Medjugorje e il Discernimento della Chiesa sotto Papa Francesco

La storia dei fenomeni spirituali di Medjugorje, iniziati nel giugno 1981, ha sempre rappresentato un punto di dibattito e attenta valutazione all'interno della Chiesa cattolica. Dopo anni di studi e commissioni, è giunto il momento di una conclusione chiara da parte della Santa Sede, culminata nel nulla osta di Papa Francesco che riconosce ufficialmente il sito come meta di pellegrinaggio.

Foto aerea del santuario di Medjugorje, con la chiesa di San Giacomo in evidenza e i monti Krizevac e Podbrdo sullo sfondo.

La Posizione di Papa Francesco e il Contesto Ecclesiastico

Jorge Mario Bergoglio, fin dai primi anni del suo pontificato, si è espresso riguardo al fenomeno di Medjugorje, talvolta con parole che invitavano alla prudenza. Già il 14 novembre 2013, Papa Francesco si riferiva ai veggenti con cautela, spiegando come «la curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: “Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna”», ricordando poi come «la Madonna è Madre! E ci ama a tutti noi. Ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni». In quell'occasione, non mancò un riferimento alle «novità» che «allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo», perché «Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione: viene nella saggezza».

Ad un anno e mezzo di distanza, il Pontefice è tornato sull'argomento. Durante il viaggio apostolico a Sarajevo, il 7 giugno, rispondendo a una domanda, Papa Francesco ha ricordato come «sul problema di Medjugorje papa Benedetto XVI, a suo tempo, aveva fatto una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini; c’erano anche altri Cardinali, teologi e specialisti lì. Hanno fatto lo studio e il cardinale Ruini è venuto da me e mi ha consegnato lo studio, dopo tanti anni - non so, 3-4 anni più o meno. Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro». Ha inoltre menzionato che erano «lì lì per prendere delle decisioni» e che «per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti ai vescovi».

In un'omelia mattutina a Santa Marta, il Pontefice ha messo in guardia dalle «spiritualità cristiane un po’ eteree», dagli «gnostici moderni» e da coloro «che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana» e vanno cercando «“Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?” Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana». Queste parole, che riprendevano l'immagine del «capoufficio della Posta», sono state ricollegate da molti al fenomeno di Medjugorje. Tuttavia, a ben guardare, le parole di papa Francesco si riferivano più verosimilmente a «quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana» e hanno «dimenticato che sono stati scelti, unti» e che già «hanno la garanzia dello Spirito». Si tratta della tentazione di dimenticare che «la croce è uno scandalo» e che l’identità cristiana è «un’identità che non cerca di adattarsi alle cose» fino «a perdere il sapore del sale».

Il Ruolo di Paolo Brosio e le Testimonianze di Guarigione

Paolo Brosio, noto giornalista e autore nato ad Asti nel 1956, risiede a Forte dei Marmi e ha avuto una carriera televisiva di rilievo. Dopo aver diretto l'ufficio stampa del Pisa Calcio, è diventato professionista al Secolo XIX e ha iniziato la carriera televisiva in Fininvest come inviato speciale di "Studio Aperto" su Italia 1, per poi passare al TG4 con Emilio Fede, seguendo la vicenda di Tangentopoli. Ha anche condotto programmi come Linea Verde, telecronache della Juventus e un programma di successo sul Giro d’Italia. Al Santo Padre, che sul volo di ritorno da Fatima espresse forti dubbi sulle apparizioni dei sei veggenti protratte per oltre trent'anni, Brosio ha scritto una lettera aperta in cui afferma con forza: «Ma come, papa Francesco, perché ti meravigli? Certo che la Madonna deve parlare e mandarci messaggi tutti i giorni. Certo, perché con la testa che abbiamo noi figli, con la cervice dura di questa umanità dal cuore di pietra, che cosa dovrebbe mai fare la Madonna? Stare zitta? Perché vogliamo imbavagliare la Vergine Santa e lasciare che la Chiesa, e quindi tutti noi, lentamente scivoliamo verso una deriva catastrofica?». Brosio si professa convinto: «Sarò sempre dalla Tua parte, ti difenderò perché mi hai salvato la vita e sono assolutamente certo che Tu sia proprio Maria di Nazareth, Madre di Gesù nostro Signore».

