Sua Eccellenza Monsignor Luigi Roberto Cona, una figura di spicco nel panorama diplomatico e pastorale della Santa Sede, è arcivescovo titolare di Sala Consilina e Nunzio Apostolico in Siria. La sua carriera è segnata da un profondo impegno al servizio della Chiesa, che lo ha condotto attraverso diverse realtà pastorali e missioni diplomatiche in tutto il mondo.
Le Origini e la Formazione Sacerdotale
Monsignor Luigi Roberto Cona è nato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, il 10 novembre 1965. Ha compiuto gli studi Teologici presso l’Istituto Teologico “San Paolo” di Catania, dimostrando fin da subito una spiccata vocazione e dedizione. Si è laureato in Teologia Dogmatica, approfondendo la sua preparazione accademica e spirituale. Il 28 aprile 1990, è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Piazza Armerina da monsignor Vincenzo Cirrincione, incardinandosi così nella Diocesi di Piazza Armerina.
Il Ministero Pastorale e l'Ingresso nel Servizio Diplomatico
Dopo l'ordinazione, Monsignor Cona ha servito la sua diocesi con dedizione. Dall’ottobre del 1991 fino al 2001, è stato parroco della parrocchia Santa Maria d’Itria a Piazza Armerina. Questa esperienza pastorale ha gettato le basi per il suo futuro impegno diplomatico. Il 1° luglio 2003, Monsignor Cona è entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede, intraprendendo un percorso che lo ha portato a prestare la propria opera in diverse Rappresentanze Pontificie, tra cui quelle in Panamá, Portogallo, Camerun, Marocco, Giordania e Turchia. Ha, inoltre, servito presso la Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato e nella Nunziatura Apostolica in Italia. La sua esperienza e le sue competenze lo hanno portato, nel 2019, a essere scelto da Papa Francesco come Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.
L'Ordinazione Episcopale e la Nunziatura in El Salvador
Il 26 ottobre 2022, a mezzogiorno, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede, presso la Curia Vescovile di Piazza Armerina, il vescovo monsignor Rosario Gisana ha annunciato al clero e al popolo di Dio che il Santo Padre Francesco aveva nominato Monsignor Luigi Roberto Cona Arcivescovo titolare di Sala Consilina e Nunzio Apostolico in El Salvador. Questa nomina ha rappresentato un momento cruciale nella sua carriera, confermando la fiducia riposta in lui dal Pontefice. Da lì, nel 2022, è giunta la nomina a nunzio apostolico in El Salvador. Il Vescovo monsignor Rosario Gisana, come Pastore della Diocesi di Piazza Armerina, ha espresso grande gioia per la benevolenza del Santo Padre che ha guardato al presbiterio della sua Chiesa particolare, scegliendo un suo figlio per il prezioso e delicato servizio di rappresentare la sollecitudine del Papa e della Santa Sede presso la Chiesa Salvadoregna e presso la stessa Nazione di questo Paese dell’America Latina.

La Calorosa Accoglienza a Niscemi
A seguito della sua ordinazione episcopale e della nomina, Monsignor Cona ha ricevuto una calorosa e gioiosa accoglienza nella sua città natale, Niscemi. Domenica mattina, 57 anni, è stato accolto da una folla festante all’incrocio delle vie Umberto e XX Settembre. Ad attendere il suo arrivo c’erano il corpo bandistico della città, il sindaco Massimiliano Conti, il presidente del consiglio comunale Angelo Chessari, entrambi con le fasce istituzionali, il vicesindaco Pietro Stimolo, gli assessori Marianna Avila e Pino Stefanini, consiglieri comunali, il dirigente del commissariato di polizia Alessandro D’Arrigo, il commissario della polizia municipale Filippo Gentile, il parroco don Giuseppe Cafà, vicario foraneo, e numerosi fedeli e amici. Monsignor Cona è arrivato insieme al vescovo Rosario Gisana, dopo aver visitato il santuario della Madonna del Bosco, dove ha ringraziato con un omaggio floreale e pregato la Patrona per la sua ordinazione episcopale e il suo nuovo apostolato. Il corpo bandistico ha intonato marce sinfoniche e ha guidato un corteo, seguito dalle autorità civili e dai due vescovi, fino a piazza Vittorio Emanuele. Successivamente, i diaconi, il clero e i ministranti delle parrocchie hanno atteso i vescovi nella chiesa Addolorata, per poi spostarsi in Chiesa Madre, dove Monsignor Cona ha concelebrato con il vescovo Gisana e il vicario Cafà una solenne celebrazione eucaristica, in apertura dei festeggiamenti in onore di Santa Lucia. In Chiesa Madre, insieme alle autorità civili e militari, erano presenti il giudice Lirio Conti, il comandante della stazione dei Carabinieri, Lorenzo Maggestini, e il vice comandante Fabio Mattei, oltre alle associazioni Misericordia, Fratres, Carabinieri e gli scout dell’Agesci Niscemi 1.
