Arresti di Sacerdoti: I Casi del Prete di Ascona e di Patrizio Poggi

Il tema degli arresti e delle indagini a carico di sacerdoti per reati di varia natura, in particolare quelli di natura sessuale, continua a generare attenzione. La cronaca recente e passata ha evidenziato diverse vicende che hanno coinvolto figure del clero. Tra queste, si distinguono un caso recente che ha interessato il Canton Ticino e la complessa storia giudiziaria dell'ex sacerdote Patrizio Poggi in Italia.

Il Caso del Sacerdote Indagato nel Canton Ticino

La Carcerazione Preventiva e le Accuse

Un prete, docente al collegio Papio di Ascona e al liceo di Savosa, rimarrà in carcerazione preventiva per i prossimi due mesi. È indagato per reati di natura sessuale. La notizia della conferma della richiesta della procuratrice pubblica Valentina Tuoni, titolare dell’indagine, da parte del giudice dei provvedimenti coercitivi è stata diffusa un venerdì nel tardo pomeriggio.

Dettagli sulle Vittime e la Segnalazione

Foto generica di un tribunale o ambiente giudiziario

Nel frattempo, emergono ulteriori dettagli sulla vicenda. Secondo quanto appurato dalla RSI, la vittima dei presunti abusi si sarebbe fatta avanti già a inizio marzo, prendendo contatto con l’amministratore apostolico Alain De Raemy. Si tratterebbe di un uomo, oggi maggiorenne, che avrebbe subito più abusi sull’arco di qualche anno. Dalle accuse si deduce che i fatti sarebbero iniziati quando era minorenne.

Dopo la segnalazione, in primavera è stata coinvolta da subito anche l’antenna interna che fa parte della Commissione di esperti in caso di abusi in ambito ecclesiale. Verso fine marzo, il Venerdì Santo, la vittima avrebbe maturato la volontà di denunciare il prete. La Commissione stessa avrebbe scritto al Ministero pubblico agli inizi di aprile. I fatti risalirebbero ad alcuni anni fa, almeno a più di 5, dunque non recentissimi ma nemmeno troppo lontani nel tempo. Il presbitero avrebbe già fatto delle ammissioni, ma non se ne conoscono i dettagli.

Le Misure della Diocesi e del DECS

Il rettore del Papio, Don Patrizio Foletti, sempre ai microfoni della RSI, ha escluso che i fatti siano legati all’attività che il cappellano svolgeva nel collegio. Il sacerdote indagato era assistente spirituale di pastorale giovanile, membro di commissioni e forum, e docente al liceo. Dal 2008, inoltre, dirige l’Ufficio dell’insegnamento religioso scolastico. La Diocesi lo ha sospeso cautelativamente, mentre il DECS, contattato dalla RSI, ha fatto sapere che “sono in corso gli approfondimenti necessari per valutare l’opportunità di eventuali misure amministrative, di competenza del Consiglio di Stato”.

Le Multiple Vicende Giudiziarie di Patrizio Poggi

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La figura di Patrizio Poggi, ex sacerdote, è stata al centro di diverse inchieste e arresti in Italia. "Don" Patrizio Poggi, cacciato con ignominia dalla Chiesa, non è nuovo alle aule del Tribunale, dove è entrato da imputato per poi uscirne da arrestato in più occasioni.

La Prima Condanna per Pedofilia (1999)

A marzo del 1999, come ha scritto Il Fatto Quotidiano, il giudice Edoardo Landi lo aveva spedito agli arresti domiciliari. L'accusa era di aver abusato sessualmente di 5 ragazzini tra i 14 e i 15 anni che frequentavano la sua parrocchia, San Filippo Neri, al confine tra Boccea e Primavalle. Nello stesso anno era stato condannato a 8 anni di reclusione per pedofilia. L'ex prete della parrocchia di San Filippo Neri ha già scontato 5 anni ai domiciliari per questa accusa. La segnalazione partì da un obbiettore di coscienza che svolgeva lì il servizio civile.

Le Accuse di Calunnia (2013)

Nel giugno 2013, Patrizio Poggi era stato arrestato con l’accusa di avere calunniato alti prelati di pedofilia. Aveva denunciato un'organizzazione criminale dedita a reclutare ragazzi, anche minorenni, per farli prostituire con esponenti del clero di Roma. Per questo è stato arrestato l'ex sacerdote Patrizio Poggi, con l'accusa di calunnia aggravata e continua. Secondo l’accusa sostenuta dal pm Eugenio Albamonte e dall’aggiunto Maria Monteleone, Poggi avrebbe provato nel 2013 a vendicarsi dei superiori che, dopo il primo arresto nel 1999, si rifiutavano di reintegrarlo nel ruolo, in una sorta di «muoia Sansone con tutti i filistei». Nella successiva denuncia verso i superiori, la procura accertò che si trattava di falso, salvo alcuni casi di prostituzione omosessuale ma non con minorenni.

Il Nuovo Arresto per Prostituzione Minorile (2014)

Schema riassuntivo delle tappe giudiziarie di Patrizio Poggi

L'ex sacerdote Patrizio Poggi è stato di nuovo fermato con l'accusa di prostituzione minorile. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato firmato dal gip Paola Della Monica e notificato dagli uomini della squadra mobile al termine di un'udienza per diffamazione. Secondo le accuse, avrebbe adescato due minorenni, uno nei pressi di una scuola di Viterbo. Nel dibattimento è infatti emerso che in almeno altri due casi, nel 2014, Poggi si sarebbe reso colpevole di adescamento e prostituzione minorile. Si tratta di due ragazzi romeni, uno dei quali avvicinato dall’uomo a poca distanza da una scuola di Viterbo. Nel secondo episodio, sempre con un minorenne romeno, stavolta a Pavona, centro dei Castelli Romani, l’ex religioso avrebbe anche scattato foto e fatto filmini a sfondo sessuale.

Secondo il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eugenio Albamonte, l’ex sacerdote ha inoltre scattato foto e fatto filmini a un minorenne romeno, altra vittima di violenza sessuale. Poggi ha poi denunciato il ragazzino per estorsione affermando che gli aveva chiesto denaro. Accuse però non riscontrate dagli inquirenti che, quindi, gli contestano anche il reato di calunnia, cosa che ha fatto scattare l’arresto. A disporlo è stato il gip Paola Della Monica che ha contestato fatti accaduti lo scorso anno. Assistito dall’avvocato Federico Spuntarelli, Poggi, 47 anni, si trova ora a Regina Coeli.

Il Contesto e le Reazioni Vaticane

Sulle vicende legate a Poggi era intervenuto indirettamente anche Papa Francesco, che a luglio 2014 aveva deciso di rispedire a Taranto, cioè nella sua diocesi d’origine, il numero due della nunziatura apostolica in Italia Luca Lorusso, che aveva preso le difese dell’ex prete.

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