Il racconto delle apparizioni di Medjugorje si affianca a un preciso resoconto sul lungo "filo celeste" che lega Fatima a Medjugorje, fino a includere misteriose e inspiegabili guarigioni. Tra queste, si citano quelle straordinarie di fra Stefano sul monte Krizevac, di Raffaella che recupera la vista sul monte Podbrdo davanti a Brosio come testimone oculare, del piccolo Giuseppe sanato istantaneamente da una grave neurodermite e di mamma Anna dopo il drammatico ritorno dal pellegrinaggio in Bosnia.

Foto di un gruppo di pellegrini che sale il Krizevac a Medjugorje, un luogo chiave delle apparizioni.

Il Lavoro dell'Inviato Speciale

Aggiornatissime sono state le notizie sul lavoro dell'"inviato speciale" del papa, monsignor Henryk Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga, allo scopo di acquisire per la Santa Sede approfondite conoscenze sulla situazione pastorale a Medjugorje. La sua nomina e il suo operato sono stati passaggi cruciali per il discernimento finale della Chiesa.

La "Nota" "La Regina della Pace": Il Discernimento Ufficiale della Santa Sede

CITTÀ DEL VATICANO. Il verdetto è stato pronunciato: papa Francesco dà il nulla osta per Medjugorje. È arrivato «il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di vescovi, teologi, commissioni e analisti». Esordisce così «La Regina della Pace», nota sull’esperienza spirituale legata al villaggio della Bosnia Erzegovina, firmata dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e dal segretario per la sezione dottrinale monsignor Armando Matteo. Un documento approvato dal Papa, che riconosce la bontà dei frutti spirituali legati all’esperienza di Medjugorje, autorizzando i fedeli ad aderirvi - secondo quanto stabilito dalle nuove norme per discernere questi fenomeni - in quanto «si sono verificati molti frutti positivi e non si sono diffusi nel popolo di Dio effetti negativi o rischiosi».

Infografica che schematizza il processo di discernimento della Chiesa Cattolica su Medjugorje.

I Frutti Spirituali Riconosciuti

I luoghi legati al fenomeno Medjugorje sono meta di pellegrinaggi da tutto il pianeta. La Nota sottolinea che «i frutti positivi si rivelano soprattutto come la promozione di una sana pratica di vita di fede» in accordo con la tradizione della Chiesa. Si registrano:

  • «abbondanti conversioni» di persone che hanno scoperto o riscoperto la fede;
  • il ritorno alla confessione e alla comunione sacramentale;
  • numerose vocazioni;
  • «molte riconciliazioni tra coniugi e il rinnovamento della vita matrimoniale e familiare»;
  • «numerosissime guarigioni».

Bisogna menzionare «che tali esperienze avvengono soprattutto nel contesto del pellegrinaggio ai luoghi degli eventi originari piuttosto che durante gli incontri con i “veggenti” per presenziare alle presunte apparizioni». La parrocchia del piccolo paese dell’Erzegovina è luogo di adorazione, preghiera, seminari, ritiri spirituali, raduni di giovani e «sembra che a Medjugorje le persone si rechino soprattutto per rinnovare la propria fede piuttosto che in ragione di precise richieste concrete». Sono nate opere di carità che si occupano di orfani, tossicodipendenti, disabili e si registra anche la presenza di gruppi di cristiani ortodossi e di musulmani.

Analisi dei Messaggi Centrali

Il giudizio complessivamente positivo riguarda anche i messaggi, pur con dei chiarimenti su alcune espressioni. La Nota continua analizzando gli aspetti centrali dei messaggi, a partire da quello della pace intesa non solo come assenza di guerra ma anche in un senso spirituale, familiare e sociale. Il titolo più originale che la Madonna attribuisce a se stessa è infatti «Regina della Pace. Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione» (16 giugno 1983). È una pace frutto della carità vissuta, che «implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici», aspetto che si comprende meglio «nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose».

