Lourdes, piccola cittadina francese situata nel dipartimento degli Alti Pirenei, nella regione dell'Occitania, è divenuta un centro di fama mondiale a seguito delle apparizioni mariane di cui fu spettatrice la giovane contadina Bernardette Soubirous, successivamente canonizzata. Nei decenni successivi, la città ha subito un'importante ristrutturazione, trasformandosi in una delle più significative mete di pellegrinaggi e turismo religioso. Questo flusso ha reso Lourdes il secondo centro turistico di Francia e, nel 2011, la seconda località con maggiore capienza ricettiva del paese, dopo Parigi, generando un indotto economico notevole per la cittadina e l'intera nazione.

Il Contesto Attuale dei Pellegrinaggi a Lourdes
Sebbene Lourdes rappresenti un esempio lampante di turismo religioso esperienziale con un flusso annuale di milioni di pellegrini-turisti, il bilancio per il Santuario ai piedi dei Pirenei non è interamente positivo. Negli ultimi dieci anni si è registrato un calo del 30% nelle presenze dei pellegrinaggi organizzati provenienti da tutta Europa. Queste cifre rivelano una situazione che fa riflettere e che è facilmente riscontrabile: non vi è organizzazione che non presenti un deciso calo di pellegrini accompagnati.
Un Segnale di Speranza e le Nuove Dinamiche
Nonostante le difficoltà, segnali positivi emergono. Circa ottocento persone, di cui un centinaio ammalati e duecento volontari, hanno partecipato al pellegrinaggio dell'Unitalsi della Sezione Romana Laziale, partito da Roma per Lourdes dal 20 al 26 ottobre. Questo numero è significativo, specialmente considerando gli strascichi della pandemia, l'incertezza e la crisi economica. Preziosa Terrinoni, Presidente della Sezione, ha sottolineato che per l'Unitalsi Romana Laziale la stagione dei pellegrinaggi continua, anche se il 2022 si chiude con Lourdes, con un pellegrinaggio in Israele a novembre.
A Lourdes si manifestano quotidianamente "miracoli della gioia", come quello di Charlie che, grazie alla musica e alla vitalità di giovani volontarie, ha ritrovato la felicità danzando. Questi momenti smentiscono le atmosfere tetre e funeree spesso associate, evidenziando una realtà di speranza e condivisione che continua a caratterizzare il santuario.
Lourdes - Diario di un pellegrinaggio
I Fattori di Crisi e le Loro Cause
I motivi del calo sono vari e diversi, facilmente identificabili da chi opera all'interno del santuario. Tra questi si annoverano la crisi della fede, la crescita dell'individualismo che porta a privilegiare formule "self-made", la difficile congiuntura economica e le preoccupazioni legate alla sicurezza. La paura di attentati sembra incidere poco al momento, anche se i controlli sono aumentati, limitandosi però all'apertura di borse e zaini all'ingresso del recinto che porta alle basiliche e alla grotta.
Difficoltà nei Trasporti
Una delle maggiori problematiche è legata ai trasporti. I viaggi in treno, un tempo efficienti, sono oggi "della speranza", con tempi biblici. Ad esempio, il viaggio da Milano a Lourdes, che fino a 6-7 anni fa durava 15-16 ore, oggi richiede circa 23-24 ore, tornando ai tempi degli anni Quaranta e Cinquanta. Questo è dovuto ai continui lavori di ammodernamento della rete ferroviaria francese che causano ritardi significativi, spesso con treni, anche quelli che trasportano malati gravi, parcheggiati per ore in stazioni secondarie per dare precedenza ad altri convogli. Anche i viaggi in pullman rappresentano un'alternativa, ma con tempi comunque lunghi e limitazioni nella gestione dei malati.
Il trasporto aereo presenta anch'esso delle criticità. L'Aeroporto di Tarbes, che serve Lourdes, è spesso utilizzato come "parcheggio" per grandi aeromobili. Michael Harrington, managing director di AlbaStar, una delle compagnie aeree che investe maggiormente nei viaggi a Lourdes, ha evidenziato in un articolo come il costo del carburante all'aeroporto di Lourdes sia quattro volte superiore a quello di uno scalo normale. Questo prezzo, il secondo più alto in Europa, incide per circa il 40% sui costi delle compagnie ed è attribuito al monopolio decennale della società di carburanti che vi opera. Questa situazione evidenzia una mancanza di politiche turistiche efficaci da parte delle autorità locali per rendere Lourdes più competitiva rispetto ad altri santuari.

