Il Vangelo di Giuda: Scoperta, Contenuto e Controversie

Il Vangelo di Giuda è uno dei testi più affascinanti della letteratura cristiana apocrifa, che adotta, per il famoso episodio della passione di Gesù Cristo, un punto di vista totalmente nuovo e inusuale. Questo manoscritto, la cui storia è controversa, ha suscitato discussioni tra religiosi e laici sul significato e la veridicità del suo contenuto. La sua scoperta non è recente (1978) e la sua pubblicazione è datata 2006, grazie alla National Geographic Society.

Contesto Storico e Religioso

I vangeli più conosciuti, o meglio i vangeli “dettati” da Dio e riconosciuti dalle chiese cristiane, sono il Vangelo secondo Matteo, il Vangelo secondo Marco, il Vangelo secondo Luca e il Vangelo secondo Giovanni. Di questo Vangelo “apocrifo” rimasero disponibili, per secoli, solo brevi citazioni indirette scritte da alcuni Padri della Chiesa. Ireneo di Lione (130 d.C. - 202 d.C.), venerato nella chiesa Cattolica e Ortodossa, fu il primo a parlare del Vangelo di Giuda. In particolare, il testo viene citato per la prima volta, attestandone l’esistenza, proprio da Ireneo nella sua opera Adversus haereses (“Contro le eresie”), scritta attorno al 180. "[…secondo i Cainiti] solo Giuda il traditore conosceva la Verità come nessun altro e per questo ha realizzato il mistero del tradimento, in seguito al quale tutto, in terra e in cielo, rimase sconvolto."

La Dottrina Gnostica nel Vangelo di Giuda

Il Vangelo di Giuda è un testo gnostico. In parole povere, se i cristiani erano il popolo eletto tra gli uomini, gli gnostici erano i migliori tra i cristiani. Stando a quanto si apprende dalla traduzione, il Vangelo di Giuda scagiona il traditore che portò Gesù alla crocifissione, presentandolo come il preferito di Gesù, l’unico a conoscere la dottrina segreta. Per 2.000 anni Giuda è stato insultato per aver tradito Gesù e oggi quello che è denominato “Vangelo di Giuda”, ampiamente tradotto in tutte le lingue, consente di raccontare la sua versione della storia.

Rappresentazione di Giuda con Gesù

Nel Vangelo di Giuda, i fatti rimangono gli stessi, ma l'interpretazione cambia radicalmente. Giuda non è l’apostolo che tradisce, bensì il discepolo preferito dal maestro, l’unico che può compiere la fatica più grande: tradirlo. Dunque, egli affidò al suo più fidato seguace il compito di tradirlo per consegnarlo alla morte, liberandolo dalla prigione corporea. Poiché gli gnostici ritenevano la carne la prigione dell’anima, allora Gesù avrebbe dovuto liberarsene per poter mostrare al mondo la sua essenza divina. Questo manoscritto non è stato accolto con tanto entusiasmo dai dotti della cristianità. Risulta evidente perché questo manoscritto sia stato considerato dalla dottrina cristiana mera carta straccia.

Passaggi Chiave del Vangelo

In un passaggio chiave Gesù dice a Giuda: “Tu li supererai tutti perché sacrificherai l’uomo che mi riveste…”. Ciò indica che Giuda avrebbe aiutato a liberare l’io spirituale del Cristo per sbarazzarsi del suo corpo fisico. Gesù aggiunge: “Allontanati dagli altri e io ti svelerò i misteri del regno”, investendolo di uno speciale potere. E inoltre: “Alza in alto i tuoi occhi e guarda la nube e la luce all’interno di essa e le stelle che la circondano. Sapendo che Giuda stava riflettendo su qualcosa di elevato, Gesù gli disse: “Allontanati dagli altri e ti svelerò i misteri del regno. È possibile per te raggiungerlo, ma dovrai soffrire molto. Qualcun altro prenderà il tuo posto, affinché i dodici discepoli possano venire ancora al completo con il loro Dio.”

La conoscenza gnostica

Secondo il Vangelo di Giuda, l’apostolo bollato come traditore in realtà eseguiva gli ordini del maestro, che voleva creare le condizioni per il sacrificio della vita con cui avrebbe riscattato i peccati degli uomini. Nel testo Giuda viene descritto come l’unico apostolo di cui Gesù si fidava e a cui rivelò il mito della creazione. Giuda è in pratica l’agente segreto scelto da Gesù e mandato a trattare con chi lo vuole mettere a tacere. Obbedisce a malincuore e tradisce il Maestro per eseguire il suo ordine.

