Differenze tra Ebrei e Cattolici: Ruoli, Riti e Tradizioni a Confronto

Le religioni ebraica e cattolica, pur condividendo radici comuni e un profondo rispetto per le Sacre Scritture, presentano numerose distinzioni nelle loro pratiche, riti e nell'organizzazione delle loro figure religiose. Esamineremo le differenze chiave che delineano queste due importanti fedi.

Il Giorno di Riposo e i Testi Sacri Fondamentali

Il Calendario e il Giorno Dedicato al Riposo

Il Santo in sette giorni creò la terra e l’ultimo giorno si riposò. Tuttavia, mentre per gli ebrei, seguendo il calendario lunare, il riposo, conosciuto come Shabbat, inizia dal tramonto del venerdì e finisce con il tramonto del sabato, per la religione cattolica esso si concentra tutto nella domenica.

La Torah e il Pentateuco

Il popolo ebraico ha come riferimento principale la Torah o Pentateuco, di cui si legge ogni settimana una parte fino ad arrivare alla festa “Simchat Torah” dove si legge l’ultima parte e, per non fermarsi mai, si riprende subito dal primo libro della creazione del mondo.

Rotoli della Torah in una sinagoga

Riti di Passaggio e Formazione Religiosa

L'Iniziazione nella Comunità: Bar Mitzvah, Bat Mitzvah e Comunione

La comunione cattolica avviene dopo un periodo di catechismo. Nella religione ebraica, invece, per i maschietti all’età di 13 anni c’è il “Bar Mitzvah”, un rito che segna il passaggio all'età adulta religiosa. Viene loro richiesto di studiare “Arvith”, la preghiera della sera, che si leggerà e canterà in ebraico il venerdì (Shabbat) in sinagoga dove, dopo aver compiuto il tredicesimo anno di età, si deciderà di festeggiare, mentre il sabato mattina successivo si leggerà e canterà una parte della Torah in questo caso usando i rotoli come nell’antichità. Per un intero anno si studierà il tutto insieme a un rabbino. Per le femminucce, quella che nella religione cattolica è la comunione, nella religione ebraica si chiama “Bat Mitzvah” e si fa a 12 anni.

Josh's Bar Mitzvah Celebration | 4.29.2023 | Highlight Recap Video

Il Matrimonio nelle Due Fedi

Il matrimonio ebraico, per essere effettuato in sinagoga, richiede che entrambi gli sposi siano di religione ebraica. Questo può avvenire anche nel caso in cui uno dei due sposi si sia convertito, percorso peraltro molto difficile. Ovviamente nei matrimoni misti le regole sono diverse e molto più complicate.

Il matrimonio ebraico si svolge sotto la “Chuppah”, che si può paragonare a una tenda di quelle usate per gli eventi all’aperto, dove il rabbino legge e canta le preghiere e gli sposi firmano la “Ketubbah”, una pergamena che è una sorta di contratto che li vincola. Le preghiere vengono accompagnate da musiche dal vivo con strumenti e cantanti e, come nel matrimonio cattolico, ci si scambiano le fedi. Alla fine le due cerimonie sono molto simili, solo con parole e lingue diverse.

Foto di una Chuppah durante un matrimonio ebraico

Ruoli delle Guide Spirituali: Rabbini e Sacerdoti a Confronto

Una differenza importante tra la religione cattolica e quella ebraica riguarda il celibato dei ministri di culto: il rabbino è obbligato a sposarsi per ricoprire la carica religiosa, mentre preti, sacerdoti e vescovi cattolici non possono assolutamente sposarsi.

Immagine comparativa di un rabbino e un sacerdote cattolico

Riti Funebri e l'Ultimo Addio

Anche per quanto riguarda l’ultima fase della vita, la morte, c’è un’altra grande differenza tra le due religioni. Mentre i cattolici portano la salma in chiesa e recitano preghiere, per gli ebrei tutto questo è vietato. Di conseguenza, hanno un’apposita sinagoga all’interno del cimitero per le cerimonie funebri.

Le Grandi Festività Ebraiche e Cattoliche

Le festività, sia ebraiche che cattoliche, rivestono un ruolo fondamentale nella vita dei credenti, spesso coincidendo con periodi di riposo, celebrazione e riflessione spirituale.

