Informazioni sulla Parrocchia di Santa Maria Maggiore

La Parrocchia di Santa Maria Maggiore presenta una storia ricca e complessa, con evidenze di molteplici fasi costruttive e interventi artistici. Le informazioni disponibili riguardano diverse strutture dedicate a Santa Maria Maggiore o Collegiate con evoluzioni storiche che hanno portato a tale dedicazione.

La Collegiata di Santa Maria Maggiore: Origini e Architettura

Pianta architettonica della Collegiata con indicazione delle fasi costruttive

Fasi Costruttive e Ristrutturazioni

La Collegiata, inizialmente dedicata a S. Pietro, vanta origini antichissime, databili tra il XII e il XIII secolo. Tuttavia, numerosi restauri e ristrutturazioni susseguitisi nel tempo impediscono di stabilire con esattezza la data della sua costruzione originale. La struttura ricevette la sua sistemazione definitiva nel 1746, momento in cui subì anche un cambiamento nell'orientamento.

La chiesa, di origini molto antiche, sorse in un'area che si sviluppò urbanisticamente solo nel XVIII secolo. Venne distrutta parecchie volte nel corso dei secoli; in particolare, nel 1117 fu completamente rasa al suolo da un violento terremoto.

Stile Architettonico e Dettagli Esterni

Nell'edificio si possono notare motivi stilistici-architettonici tipici dell'arte meridionale, evidenziati dalla robustezza delle mura, con motivi decorativi verticali di risalto ripetuti ritmicamente, e dagli archi ciechi di chiaro stile romanico-lombardo. Le strutture architettoniche sono simili a quelle della chiesa di S. Nicola a Bari.

Il portale principale presenta una lunetta con un bassorilievo raffigurante un leone e un grifone affrontati, databile al XIII secolo. I portali laterali portano in alto una finestra quadrilobata; quella centrale, più ampia, presenta un elegante disegno di stile barocco nelle linee ondulate della nicchia e dello stemma della città. Il portale presenta decorazioni nella lunetta e nell'archivolto della lunetta. Una serie di arcate ogivali, sorrette da mensoline, divide spazialmente la fiancata destra della chiesa dove si apre un portale secondario con arco a tutto sesto, privo di decorazioni.

Interni e Struttura

La pianta dell'edificio è a croce latina a tre navate ornate da stucchi. Al posto della cupola vi è una semplice calotta senza tamburo e lanterna. Le coperture sono a tetto in vista, sostenute da capriate per la sezione centrale; i grossi pilastri, liberati dall'ingombrante intonaco, mostrano pietre levigate e poggiano tutti su grossi dadi lavorati in lineare alternanza di gusci e di tori. I capitelli, per lo più semplici e geometrici, aderiscono allo stile gotico nei motivi decorativi.

Opere d'Arte e Tesori Custoditi

Interno della Collegiata con evidenza delle opere d'arte

Nella chiesa sono conservate pregevoli opere del Cinquecento, attribuite a Michele Greco di Savenola, e opere settecentesche. Tra queste:

  • L'altare maggiore, caratterizzato da preziosismi degli ornati, con una tavola dell'Assunta (1572).
  • Un altro altare, con una tavola raffigurante l'Ultima Cena del 1795 del napoletano Ferdinando Castiglia.
  • L'altare di S. Adamo con una grossa tela di Pietro Bardellino raffigurante S. Adamo del 1786.
  • Un coro e un pulpito in noce scolpiti a mano (XVIII secolo).
  • Un'ancòna policroma in legno scolpito (XVI secolo) che rappresenta la Madonna col Bambino.
  • La statua di S. Adamo in argento.
  • Un'icona della Madonna Assunta (1505), racchiusa in una grande cornice d'argento.

La Cripta di Sant'Adamo

Sottostante alla chiesa si trova la cripta di S. Adamo, con tre absidi databile tra il XII e XIII secolo. In essa e in un locale annesso si sviluppa un ciclo di affreschi della seconda metà del XVI secolo. In particolare, nella cripta sono raffigurate scene dell'Antico Testamento (Diluvio, Arca di Noè, Torre di Babele), mentre scene della Genesi si trovano nel locale adiacente.