Emerge con frequenza l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore: «Possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio». Inoltre l’«intercessione e l’opera di Maria appaiono chiaramente sottomesse a Gesù Cristo come autore della grazia e della salvezza in ogni persona». Maria intercede, ma è Cristo che «ci dà la forza, pertanto, tutta la sua opera materna consiste nel motivarci ad andare verso Cristo»: «Lui vi darà la forza e la gioia in questo tempo. Io vi sono vicina con la mia intercessione» (25 novembre 1993). Altri messaggi invitano a riconoscere l’importanza di chiedere l’aiuto dello Spirito Santo: «La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto» (21 ottobre 1983). Nei messaggi si individua poi «un costante invito ad abbandonare uno stile di vita mondano e un eccessivo attaccamento ai beni terreni con frequenti inviti alla conversione, che fa diventare possibile la vera pace nel mondo». Proprio la conversione sembra essere il fulcro del messaggio di Medjugorje.

C’è anche una «insistente esortazione a non sottovalutare la gravità del male e del peccato e a prendere molto sul serio la chiamata di Dio a lottare contro il male e contro l’influsso di Satana», indicato come origine dell’odio, della violenza, della divisione. Fondamentali sono anche il ruolo della preghiera e del digiuno, come pure la centralità della messa, dell’importanza della comunione fraterna e la ricerca del senso ultimo dell’esistenza nella vita eterna.

Chiarimenti su Aspetti Problematici dei Messaggi

La seconda parte del testo rimarca come «alcuni pochi» messaggi si allontanino dai contenuti fin qui elencati. E dunque «per evitare che questo tesoro di Medjugorje sia compromesso, è necessario chiarire alcune possibili confusioni che possono condurre gruppi minoritari a distorcere la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale». Se si leggono parzialmente alcuni messaggi, essi possono apparire «connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi» anche se qualche errore può non essere «dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno».

In alcuni casi «la Madonna sembra mostrare una qualche irritazione perché non sono state seguite alcune sue indicazioni; avverte così su segni minacciosi e sulla possibilità di non apparire più». Ma in realtà altri messaggi offrono una giusta interpretazione: «Quelli che fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono: “In tale anno, in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo verrà se il mondo non si converte. Perciò invito tutti alla conversione» (15 dicembre 1983). Ci sono poi messaggi per la parrocchia nei quali la Madonna sembra desiderare un controllo su dettagli del cammino spirituale e pastorale, «dando così l’impressione di volersi sostituire agli organismi ordinari di partecipazione». Altre volte insiste sull’ascolto e l’accettazione dei messaggi, insistenza probabilmente provocata «dall’amore e dal generoso fervore dei presunti veggenti che con buona volontà temevano che le chiamate della Madre alla conversione e alla pace fossero ignorate».

L’insistenza diventa più problematica quando i messaggi «si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie». In realtà è la stessa Madonna a relativizzare i propri messaggi sottomettendoli al valore della Parola rivelata nella Scrittura:

  • «Non andate in cerca di cose straordinarie, ma piuttosto prendete il Vangelo, leggetelo e tutto vi sarà chiaro» (12 novembre 1982);
  • «Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo» (19 settembre 1981);
  • «Non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce. Voi, figli miei, tornate alla Scrittura!» (02 febbraio 2018).

Nel documento vaticano si indicano come problematici quei messaggi che attribuiscono alla Madonna le espressioni «il mio piano», «il mio progetto», che «potrebbero confondere. In realtà, tutto quanto Maria compie è sempre al servizio del progetto del Signore e del suo piano divino di salvezza». Come pure non bisogna erroneamente «attribuire a Maria un posto che è unico ed esclusivo del Figlio di Dio fatto uomo». Il Dicastero per la Dottrina della Fede sottolinea invece un messaggio che può essere considerato come una sintesi della proposta del Vangelo attraverso Medjugorje: «Desidero avvicinarvi sempre di più a Gesù e al suo cuore ferito» (25 novembre 1991).

