Il Futuro delle Canoniche: Nuovi Usi per le Case Parrocchiali

La canonica è uno dei luoghi simbolo in una parrocchia, storicamente la “casa del prete” e un riferimento fondamentale per i fedeli e l'intera comunità. Tuttavia, un fatto che si è reso inevitabile da tempo è il progressivo calo del numero di presbiteri, portando a una situazione in cui molte canoniche rimangono senza parroco residente. Questo ha generato una sofferenza e difficoltà nelle singole comunità, poiché richiede un profondo ripensamento del modo di essere chiesa e di vivere la propria responsabilità ecclesiale.

Casa parrocchiale vuota o riutilizzata

La Sfida e la Nuova Consapevolezza Diocesana

Ad oggi, nella diocesi, si contano 144 canoniche senza parroco residente. Questa riflessione è in atto da tempo e le singole comunità stanno maturando una nuova consapevolezza. In questo cammino di discernimento e di crescita si inserisce anche la scelta della destinazione di queste canoniche non più abitate dai parroci. Il Vicario generale, mons. Lodovico Furian, sottolinea l'importanza che la decisione sia assunta dalla singola parrocchia, concedendo il tempo necessario per una scelta ponderata. Non esiste una soluzione preconfezionata o imposta dall'alto, sebbene le singole decisioni vedano sempre il coinvolgimento della Diocesi.

Problematiche Economiche e la Ricerca di Vitalità

Tra queste 144 canoniche, 33 sono chiuse perché inagibili. Per ristrutturare queste case, sono spesso necessarie ingenti risorse economiche che le comunità non possiedono. Questo problema economico è primario e su di esso si sta facendo una valutazione puntuale, caso per caso, per considerare le soluzioni più diverse. In molte altre situazioni, almeno una cinquantina, questi edifici erano già usati come luoghi d'incontro per le attività parrocchiali. La richiesta che si riscontra nella gran parte delle comunità è che questi edifici siano un luogo vivo e utile, o comunque un segno di carità della chiesa locale nei confronti delle situazioni più bisognose. C'è generalmente una buona disponibilità da parte dei parrocchiani a pensare a usi diversi, purché le nuove destinazioni non risultino estranee allo spirito della parrocchia.

Infografica con statistiche sulle canoniche non occupate e loro stato

L'Appello del Vescovo e la Responsabilità Sociale

La lettera di Natale del Vescovo Beniamino Pizziol, diffusa in questi giorni, rafforza questa direzione e offre ulteriori elementi per continuare un cammino che diventa un chiaro segno di testimonianza e condivisione. Il Vescovo sollecita a prendere in considerazione la situazione dei numerosi vicentini per i quali “non c’è posto nell’alloggio” e chiede alle parrocchie, agli ordini e alle congregazioni religiose di “fare un serio esame di coscienza sull’uso dei beni, degli ambienti, degli spazi che possiedono”. Circa il 40 per cento delle parrocchie è entrato a far parte di Unità pastorali, un fattore che ha contribuito a lasciare vuote molte canoniche. Delle 144 canoniche senza parroco residente, 51 sono già utilizzate abitualmente per le attività pastorali delle singole comunità cristiane.

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Esempi Concreti di Riutilizzo delle Canoniche

La Canonica di Terrossa: Una Casa Famiglia

L'iter per l'assegnazione delle canoniche è spesso il risultato di un processo decisionale che coinvolge la comunità parrocchiale. Un esempio significativo è la canonica di Terrossa, nell'Unità Pastorale Roncà-Terrossa. Dopo discussioni in Consiglio Pastorale e Assemblea parrocchiale, dal 1° gennaio 2013, la canonica è abitata dai coniugi Donata e Marcellino Dalla Chiusa, insieme ai loro due bambini e ad altri figli in affido, tre in modo stabile e uno in modo saltuario. Essi fanno parte della Comunità Papa Giovanni XXIII e la loro casa famiglia è stata chiamata “Santa Chiara”. Il rapporto con la parrocchia è eccellente, con i ragazzi del catechismo e i giovani che visitano periodicamente la casa famiglia e adulti che offrono supporto alla vita familiare.

Vicenza, Santa Maria Ausiliatrice: Alloggio e Custodia

Anche la canonica della parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice a Vicenza è stata destinata a una famiglia. Don Alberto Baron Toaldo della Pia Società San Gaetano, parroco del luogo, racconta che, data la necessità di rafforzare la vita della comunità religiosa, lui e don Guido Massignan, parroco in solido, sono tornati ad abitare nell'Istituto. Da maggio 2013, il pianterreno dell'ex canonica continua a ospitare la sala per gli incontri e l'ufficio del parroco, mentre il piano superiore è diventato un alloggio per una famiglia che si è assunta l'incarico di custodire i locali parrocchiali e la chiesa. Si tratta di un nucleo familiare di origine bosniaca, composto da papà, mamma e tre figli, che professano la fede con fervore.

Cresole (Unità Pastorale di Rettorgole): Molteplici Destinazioni

Per la canonica di Cresole, entrata a far parte dell'Unità Pastorale di Rettorgole, dove da un paio di mesi è parroco don Simone Stocco, è stata decisa una molteplicità di destinazioni. I locali sono stati ripartiti tra quattro diverse esperienze. Innanzitutto, ospitano due servizi pubblici garantiti da Ulss e Comune di Caldogno: lo Spuma Get (Gruppo Educativo Territoriale), un centro diurno per persone disabili, e un doposcuola per ragazzi con difficoltà di apprendimento gestito da uno psicoterapeuta. La canonica ospita anche una famiglia composta da un genitore anziano e una figlia disabile. Infine, accoglie una comunità di religiose, le Figlie di Nazareth, che qui hanno gli alloggi e una cappellina. Don Simone Stocco riflette su queste esperienze, sottolineando che, sebbene positive, la convivenza con la comunità cristiana non deve mai essere data per scontata. La comunità cristiana va continuamente motivata e accompagnata ad accogliere nel proprio vissuto ognuna di queste esperienze.

Unità Pastorale Riviera di Vicenza: "Canoniche in Missione"

L'Unità Pastorale Riviera di Vicenza, con don Giuseppe Pasquale e don Diego Castagna come parroci in solido residenti a Longara, ha trovato immediate destinazioni per le altre quattro canoniche di Campedello, Debba, Santa Croce Bigolina e San Pietro Intrigogna. In particolare, la canonica di San Pietro Intrigogna è diventata una vera e propria “canonica in missione”. La famiglia di Andrea e Anna Losi, con i loro tre bambini, è arrivata direttamente dall'Ecuador, dove era stata in missione. Oggi, la canonica pratica l'operazione “Porte aperte”, accogliendo giovani che desiderano conoscere la realtà dell'OMG e confrontarsi su questioni legate alla missione.

Mappa della diocesi di Vicenza con le Unità Pastorali e le canoniche riutilizzate

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