Storia di Mandello del Lario

Mandello del Lario è un comune situato in provincia di Lecco, lungo la sponda lecchese del Lario. Il suo territorio si estende fino ai 2409 metri della Grigna settentrionale. La storia di Mandello è ricca di eventi e personaggi che hanno plasmato la sua identità, dalla preistoria ai giorni nostri.

Origini Antiche e Periodo Medievale

Il territorio mandellese fu occupato dalla prima invasione celtica. Successivamente, la presenza di un accampamento romano e di "vici" (villaggi) testimonia l'occupazione romana. Le sue origini risalgono probabilmente all'anno 1000.

Nel 1158, Mandello figurava nel comitato di Milano e fu alleata del Barbarossa nelle lotte che contrapposero Como e Milano tra il 1196 e il 1300 circa. In questo periodo, il paese era caratterizzato da mura e da una locale torre medievale, di cui un proprietario si sentiva orgoglioso. La presenza della pieve plebana è documentata nel 1229. Alcuni indizi suggeriscono che vi fossero frati Benedettini e Templari, con questi ultimi forse giunti dalla Terra Santa e operanti nella medesima parrocchia.

Mandello, insieme a Lecco e alle zone limitrofe, passò sotto il governo di Azzone Visconti, diventando un simbolo commerciale e strategico del Ducato milanese, caratterizzato da ordine e buona amministrazione. In questo periodo si svilupparono anche le miniere nelle valli Bergamasche, e a Mandello vi era una vena di piombo ricca di puro metallo, sebbene ora abbandonata e coperta da una frana. La frase "d'ogni tempo è ghiaccio e vento...." potrebbe riferirsi alle condizioni climatiche delle zone minerarie o montane.

Mappa storica del Lago di Como con evidenziata Mandello del Lario

Dal Rinascimento all'Età Moderna: Tra Feudalismo e Rinnovamento Religioso

La chiesa antica e abbandonata da tempo, presso il santuario di Santa Maria sopra Olcio, all'interno della sponda lecchese del Lario, vide l'arrivo di Alessandro Carnizzari attorno al 1750. Egli, abbandonando la sua vita precedente, scelse di vivere come eremita in questo luogo. Nonostante i pettegolezzi e le incomprensioni della sua famiglia e della gente del paese, Alessandro trovò la pace e dedicò il resto della sua lunga vita a riparare il tetro e le mura dell'antico ospizio montano, coltivare un magro orto e pregare. La salita da Sonvico, frazione di Mandello, è un sentiero di pietra che, per chi lo desidera, diventa un cammino di fede, costellato da moderne Via Crucis. Questo luogo, dove cielo e terra si incontrano, poco è cambiato in oltre duecento anni.

Nel 1450, Mandello ed alcune altre "Castella della riviera di levante" videro Tomaso Tebaldi da Bologna contrastare la cessione feudale. Il periodo tra il XIV e il XVI secolo vide la presenza di frati Minori a Mandello (nell'attuale casa di riposo?). Un frate Minore, poi, divenne vescovo missionario in Cina.

La dominazione spagnola, iniziata nel XVI secolo, terminò nel 1706. In questo contesto, famiglie come gli Sfondrati, originari di Cremona (come Francesco Sfondrati), furono figure di rilievo. Nel 1634, il duca di Rohan compì alcune azioni significative, mentre gli Sfondrati rimasero senza discendenza. Nel 1777-1802, con l'imperio di Napoleone Bonaparte, cessarono i diritti feudali. Nel 1790 A.G. si occupava della "purga delle lane" e della lavorazione del ferro, attività industriali che venivano abbandonate senza difesa e andavano in rovina di giorno in giorno.

La chiesa di San Lorenzo, con la sua architettura caratterizzata da absidi, archetti pensili, due piani di bifore e una cimasa composita curvilinea sulla navata centrale, fu arricchita da stucchi e grandi quadri. Il maestoso organo in San Lorenzo, tuttora funzionante, fu realizzato in questo periodo. Anche il Crocefisso della S. Annunziata è menzionato, con riferimento al sostegno delle sue cupole. La visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda testimonia l'importanza ecclesiastica della zona.

Foto della chiesa di San Lorenzo a Mandello del Lario

Il Risorgimento e lo Sviluppo del XIX Secolo

L'epoca napoleonica portò la nascita della Repubblica Cispadana e, nel 1802, la Repubblica Cisalpina divenne Repubblica Italiana. Nel 1805, la Repubblica Italiana si trasformò in Regno d'Italia sotto Beauhamais. Con la Restaurazione, in Lombardia si insediò il Regno Lombardo Veneto, ma Mandello non rimase indifferente ai primi moti insurrezionali italiani del 1832. I mandellesi parteciparono a tutte le battaglie risorgimentali, con figure come Redaelli coinvolte nei moti.

Contemporaneamente, il XIX secolo vide un'importante crescita demografica e industriale. L'8 febbraio 1863 la popolazione di Mandello contava 3250 abitanti, che salirono a 3498 nel 1871. Nel 1839 a Dongo, Giorgio Enrico Falck sr. fondò il "primo impianto di laminazione italiano". Intorno al 1850, la Badoni&Co. emerse come importante realtà siderurgica italiana, esportando i suoi prodotti in tutto il mondo. L'industria locale era fiorente, specialmente nel settore del baco da seta e della coltivazione del gelso, e si sviluppò industrialmente la torcitura Panizza. Venne anche inaugurata la linea ferroviaria Colico - Sondrio, seguita dalla Bellano-Colico. A inizio Novecento, Mandello contava 3619 abitanti.

