Fossombrone, città di antiche origini e profonda spiritualità, custodisce un patrimonio religioso di notevole interesse, al cui centro si trova la sua imponente Concattedrale. Sebbene l'espressione "Abbazia di San Biagio a Fossombrone" non si riferisca a un singolo edificio monastico oggi esistente con tale denominazione, la figura di San Biagio è storicamente e culturalmente intrecciata con la vita ecclesiastica della città, in particolare attraverso l'evoluzione della Concattedrale e la memoria di antiche strutture a lui correlate.
Contesto Storico e Origini
La chiesa dei Santi Aldebrando, Agostino e Maurenzio, riconosciuta come Concattedrale di Fossombrone e principale luogo di culto cattolico della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, affonda le sue radici nell'antica abbazia benedettina di San Maurenzio. Verso la fine del XIV secolo, in un'epoca di significative trasformazioni, la sede vescovile fu trasferita qui dall'area della Cittadella, consolidando il ruolo centrale dell'edificio nel panorama religioso locale.
Nel tessuto storico di Fossombrone, la venerazione per San Biagio è attestata da antiche presenze. Nei pressi dell'antica Abbazia di Santa Maria in Lastreto, verso ovest, sorgeva il Castello di San Biagio, il cui nome derivava dal Santo a cui era dedicata la chiesa ivi presente. Questo tempio svolgeva le funzioni di parrocchia, evidenziando una radicata devozione locale a San Biagio ben prima che la Concattedrale assumesse la sua forma attuale.

Evoluzione Architettonica e Ristrutturazioni
Tra il XVI e il XVII secolo, la Concattedrale subì importanti lavori di ampliamento e decorazione, che inclusero l'aggiunta di diverse cappelle, tra cui quella del Santissimo Sacramento. L'aspetto attuale dell'edificio è il risultato di un'estesa ricostruzione avvenuta tra il 1776 e il 1784. Questo progetto, che conferì alla chiesa un marcato stile neoclassico, fu ideato dall'architetto imolese Cosimo Morelli. Egli modificò l'orientamento originale, adottando l'odierno asse nord-sud in sostituzione del precedente ovest-est.
La facciata della Concattedrale si presenta a salienti, caratterizzata da mattoni a vista. Al centro è definita da due coppie di paraste binate, poggianti su un alto basamento e coronate da capitelli ionici in pietra, che sorreggono una trabeazione e un frontone. Al centro del timpano si apre un oculo. Le porzioni laterali della facciata principale, corrispondenti alle navate minori, sono delimitate in sommità da cornici spioventi, mentre i fianchi sono scanditi da paraste singole di ordine dorico.

Gli Interni: Un Tesoro di Arte e Fede
L'interno della Concattedrale è spazioso e si sviluppa con una pianta a croce latina, articolata su tre navate. Nella navata di destra si trova il battistero, arricchito da una pregevole statua lignea del Cristo Risorto risalente al XVII secolo. Nella stessa navata sono esposte due importanti tele: una Madonna con Bambino ed i Santi Francesco e Giuseppe del celebre pittore Guerrieri, e una Madonna col Bambino e Sant'Anna che appaiono a Sant'Aldebrando di Claudio Ridolfi, in cui è raffigurata anche una suggestiva veduta della città.
Nella navata di destra si ammira l'affresco della Madonna della Provvidenza di Guido Palmerucci, opera del XIV secolo, e un Crocifisso del XVII secolo. Alla fine della navata si apre la Cappella della Madonna del Rosario, che ospita un altare in marmo pregiato e una tela del Guerrieri, datata 1627, raffigurante la Madonna col Bambino e Sant'Anna.
Degni di nota sono i cori in noce, posti dietro l'altare maggiore e nel presbiterio. Sotto l'altare maggiore sono custodite le spoglie di sant'Aldebrando, patrono della città. L'abside è impreziosita da una tela del XVIII secolo, raffigurante la Santissima Trinità. L'organo, realizzato alla fine del XVIII secolo, è opera del maestro Gaetano Callido, mentre gli altari in marmi policromi furono sapientemente creati dagli scalpellini di Sant'Ippolito, rinomati artigiani della zona.

La Sagrestia e la Veneratione di San Biagio
La sagrestia dei canonici, che un tempo costituiva l'abside dell'antica chiesa, conserva un'opera di eccezionale valore artistico e devozionale: un'ancona scolpita in pietra arenaria delle cesane e finemente policromata in azzurro ed oro. Quest'opera, attribuita a Domenico Rosselli, è una struttura architettonica elegante composta da cinque nicchie con semicatino a conchiglia. Al suo interno sono raffigurate, in bassorilievo, la Madonna col Bambino, i Santi Apostoli Pietro e Paolo, e i Santi Aldebrando e Biagio. La presenza di San Biagio in questo importante manufatto artistico della Concattedrale testimonia la persistenza della sua venerazione e il suo inserimento nel contesto sacro di Fossombrone.
La Meridiana di Sempronio Pace
Un elemento distintivo e di grande fascino dell'edificio è la meridiana incastonata nel pavimento della navata di destra, realizzata da Sempronio Pace nel 1780. Si tratta di un calendario solare di rara bellezza, in cui, ogni giorno a mezzogiorno, un raggio di sole proietta la sua luce indicando il segno zodiacale corrente e l'altitudine del sole sull'orizzonte. La linea sul pavimento si conclude alla base di una colonna, dove è incisa la seguente iscrizione latina: "INDICA MIHI UBI PASCAS UBI CUBES IN MERIDIE • CANT. I V.6 LINEA MERIDIANA DALL'UNO ALL'ALTRO TROPICO MDCCLXXX". Questa epigrafe continua spiegando con precisione come il raggio solare indichi la metà del suo corso, l'altezza successiva e l'ora corrispondente attraverso numeri che il raggio stesso attraversa, i gradi di distanza dal vertice, le parti centesime del perpendicolare e l'ora italiana con i minuti del mezzogiorno.
Mery e Sunny: come funziona una meridiana?
tags: #abbazia #di #san #biagio #fossombrone