La figura di Papa Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, continua a ispirare la Chiesa e i fedeli. Tra i numerosi aspetti del suo pontificato e della sua spiritualità, emerge anche la pratica delle indulgenze, strettamente legata alla preghiera e alla misericordia divina. Questo articolo approfondisce il contesto della vita di Papa Giovanni XXIII e le informazioni sull'indulgenza plenaria, con particolare riferimento alla recita del Padre Nostro.
Angelo Giuseppe Roncalli: La Vita e il Pontificato
Le Origini e la Formazione
Angelo Giuseppe Roncalli nacque a Sotto il Monte (Bergamo) il 25 novembre 1881. Con l'aiuto economico del parroco F. Rebuzzini, entrò nel corso ginnasiale del seminario di Bergamo nel 1892 e vestì l'abito clericale nel 1895, anno in cui iniziarono le sue "note spirituali" intitolate più tardi, nel 1902, Il giornale dell'anima.
Al seminario romano ebbe come maestri U. Benigni e C. Salotti, e come compagno, per un breve periodo, E. Pacelli (futuro Pio XII). Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1904 nella chiesa di S. Maria in Monte Santo. Fin dal 1902, la sua direzione spirituale era stata assunta dal padre redentorista F. Pitocchi. Il 13 luglio 1904 si laureò in teologia.
Primi Incarichi e la Guerra
Nel 1905 fu richiamato a Bergamo come segretario del nuovo vescovo G. Radini Tedeschi. Si dedicò, con la collaborazione di don P. Forno, allo studio dell'inedita visita pastorale di Carlo Borromeo del 1575, pubblicata molto più tardi (Gli atti della visita apostolica di s. Carlo Borromeo a Bergamo, I-V, Firenze 1936-57). Nel 1907 tenne una celebrazione per il terzo centenario di Cesare Baronio, accennando all'importanza degli studi positivi e all'armonizzazione del tomismo con le esigenze dei tempi e della scienza contemporanea. Approvò i "provvedimenti pontifici intesi a salvaguardare il clero dagli errori moderni", pur esprimendo dissenso per l'esasperazione dei toni polemici. Nel 1912 ebbe un ruolo di rilievo nella redazione della lettera collettiva dei vescovi lombardi per il XVI centenario dell'editto di Milano.
Chiamato alle armi nel maggio 1915, prestò servizio nella sanità come sottufficiale e, dal 28 marzo 1916, come cappellano militare, ma non fu mai sul fronte. Dopo Caporetto, in una lettera al fratello, manifestò sentimenti patriottici, sottolineando che "gli uomini passano e la patria resta".
Servizio Diplomatico e Patriarcato di Venezia
Nel dopoguerra presiedette la Casa dello studente e fu direttore spirituale del seminario vescovile di Bergamo. All'inizio del 1921 accettò di abbandonare Bergamo per assumere la carica di presidente del consiglio romano della Pia Opera per la propagazione della fede, destinata a occuparsi delle missioni. Questo segnò un nuovo corso nella sua vita, portandolo a contatto con l'apparato di governo della Santa Sede e con Benedetto XV, che il 7 maggio 1921 lo nominò prelato domestico. Iniziò una serie di viaggi in Europa per coordinare le attività missionarie e promuovere l'impegno missionario nelle diocesi italiane.
Designato visitatore apostolico in Bulgaria, fu ordinato vescovo il 17 marzo 1925, improntando la sua missione a rapporti di amicizia con la Chiesa ortodossa e all'opera di soccorso ai profughi. Nel 1929 salutò con esultanza la firma dei Patti Lateranensi. Nel 1935 fu nominato delegato apostolico in Turchia e Grecia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Roncalli adottò una regola di equidistanza tra gli Stati in conflitto, ma attivò rapporti cordiali con le autorità militari italiane a fini umanitari, e si distinse per l'aiuto ai profughi ebrei, "parenti e concittadini di Gesù".
Nel dicembre 1944 fu nominato nunzio apostolico a Parigi. Qui risolse la questione dei membri dell'episcopato sgraditi al governo francese e si immerse nella realtà del cattolicesimo francese. Concentrò la sua vita spirituale sulla meditazione del messale, del breviario, della Bibbia e dell'Imitazione di Cristo, coltivando l'esercizio "dell'amabilità con tutti, della indulgenza, del garbo e della pazienza", della simplicitas evangelica.
Nel novembre 1952 accettò il trasferimento nella sede patriarcale di Venezia. Creato cardinale il 12 gennaio 1953, fece l'ingresso a Venezia il 15 marzo. A 72 anni, Roncalli iniziava il suo primo autentico ministero pastorale, manifestando non solo le proprie doti personali, ma aspetti distintivi della sua concezione della Chiesa, dei suoi rapporti con la storia e con il mondo presente, giudicato senza preclusioni apocalittiche.
