dei dati. I dati evidenziano che i pellegrini che percorrono i cammini francescani sono in maggioranza uomini (51,40%) e il 94,08% di essi ha percorso il cammino a piedi (rispetto al 94,74% nel 2020), mentre il 4,66% in bicicletta (in aumento dal 2,46% nel 2020).
La maggior parte dei pellegrini (63,50%) giunge ad Assisi in solitudine (contro il 69,93% nel 2020), mentre il 36,50% viaggia in gruppo. Le destinazioni preferite dai camminatori sono Assisi (89,23%), Roma (2,36%) e Ascoli Piceno (1,13%). I cammini francescani sono frequentati da tutte le età, con al primo posto i pellegrini tra i 30 e i 60 anni, che costituiscono il 51,20% del totale.
Le motivazioni principali che spingono i pellegrini ad intraprendere questi cammini sono: ritrovare se stessi (45,90%), motivazioni religiose (24,71%), religioso-culturali (4,18%) ed esclusivamente culturali (1,66%). Fra Rafael Normando ha spiegato: "Il bello del pellegrinare è incontrare ciò che non ti aspetti, che non pensi mai di trovare: il nuovo, l'inaspettato, la bellezza della natura, la semplicità".
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