L'Impatto della Pandemia di Covid-19
L'emergenza sanitaria globale ha avuto un impatto profondo su Lourdes. Per la prima volta nella storia, il santuario è stato costretto a chiudere i cancelli a causa della pandemia, un lockdown durato oltre due mesi che ha portato a un deficit stimato di otto milioni di euro. La riapertura del santuario è stata parziale, con un numero limitato di pellegrini e un rigoroso protocollo sanitario.
«Lourdes senza pellegrini è una Lourdes senza risorse per svolgere la sua missione, per mantenere l’intero sito», che in tempi ordinari mobilita quasi 100mila volontari per accogliere ogni anno 3 milioni di fedeli e visitatori. Per riavvicinare i fedeli e chiedere offerte, il 16 luglio è stato organizzato un pellegrinaggio online mondiale dalla grotta delle apparizioni, con 15 ore di diretta, celebrazioni, processioni e Rosari in 10 lingue, con la partecipazione di 60 testimoni. Questa data è simbolica, ricordando l'ultima apparizione della Vergine Maria a Bernadette.
La ripartenza per la città e il santuario, seppur a rilento, è passata attraverso l'adozione di disposizioni anti-contagio. I fedeli attraversano un varco per la disinfezione delle mani e sono invitati a indossare la mascherina. Davanti alla grotta sono stati collocati segnali per il mantenimento delle distanze di sicurezza, e la processione aux flambeaux serale è stata modificata, con i fedeli che restano fermi mentre l'immagine della Madonna gira tra loro. Il rettore, Monsignor Dumas, ha ribadito che «Lourdes è un luogo sicuro», organizzato per permettere ai fedeli di stare senza pericoli.
Il mese di agosto ha segnato il ritorno dei pellegrinaggi organizzati dall'Italia. L'Oftal è tornata dal 14 al 17 agosto con aerei e pullman, e l'Unitalsi da martedì 18 agosto. Per i pellegrinaggi di quest'anno, l'accoglienza degli ammalati è stata adattata, con l'utilizzo dell'albergo La Source e dell'Accueil di Notre Dame, mentre il Salus è rimasto chiuso per via della sua grande capacità in un periodo di numeri contenuti. L'Unitalsi ha aperto le iscrizioni a persone con patologie meno gravi che possono viaggiare in sicurezza, mentre per le condizioni più precarie si attendono adattamenti futuri. Molti pellegrini giungono oggi individualmente da altre parti del paese, con gruppi organizzati che iniziano gradualmente a riprendere.
Il Pellegrino di Oggi e il Ruolo del Bureau des Constatations Médicales
Sandro De Franciscis, il primo italiano a guidare il prestigioso Bureau des Constatations Médicales di Lourdes per sette anni, ha osservato come il modello di pellegrinaggio sia cambiato. Nel 2015, il suo ufficio ha raccolto 32 presunte guarigioni potenzialmente vere. Dal suo osservatorio, non ha riscontrato flessioni nel numero di medici volontari né nel numero di malati che si rivolgono al Bureau. Il Bureau Medical, sotto la sua guida, ha affinato il suo campo di analisi alle «guarigioni inspiegate alla luce delle conoscenze mediche di quel momento», portando i miracoli riconosciuti da 67 a 69 (entrambi italiani) e ponendo maggiore attenzione al disagio psichico.

Un Nuovo Profilo del Pellegrino
L'identikit del pellegrino di oggi è complesso: si tratta di una persona che si muove più facilmente da sola o in gruppi ristretti, per brevi periodi, anche un solo giorno, sia che sia sano o malato. L'individualismo permea la cultura del pellegrino, portando a una perdita del senso del gruppo e a una diminuzione delle partenze in grandi numeri dalle parrocchie. Monsignor Andreatta ha evidenziato che oggi sui charter dei viaggi l'80% sono passeggeri individuali e solo il 20% appartiene a gruppi, una proporzione capovolta rispetto a pochi anni fa.