I Parroci e lo Sviluppo Sociale nel XX Secolo

La storia dei parroci di Mandello del Lario è costellata di figure dedite alla comunità:

  • Don Giovanni Desiderio Gatti: Nato a Mandello il 21 aprile 1883, frequentò il Seminario a Domaso e poi a Como. All’inizio di settembre 1907 giunse a Caspoggio come coadiutore di Don Gottardo Perego. Nel 1915 fu chiamato come cappellano dell’ospedale da campo della 1a Armata a Edolo. Durante la guerra, espresse al vescovo di Como il desiderio di rientrare in parrocchia, ma anche la soddisfazione per il bene fatto ai soldati. Nel 1917, Don Gatti, in villeggiatura sull’Alpe Prabello, ebbe l'idea di costruire una chiesetta dedicata alla Vergine a “Prabèl”. Già nei mesi di luglio e agosto, gli alpigiani, con l'aiuto di donne e ragazzi, procurarono le pietre. La costruzione iniziò nel 1918 e si concluse nel 1919 con la dedicazione della chiesa a Maria, Regina della Pace. Abitanti e villeggianti di Caspoggio contribuirono ad arredarla, con il pittore Achille Iemoli di Milano che dipinse una pala d’altare. La chiesetta si trova a quota 2200 metri, ad ovest delle baite di “Prabèl”.
  • Don Bai Rossi: Arciprete della Parrocchia S. Lorenzo di Mandello del Lario nel 1921, desideroso di offrire educazione cristiana ai figli, invitò le Suore della Carità di S. Giovanna Antida a Mandello. Il 1° novembre 1921 furono aperte la Scuola elementare parrocchiale all’oratorio maschile in via Bertola e la Scuola materna in via Monastero, dove le suore risiedevano.
Foto d'epoca di Don Giovanni Gatti o della chiesetta di Prabèl

L'Evoluzione delle Scuole Cattoliche

I parroci succeduti a Don Bai Rossi non si sentirono di affrontare la spesa per una nuova costruzione, nonostante l'aumento degli alunni. La Superiora Provinciale, Suor Domenica Costantini, e la comunità delle Suore di Mandello, convinte dell’importanza della Scuola Cattolica, decisero di costruire una nuova scuola in via Manzoni 40, dove si trovava una casa di riposo per suore anziane. Mons. Ambrogio De Battista, vescovo missionario in India, benedisse e pose la prima pietra della cappella, alla presenza dell'Arciprete di Mandello, Don Giuseppe Castelli, e del sindaco geom. A.

Il 1° ottobre 1963, i bambini della Scuola Materna iniziarono l’anno presso la nuova Scuola dedicata a S. Giovanna Antida. Il 5 novembre dello stesso anno, anche gli alunni della Scuola Elementare furono trasferiti nel nuovo edificio scolastico. Questa scuola ha continuato il suo percorso formativo, adattandosi alle esigenze delle famiglie e promuovendo l'alfabetizzazione culturale e l'educazione alla convivenza democratica. Nel nostro Istituto operano religiose e laici che lavorano instancabilmente per lo sviluppo integrale della persona.

Mandello nel XX Secolo: Industria, Sport e Demografia

Mandello del Lario ha visto una crescita significativa nel XX secolo:

  • Nel febbraio 1921 nacque la Moto Guzzi, che presentò un prototipo di motocicletta con motore orizzontale e si distinse in molteplici attività sportive.
  • Intorno al 1930, Giorgio Enrico Falck jr. sviluppò l'azienda a livello europeo, divenendo Senatore del Regno d'Italia.
  • Nel 1936 gli abitanti mandellesi erano 5099.
  • Nel 1946 l'ingegnere Dante Lafranconi contribuì allo sviluppo dell'industria locale, anche nel settore aerospaziale.
  • La ditta Gilardoni Cilindri fu fondata in paese.
  • La presenza industriale è stata notevole, con la filanda dei Semenza e Ravasi in località Maglio (nel comune di Somana) e la ACM-Carcano Antonio S.p.a. che utilizza l'alluminio per carte metallizzate, con una clientela mondiale. Il territorio comunale ospita circa 350 imprese.
  • A livello di infrastrutture, la linea ferroviaria Lecco-Sondrio vide il transito del primo elettrotreno d'Europa. Fu anche realizzata una linea metanodotto.
  • La vita sociale e culturale fiorì con l'apertura del cinema teatro Odeon e, successivamente, del cinema teatro Sociale.
  • La popolazione continuò a crescere: 3859 abitanti nel 1921, circa 4600 nel 1930, 5099 nel 1936. Nel 1981 si registrarono 9791 abitanti, saliti a 9895 nel 1991.
  • Lo sport ha avuto un ruolo importante, con Stefanoni che vinse il titolo Olimpico al timone.

Mandello del Lario è stata anche la sede di figure religiose significative del P.I.M.E., come un vescovo di Taungngu in Birmania (morto nel 1959) e un vescovo della diocesi di Vijayawada (morto nel 1952), oltre a Padre Ambrogio Poletti del P.I.M.E., conosciuto come "re dei nuovi territori" locali. Un altro religioso, che fu poi eletto Senatore della Repubblica italiana, si dedicò anche alla Casa della maternità e alla San Vincenzo.

Oggi, Mandello del Lario continua a essere una cittadina vibrante, che conserva la sua ricca storia pur proiettandosi nel futuro.

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