Papa Francesco e la Lavanda dei Piedi nel Giovedì Santo: Un Gesto di Servizio e Inclusione

Il Giovedì Santo riveste un significato profondo nella tradizione cristiana, commemorando l'Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli. Durante questa celebrazione, Gesù compì il gesto umile della lavanda dei piedi, un atto che simboleggia il servizio, l'amore incondizionato e l'umiltà. Papa Francesco ha fatto di questo rito un momento centrale del suo pontificato, scegliendo di celebrarlo in luoghi che incarnano il disagio e la sofferenza, portando un messaggio di prossimità e speranza ai più emarginati.

Papa Francesco che lava i piedi a detenuti

La Riforma del Rito: Apertura a Tutti i Membri del Popolo di Dio

Papa Francesco ha promosso una significativa modifica delle regole liturgiche che disciplinano il tradizionale rito della Lavanda dei Piedi durante la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo. Precedentemente, la rubrica prevedeva che le persone prescelte per ricevere la lavanda dei piedi dovessero essere esclusivamente uomini o ragazzi.

Nel 2015, con una lettera datata 20 dicembre 2014 e indirizzata al Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Bergoglio ha espresso l'intento di migliorarne le modalità di attuazione, affinché esprimano pienamente il significato del gesto compiuto da Gesù nel Cenacolo, il suo donarsi ‘fino alla fine’ per la salvezza del mondo, la sua carità senza confini. Dopo attenta ponderazione, il Papa è giunto alla deliberazione di apportare un cambiamento nelle rubriche del Messale Romano. Egli ha disposto che la rubrica venisse modificata, in modo tale che d'ora in poi i Pastori della Chiesa possano scegliere i partecipanti al rito tra tutti i membri del Popolo di Dio, includendo quindi anche donne e ragazze. Si raccomanda inoltre che ai prescelti venga fornita un'adeguata spiegazione del significato del rito stesso.

Il decreto che riforma il rito, firmato dal Cardinale Sarah, indica che i pastori possano scegliere un gruppetto di fedeli che rappresenti la varietà e l'unità di ogni porzione del popolo di Dio. Tale gruppetto può constare di uomini e donne, e convenientemente di giovani e anziani, sani e malati, chierici, consacrati, laici. Non è più obbligatorio che il numero sia di dodici, ma un gruppetto. Questa modifica vuole esprimere che il significato fondamentale del gesto è quello dell'amore di Dio per tutti e fino alla fine, prevalendo sull'aderenza storica al ricordo dei dodici apostoli.

La Visita al Carcere Minorile di Casal del Marmo: Un Esempio di Prossimità

Francesco, come già nel 2013, ha celebrato la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo nel carcere minorile di Casal del Marmo a Roma, dove ha compiuto il rito della Lavanda dei Piedi a ragazzi e ragazze di diverse età e nazionalità. L'accoglienza è stata festosa, con cori e doni realizzati dai giovani nel pastificio e nella falegnameria dell'istituto. La direttrice Maria Teresa Iuliano ha accolto il Papa al suo arrivo, esprimendo: Lei ci disarma con la sua dolcezza.

Il Rito della Lavanda dei Piedi e le Reazioni dei Giovani

Con un grembiule e le maniche arrotolate, il Papa si è chinato per lavare e baciare i piedi a dodici giovani detenuti (dieci ragazzi, di cui cinque maggiorenni e cinque minorenni, e due ragazze, una maggiorenne e una minorenne). Tra loro vi erano ragazzi di origine Sinti, un croato, un musulmano del Senegal, un rumeno e un russo.

Una vera lacrima è scesa sul volto di Usov, quasi diciottenne, russo di origine ma nato e cresciuto a Roma, che ha tatuato una lacrima all’angolo dell’occhio destro. Non si aspettava la forza dell’impatto di vedere il Papa chinarsi a lavargli e baciargli il piede. Inizialmente scherzava con un compagno, mascherando l’imbarazzo con battute sull’acqua fredda, ma quando il Papa è passato avanti dopo avergli stretto la mano, è scoppiato a piangere. Poi ha trovato il coraggio di sussurrargli all’orecchio: Papa Francesco, scusa, te posso da’ dopo na’ cosa? Il Papa ha annuito e sorriso, e Usov gli ha stretto e baciato la mano. Alla fine della visita, il ragazzo è riuscito a consegnare al Papa due pergamene.