Le Riflessioni e il Messaggio del Vescovo
Durante l’omelia della solenne celebrazione, animata dal coro parrocchiale, Monsignor Cona si è profondamente emozionato, ricordando come la Madonna del Bosco abbia sempre vigilato e guidato i suoi passi. Ha spiegato il simbolismo del suo stemma vescovile: «Nel mio stemma vescovile ci sono il colore blu, lo stesso che appartiene alla Madonna del Bosco e tre montagnette che rappresentano la mia storia, di color terra, simile a quello delle nostre campagne, dove io, figlio di agricoltore ho appreso sin da bambino l’arte di coltivare la terra. Ricordo infatti che mio padre nel periodo delle vacanze scolastiche, mi ha insegnato a coltivare i carciofi ed a potare le vigne, l’onestà, il buon senso e la fatica per il lavoro, ricordandomi che nella vita potevano tornarmi utili. Elementi che mi hanno accompagnato durante il sacerdozio e nel servizio diplomatico presso la Santa Sede. Le mie origini non le ho dimenticate e sono proprio queste che mi fanno stare con i piedi per terra. Ora potrei sentirmi chissà chi, il primo vescovo di Niscemi, il secondo della Diocesi, ma tutto ciò non è niente».
Ha sottolineato che le insegne vescovili appartengono a Cristo, il buon pastore, e che il suo compito è essere «riflesso della Misericordia di Cristo che è infinita». Per questo motivo, ha esortato a non considerare la celebrazione come un momento di orgoglio niscemese per la sua ordinazione, ma piuttosto come una manifestazione della Misericordia di Dio che lo ha scelto come arcivescovo membro della comunità di Niscemi, di cui si fida profondamente, inviandolo in El Salvador.
A conclusione della celebrazione eucaristica, con la Chiesa Madre gremita di fedeli, il sindaco Conti ha rivolto un messaggio a Monsignor Cona: «Interpreto i sentimenti di gioia che sin da subito ha determinato la notizia di questo dono per te come Arcivescovo e per tutta la comunità. Un ringraziamento a papa Francesco e a te, siamo certi che la tua mitezza rimarrà tale, così come la tua amicizia, siamo certi che ci rimarrai sempre accanto nonostante la lontananza in El Salvador e che ci guiderai. Il tuo richiamo alla terra e ai sacrifici dei nostri agricoltori ci ha fatto emozionare». L'amministrazione ha poi letto un messaggio di auguri: «Eccellenza con animo colmo di gioia, ci uniamo alle sue preghiere, invocando lo spirito affinché la sostenga nel suo Ministero. Le auguriamo un fecondo apostolato, a maggior Gloria di Dio». In segno di onore e supporto, la chiesa di Niscemi ha donato a Monsignor Cona la croce pettorale e l’anello episcopale, mentre l’amministrazione comunale ha offerto dei vasi sacri per gli oli e il sacro crisma.
La Nomina a Nunzio Apostolico in Siria: Una Missione Delicata
Successivamente alla sua esperienza in El Salvador, il Santo Padre Francesco ha nominato l’arcivescovo monsignor Luigi Roberto Cona Nunzio Apostolico in Siria. Papa Francesco ha affidato a Monsignor Cona una delle missioni diplomatiche più delicate del panorama mediorientale. L’annuncio è giunto dalla Sala Stampa vaticana, confermando il trasferimento dell’arcivescovo siciliano dopo gli anni di servizio come rappresentante pontificio in El Salvador, dove si trovava come nunzio dal 2022. La nomina di Cona segue il lungo servizio del cardinale Mario Zenari, che per diciassette anni ha rappresentato la Santa Sede nel Paese, affrontando la stagione più dura del conflitto e diventando una delle voci più autorevoli e costanti a difesa della popolazione civile.
La missione che attende il nuovo nunzio è estremamente impegnativa e si inserisce in una fase complessa, segnata dai mutamenti politici successivi alla fine del regime di Assad e dalla persistente fragilità delle istituzioni. In questo contesto, l’annuncio della Chiesa continua a intrecciarsi con il lavoro umanitario e con il dialogo fra comunità ferite da anni di violenza. La missione diplomatica di Damasco rimane una delle più esposte del mondo cattolico. Qui, negli anni del conflitto, sono state lanciate iniziative significative come il progetto “Ospedali Aperti”, ma rimangono aperte ferite profonde, tra cui la scomparsa del gesuita Paolo Dall’Oglio e dei due metropoliti di Aleppo, Yohanna Ibrahim e Boulos Yazigi. L’annuncio della nomina, diffuso anche dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, conferma la continuità dell’impegno del Papa verso una Siria che rimane al centro dell’attenzione internazionale e della sollecitudine della Chiesa.

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