L'Elezione al Pontificato e il Concilio Vaticano II
Il 3 giugno 1963 moriva Papa Giovanni XXIII. Durante i suoi ultimi giorni, il Papa guardava il Crocifisso e conversava con Gesù, esprimendo una profonda intelligenza della Redenzione e del desiderio di unità per tutti gli uomini: "Egli mi guarda ed io gli parlo. Nelle lunghe e frequenti conversazioni della notte, il pensiero della redenzione del mondo mi è apparso più urgente che mai. Et alias oves habeo, quae non sunt ex hoc ovili - ‘ho altre pecore che non sono di questo ovile’. Quelle braccia dicono che lui è morto per tutti, per tutti: nessuno è respinto dal suo amore, dal suo perdono. Ma è particolarmente l'unum sint che il Cristo ha affidato come testamento alla Chiesa sua".
Questa visione era profondamente radicata nel cuore del Papa e gli permise di comprendere appieno il perché ripetesse così frequentemente le parole ut unum sint, ut unum sint. Sul letto di morte, il Papa era totalmente impregnato di quello che si potrebbe chiamare instinctus interior amoris: l'istinto interiore dell'amore. Finalmente egli aveva compreso che il Vangelo non è solo per la Chiesa, ma per gli uomini, per tutti gli uomini. Di conseguenza la Chiesa è essenzialmente profetica, rendendo testimonianza a Gesù Cristo e modellando la propria parola in modo che gli uomini possano riceverla. Questo è il vero senso dell'aggiornamento: capire, mediante lo Spirito, la corrispondenza nascosta fra l'Evangelo immutabile di Cristo e l'attesa - anch'essa nascosta - dell'uomo di oggi.
Il Papa, con i suoi "grandi gesti circolari con le mani, ci disse: ‘La Chiesa Cattolica è fatta di cerchi concentrici sempre più grandi, sempre più grandi...’". Questa immagine rivela una Chiesa che funge da centro aperto, promuovendo i vari cerchi non da se stessa, ma grazie alla potenza dello Spirito, che diffonde il Vangelo. La Chiesa si rallegra allora di essere al centro, ma dimentica subito il privilegio ricevuto: vive e celebra il Vangelo, l'annuncia, ma anche lo scopre, nella misura in cui esso sempre la precede.
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Il Tesoro Spirituale dell'Indulgenza
Cosa sono le Indulgenze
Quando il sacerdote assolve il peccato, è Cristo, in realtà, che assolve. Anche se la colpa viene rimessa, la conseguenza del peccato rimane, come una ferita: questa conseguenza si chiama pena temporale. È necessario curare questa ferita con il balsamo dell'indulgenza. Questa "cura" può essere fatta durante la vita e in Purgatorio, dopo la morte. La Chiesa raccomanda l'uso delle indulgenze, che Giovanni Paolo II ha definito "una comprensiva tessera di autentica cattolicità". Consigliarne l'uso non sminuisce il valore della Santa Messa, dei Sacramenti (in particolare la Riconciliazione), dei Sacramentali, né delle opere buone, di penitenza e di carità.
Non si può parlare di indulgenza senza una sincera conversione. Questo evidenzia che l'indulgenza è strettamente collegata ai Sacramenti ricevuti e spiega perché non si può applicarla ad altri che sono ancora in vita, ma solo a se stessi o ai defunti come suffragio.
Tipi di Indulgenza
Esistono due tipi di indulgenza:
- Indulgenza Plenaria: Cancella totalmente la ferita lasciata dal peccato, liberando completamente dalla pena temporale. Si può ricevere una sola volta al giorno.
- Indulgenza Parziale: Libera dalla pena temporale solo in parte. Si può ricevere più volte durante il giorno. Non stabilisce una quantità di giorni, mesi o anni condonati.
Il fedele in pericolo di vita, in assenza di un sacerdote che gli amministri i Sacramenti (Confessione, Comunione e Unzione degli Infermi), ottiene comunque l'Indulgenza Plenaria, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente qualche preghiera durante la sua vita. Per l'acquisto di questa indulgenza è raccomandabile l'uso del Crocifisso o della Croce. Le preghiere recitate abitualmente suppliscono in questo caso le condizioni necessarie richieste. Questa indulgenza può essere acquistata anche se, nello stesso giorno, se ne è già acquistata un'altra Plenaria.
Condizioni per l'Indulgenza Plenaria
Per acquistare un'indulgenza plenaria sono necessarie le seguenti condizioni:
- L'intenzione di non ricadere in una situazione di peccato, anche veniale.
- Riconciliazione con Dio attraverso il Sacramento della Confessione (entro 8 giorni prima e 8 giorni dopo il giorno in cui si riceve l'indulgenza). Con una sola Confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie.
- Ricevere la Comunione Eucaristica.
