Madre Teresa: Tra Santità, Controversie e Storie di Salvezza

La figura di Madre Teresa di Calcutta, universalmente riconosciuta come simbolo di carità e dedizione agli ultimi, è stata nel tempo oggetto di riflessioni complesse, che ne hanno evidenziato sia la grandezza spirituale sia le controversie legate alla gestione degli aiuti umanitari e delle cure mediche.

Controversie e Critiche sull'Opera di Madre Teresa

Dopo la denuncia di Christopher Hitchens, la giornalista olandese Linda Polman ha riaperto il caso della “Santa” di Calcutta, sottolineando come, all'interno delle sue strutture, i malati spesso non ricevessero i farmaci necessari e come fondi cospicui fossero accumulati su conti privati all’estero.

Polman, ospite del Festival internazionale di Ferrara, ha espresso la sua esperienza diretta: «Ero a Calcutta quando era ancora viva e gestiva un grande ospedale. Circondato da mura altissime, era il terrore dei bambini che si sentivano dire: guarda che se non stai buono viene madre Teresa e ti porta via. Di fatto - denuncia la giornalista - varcate quelle mura la gente moriva senza cure mediche e medicine».

Ospedale gestito dalle Missionarie della Carità a Calcutta

Inchieste giornalistiche successive alla scomparsa di Madre Teresa hanno portato alla luce l'esistenza di suoi conti all'estero, un aspetto già trattato da Christopher Hitchens nel libro "La posizione della missionaria". Secondo Polman, Madre Teresa, canonizzata dal Vaticano, avrebbe «scippato un sogno umanitario». La giornalista aggiunge che «il problema siamo noi che vogliamo credere in queste illusioni, che vogliamo ostinatamente credere che madre Teresa fosse una gran donna che aiutava i poveri. Se andiamo a guardare i libri dei conti, se facciamo un po’ di ricerche, invece, si scopre che la storia delle Ong religiose ha sempre un dark side».

Questo lato oscuro si manifesterebbe anche nel "ricatto religioso", una pratica descritta dallo scrittore Alan Drew nel libro "Nei giardini d’acqua", dove cibo veniva offerto in cambio di abiura delle proprie convinzioni e conversione. Polman commenta che «se le organizzazioni umanitarie cristiane vanno ad aiutare lo fanno per conquistare anime».

Le Storie di "Bambini Salvati": Un Esempio di Carità Concreta

Nonostante le critiche e le controversie, l'operato di Madre Teresa e l'impegno da lei ispirato hanno indubbiamente cambiato il destino di molte persone, in particolare bambini, offrendo loro speranza e una nuova vita.

Il Ricongiungimento di Bogdan e Cyprian

Una storia commovente riguarda Bogdan, 31 anni, e Cyprian, qualche anno più vecchio, due giovani la cui esistenza era stata messa a dura prova nei loro primi anni di vita in Romania. Abbandonati e soli sotto il regime del dittatore Ceausescu, i due bambini hanno iniziato la loro vita in un orfanotrofio fino a quando le suore missionarie della carità di Bucarest si sono occupate di loro. Madre Teresa di Calcutta, qualche anno dopo, li ha portati a Roma, dove le loro strade si sono separate.

Il ricongiungimento tra i due è avvenuto 25 anni dopo ad Assisi, grazie all'impegno di Danila Passarella, la donna di Rovigo che ha adottato Bogdan nel 1993. Danila e suo marito, desiderosi di aiutare un bambino abbandonato, sono stati contattati dalle Missionarie della Carità riguardo a Bogdan, un bambino di sei anni e mezzo denutrito. «Ci siamo fatti avanti e abbiamo conosciuto Madre Teresa personalmente», racconta Danila.

Bogdan è cresciuto accudito e felice a Rovigo, integrandosi nella sua nuova famiglia e nel tessuto sociale. Tuttavia, ha sempre covato il desiderio di ritrovare l'amico d'infanzia Cyprian. Grazie a un viaggio organizzato in Romania e, successivamente, alle ricerche di Danila su internet, è stato possibile rintracciare Cyprian. Si è scoperto che aveva problemi agli occhi ma aveva vinto gare di nuoto per disabili, inclusa una medaglia d’oro alle Special Olympics. L'incontro tra i due, avvenuto all’Istituto Serafico di Assisi, è stato un momento di grande emozione e felicità.

La Storia di Ciprian: Dal Negato al Miracoloso

La vicenda personale di Ciprian è particolarmente toccante e illustra l'impatto diretto di Madre Teresa. Nato in un piovoso giorno di gennaio a Tirgoviste, in Romania, durante la dittatura di Nicolae Ceausescu, Ciprian presentava gravi complicazioni alla nascita: le ossa del cranio non si erano saldate e aveva problemi alla vista. Abbandonato dalla madre per via della sua disabilità, trascorse i primi anni in un orfanotrofio con scarse condizioni igieniche e cibo insufficiente, senza le cure necessarie per la sua grave condizione.

