La tradizione della benedizione delle case: significato e prassi pastorale

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, il periodo che precede la Pasqua. Tra le vie dei nostri quartieri, in particolare nel territorio della parrocchia di Santa Maria Infraportas a Foligno come in tutta la Diocesi, è consuetudine vedere i sacerdoti, spesso accompagnati da un piccolo gruppo di bambini, dai diaconi o dai ministri straordinari dell'Eucarestia, impegnati nella tradizionale benedizione delle case.

Foto di un sacerdote che visita una famiglia durante il periodo quaresimale

Origine e valore pastorale del rito

La benedizione della casa nel tempo di Quaresima è una tradizione sorta dopo il Concilio di Trento (1545-1563). Essa rappresenta oggi un prezioso momento per declinare nel quotidiano l'impegno a essere Chiesa "in uscita", secondo l'intuizione di Papa Francesco nell'Esortazione Apostolica Evangelii gaudium. Come sottolinea il Pontefice, la Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, che è fonte di un rinnovato impulso a donarsi.

È fondamentale sottolineare che questo rito non è un gesto scaramantico. Come precisa don Gianni Cavagnoli, docente di liturgia, al centro deve esserci sempre la persona, e l'abitazione va intesa come luogo in cui la famiglia si riunisce. Durante queste visite, il sacerdote raccoglie le confidenze del popolo di Dio, toccando con mano le povertà sociali, come la mancanza di lavoro, e quelle umane, quali le crisi matrimoniali o le incomprensioni nei rapporti familiari.

Significato della benedizione

Norme liturgiche e svolgimento

La Chiesa raccomanda che ogni parrocchia effettui annualmente le benedizioni, seguendo l'esempio di Gesù che inviava i suoi discepoli a portare nelle case il dono della pace. Secondo le norme del Benedizionale, è importante che la benedizione venga impartita all'interno di una casa abitata, poiché il gesto riguarda propriamente la famiglia e non i locali in sé.

Gli elementi essenziali del rito

  • Lettura della Parola di Dio;
  • Preghiera di benedizione;
  • Aspersione con l'acqua benedetta.

L'aspersione è accompagnata dalla formula: “Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta, il ricordo del Battesimo e l’adesione a Cristo Signore, crocifisso e risorto per la nostra salvezza. Amen.” (Benedizionale, n. 456.466).

Il legame con la Pasqua

Nelle chiese che seguono il rito romano, la tradizione vuole che la benedizione delle case ricada in occasione della Pasqua. Una spiegazione si trova nel libro dell'Esodo (12,1-14), dove si narra della Pasqua ebraica: gli ebrei spalmarono il sangue dell'agnello sugli stipiti delle porte affinché il Signore passasse oltre le loro abitazioni, salvando i primogeniti.

Elemento Significato
Segno sulla porta (Esodo) Protezione dal male e liberazione dalla schiavitù
Benedizione della casa (Cristiana) Preparazione alla liberazione dal peccato e dalla morte

Allo stesso modo, accogliendo il sacerdote e la benedizione di Dio, nella Pasqua cristiana la famiglia si prepara alla liberazione dalla schiavitù del peccato grazie al sacrificio del vero Agnello, Cristo Gesù.

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