La storia della Chiesa di San Marziano a Sesto Ulteriano è un esempio di come una comunità cresca e si doti dei luoghi di culto necessari. In occasione di una visita pastorale nel 1969, un parrocchiano, da poco giunto nelle villette del villaggio di via Bezzecca, si rivolse all’Arcivescovo esprimendo un bisogno profondo: “Eminenza, ora noi abbiamo una casa, ma per sentirci una comunità cristiana, avremmo bisogno di una casa di Dio che ci potesse accogliere tutti per pregare, per ritrovarci fratelli in Cristo.” Questo appello era particolarmente significativo, poiché la parrocchia in quegli anni aveva raddoppiato la popolazione, evidenziando la necessità di un nuovo luogo di aggregazione spirituale.
La Costruzione e la Dedicazione della Nuova Chiesa
Il parroco di allora, don Ugo Scotti, raccolse la sfida e affidò la progettazione del nuovo edificio all’architetto della Curia, mons. Enrico Villa. La posa della prima pietra avvenne il 5 aprile 1971, ad opera di mons. Libero Tresoldi, vescovo ausiliare di Milano. Successivamente, il 3 ottobre 1972, mons. Luigi Oldani aspergese l’edificio, e il 4 ottobre 1972, il card. Giovanni Colombo presiedette la solenne celebrazione di Dedicazione. L’attuale chiesa prese il titolo dalla precedente del 1643, dedicata a San Marziano, primo vescovo di Tortona e martire nei primi secoli.

Caratteristiche Architettoniche e Artistico-Liturgiche
Nell’omelia di consacrazione, il Cardinale Colombo espresse che il ricordo di questa chiesa gli sarebbe rimasto particolarmente vivo. L’altare della chiesa è realizzato con lo stesso marmo di Candoglia (bianco cristallino, leggermente rosato) con cui è stato edificato il Duomo di Milano. Del medesimo materiale sono fatte anche le due colonne dell’altare, ciascuna dal peso di 13 quintali, la sede della presidenza, il piedistallo della statua della Vergine Maria e le acquasantiere. Un elemento di notevole significato è la collocazione del cero pasquale, innestato in un frammento di guglia proveniente dalla Cattedrale di Milano. Il tetto spiovente della chiesa richiama l’architettura delle villette circostanti, creando una continuità visiva tra il tempio e le abitazioni della comunità locale.
Come segno di continuità con l’antica e prima chiesa, ora denominata San Matroniano in onore dell’eremita che dimorò nei boschi di Sesto nei primi secoli, l’antico battistero fu ricollocato nel nuovo edificio. Nei primi anni del nuovo secolo, il nuovo edificio fu abbellito, grazie alla generosità di un benefattore, con vetrate artistiche istoriate. L’allora parroco don Stefano Maldifassi scelse di raffigurare la storia della salvezza, attraverso 18 episodi tratti dalla Bibbia, e la storia della Chiesa, tramite 9 figure spirituali significative del suo cammino di fede.

Il Progetto di Restauro del 2017
Nel 2013, don Antonio Loi, vicario parrocchiale a Sesto dal 2008, cominciò a pensare alla sistemazione dell’edificio sacro, confrontandosi con il parroco di allora, don Lino Maggioni. Dal confronto con il consiglio pastorale, il gruppo liturgico e il consiglio amministrativo, nacque un primo progetto, redatto dall’architetto Massimo Brambilla di Lecco. Sotto la guida del nuovo parroco, don Luca Violoni, i lavori iniziarono con il rifacimento del tetto, inaugurato il 16 settembre.
Inaugurazione Chiesa San Marziano in Sesto Ulteriano
Dettagli dei Lavori di Restauro
I lavori di restauro sono stati completati in cinque mesi, e il 3 dicembre 2017, l’edificio è stato riaperto al culto con una solenne celebrazione presieduta dal prevosto don Luca e concelebrata da don Antonio e don Lino (parroco emerito). La cerimonia vide la partecipazione di autorità civili e militari, della Sorella Maggiore dell’Istituto delle Ausiliarie diocesane e di numerosissimi fedeli.
È stato operato un restauro conservativo, partendo dall'installazione di un nuovo impianto di riscaldamento per irraggiamento a pavimento. Il pavimento, alzato di 10 centimetri, è stato realizzato in grès porcellanato di colore grigio/beige, mentre per la navata e la zona del presbiterio è stato utilizzato marmo bianco di Carrara. L’impianto luci è stato completamente rinnovato con proiettori a led ad alta efficienza, così come l’impianto audio.
Nel presbiterio, la sede della presidenza è stata traslata a sinistra, in ottemperanza alle norme liturgiche, e la croce è stata collocata dietro l’altare. Tutti gli arredi in marmo, inclusi il battistero, l’ambone, il tabernacolo, la sede, l’altare, le acquasantiere e il basamento della Madonna, sono stati ripuliti e lucidati. Il coperchio del battistero e il tabernacolo sono stati restaurati, dorati, argentati e zapponati. L’antico battistero è stato disposto all’ingresso a sinistra, ad un livello leggermente più basso, sempre per rispettare le indicazioni liturgiche, appoggiato su un pavimento lavorato a ottagono. La statua della Madonna è stata spostata in avanti, sulla destra, leggermente arretrata rispetto all’altare. Anche la corale ha trovato una nuova disposizione all’interno dell’assemblea.

Il portone è stato restaurato, è stata eseguita una nuova tinteggiatura, è stato realizzato un servizio igienico in sacrestia e nuovi arredi interni hanno completato i lavori. Sulla nuova porta d’ingresso interna in vetro sono state serigrafate due frasi significative: sulla parte sinistra “«Signore, amo la casa dove tu dimori e il luogo dove abita la tua gloria» dal Sal 26”, e sulla parte destra “Chiesa di San Marziano, Vescovo e Martire, dedicata il 4 ottobre 1972”. Sul pavimento esterno di ingresso è stata collocata una pietra con le parole: “Grazie di cuore a coloro che, in tanti modi, hanno partecipato ai lavori di ristrutturazione. 3 dicembre 2017”. Attualmente, i nuovi armadi per la sacrestia sono ancora in fase di lavorazione.
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