Portali, Chiese e le Storie della Vergine Maria: Un Viaggio nell'Arte e nella Devozione

I portali delle chiese, spesso vere e proprie opere d'arte, fungono da soglie tra il mondo profano e quello sacro, narrando storie di fede e devozione attraverso la loro scultura e architettura. In molte tradizioni, la figura della Vergine Maria occupa un posto centrale, ispirando leggende, opere artistiche e percorsi di pellegrinaggio che ne celebrano la vita e il ruolo.

illustrazione generale di un portale di chiesa storico con dettagli scultorei

Il Complesso di Santa Maria di Propezzano: Tra Leggenda e Architettura

Il complesso di Santa Maria di Propezzano sorge nella valle del Vomano, a poca distanza dall'abitato di Morro D'Oro, in Abruzzo. Le origini dell'abbazia sono legate a una leggenda che narra l'apparizione della Vergine, propizia ai miseri (da cui il nome Propezzano), avvenuta il 10 maggio del 715 nel luogo dove sorgeva già una chiesetta, la quale, su richiesta della Madonna, fu successivamente ampliata.

Le Origini e l'Evoluzione Architettonica

La notizia dell'apparizione è riportata nella bolla pontificia con cui Bonifacio IX concede indulgenze alla chiesa (Bindi, rist. anast. 1889), ed è stata tramandata per mezzo di un'iscrizione quattrocentesca affrescata sulla facciata della chiesa, oltre che attraverso episodi dipinti ad affresco sia nella chiesa (XV secolo) che nel chiostro (XVII secolo). L'esistenza di una chiesetta precedente il 715, tuttavia, non trova molte conferme a livello documentario e strutturale. Alcuni frammenti scolpiti reimpiegati come materiale da costruzione nell'odierna facciata possono stilisticamente datarsi all'VIII secolo. In particolare, i rilievi sono vicini ad alcuni frammenti di nastri intrecciati provenienti da S. Giusta di Bazzano e da S. Giustino a Paganica, tanto da far pensare per essi a una stessa mano, capace di "non generiche somiglianze" con manufatti longobardi dell'età liutprandea (Aceto 1986).

Si conservano, viceversa, evidenti le tracce di un impianto a navata unica con abside semicircolare, databile all'XI secolo. Allo stesso periodo possono riferirsi il portale maggiore e alcune sculture erratiche rinvenute nella chiesa. L'analisi dettagliata delle strutture assegna invece la chiesa odierna a una terza fase costruttiva riferibile al XIV secolo. Lo schema planimetrico adottato in Santa Maria di Propezzano presenta chiari influssi borgognoni e, insieme, caratteri tipologici che possono essere definiti tardo romanici; le scelte compositive in esso adottate sono accostabili alle soluzioni sperimentate nel duomo di Atri e nella chiesa cistercense di Santa Maria Arabona.

pianta architettonica della Chiesa di Santa Maria di Propezzano

L'Interno: Struttura e Affreschi

L'interno, completamente realizzato in cotto, presenta una pianta rettangolare divisa in tre navate da archi a tutto sesto ricadenti su piloni con semicolonne disposte in senso longitudinale e lesene trasversali di collegamento alla volta a crociera. La semplice geometria della forma cubica dei capitelli è ingentilita dal colore caldo del cotto, lavorato con particolare accuratezza. Sulla terza arcata di sinistra si conserva un interessante ciclo di affreschi databile al 1499, che narra le vicende della fondazione di Santa Maria e un'Annunciazione.

Nel presbiterio, rialzato da bassi gradini e senza absidi, si trova la stessa scansione in campate delle navate, ma gli archi sono a sesto acuto e i pilastri polistili sostengono una volta a crociera con costoloni. La coerenza strutturale dell'impianto fa ritenere che la chiesa sia stata concepita in maniera unitaria; tuttavia, il carattere più spiccatamente gotico del coro rispetto alle navate è spia di una variazione di programma in corso d'opera. L'Aceto, nel suo accurato studio sull'argomento, giunge a ipotizzare che l'architetto di Santa Maria abbia lasciato il cantiere a lavori non ancora conclusi, e senza la sua guida si sia proceduto nella navata a una semplificazione delle forme e all'adozione di soluzioni più arretrate. Lo studioso giunge anche a dare un nome all'architetto, che identifica con Raimondo di Poggio, lo scultore documentato ad Atri per la realizzazione dei portali del duomo, al quale è attribuito anche il disegno del portale laterale di Propezzano, la cosiddetta "Porta Santa" (per approfondimento vd. Aceto 1986).