Il Nulla Osta: Significato e Implicazioni Pastorali

Sebbene questo «non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale» e ricordando che nessuno è obbligato a credervi, il nulla osta - emesso dal vescovo di Mostar-Duvno in accordo con la Santa Sede - indica che i fedeli «possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale e autorizza il culto pubblico». La Nota precisa inoltre che «la valutazione positiva della maggior parte dei messaggi di Medjugorje come testi edificanti non implica dichiarare che abbiano una diretta origine soprannaturale». E pur esistendo - com’è noto - diversi pareri «circa l’autenticità di alcuni fatti o su alcuni aspetti di questa esperienza spirituale, le autorità ecclesiastiche dei luoghi dove essa sia presente sono invitate ad apprezzare il valore pastorale e promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale». Ferma restando la potestà di ogni vescovo di prendere decisioni prudenziali nel caso vi siano persone o gruppi che «utilizzando inadeguatamente questo fenomeno spirituale, agiscano in un modo sbagliato». Il Dicastero invita infine chi si reca a Medjugorje «ad accettare che i pellegrinaggi non si fanno per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace».

Andrea Tornielli, direttore editoriale dei Media vaticani, commenta e illustra su Vatican News: «Il via libera ufficiale alla devozione e all’esperienza spirituale che ha avuto inizio a Medjugorje nel giugno 1981, quando sei ragazzi hanno raccontato di aver visto la Madonna, è stato possibile grazie agli abbondanti frutti positivi constatati in questa parrocchia visitata da milioni di persone e in tutto il mondo: pellegrinaggi, conversioni, ritorno ai sacramenti, matrimoni in crisi che si ricostruiscono». È a questi elementi che ha sempre guardato papa Francesco, «fin quando era vescovo in Argentina: la pietà popolare che muove tante persone verso i santuari va accompagnata, corretta quando è necessario, ma non soffocata. Nel giudicare i presunti fenomeni soprannaturali bisogna sempre prestare attenzione proprio ai frutti spirituali». Corrisponde a «questo sguardo del Successore di Pietro l’aver sganciato, grazie alle nuove norme pubblicate lo scorso maggio, il giudizio della Chiesa dalla più impegnativa dichiarazione di soprannaturalità. Quest’ultima potrà ancora esserci, ma non bisogna più attenderla per autorizzare culto, devozioni e pellegrinaggi, se non vi sono inganni o interessi nascosti, se i messaggi sono ortodossi e soprattutto si riscontrano tante esperienze positive. Grazie al cuore di pastore di Francesco avviene dunque il pronunciamento su una delle apparizioni mariane più conosciute e più contrastate dell’ultimo secolo».

La Nota «riconosce la bontà dei frutti, presenta un giudizio complessivamente positivo dei tantissimi messaggi legati a Medjugorje che nel corso di questi anni sono stati divulgati, correggendo alcuni testi problematici e alcune interpretazioni che possono aver risentito dell’influenza soggettiva dei veggenti. A proposito degli ex ragazzi protagonisti del fenomeno, negli anni oggetto di controversie e anche di accuse, il documento chiarisce fin dalle prime righe che il nulla osta non implica un giudizio sulla loro vita morale e che in ogni caso i doni spirituali “non esigono necessariamente la perfezione morale delle persone coinvolte per poter agire”». Al tempo stesso, «proprio il fatto che sia stato concesso il nulla osta, sta a significare che non sono stati rilevate menzogne, falsificazioni o mitomanie».

Il Documento «valorizza i due nuclei centrali del messaggio di Medjugorje: quello della conversione e del ritorno a Dio e quello della pace. Quando il fenomeno ha avuto inizio e Maria si è presentata come “Regina della Pace”, nessuno poteva immaginare che proprio quelle terre sarebbero state teatro di cruenti scontri durante la guerra dei Balcani».

L’Em.mo Card. “Pesenti”, che non nasconde la sua «freddezza» rispetto al fenomeno, ha analizzato un campione di 1049 questionari, compilati da pellegrini che si sono recati a Medjugorje tra l’aprile e l’ottobre 2015. Questa informazione, sebbene datata e riferita a un campione specifico, indica l'interesse di lunga data per il fenomeno. Con il nulla osta del Papa, Medjugorje si conferma come una delle più importanti e ispiratrici mete di pellegrinaggio nel mondo cristiano. Questo riconoscimento papale apre ancora di più Medjugorje come destino privilegiato per chi cerca momenti di riflessione spirituale e rinnovamento personale.