Come Usov, si sono commossi anche gli altri giovani, tra cui il musulmano del Senegal. Francesco si è fermato con ognuno dopo aver compiuto il rito, stringendo le mani, porgendo l’orecchio per ascoltare le loro parole e battute. Il più emozionato è stato Matteo, di tratti mediorientali, barba nera incolta, che mentre aspettava il suo turno si è fatto tre volte il segno della Croce. Mamma mia, Papa Francesco, io ti voglio bene e prego sempre per te! ha esclamato, aggiungendo di unirsi sempre alle preghiere del Papa per la pace in Europa: Deve finire questa guerra.

Samuel, il più giovane del gruppo con i suoi quindici anni, ha espresso la sua felicità e ha anche scherzato sul suo passato e sulla sua permanenza a Casal del Marmo. Michele, diciassettenne, ha chiesto al Papa la grazia di uscire, offrendosi di portare la sedia a rotelle del Pontefice. Tutti lì a Casal del Marmo hanno affrontato crimini, ma la sensazione nell'ascoltarli è di grande tenerezza, che il Papa restituisce con questo gesto antico e sempre commovente.

L'Omelia del Papa: Il Significato del Servizio

La Messa è stata presieduta dal Pontefice, che ha pronunciato una breve omelia a braccio, incentrata sul gesto di Cristo di lavare i piedi ai discepoli. Ha spiegato che era un lavoro da schiavo e che Gesù lo ha fatto per far capire loro il messaggio del giorno dopo che sarebbe morto come uno schiavo, per pagare il debito di tutti noi. Ha sottolineato l'importanza di aiutarsi l'un l'altro anziché approfittarsi, evidenziando che sono gesti umani, universali, ma che nascono da un cuore nobile. E Gesù oggi con questa celebrazione vuole insegnarci questo: la nobiltà del cuore.

Rivolgendosi ai circa cinquanta ragazzi presenti, di diverse etnie e nazionalità, il Papa ha aggiunto: Ognuno di noi può dire: ‘Ma se il Papa sapesse le cose che io ho dentro...’. Ma Gesù le sa e ci ama cosi come siamo, e lava i piedi a tutti noi. Gesù non si spaventa mai delle nostre debolezze, non si spaventa mai perché Lui ha già pagato, soltanto vuole accompagnarci, vuole prenderci per mano perché la vita non sia tanto dura per noi. Ha inoltre ricordato che ognuno di noi può scivolare, e questa consapevolezza ci dà la dignità di essere peccatori, per cui Gesù è venuto per salvare voi, per servire voi.

La lavanda dei piedi di Francesco a Rebibbia

Momenti di Incontro e Speranza

Dopo la Messa, il Papa ha ricevuto due pacchi di pasta (penne rigate e mezzemaniche), prodotti dal panificio di Casal del Marmo, nato da un'ispirazione del Papa stesso dieci anni prima, quando disse ai ragazzi: Non lasciatevi rubare la speranza. Da allora sono nati vari progetti per insegnare un mestiere ai giovani, come corsi di barbiere, falegnameria e persino un laboratorio di musica rap.

Il Papa ha distribuito rosari ad agenti e operatori e uova di cioccolato ai ragazzi, che le hanno sollevate come trofei. Ha sorriso divertito nel corridoio giallo, mentre alcuni si inginocchiavano al passaggio della sedia a rotelle. Incontrando nuovamente la direttrice e il comandante, ha ascoltato il loro motto: ridare la speranza, e il comandante ha aggiunto: lei con il suo grande esempio ha rafforzato la nostra di speranza e così ci aiuta a ridarla a questi ragazzi. Il Papa ha risposto: Coraggio, continuate ad andare avanti, prima di congedarsi con la consueta richiesta: Pregate per me. A favore, eh, no contro.

La Messa in Coena Domini a Rebibbia Femminile: Il Perdono e il Servizio

In un'altra occasione, Papa Francesco ha scelto di celebrare la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo a Rebibbia femminile, davanti a circa duecento recluse di varie sezioni del penitenziario, tra cui una mamma col suo figlio di tre anni. Diverse le età, le provenienze e le confessioni delle detenute, che hanno accolto il Pontefice con applausi, lacrime e cori di W il Papa!.