Festività Ebraiche del Nuovo Anno e Espiazione

Nella religione ebraica, il Capodanno non coincide con il 31 dicembre e il primo gennaio. Questa festività, che si chiama “Rosh Hashana”, cambia ogni anno in base al calendario lunare, come tutte le feste. Dieci giorni dopo è “Kippur”, l’unico giorno dedicato completamente alla preghiera e all’espiazione dei peccati, nel quale non si può mangiare, bere, né effettuare alcun tipo di lavoro, mentre nella religione cattolica tutto questo avviene nella ben nota confessione dove non c’è un periodo dedicato specifico.

Sukkot e le sue Tradizioni

Poi c’è “Sukkot”, la festa delle capanne, che dura otto giorni, in cui si ricordano i giorni nel deserto, vissuti appunto sotto delle capanne. “Hoshanna Rabbah” è il giorno di osannazione, nel quale si prende il “Lulav” (rami di palma, salice, mirto e un cedro) che viene sbattuto durante alcuni canti e ogni foglia che cade simboleggia un peccato. Gli ultimi due giorni di Sukkot si chiamano “Shemini Atzeret” e “Simchat Torah”, nei quali si finisce e ricomincia la lettura della Torah.

Immagine di un Lulav e Etrog per Sukkot

Chanukka e Natale: Feste di Luce e Doni

Nel periodo di dicembre, c’è la festa di “Chanukka”, la festa delle candele, che ricorda gli otto giorni dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, nei quali l’olio per fare luce durò miracolosamente per otto giorni, invece di un solo giorno. Questa festa può essere paragonata al Natale cattolico perché in questa occasione si usa molto fare regali e accendere nelle piazze la “Chanukkiah”, il candelabro a nove braccia. I cattolici, invece, usano fare il presepio e l’albero di Natale il giorno dell’Immacolata Concezione (8 dicembre), per disfarli una volta passato il 6 gennaio, giorno in cui si festeggia l’Epifania.

Foto di una Chanukkiah accesa e un albero di Natale

Altre Festività Ebraiche Importanti

Poi c’è “Tu Bishvat”, il Capodanno degli alberi, in cui si usa mangiare particolarmente cibi che provengono dagli alberi.

Pesach e Pasqua Cattolica: Similitudini e Differenze

Pesach” è paragonata alla Pasqua cattolica (che è l’unica festa cattolica a cambiare giorno ogni anno), pur essendo in realtà molto diversa. La vigilia prevede il digiuno dei primogeniti per ricordare le piaghe d’Egitto, con la successiva dipartita del popolo ebraico per recarsi in Israele sotto la guida di Mosè. Durante questi otto giorni, che corrispondono alla durata della festa, non si mangiano cibi lievitati e, nelle prime due sere, si fa una cena caratteristica con canti di gioia dall’inizio alla fine per festeggiare la liberazione dalla schiavitù in Egitto.

Sia nella Pasqua ebraica che in quella cattolica le palme sono importanti ma, mentre il popolo ebraico in questo giorno le brucia, così come in questo periodo toglie dalla casa tutti i cibi proibiti, il popolo cattolico prende le palme e le porta nelle proprie case, cosa che gli ebrei fanno invece ad Hoshanna Rabbah.

Tavola del Seder per Pesach

Quaresima e la Pasqua Cattolica

La Quaresima è il periodo di quaranta giorni che inizia dal Mercoledì delle Ceneri fino ad arrivare al Giovedì Santo e ricorda gli altrettanti giorni trascorsi da Gesù nel deserto. Alla fine della Quaresima inizia la Pasqua, che cade la domenica successiva al primo plenilunio della stagione primaverile.