Un giorno, Madre Teresa di Calcutta varcò la soglia dell'orfanotrofio. Colpita dalla tragicità della storia di Ciprian, che era quasi completamente cieco e aveva un tumore al naso, «s’inginocchia e lo prende in braccio». Con tono deciso, proclamò: «L’ospedale del Papa lo curerà, ti curerà, bambino mio!». Gli diede un bacio e lo portò via, promettendo di salvarlo dalla malattia, dall’abbandono e dai pregiudizi.

Madre Teresa tiene in braccio un bambino malato in un orfanotrofio

La sua nuova casa divenne l'istituto delle Suore Missionarie della Carità a Bucarest, poi gli fu permesso di arrivare in Italia. Accolto nel convento delle Suore Missionarie a Roma, Ciprian fu curato prima all'Ospedale Bambino Gesù e poi al Policlinico Gemelli, dove fu sottoposto a nove difficilissimi interventi che scongiurarono il pericolo di morte e gli permisero di salvare parte della vista dall'occhio destro. Madre Teresa non si è mai dimenticata di lui, seguendolo durante le operazioni e facendogli da madrina di battesimo nel 1995. Nonostante il Tribunale dei Minori di Roma avesse dichiarato lo stato di adottabilità, la sua disabilità spaventò le famiglie e nessuno ebbe il coraggio di accoglierlo.

Ciprian trovò finalmente una famiglia al Serafico di Assisi all'età di 18 anni, dove vive ancora oggi. Come afferma Francesca Di Maolo, presidente del Serafico, un modello di eccellenza italiana e internazionale nella riabilitazione, «nell’impossibilità di trovare una mamma e un papà, le Suore della Carità bussarono alla porta del Serafico. Da allora siamo noi la sua famiglia». Al Serafico, Ciprian è fiorito: è attore negli spettacoli del laboratorio teatrale, pittore al laboratorio grafico, marciatore e campione di nuoto paralimpico, avendo vinto una medaglia d’oro alle Special Olympics nel 2014. È una persona allegra, felice e manuale, che ama smontare gli oggetti. Oggi ha una famiglia vera che lo accoglie durante le feste più importanti dell'anno.

La Storia di Ashu e l'Impegno di Dominique Lapierre

L'incontro con Madre Teresa in India ha profondamente segnato anche la vita dello scrittore e reporter Dominique Lapierre, autore de "La città della gioia". A partire dai primi anni Ottanta, Lapierre si è dedicato a mobilitare migliaia di persone in tutto il mondo per una nobile causa, ispirato dal messaggio di Madre Teresa: «Non è necessario venire a Calcutta per cambiare il mondo».

Attraverso il suo impegno, Lapierre ha raccontato storie di speranza e salvezza. Un esempio è quella di Ashu, un ragazzo di diciotto anni incontrato da Lapierre a Calcutta. Molti anni prima, all'età di sette anni, Ashu era stato ricoverato in uno dei dispensari supportati, dove era stato salvato da lebbra, tubercolosi e malnutrizione. Grazie al sostegno ricevuto, ha potuto studiare e ottenere un diploma di ingegnere meccanico. Questo traguardo gli ha permesso di trovare un'occupazione, comprare un pezzo di terreno e costruire una casa, consentendo a tutta la sua famiglia di lasciare la bidonville dei lebbrosi e vivere finalmente una vita normale. Lapierre sottolinea come l'amore e «pochi soldi» possano cambiare la vita di moltissime persone.

Giovane ingegnere indiano Ashu che mostra il suo diploma

La Canonizzazione e il Miracolo Riconosciuto

Il percorso di Madre Teresa verso la santità culminò il 4 settembre 2016, quando venne proclamata Santa in Vaticano, esattamente un giorno prima del 19° anniversario della sua scomparsa.

Nel dicembre 2015, Papa Francesco aveva già riconosciuto con il decreto di canonizzazione il miracolo attribuito alla religiosa albanese, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità. Si tratta della guarigione straordinaria di Marcilio Haddad Andrino, un ingegnere brasiliano oggi quarantaduenne. Nel 2008, Marcilio era entrato in coma a causa di ascessi cerebrali multipli con idrocefalo ostruttivo. Mentre lo staff medico si preparava per un intervento d'urgenza, la moglie Fernanda, disperata, chiese a un sacerdote di pregare accanto al letto di Marcilio e di amministrare il sacramento dell'unzione degli infermi, posizionando un'immaginetta di Madre Teresa sul cuscino del marito.

Poco prima dell'intervento, Marcilio, che non era mai uscito dal coma, aprì improvvisamente gli occhi. Con la vista offuscata, chiese stupito cosa fosse successo. Il chirurgo decise di non procedere con l'intervento; una successiva TAC rivelò che l'infezione iniziale si era ridotta del 70%. Marcilio guarì totalmente, senza strascichi, e, nonostante le prolungate cure farmacologiche a cui era stato sottoposto avessero causato uno stato di sterilità, ebbe due bambini. Dopo un esame del caso, il 10 settembre 2015, la Consulta medica della Chiesa cattolica dichiarò all'unanimità la scomparsa della malattia "scientificamente inspiegabile", e i consultori teologi riconobbero una «perfetta connessione di causa ed effetto tra l’invocazione univoca alla beata Madre Teresa e l’improvvisa guarigione».

Ritratto di Marcilio Haddad Andrino con la sua famiglia

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