La Facciata e I Portali di Propezzano

L'omogeneità dello spazio interno è negata dall'ampia facciata, che mostra in maniera chiara il succedersi di diverse fasi costruttive, poco armonizzate tra loro. Il corpo centrale è il tratto più antico, corrispondente alla chiesa romanica, mentre i due corpi laterali sono realizzati nel Trecento, al momento dell'adozione delle tre navate. Al corpo centrale viene addossato il piccolo portico a tetto con tre archi a tutto sesto nella fronte e uno a lato (la data dipinta sull'architrave, molto lacunosa, da alcuni letta 1285, può essere in realtà anche decifrata 1466); un rosone più ampio, caratterizzato dal semplice degradare di cerchi concentrici in cotto, sostituisce l'antico rosone romanico, parzialmente occultato dal portico e non più in asse (riaperto in occasione degli ultimi restauri); la terminazione, in origine a spioventi, assume un profilo rettilineo, con un motivo ad archetti ciechi di raccordo tra le parti.

Allo stesso intervento si può ricondurre il montaggio in facciata della cosiddetta Porta Santa, come lascia intuire lo stemma degli Acquaviva scolpito tra i capitelli. In origine il portale era collocato nel prospetto posteriore, un ingresso monumentale progettato forse per regolare il flusso dei fedeli che partecipavano numerosi alle festività celebrate nella chiesa. A differenza del portale maggiore, che non presenta decorazioni, fatta eccezione per l'affresco dipinto nella lunetta raffigurante una Madonna con il Bambino, il portale laterale esibisce un ricco ornato, tale da renderlo il fulcro decorativo di tutta la composizione. Negli stipiti si alternano colonnine a doppio nodo, a busto liscio e a tortiglione spezzato, che sorreggono piccoli e rigogliosi capitelli; l'architrave liscio contrasta con la fitta decorazione dell'archivolto, dove si dispongono delle palmette, delle foglie a punta di diamante, un motivo geometrico e un tralcio con motivi vegetali e animali.

La decorazione della Porta Santa è generalmente attribuita a Raimondo di Poggio, per via delle evidenti analogie che presenta con il portale laterale del duomo di Atri, firmato dallo scultore e datato 1302. Secondo l'Aceto, lo scultore-architetto Raimondo ha disegnato il portale, eseguito poi dalla sua bottega, nella "seconda parte del primo decennio del Trecento", dopo quindi l'intervento ad Atri (Aceto 1996).

Il Chiostro di Propezzano

Al XIV secolo risale anche il chiostro a pianta quadrata, dalle forme semplici e armoniose. Il portico è caratterizzato da ampie arcate a tutto sesto e da pilastri poligonali dal capitello cubico smussato agli angoli; il loggiato superiore è stato realizzato in un secondo tempo, forse nel Cinquecento, con due arcatelle su colonne per ogni arcata del portico. Nelle lunette del chiostro si conservano gli affreschi seicenteschi realizzati dal pittore di origine polacca Sebastiano Majewski.

foto del chiostro di Santa Maria di Propezzano

Singolari Espressioni Scultoree nei Portali

I Portali di Ortona: Svevo e Angioino

Il portale duecentesco, di stile svevo, su Vico dell’Orologio, è pervenuto quasi integro. Il portale trecentesco, angioino, in diretta connessione con l’antistante Piazza San Tommaso, rappresenta l’evoluzione in senso monumentale e stilistico del portale svevo, oltre che “il vero momento di svolta nel quadro dell’Abruzzo meridionale”; il risultato attuale è il frutto di restauri e ricomposizioni eseguiti a partire dal 1947 sotto la direzione della Soprintendenza ai Monumenti in seguito alle distruzioni belliche. Recentemente, la conclusione dei lunghi lavori di messa in sicurezza, consolidamento della facciata e restauro conservativo dei portali in pietra ha permesso di riconsegnare al culto e alla cittadinanza il monumento nella sua integrità. Un elemento caratteristico dei portali è la simmetria degli ornati, e in quello della chiesa madre c’è la massima espressione.

