La luce di Cristo e la missione della Chiesa
Le parole del profeta Isaia, rivolte alla città santa Gerusalemme, ci chiamano ad alzarci, a uscire dalle nostre chiusure e a riconoscere lo splendore della luce che illumina la nostra esistenza: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te». La Chiesa non può illudersi di brillare di luce propria; essa trae il proprio splendore dal Sole di giustizia, che è Cristo. Nella misura in cui la Chiesa rimane ancorata a Lui, riesce a illuminare la vita delle persone e dei popoli.
Essere missionari, per la Chiesa, non significa fare proselitismo, ma esprimere la propria natura: essere illuminata da Dio e riflettere la sua luce. Far risplendere la luce di Cristo è il servizio fondamentale della comunità dei credenti.

I Magi: modello del credente inquieto
I Magi rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù non esiste più divisione di razza, lingua o cultura: in quel Bambino, tutta l'umanità trova la sua unità. Come i Magi, tante persone vivono oggi con il “cuore inquieto”, che continua a domandare senza trovare risposte certe. Essi sono testimonianza vivente del fatto che i semi di verità sono presenti ovunque, poiché sono dono del Creatore.
Il segreto interiore: saper desiderare
I Magi, pur essendo sapienti e ricchi, non si sono accontentati delle loro sicurezze. Si sono lasciati inquietare da una domanda e da un segno. Il loro segreto è il desiderio: saper cercare oltre l'immediato e il visibile. Dio ci ha fatti «impastati di desiderio», orientati verso le stelle. Questo desiderio spinge la vita oltre le barriere dell'abitudine, oltre il consumo e la paura di mettersi in gioco.
- Sguardo verso l'alto: i Magi non vivono guardando la punta dei loro piedi, ma attendono una luce che illumini il senso della vita.
- Piedi in cammino: la fede non è un'armatura che ingessa, ma un viaggio affascinante e un movimento continuo.
- Cuore prostrato: l'adorazione è il momento culminante che trasforma il cuore.
I Re Magi nell'arte
Il contrasto con Erode e il culto del potere
Papa Francesco contrappone il cammino dei Magi all'atteggiamento di Gerusalemme e di Erode. Mentre i Magi camminavano, Gerusalemme dormiva sotto l'anestesia di una coscienza cauterizzata. Erode non può adorare perché il suo scopo è che gli altri adorino lui. Gli schemi mondani - il culto del potere, dell'apparenza e della superiorità - promettono solo tristezza, schiavitù e paura.
Anche gli scribi, pur conoscendo le profezie, non si sono mossi. La loro conoscenza è rimasta vana perché non erano disposti a cambiare il proprio sguardo. Al contrario, i Magi hanno compreso che ciò che cercavano non era nel Palazzo del potere, ma nella semplicità di Betlemme.
L'invito all'adorazione e al rinnovamento
La vera sapienza si nasconde nel volto di questo Bambino. L'invito del Pontefice è quello di andare a “scuola di desiderio” dai Magi: alzare il capo, ascoltare il desiderio del cuore e restare aperti alle sorprese di Dio. Solo recuperando il gusto dell'adorazione, il desiderio di Dio si rinnova e cresce.
| Atteggiamento | Descrizione |
|---|---|
| Desiderio | Cerca oltre l'immediato, apre al futuro e alla speranza. |
| Apatia | Chiude nel funzionalismo e nell'indifferenza. |
| Adorazione | Trasforma il cuore attraverso l'incontro personale con Gesù. |
Seguiamo la luce che Dio ci offre, quella luce che promana dal volto di Cristo, pieno di misericordia e di fedeltà. Presentiamogli i nostri doni: la nostra libertà, la nostra intelligenza e il nostro amore.