- Recitare una preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Si può recitare qualsiasi preghiera, secondo la propria devozione, oppure un Padre Nostro e un'Ave Maria.
Quando si può ricevere l'Indulgenza Plenaria (lista parziale)
Ecco alcune delle occasioni in cui è possibile ricevere l'Indulgenza Plenaria:
- Il giorno della Prima Comunione e ogni volta che si partecipa a una cerimonia di Prima Comunione.
- Ogni volta che, entrando in una chiesa, si fa visita a Gesù nel Santissimo Sacramento, restando in adorazione per mezz'ora.
- Ogni volta che con fede si legge la Sacra Scrittura per almeno mezz'ora.
- Quando con fede si recitano vocalmente e senza interruzione i Misteri del Santo Rosario (Gioiosi o Luminosi o Dolorosi o Gloriosi), in un luogo di culto e di fede o in famiglia, aggiungendo la meditazione dei Misteri.
- Ogni volta che si compie con devozione l'esercizio della Via Crucis, meditando la Passione e Morte di Gesù. Se impediti fisicamente, si può dedicare almeno mezz'ora alla lettura e meditazione.
- Visitando una delle quattro Basiliche Patriarcali di Roma (San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore), recitando con fede un Padre Nostro e un Credo, in specifiche festività o un giorno a scelta.
- Quando si riceve con fede la Benedizione Papale Urbi et Orbi, anche via radio o televisione, a mezzogiorno del giorno di Natale e Pasqua, e nel giorno dell'elezione del Sommo Pontefice.
- Nei Venerdì di Quaresima, recitando la preghiera "Eccomi, o mio amato e buon Gesù" dopo la Comunione Eucaristica, davanti al Crocifisso.
- Partecipando alla liturgia del Venerdì Santo, adorando e baciando la Croce.
- Il giorno della Festa della Divina Misericordia, compiendo un'opera buona in onore della Divina Misericordia o recitando un Padre Nostro e Credo alla presenza di Gesù Eucaristia con l'aggiunta di un'invocazione a Gesù Misericordioso.
- Partecipando devotamente alla Messa Solenne di conclusione di un Congresso Eucaristico.
- Partecipando agli esercizi spirituali per almeno tre giorni interi.
- Il giorno della festa del Sacro Cuore di Gesù, recitando pubblicamente l'Atto di riparazione "Gesù dolcissimo".
- Il 2 agosto, Festa del Perdono d'Assisi, visitando la chiesa della Porziuncola (Assisi), o una chiesa francescana o parrocchiale.
- Il giorno della Festa di Cristo Re, recitando pubblicamente l'Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re, "O Gesù dolcissimo, o Redentore".
- Usando devotamente un oggetto religioso benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo (Crocifisso, Rosario, Scapolare, medaglia) e recitando il Credo nella Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
- Durante una Missione Popolare o Eucaristica, ascoltando Omelie o prediche e partecipando alla Conclusione Solenne.
- Ogni volta che si partecipa devotamente alla Prima Messa di un neosacerdote (anche il neosacerdote ottiene l'indulgenza).
- Ogni volta che si partecipa devotamente alla Messa Solenne per il 25°, 50° e 60° anniversario dell'Ordinazione di un sacerdote (anche il sacerdote ottiene l'indulgenza).
- Visitando una delle Chiese Stazionali di Roma, nei giorni della Quaresima, e partecipando alle Sacre Funzioni.
- Durante un Sinodo Diocesano, visitando la chiesa destinata alle sedute e recitando un Padre Nostro e un Credo (una sola volta).
- Ogni volta che si recita con fede, durante la Funzione Solenne del Giovedì Santo e della Festa del Corpus Domini, il Tantum Ergo.
- Quando, l'ultimo giorno dell'anno, si recita pubblicamente l'inno Te Deum.
- Quando si recita pubblicamente, con fede, il primo giorno dell'anno e il giorno di Pentecoste l'inno Veni Creator.
- Se si visita una chiesa o un altare nel giorno della sua Consacrazione.
- Se si visita la chiesa della propria parrocchia nella Festa del santo al quale è dedicata o il 2 novembre, Festa di Tutti i Santi.
- Se si visita una chiesa o un oratorio dei Religiosi nella festa del Santo Fondatore.
- Dall'1 all'8 novembre, visitando il cimitero e pregando per i defunti, anche solo mentalmente (applicabile solo alle anime del Purgatorio, ogni giorno per un defunto diverso).
- Visitando una chiesa o un oratorio il 2 novembre (Commemorazione di tutti i fedeli defunti) (applicabile solo alle anime del Purgatorio).
- Visitando con fede una chiesa o un oratorio pubblico o semipubblico durante la Visita Pastorale e assistendo a una funzione presieduta dal Vescovo.