Il Portale con i "Baphomet": Simbolismo e Mistero

Nel contesto dei portali storici, si annovera un manufatto singolare datato 1568, come si può osservare sulla cornice con la scritta a caratteri romani (A.D. 1568) e sul lato sinistro del fregio. L’architrave presenta due fasce, e il fregio riporta a sinistra la data del portale, a destra la scritta con le lettere puntate: R.D.J.B.G.P. A conforto della sua unicità, si aggiunge la relazione archeologica di Gino e Anna Maria Ragozzino del 16 maggio 1998, sollecitata dal prof. Nel suo studio, Gino Ragozzino scrive che "alla sommità degli stipiti sono scolpiti due BAPHOMET". L’etimologia del nome è assai incerta. Si tratta di una figura androgina, che rappresenta l’uomo primordiale, secondo l’esegesi che Talmud, Midrasch e Zohar danno di Genesi 1, 27. A questo proposito Maimonide scrive: "Così i dottori dicono che Adamo ed Eva furono creati insieme, uniti dorso a dorso". In quanto simbolo della primordialità e della essenzialità dell’uomo, Baphomet fu caro alle sette gnostiche. Sulla parte inferiore del Baphomet è scolpita una figura la cui interpretazione precisa è incerta, ma che sembrerebbe fornita di tre coppie di ali.

Un fatto è certo: su tutto il territorio dei paesi vicini a Vallata non è stato rinvenuto alcun manufatto di questo tipo, il che aggiunge un elemento di mistero, come suggerito dal ricercatore, che si chiede cosa si dovesse nascondere e proteggere a ogni costo. Si potrebbe pensare che la scelta di tale iconografia sia stata casuale, ma riflettendo un poco si intuisce che sotto sia sotteso un preciso messaggio, cioè quello di incutere timore e rispetto da parte dei fedeli verso il luogo, inteso come sacro tempio. Un'identica scritta "AVE ROCHE ANGELICE A.D." è stata trovata sul portale di una bella chiesa dedicata a San Domenico nel centro urbano di Marina di Camerota in provincia di Salerno. Un altro esempio menzionato è un portale che sull’architrave porta due scritte, la prima del 1730 e la seconda del 1928, corrispondente all’anno dell’ampliamento della chiesa precedente, per cui il portale della prima chiesa fu trasportato e sistemato all’ingresso della seconda, corrispondente all’attuale.

dettaglio scultoreo del Baphomet sul portale

Le Storie della Vergine Maria nell'Arte Sacra

Le vicende della vita della Vergine Maria hanno ispirato innumerevoli opere d'arte, che ne illustrano le virtù e il ruolo nella storia della salvezza.

L'Edicola della Madonna delle Grazie: Narrazione e Fede

L'edicola della Madonna delle Grazie si caratterizza per i suoi quattro pilastri decorati da colonnine tortili, che sostengono archi a tutto sesto, cuspidi triangolari e pinnacoli. Il basamento è abbellito da formelle ad altorilievo che narrano le Virtù e le storie di Maria, mentre sul retro spicca un significativo bassorilievo raffigurante il Transito e l'Assunzione della Vergine, firmato dall'artista con la qualifica di "archimagister" e datato 1359.

Le storie di Maria sono dettagliatamente rappresentate:

  1. Natività di Maria: Anna, la madre, osserva amorevolmente la piccola Maria mentre è tenuta in braccio e fasciata da una giovane donna.
  2. La Presentazione al Tempio: la piccola Maria saluta affettuosamente i suoi genitori, San Giovacchino e Santa Anna, mentre si appresta a salire la scala del Tempio.
  3. Lo Sposalizio della Vergine: il sacerdote unisce in matrimonio la Vergine Maria e San Giuseppe.
  4. L'Annunciazione: l'Angelo Gabriele, inviato da Dio, annuncia alla Vergine Maria la sua maternità.
  5. La Natività di Gesù: ambientata nella grotta di Betlemme, tra la Madonna e San Giuseppe, il divino Bambino è riscaldato dalla presenza del bue e dell'asinello.
  6. La Visita dei Magi: il Bambino Gesù, tenuto in braccio dalla Madonna, riceve l'omaggio e i regali dai tre Re Magi.
  7. La Purificazione di Maria: seguendo la legge di Mosè, la Madonna si presenta al Tempio dopo 40 giorni, accompagnata dal Figlio e da San Giuseppe, per la cerimonia di purificazione. Il Bambino è abbracciato dal santo anziano Simeone, mentre San Giuseppe porta l'offerta dei due colombi.
  8. L'Annunciazione della Morte di Maria: ventidue anni dopo la morte di Gesù, un angelo appare a Maria e le annuncia che la sua morte avverrà tra tre giorni.

