I pellegrinaggi rappresentano un pilastro fondamentale della vita spirituale, assumendo un significato ancora più profondo in occasione dell'Anno Santo. La Diocesi di Crotone-Santa Severina vive con particolare intensità questa dimensione di fede, sia attraverso le sue consolidate tradizioni locali, sia partecipando attivamente agli eventi giubilari. Questi cammini non sono solo spostamenti geografici, ma veri e propri itinerari interiori di conversione e speranza, che coinvolgono l'intera persona e la comunità.
Il Pellegrinaggio della Madonna di Capo Colonna: Un Segno di Identità
Il pellegrinaggio della Madonna di Capo Colonna, Patrona della Diocesi di Crotone-Santa Severina, rappresenta uno degli eventi più sentiti e partecipati, che unisce la comunità in una profonda espressione di fede e identità. La notte tra il 17 e il 18 maggio 2025 resterà impressa nella memoria di Crotone, non solo per il pellegrinaggio annuale che accompagna l’effige della Madonna di Capocolonna dal promontorio sacro al cuore della città, ma per il clima di fede viva e di popolo in cammino che ha caratterizzato l'evento.

Il Ritorno Via Mare e l'Accoglienza della Comunità
Il ritorno della Madonna via mare, a bordo della motovedetta della Capitaneria di Porto, è stato uno dei momenti più suggestivi del pellegrinaggio. Il "Quadricello" è stato accompagnato da centinaia di fedeli che, tra applausi e preghiere, l’hanno seguito con lo sguardo nella sua discesa verso l’imbarco sulla “Regina di Capo Colonna”, un piccolo gozzo. Per la prima volta, la Madonna ha fatto il suo rientro dalla Lega Navale, poiché il porto è interessato da lavori di riqualificazione. All’arrivo alla Lega Navale, è stata accolta dal presidente Gianni Liotti con un omaggio floreale. Da via Cristoforo Colombo fino a piazza Duomo, è stato un susseguirsi di applausi, lanci di petali di rosa e bigliettini colorati inneggianti a Maria. Al termine del percorso, una volta giunti in piazza Duomo, Monsignor Alberto Torriani ha impartito la benedizione finale, concludendo un evento di profonda spiritualità e comunità per la città di Crotone. Questo momento solenne e partecipato, fatto di passi e di preghiera, di canti e silenzi, di emozioni e memoria, è stato un rito collettivo che non si è limitato alla dimensione religiosa, ma ha toccato le corde civili e sociali della città.
Crotone CAPOCOLONNA
Le Parole del Vescovo: Fede, Speranza e Sfide
Monsignor Alberto Torriani, vescovo di Crotone-Santa Severina, al suo primo pellegrinaggio con la comunità dopo il suo ritorno da Roma, ha accompagnato con la sua presenza spirituale questo evento di grande significato. Nella sua omelia, mons. Torriani ha parlato con parole cariche di fede e speranza, rivolgendosi a tutta la comunità: «Cari crotonesi, cari fratelli e sorelle, questa notte, questa giornata, questa sera, sono state un’unica, lunga preghiera in cammino. Abbiamo vegliato, camminato, cantato, pregato. Abbiamo offerto silenzi e fatiche, emozioni e memorie. Oggi è la prima volta che vivo con voi questa festa, e ne sono rimasto profondamente colpito per la sua bellezza, forza, partecipazione e per il senso di identità che sprigiona.»
Monsignor Torriani ha ricordato che questa festa non è solo una tradizione religiosa, ma un cammino di speranza che unisce un’intera diocesi e città. È la comunità mariana che cammina insieme, nelle difficoltà e nella speranza, che si muove non solo per celebrare, ma per cercare luce e rinascita. Il vescovo ha parlato apertamente delle «notti che attendono ancora l’alba» nella città: la mancanza di lavoro, l’emigrazione giovanile, la povertà educativa, l’incuria dell’ambiente, la solitudine delle famiglie. Ed è qui che arriva la provocazione più profonda del discorso: la festa, per non essere solo “festaiola”, deve diventare cammino.
Rifacendosi alle parole di mons. Agostino, ha invitato a «organizzare speranza» e a non fermarsi alla superficie della festa, ma a coglierne la novità, quella capacità di «buttare il vecchio lievito» e «immettere il nuovo» in ogni aspetto della vita ecclesiale e civile. Con una testimonianza di fede autentica, mons. Torriani ha ricordato che Maria non chiede solo di essere portata in processione, ma di essere accolta nel cuore, nella casa, nella vita di ognuno: «La fede del Risorto trasforma la vita, cambia il modo in cui ci guardiamo, ci spinge ad amare, servire, perdonare e rialzarci.»
Il momento finale, quasi cinematografico, è stato affidato ai fuochi d’artificio. Ma anche lì, c’è stata una chiave diversa: «Non solo spettacolo. Quei fuochi sono un invito a fare il “botto” del cambiamento. A rompere l’indifferenza.» Un invito per tutti, credenti e non credenti, a camminare insieme, a riscoprirsi comunità, a fare della festa un seme di futuro. In questa notte di fede e di luce, Crotone ha vissuto un momento di intensa spiritualità e unità, rinnovando il proprio legame con Maria, madre e guida, sotto il cui sguardo amorevole ogni anima si sente accolta e sostenuta nel cammino della vita.
L'Anno Santo e il Pellegrinaggio Giubilare
Il pellegrinaggio è un gesto spirituale che esprime il senso del Giubileo come cammino di conversione e di speranza. Non si tratta solo di uno spostamento geografico verso luoghi sacri, ma di un itinerario interiore che coinvolge tutta la persona.
Significato Spirituale del Pellegrinaggio
Il pellegrinaggio è un'icona della vita di fede, un "esodo" permanente verso il compimento della promessa, come per Abramo, chiamato a lasciare la sua terra, o per il popolo d'Israele, che sperimenta nel deserto la vicinanza di Dio. I suoi significati profondi sono molteplici:
- È un uscire da sé, dalle proprie sicurezze e comodità, per andare incontro a Dio.
- È un cammino di rinnovamento, attraverso la fatica e l’essenzialità del viaggio.
- È un'esperienza di Chiesa, nella condivisione con altri pellegrini.
- È la scoperta della meta, che orienta e dà senso al cammino.