- Rinnovando, con qualsiasi formula, le Promesse Battesimali durante la celebrazione della Veglia Pasquale o nell'anniversario del Battesimo.
Indulgenza Parziale: Concessioni Generali e Specifiche (lista parziale)
L'Indulgenza Parziale si può ottenere in diverse circostanze, tra cui:
- Quando si compiono i propri doveri e si sopportano le contrarietà della vita, innalzando una preghiera fiduciosa a Dio.
- Quando si mettono se stessi o i propri averi a disposizione delle persone in necessità.
- Quando ci si priva spontaneamente e con sacrificio di qualcosa di lecito.
- Ogni volta che ci si segna con il Segno della Croce.
- Ogni volta che si visita, in una chiesa, Gesù nel Santissimo Sacramento.
- Se si recita con fede e senza interruzione un qualsiasi Mistero del Rosario.
- Se si recitano con fede le Lodi o i Vespri dell'Ufficio dei defunti.
- Quando si visita con fede una catacomba cristiana.
- Se, come insegnante, si impartisce un insegnamento della dottrina cristiana o, come discepolo, lo si riceve.
- Ogni volta che si partecipa con fede a una delle seguenti novene pubbliche: Novena di Pentecoste; Novena della Divina Misericordia; Novena dell'Immacolata Concezione; Novena di Natale.
- Se si usa devotamente un oggetto religioso benedetto da un sacerdote (Crocifisso, Rosario, scapolare, medaglia).
- Ogni volta che si recita una preghiera per ottenere vocazioni sacerdotali e religiose.
- Ogni volta che si prega o si medita mentalmente.
- Ogni volta che con fede si legge la Sacra Scrittura.
- Quando si ascolta con attenzione la predicazione della Parola di Dio (Omelia, predica e catechesi).
- Ogni volta che si partecipa a un ritiro spirituale mensile.
- Ogni volta che, nella festa di un Santo, si recita in suo onore l'orazione del Messale o un'altra approvata dalla Chiesa.
- Se si visita una delle Chiese Stazionali di Roma, nei giorni della Quaresima.
- Se si visita con fede il cimitero e si prega per i defunti (applicabile solo alle anime del Purgatorio).
- Se si visita con fede una chiesa o un oratorio pubblico o semipubblico durante la Visita Pastorale.
- Ogni volta che si rinnovano le Promesse Battesimali, con qualsiasi formula.
- Ogni volta che si recita una delle preghiere specifiche approvate dalla Chiesa, come l'Adoro Te devote, l'Angelus, l'Anima di Cristo, il Credo, il Padre Nostro e molte altre elencate nel Manuale pratico delle Indulgenze.

Il Pellegrinaggio Indulgenziale al Santuario Giovanni XXIII di Sotto il Monte
Nel contesto del progetto «Ora viene il Bello», proposto dall'Ufficio nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, il Santuario Giovanni XXIII di Sotto il Monte ha inaugurato il pellegrinaggio indulgenziale. Il percorso, di facile accesso a chiunque, ha inizio dalla Casa del Pellegrino, dove ogni fedele riceverà un opuscolo che accompagnerà la preghiera. Alla fine delle sei tappe (che si snodano lungo il Giardino della Pace), i pellegrini entrano nella Cappella di Santa Maria della Pace attraversando "la Porta della speranza", atto devozionale a cui Papa Francesco ha annesso l'Indulgenza Plenaria.
Mons. Claudio Dolcini, rettore del Santuario, spiega: «Si tratta di un piccolo evento di grazia che il Papa ha concesso alla Chiesa quale segno di ripartenza. I santuari, come spesso ricorda il Santo Padre, sono segni della presenza del Signore che, dalle nostre terre, sempre infonde coraggio, forza ma soprattutto perdono. È un semplice gesto che racconta esteriormente il cammino interiore di rinnovamento alla luce della volontà di Dio.» Nella Cappella della Pace, sono a disposizione i sacerdoti per amministrare il Sacramento della Riconciliazione o per un colloquio spirituale. Dopo la preghiera di fronte alle Reliquie di San Giovanni, ogni pellegrino riceverà una candela benedetta da portare nelle proprie case, "memore della carezza del nostro Santo, le lacrime possano asciugarsi dando spazio alla luce della speranza che è il Signore".
Preghiera di Rinnovo delle Promesse Battesimali (esempio)
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. O Padre, riconosco la grandezza del dono del battesimo che ho ricevuto: mi hai innestato in Cristo, tuo Figlio immergendomi nella sua morte e risurrezione, e sono rinato tuo figlio. Mi hai inserito nella tua Chiesa, comunità di salvezza, come membro attivo e responsabile; mi hai dato la gioia di credere in te, la consolazione della speranza e l'ardore della carità, la vita eterna. Il fedele, unito al Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, prega per il papa e per i bisogni dell'intera comunità cristiana. Sia lode e gloria nei secoli.