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Il Capolavoro Nascosto dell'Orcagna: Transito e Assunzione

Il capolavoro nascosto di Orcagna racconta l'epilogo e il trionfo della vita di Maria attraverso un bassorilievo di straordinaria bellezza, collocato nella parte retrostante del tabernacolo della Madonna delle Grazie nella Chiesa di Orsanmichele. L'opera si sviluppa in due momenti narrativi distinti, entrambi catturando con grazia l'essenza degli ultimi istanti terreni della Vergine e il suo glorioso passaggio al regno celeste.

Nella sezione inferiore del rilievo, la scena terrena mostra Maria sul suo letto di morte, circondata da una commossa assemblea di Apostoli, discepoli e fedeli visitatori. Tra questi spicca la presenza dell'Orcagna stesso, discretamente collocato all'estrema destra sotto un albero, riconoscibile dalla testa coperta in segno di rispetto. Al di sopra, in una composizione che sembra sfidare la gravità, la Vergine è raffigurata all'interno di un ovale mandorla, sollevata verso i cieli da un coro di angeli in festa. San Tommaso appare genuflesso a sinistra, in una posa di devozione, mentre attende di ricevere dalla Madonna la cintura, simbolo della sua assunzione. Questo elemento, tuttavia, manca all'appello - un dettaglio che l'Orcagna aveva pianificato di realizzare in metallo per sottolinearne l'importanza e la perennità, ritenendo il marmo troppo fragile per tale compito.

A conferma della sua autorialità e del legame profondo con l'opera, l'Orcagna ha inciso la sua firma sul letto di Maria, nella parte bassa del bassorilievo, lasciando non solo una testimonianza artistica ma anche una firma che attraversa i secoli: "ANDREAS CIONIS PICTOR FLORENTINUS ORATORII ARCHIMAGISTER EXTITIT HUJUS. MCCCLIX." Un messaggio che suggella l'opera con l'indiscutibile impronta dell'artista, facendoci riflettere sull'eterna ricerca dell'uomo di avvicinarsi al divino attraverso la creazione artistica.

bassorilievo del Transito e Assunzione della Vergine di Orcagna

Il Culto della Vergine Maria a Roma: Un Itinerario Mariano

Il periodo pasquale e il mese di maggio, per antonomasia mariano, offrono l'occasione di scoprire la città di Roma sotto un aspetto nuovo, attraverso la visita alle chiese e ai santuari intitolati alla Vergine Maria. La pratica della visita quotidiana alle sacre effigi di Maria non è una novità per Roma, sebbene sia una consuetudine caduta in disuso, un po' come quella delle chiese stazionali. È impossibile trovare in qualsiasi altra città, che non sia Roma, una testimonianza così grande e importante del culto verso la Vergine Maria Madre di Dio.

La "Domina Romae" e la Trasformazione dei Templi Pagani

In più di 20 secoli di storia, Maria, con gradualità, ha preso possesso della città tanto da assumere l'appellativo di "Domina Romae". Pensate che un tempo, nella zona del Foro Romano e del Palatino, si trovavano templi dedicati alle più celebri divinità pagane femminili. Uno dopo l'altro questi templi sono diventati chiese mariane. L'itinerario mariano può essere guidato da opere come quella di Dom Idelfonso Schuster (abate della Basilica di San Paolo fuori le mura) che nel 1919 pubblicò la prima edizione del suo Liber Sacramentorum. In questa immensa opera, al tomo VIII, l’autore dedica due capitoli ai “Santuari di Nostra Signora nella Roma medioevale”, alle “Immagini della Vergine SS. nella devozione romana” e delinea un interessante itinerario mariano.

Chiese Mariane Esemplari a Roma

  • Santa Maria ai SS. Cosma e Damiano: Situata in Via dei Fori Imperiali, 1 (Rione Campitelli), ospita un'icona della fine del XIII secolo della Madonna con Bambino in trono, posta sull'altare maggiore.
  • Santa Maria della Salute | Chiesa di Santa Maria Maddalena: In Piazza della Maddalena, 53 (Rione Colonna), questa chiesa rappresenta uno degli esempi di arte rococò a Roma.
foto della facciata della Chiesa di Santa Maria ai SS. Cosma e Damiano

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