I Luoghi Giubilari
L'Anno Santo si celebra in alcuni luoghi particolarmente significativi, indicati come mete di pellegrinaggio.
A Roma
Cuore della celebrazione dell'Anno Santo sono le quattro basiliche maggiori della città di Roma:
- San Pietro in Vaticano
- San Giovanni in Laterano
- Santa Maria Maggiore
- San Paolo fuori le Mura
In ciascuna di esse viene aperta una Porta Santa e sono previste celebrazioni presiedute dal Papa. Tra gli altri luoghi giubilari di Roma si segnalano le catacombe e le memorie dei martiri. Papa Francesco desidera anche dare un segnale forte della particolarità dell’anno giubilare aprendo una porta santa in un carcere.
Nella Diocesi di Crotone-Santa Severina
I luoghi giubilari nell’arcidiocesi di Crotone - Santa Severina sono stati individuati seguendo il criterio dei Vicariati foranei, per garantire accessibilità e partecipazione su tutto il territorio diocesano. Essi sono:
- La Chiesa concattedrale di Santa Severina
- Vicaria di Crotone: Chiesa dell'Immacolata
- Vicaria di Santa Severina: Santuario del Ss. Ecce Homo, Mesoraca
- Vicaria di Cerenzia - Umbriatico: Santuario della Madonna della Scala, Belvedere Spinello
- Vicaria di Belcastro - Isola: Santuario della Madonna Greca, Isola di Capo Rizzuto
- Vicaria di Strongoli: Santuario della Madonna d'Itria, Cirò Marina
In ciascuno di questi luoghi sarà possibile ottenere l'Indulgenza Plenaria alle condizioni stabilite dalla Chiesa. Il nostro amministratore apostolico, S.E. Mons. Claudio Maniago ha stabilito, inoltre, che la cappella “san Giovanni di Dio” che si trova nell’Ospedale di Crotone sia luogo giubilare per i degenti e chi li assiste, per il personale sanitario e per quanti frequentano quel luogo di culto prodigandosi per coloro che soffrono.
Modalità per Vivere il Pellegrinaggio
Diverse sono le opportunità per partecipare ai pellegrinaggi giubilari:
- Il nostro pellegrinaggio diocesano a Roma si svolgerà nei giorni 10-12 Novembre 2025. Il cuore del pellegrinaggio sarà la visita alla Basilica di San Pietro in Vaticano, il passaggio della Porta Santa e la professione di fede sulla tomba dell’Apostolo. Per partecipare, è possibile rivolgersi alla propria parrocchia, che fornirà tutte le informazioni necessarie.
- Pellegrinaggi ai luoghi giubilari diocesani, organizzati dai vicariati foranei, parrocchie, associazioni e altre realtà ecclesiali. Anche in questo caso, per essere informati su date e modalità di questi eventi, si può contattare la propria parrocchia o consultare il sito diocesano.
- Il pellegrinaggio si può vivere anche personalmente o in piccoli gruppi. In questo caso, ci si può rivolgere al referente del luogo giubilare scelto per il proprio percorso.
Qualunque sia la modalità scelta, per vivere bene il pellegrinaggio, è fondamentale:
- Prepararsi spiritualmente, con un cammino di catechesi e di preghiera. È consigliabile fare riferimento alla propria parrocchia per unirsi a un cammino di fede adatto.
- Accostarsi al sacramento della Riconciliazione, prima della partenza o durante il percorso, all’arrivo nel luogo giubilare.
La Porta Santa
Al centro dell’Anno Giubilare c'è il rito di apertura della Porta Santa. Si tratta di una porta che ordinariamente è murata e viene aperta solo in questa occasione. Attraversarla esprime la volontà di entrare in un tempo di grazia e di lasciarsi rinnovare dalla misericordia di Dio.

I significati della Porta Santa sono molteplici:
- È simbolo di Cristo stesso, la «porta» (Gv 10,7) che introduce alla salvezza.
- È simbolo del Battesimo, che ci introduce nella vita della Chiesa.
- È segno della meta verso cui siamo incamminati, la Gerusalemme celeste.
- È invito a superare le porte chiuse del peccato, dell'indifferenza, della paura.
Varcando la Porta Santa, si entra in uno spazio sacro, cioè diverso dal solito, con atteggiamento di raccoglimento, fede e pentimento, per riscoprire la bellezza dell'incontro con il Signore che viene ad abitare in noi. La Porta Santa è quella aperta solennemente dal vescovo di Roma, Papa Francesco, nella notte di Natale del 2024 e successivamente nelle Basiliche Maggiori della città di Roma. È importante notare che i luoghi giubilari diocesani non prevedono l’apertura di porte sante.
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