Ulteriori Ricorrenze Ebraiche

Sukkot, Pesach e Shavuot sono le tre feste ebraiche che ricordano il pellegrinaggio nel deserto. Tra aprile e maggio ci sono le ricorrenze di Yom Hashoah, l’anniversario ebraico della Giornata della Memoria in ricordo dell’Olocausto, e Yom Hazikaron per ricordare le vittime di tutte le guerre, mentre Yom HaAtzmaut è l’anniversario dell’indipendenza dello Stato Ebraico. Tra luglio e agosto cade il digiuno di “Tisha B'Av”, il 9 del mese di Av, in cui si ricorda la distruzione del Tempio di Gerusalemme. Per finire Rosh Chodesh Elul, primo giorno dell’ultimo mese, in cui si narra che Mosè prese, per la seconda volta, le tavole della legge e venne perdonato da Dio dopo che il popolo ebraico distrusse le prime.

Il Dialogo Interreligioso tra Ebraismo e Cattolicesimo

Iniziative Storiche e Riconoscimento Reciproco

Il 13 aprile 1986, Papa Giovanni Paolo II venne nella sinagoga di Roma a salutare l’allora Capo Rabbino Elio Toaff, che poi nominò nel testamento del Papa e che definì il popolo ebraico “suoi fratelli maggiori”. Il 17 gennaio 2010, Papa Benedetto XVI ha visitato il Tempio Maggiore di Roma. Il 26 ottobre 1999, il Coro Ha-Kol (La Voce), un coro ebraico, si esibì nell’Aula Nervi del Vaticano, partecipando a uno scambio inter-religioso. Questi eventi testimoniano un crescente desiderio di cooperazione e dialogo.

Foto storica dell'incontro tra Papa Giovanni Paolo II e Rabbino Elio Toaff

Fondamenti Teologici e Impegno Comune

Nel suo primo paragrafo, un documento recente prende atto di come, prima del Concilio Vaticano II, sussistevano “grandi riserve da entrambe le parti, anche perché la storia del cristianesimo è stata vista come segnata da discriminazioni nei confronti dell’ebraismo e persino da tentativi di conversione coatta (cfr. Nostra Aetate, 4)”. Alla storia documentale dei rapporti cattolico-ebraici, si affianca un’attività di dialogo interreligioso in senso stretto, i cui principali protagonisti sono i pontefici e i rabbini. In particolare, San Giovanni Paolo II fu il primo Papa a recarsi ad Auschwitz e a visitare la Sinagoga di Roma, “per esprimere la sua solidarietà alla comunità ebraica”.

Nonostante la “rottura storica ed i dolorosi conflitti” verificatisi nel corso dei secoli, il dialogo con l’ebraismo si presenta come “qualcosa di assolutamente speciale per i cristiani, poiché il cristianesimo ha radici ebraiche che determinano l’unicità delle relazioni tra le due tradizioni”, si legge ancora nel documento.

La “differenza di fondo” tra le due fedi è in particolare nel modo in cui si vede la figura di Gesù, il quale, per gli ebrei, è un “appartenente al loro popolo, un maestro ebraico che ha sentito di essere chiamato in modo particolare ad annunciare il Regno di Dio”. È ancora la Nostra Aetate a suggerire come il dialogo ebreo-cristiano si ponga come modello per il dialogo dei cristiani con tutte le altre religioni.

Da un punto di vista teologico, infatti, il dialogo ebreo-cristiano si situa “ad un altro livello” e la fede ebraica, per i cristiani, non è “un’altra religione, ma è il fondamento della loro stessa fede”. La fede cristiana professa infatti che “l’opera salvifica di Cristo è universale e si rivolge a tutti gli uomini”, mentre “l’alleanza offerta da Dio a Israele è irrevocabile” ed è infondata la concezione che intende il Nuovo Testamento come “sostituzione” dell’Antico, piuttosto che come “compimento”.

Inoltre, ebrei e cristiani devono cooperare nel comune impegno “a favore della giustizia, della pace, della salvaguardia del creato e della riconciliazione in tutto il mondo”. Fondamentale è anche che i cristiani stiano accanto ai fratelli ebrei, contribuendo a sradicare l’antisemitismo nel mondo. Quando ebrei e cristiani, attraverso un’assistenza umanitaria concreta, apportano insieme il loro contributo alla giustizia ed alla pace nel mondo, offrono testimonianza dell’amorevole premura di Dio.

Josh's Bar Mitzvah Celebration | 4.29.2023 | Highlight Recap Video

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