Nella cripta, sul muro opposto alle absidi, sono state scoperte due porte da cui si accedeva mediante scalinate alle navatelle superiori. Si è notata, inoltre, la diversa struttura muraria delle absidi in nuda pietra, come tutto l'edificio sino all'inizio delle citate tacche, e poi con muratura a secco dall'inizio delle reseghe in giù. Tale scoperta ha confermato l'età della sua originaria costruzione.

Oggetti Ecclesiastici

Negli uffici della parrocchiale sono custoditi diversi oggetti ecclesiastici quali legature di libri liturgici, croci d'altare e processionali, navicelle, turiboli ostensori a raggiera e calici datati al XVI secolo.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore a Verona

Santa Maria Maggiore, Roma

Dedicata a Santa Maria Maggiore, un'altra importante struttura fu eretta a partire dal 1805 su progetto dell'architetto veronese Bartolomeo Giuliari e completata nel 1904 con il completamento degli affreschi. Una vasta scalinata conduce ad un largo pronao, composto da 14 colonne corinzie alte 12 metri. Oltre al frammento dell'arco della vecchia chiesa, sotto il pronao vi è un monumento funebre, opera dello scultore Ugo Zannoni, in ricordo dei pittori Giuseppe Zannoni e Marcello Rancani, nipote del primo, morti nel 1903 cadendo dalle impalcature mentre stavano per affrescare l'abside, un lavoro iniziato da appena dieci giorni.

Interni e Opere d'Arte

L'interno della chiesa è ad aula unica, rettangolare, con due cappelle per lato e illuminato da quattro finestroni a mezzaluna con vetrate artistiche. Tutte le opere affrescate sono opera di Giovanni Bevilacqua (1871-1968), pittore di Isola della Scala. La volta si presenta a botte a sesto leggermente ribassato, con ampie unghie laterali. Risulta decorata con un ciclo di affreschi, le Virtù Cardinali e Teologali assieme ad angeli con in testa i candelabri a sette fiaccole.

Tra le opere custodite al suo interno notevoli sono:

  • "Gesù e la Samaritana al pozzo" attribuita a Girolamo dai Libri (1474-1555).
  • "La tentazione di Cristo" attribuita a Francesco Caroto (1480-1555).
  • La "Visitazione" di Giovanni Caliari (dipinta nel 1838).
  • La "Madonna col Bambino" della scuola di Giambettino Cignaroli.

Il Campanile

Il campanile della chiesa, costruito tra il 1894 e il 1897, è alto 79 metri ed è uno dei più alti del Veneto.

Santa Maria Maggiore: Un'altra Prospettiva Storica

Ricostruzione storica della facciata rinascimentale di Santa Maria Maggiore

Un altro edificio dedicato a Santa Maria Maggiore sorge nel luogo di un'antica chiesa duecentesca intitolata alla Madonna della Neve. Secondo le cronache, venne riedificato completamente tra il 1482 e il 1509 per volere di Niccolò Vitelli. La facciata in mattoni con le cornici terminali è un esempio dell'equilibrio essenziale dell'architettura rinascimentale. Il prospetto a salienti è dominato al centro dal portale, sormontato da un architrave in pietra serena.

Interni Rinascimentali e Ristrutturazioni

All'interno la chiesa è suddivisa in tre navate coperte da volte a crociera rafforzate da costoloni. Le volte sono sorrette da pilastri che, a loro volta, scandiscono lo spazio in cinque campate. La navata centrale termina in un'abside poligonale coperta da una volta ad ombrello.

Nella prima cappella a cornu evangelii si conserva frammentario un affresco con la Madonna con Bambino tra le sante Lucia, Caterina d'Alessandria e gli angeli musicanti. La decorazione, databile 1483, mostra l'influenza della pittura di Perugino e Pintoricchio. Da alcune antiche descrizioni sappiamo che nella parte in basso, ora scialbata, erano raffigurati in piccolo i prigionieri liberati da Niccolò Vitelli dopo la sconfitta del partito filopapale nel 1482.

Nella zona absidale si trova un pregevole coro ligneo in noce proveniente dalla chiesa delle terziarie agostiniane di Ognissanti. I restauri novecenteschi offrirono l'occasione di ripensare alcune decorazioni secondo un gusto più contemporaneo. Alessandro Bruschetti realizzò il Battesimo di Cristo e Santa Rosa da Viterbo in gloria all'inizio della navata sinistra (1939); accanto ad esso è Sant'Emidio vescovo, protettore dai terremoti, dipinto da Nemo Sarteanesi (1953).

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