L'Unitalsi, in occasione della Giornata del Malato dell'11 febbraio, ha tracciato un profilo del pellegrino che visita Lourdes e altri santuari, evidenziando un cambiamento. C'è un maggiore coinvolgimento di persone nella fascia d'età tra i 13 e i 35 anni. Su 35.138 pellegrini assistiti dall'Unitalsi lo scorso anno, 8.382 erano malati con diverse patologie. Un dossier presentato a Lourdes ha rivelato che tra gli 840 giovani che si sono dichiarati malati o disabili, il 33,5% soffre di depressione, il 10% di psicosi, il 3% di schizofrenia, il 2,5% di disturbi generalizzati dello sviluppo, il 2% di sindromi fobiche, l'1,5% di disturbi del comportamento alimentare e lo 0,5% di dipendenza da droghe. Le patologie più diffuse tra il campione complessivo di malati (8382) includono quelle del sistema cardiovascolare (52,9%), del tessuto connettivo (36,2%), neurologiche (38,4%) e psichiatriche (27,5%), con molti malati che presentano più patologie. Il 70% dei malati è deambulante, il 14% su carrozzina, il 14% usa le stampelle e solo il 2% è in barella. I medici volontari nel 2016 sono stati 598. Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi, sottolinea che «i pellegrini prima delle cure mediche hanno bisogno di un solido sostegno umano e spirituale».
Cambiamenti Geopolitici e Tendenze Globali dei Pellegrinaggi
Oltre alle problematiche economiche e logistiche, anche la situazione geopolitica incide profondamente sui pellegrinaggi. Le mete storiche come Lourdes e la Terra Santa registrano perdite di fedeli. La Terra Santa ha visto un calo del 30% delle prenotazioni lo scorso anno, anche per via delle tappe in Siria, Egitto e Turchia rese meno accessibili. Lourdes ha subito un calo del 10% a causa dei timori legati agli attacchi terroristici in Francia. Fatima ha perso il 30% dei pellegrini, sebbene ci siano aspettative di rilancio per il centenario delle apparizioni e la visita del Papa.
In Europa, i fedeli si stanno reindirizzando verso la Spagna, dove due santuari hanno vissuto un Giubileo straordinario: Santo Toribio e Caravaca de la Cruz. I pellegrinaggi in Italia, sottolinea Monsignor Andreatta, sono cresciuti del 20% lo scorso anno, grazie anche a un accordo con il FAI per valorizzare luoghi naturali dal punto di vista pastorale. Anche Roma ha registrato una crescita nelle presenze negli itinerari di "Roma Cristiana", nonostante le aspettative degli albergatori romani non siano state pienamente soddisfatte dal Giubileo. A sorpresa, stanno emergendo nuovi itinerari della fede, come l'Iran, e si registrano i primi viaggi in Cina. L'aumento di presenze si riscontra anche da parte di asiatici e nordamericani, sebbene spesso il loro viaggio a Lourdes si inserisca in un tour più ampio che tocca altre città europee, gestito da tour operator piuttosto che da organizzazioni tradizionali.
Il Futuro dei Pellegrinaggi a Lourdes
Nonostante le sfide, non si può parlare della fine dei pellegrinaggi organizzati, ma piuttosto di una necessità di ripensare la loro presenza. La dedizione di giovani volontari che passano intensamente sei giorni a fianco dei malati e davanti alla grotta continua a dare un senso profondo a questi viaggi. Il rilancio di Lourdes, sia come città che come santuario, passa attraverso un dialogo costruttivo con le istituzioni e gli attori economici. Monsignor Dumas evidenzia che il governo francese è consapevole dell'unicità di Lourdes, seconda città per numero di alberghi in Francia dopo Parigi, e che il santuario è il motore del suo sviluppo. Pertanto, è fondamentale una collaborazione tra governo, amministrazione locale e Dipartimento dell'Occitania per sviluppare una proposta comune e sostenere il futuro di Lourdes.
In periodi di alta stagione, la presenza è talvolta ai minimi termini, con processioni eucaristiche e aux flambeaux più contenute rispetto al passato. Il santuario si riempie il venerdì pomeriggio, raggiungendo la massima capienza la domenica per la messa internazionale nella basilica sotterranea dedicata a Pio X. Questo indica una tendenza verso pellegrinaggi "mordi e fuggi" rispetto ai tradizionali di sei giorni. Tuttavia, finché esisteranno il sostegno umano e spirituale e la "voglia di vivere" che caratterizzano l'esperienza di Lourdes, questi viaggi avranno sempre un senso.
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