Cronistoria delle Decisioni Ecclesiastiche su Medjugorje

Le presunte apparizioni iniziano il 24 giugno 1981 nella parrocchia San Giacomo, affidata ai Francescani nella diocesi di Mostar-Duvno (ex Jugoslavia, oggi Bosnia ed Erzegovina). Due ragazze, Ivanka Ivanković e Mirjana Dragičević, vanno in località Podbrdo: all’improvviso, Ivanka (non Mirjana) vede la Madonna. Lo stesso giorno sei ragazzi vedono nello stesso luogo Maria con un bambino in braccio. Sono Vicka Ivanković, Ivan Dragičević, Ivan e Milka Pavlović, Marija Pavlović e Jakov Čolo.

  1. 21 luglio 1983: Mons. Pavao Žanić, vescovo di Mostar, incontra i «veggenti», si convince che «non mentono» e invia alla Dottrina della fede una relazione manifestando «fortissimi dubbi».
  2. 12 ottobre 1984: La Conferenza episcopale richiama la competenza dell’autorità ecclesiastica e proibisce i pellegrinaggi ufficiali.
  3. 1986: La commissione diocesana sentenzia (11 contro 4) «Non constat de supernaturalitate» (non consta il carattere soprannaturale).
  4. 1991: La Congregazione vaticana affida all’episcopato un nuovo esame; la «dichiarazione di Zadar (Zara)» emessa afferma: «Non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali».
  5. 1994: Mons. Ratko Perić, nuovo vescovo di Medjugorje, chiede a Giovanni Paolo II di istituire una Commissione per un verdetto definitivo. Nonostante alcuni pareri positivi del Papa, la visita di Wojtyla a Medjugorje salta per il contrasto del vescovo Perić.
  6. 1998: La Congregazione permette i pellegrinaggi privati a condizione che non si dichiari Medjugorje «luogo di apparizioni autentiche».
  7. 14 gennaio 2008: Benedetto XVI istituisce una Commissione internazionale presieduta dal card. Camillo Ruini che nel gennaio 2014 emette le proprie conclusioni, le quali non vengono rese note pubblicamente.
  8. Dicembre 2015: Papa Bergoglio avoca a sé ogni decisione.
  9. 2017: Nomina il polacco mons. Henryk Hoser inviato speciale della Santa Sede.
  10. 14 gennaio 2019: Dispone: «È possibile organizzare pellegrinaggi ma non è l’autenticazione delle apparizioni».

Il cardinale Víctor Manuel Fernández ha definito il «punto più oscuro e triste il lungo conflitto tra Francescani ribelli e vescovi». Il cardinale Joseph Ratzinger già nel 1985 sosteneva la separazione tra il giudizio dell’eventuale «soprannaturalità» e i frutti spirituali. Francesco afferma: «Il nocciolo è il fatto spirituale e pastorale: gente che va e si converte, incontra Dio, cambia vita» e ribadisce «assolutamente sufficiente il “nihil obstat” e non c’è bisogno di andare oltre. Dite ai fedeli: potete pregare, il culto è pubblico, si possono fare pellegrinaggi e questi messaggi si possono leggere». Sugli eventuali messaggi futuri «è necessaria prudenza perché la Madonna non comanda che qualcosa venga comunicato».

L'Opposizione Iniziale: la "Macchina del Fango"

Fin dai primi anni Ottanta, una ricostruzione giornalistica avvincente rivela come i servizi segreti della ex Jugoslavia comunista e dell'allora "cortina di ferro sovietica" avessero attivato una poderosa macchina del fango per screditare, distruggere e annientare le apparizioni mariane con pugno deciso e indagini arbitrarie contro i veggenti, i francescani della provincia di Mostar e, per conseguenza, contro la chiesa di Medjugorje e le parrocchie circostanti.

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