L'Arrivo e l'Accoglienza

Sotto la tensostruttura del carcere, dove erano state allestite oltre duecento sedie, le detenute, insieme a guardie, volontari e suore, hanno preparato l'accoglienza. Il Papa è arrivato poco prima delle 16, accolto dalla direttrice Nadia Fontana. In sedia a rotelle ha percorso la fila di marmo, mentre le recluse e le suore gridavano W il Papa!. Jorge Mario Bergoglio ha aperto le braccia in segno di saluto, e alcune detenute si sono slanciate per baciargli la mano. Il dono per il Papa era un cesto con finocchi, cipolle, carciofi e altri ortaggi coltivati dalle stesse recluse nella serra interna al carcere.

Papa Francesco a Rebibbia femminile durante il Giovedì Santo

La Celebrazione e l'Omelia sull'Amore e il Perdono

La celebrazione, sobria e partecipata, ha fatto memoria dell'Ultima Cena del Signore. L'omelia di Francesco si è focalizzata su due episodi del Vangelo. Anzitutto la lavanda dei piedi: Gesù si umilia, Gesù con questo gesto ci fa capire quello che lui aveva detto: ‘Io non sono venuto per essere servito, ma per servire’. Ci insegna il cammino del servizio. L'altro episodio triste, ha detto il Pontefice, è il tradimento di Giuda che non è capace di portare avanti l’amore, e poi i soldi, l’egoismo lo portano a questa cosa brutta. Ma il Papa ha voluto sottolineare che Gesù perdona tutto. Gesù perdona sempre. Soltanto chiede che noi chiediamo il perdono, ricordando che Gesù non si stanca mai di perdonare: siamo noi a stancarci di chiedere perdono. Ha incoraggiato a non stancarsi mai di chiedere perdono, perché il Signore ci aspetta sempre, con le braccia aperte.

La Lavanda dei Piedi alle Detenute

A seguito dell'omelia, dodici donne di diverse nazionalità, età e religione (tra cui bulgare, italiane, Rom, nigeriane, peruviane, croate, bosniache, tra i quaranta e i cinquant'anni), si sono sedute su sgabelli di legno per ricevere il rito della Lavanda dei Piedi. La più anziana, visibilmente emozionata, si è messa la mano sul petto, mentre una ragazza, con il volto poggiato su un fazzoletto, è scoppiata in un pianto ininterrotto. Un'altra ha mandato un bacio a Francesco. Molte si sono sporte alla fine per dirgli grazie in varie lingue. Un nuovo applauso è salito dalla folla, dove in prima fila due sorelle erano abbracciate in lacrime.

Saluti e Messaggi di Speranza

Al termine della Messa, il piccolo Jairo, il figlio di tre anni di una detenuta, ha ricevuto un uovo di cioccolato dal Papa. Un altro regalo, un quadro di una Madonna col bambino, è stato consegnato per l'intero penitenziario. Francesco ha confidato che gli era stato regalato e ha subito pensato alle donne che soffrono la lontananza dai loro figli. Ha poi regalato rosari a tutte le recluse incontrate sulla via d'uscita, scherzando con una, Gioia senegalese, sul fatto di essere entrambi in sedia a rotelle. Un fuori programma si è verificato con una donna di origine africana che, in preda al disagio, ha urlato il suo dolore, e il Papa l'ha accarezzata, tranquillizzata e ha pregato per lei. Nel saluto finale, la direttrice Fontana ha detto al Pontefice: La sua presenza qui, oggi, è per ciascuno di loro un raggio di sole che scalda il cuore e ravviva la speranza di poter ricominciare, anche quando ci si trova a ripartire da zero. Francesco ha incoraggiato tutti ad andare avanti, prima di congedarsi per fare ritorno in Vaticano.

Un Ministero all'Insegna della Tenerezza e della Speranza

Le scelte di Papa Francesco per la celebrazione della Lavanda dei Piedi nel Giovedì Santo, in luoghi come il carcere minorile di Casal del Marmo e il penitenziario femminile di Rebibbia, riflettono il suo costante desiderio di portare il messaggio evangelico di servizio e amore incondizionato alle periferie esistenziali. Il suo impegno si estende anche a momenti in cui, pur non potendo compiere il rito, esprime comunque vicinanza, come nella visita alla Casa Circondariale di Regina Coeli, dove, impossibilitato a celebrare la lavanda dei piedi, ha comunque incontrato circa settanta detenuti di varie nazionalità, pregando con loro e impartendo la benedizione, assicurando: Prego per voi e per le vostre famiglie. Questi gesti rafforzano la speranza e la dignità in contesti di fragilità e difficoltà, dimostrando che la Chiesa è chiamata a essere serva di tutti, specialmente dei più vulnerabili.

tags: #papa #francesco #in #ginocchio #giovedi #santo