Il Ritrovamento e il Restauro del Papiro

La Scoperta e il Deterioramento Iniziale

Il testo, uno dei tanti documenti antichi trovati nel deserto egiziano nel 1970, è stato preservato e tradotto da un team di studiosi ed è stato reso pubblico grazie al contributo della National Geographic Society. Il testo in greco è andato perduto ma qualcuno attorno al 300 ha tradotto in copto, su un fragile papiro, il documento in Egitto. Rimasto per 17 secoli sepolto nel deserto, il manoscritto è stato trovato negli anni '70 vicino alla cittadina di El Minya. Entrato in possesso nel 1978 di un antiquario egiziano, il manoscritto finisce nel 1984 nel deposito di una banca di New York dove resta per 16 anni deteriorandosi in modo spaventoso. Nel 2000 il papiro fu acquistato dalla svizzera Frieda Nussberger-Tchacos per circa 300.000 dollari. Le difficoltà non finirono, tanto che per evitare il deterioramento si affidò alla Maecenas Foundation for Ancient Art di Basilea.

Acquistato nel 2000 dall'antiquario Frieda Nussberger-Tchacos, il papiro attraversò di nuovo l'Atlantico alla volta della Svizzera, in condizioni ormai catastrofiche. "Si era spappolato in un migliaio di frammenti, fragilissimi - ha raccontato Terry Garcia, uno dei protagonisti del salvataggio - Sarebbe diventato presto polvere".

Il Processo di Restauro e Autenticazione

Con i finanziamenti di alcune compagnie - come la 'Maecenas Foundation' e il 'Waitt Institute' - i frammenti vengono affidati in Svizzera alla restauratrice Florence Darbre che, con la collaborazione dello studioso di Copto Rodolphe Kasser, tenta di rimettere insieme il puzzle. Le 26 pagine del 'Vangelo di Giuda' erano su 13 fogli di papiro (scritti su entrambe le facciate). "Immaginate un documento di dieci pagine, strappatelo in pezzi minuscoli, gettate via metà dei frammenti e provate a ricostruire l'altra metà col migliaio di pezzi rimasti", ha affermato Kasser illustrando le difficoltà dell'opera di ricostruzione del documento, durata cinque anni.

Il papiro è stato sottoposto nel frattempo ad una lunga serie di esami per accertarne la autenticità temporale: dal radio carbonio all'analisi dell'inchiostro, dall'analisi linguistica a quella della grafia dello scrittore. Tutte le analisi hanno confermato che il documento risale al 300 dopo Cristo. Il testo, in lingua copta, è stato datato a circa l’anno 300 d.C. Una parte di studiosi conferma che coloro che fecero circolare i vangeli apocrifi non pensarono di essere eretici. Altri studiosi più tradizionalisti ammettono che il tradimento di Giuda per denaro sia stato influenzato da Satana.

Frammenti di papiro in fase di restauro

Il Codice Tchacos e la Sua Pubblicazione

Il Codice Tchacos (di cui il Vangelo di Giuda è una parte insieme alla Prima Apocalisse di Giacomo, alla Lettera di Pietro a Filippo e un frammento dell’Allogeno) dal 1978, è stato tenuto in una cassetta di sicurezza per diversi anni e ha cominciato a deteriorarsi prima che i restauratori iniziassero a lavorare su di esso. Nella sede del National Geographic Institute di Washington è stata presentata ieri, tradotta ed autenticata, l’unica copia di un manoscritto copto del 300 dopo Cristo e a sua volta è stato tradotto da un testo greco più antico. Il manoscritto è stato ritrovato negli anni ’70 in Egitto e conservato per 16 anni in una banca di New York. Composto da 62 pagine, di cui un terzo illeggibili, il documento contiene oltre al vangelo di Giuda le lettere di Pietro a Filippo e l’Apocalisse di Giacomo.

Il 'National Geographic' dedica la copertina del suo numero al 'Vangelo di Giuda', oltre ad un documentario e a due libri che sono usciti oggi: 'Il Vangelo di Giuda' e 'Il Vangelo di Giuda'. La traduzione del papiro fu affidata ad uno dei massimi esperti di lingua copta antica, il prof. April D. DeConick, professoressa di studi biblici alla Rice University, ha messo in discussione la traduzione.

Secondo uno dei traduttori, il professor Marvin Meyer, il Vangelo di Giuda riabilita la figura di Giuda, il cui nome è stato usato per secoli per giustificare l’accusa di deicidio rivolta agli ebrei. «Il racconto attribuito a Giuda - ha spiegato Meyer - contrasta con la tradizione che vede in Giuda l’ebreo cattivo e forse è stato usato dalle sette gnostiche per controbattere le accuse degli antisemiti».

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